
il generale David Petraeus parla all'università di Princenton. Credits: LaPresse
Lui si schernisce, smentisce, non conferma. Lui afferma che è già felice di servire il suo paese nel modo in cui lo ha fatto in questi anni. Lui dice di non essere in gara. Si, lui può dire quello che vuole, ma non sono pochi coloro che vedrebbero volentieri David Petraeus alla Casa Bianca nel 2012. Forse, nonostante tutto, anche lo stesso generale dei marines, l’eroe della guerra in Iraq, il pacificatore di Baghdad, si immagina volentieri seduto dietro alla scrivania dello Studio Ovale. Anche se, è ovvio, se mai lui avesse un sogno (he has a dream), non potrebbe certo rivelarlo ora.
Sarà quel che sarà, ma sono in molti a desiderare che David si mette a correre. “Run, General run” titola il britannico Telegraph, spiegando che il comandante del Us CentCom, il comando centrale (che ha la responsabilità strategica su tutto il Medioriente e sull’Afghanistan), da indipedente o da candidato repubblicano ha delle ottime chance di battere Barack Obama nelle presidenziali che si terranno tra due anni.
In un periodo in cui il paese è diviso, quasi dilaniato sulla questione della riforma sanitaria, nel bel mezzo di uno crisi economica da cui gli Stati Uniti stanno uscendo a gran fatica, nel momento in cui il Congresso e (più in generale) la casta dei politici hanno poca fiducia da parte degli elettori, secondo il Telegraph una figura come quella di David Petraeus emerge sull’orizzonte politico americano.
E’vero, ricorda il giornale britannico, che in una recente occasione (un discorso a degli studenti in New Hampshire) il generale a quattro stelle ha negato di voler correre per la Casa Bianca, ma è anche vero che - dietro l’apparenza delle dichiarazioni ufficiali - da mesi si vocifera di una forte aspirazione da parte di Petraeus di scendere in campo.
Questo 57enne, che (secondo molti) con l’esperienza irachena ha rivoluzionato il modo di fare la guerra dell’esercito americano e ha cancellato il fantasma del Vietnam, in fondo sta facendo le mosse giuste per rimanere sotto i riflettori senza però scoprire troppo il fianco. La stessa negazione della sua ambizione di una nuova avventura in politica suona ora come un elemento a suo favore. Però, se veramente volesse fare un passo indietro, piuttosto che uno avanti - dice il Telegraph - l’unico modo per poterlo convincere a cambiare idea è dirgli che il suo Paese ha bisogno di lui. Se ci fosse una “chiamata“, un richiesta di assunzione di responsabilità per il Bene (Supremo) degli Stati Uniti, David Petraeus non potrebbe tirarsi indietro.

Barack Obama e David Petraeus a Baghdad. Credits:LaPresse
Allo stato attuale l’ipotesi è lontana, ma non remota. Barack Obama, che ha timore della popolarità del generale, lo ha tenuto in disparte negli ultimi mesi, prendendo in mano direttamente il dossier Afghanistan. Davanti agli occhi del pubblico, il ruolo di Petraeus, rispetto alla presidenza Bush, è stato molto ridimensionato. Ma anche in campo repubblicano sono molti coloro che preferirebbero vederlo comandare un esercito senza diventarne (da presidente) il comandante in capo.
Ora l’asse del GOP è decisamente orientato verso il radicalismo del movimento dei Tea Party e di Sarah Palin. David Petraeus appare più un candidato moderato, un novello Colin Powell o, se vogliano (proprio) essere generosi, possiamo pensare a un modello come Dwight D. Eisenhower. L’ala più estrema del Partito Repubblicano farà di tutto per sbarragliarli la strada.
Non sarebbe certo la prima volta nella storia degli Stati Uniti che un generale entra alla Casa Bianca. Oltre (al già ricordato) vincitore della Seconda Guerra Mondiale, basti pensare al primo presidente George Washington, o ad altre importanti figure, nell’800, come Andrew Jackson, Zachary Taylor, Ulysses S. Grant, l’eroe della Guerra di Secessione.
David Petraeus ha due anni per giocare le sue carte. Se rimarrà con tatto e intelligenza sotto i riflettori senza scottarsi, potrebbe essere il rivale di Barack Obama per le presidenziali del 2012.
- Martedì 6 Aprile 2010

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Commenti
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Il 6 Aprile 2010 alle 14:04 smoke36 ha scritto:
Michele, è la storia che si ripete, Ike che come generale valeva na sega, divenne presidente, questo non gli è da meno, in Iraq la pace c’era, lui ha portato la guerra che ancora non è finita. Ha evitato il Vietnam ma l’Iraq non è l’Afghanistan, provi a liberare quello se è tanto abile.
Il 6 Aprile 2010 alle 18:44 Stati Uniti:un generale alla Casa Bianca. David Petraeus scende in campo? | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2010/04/06/stati-unitiun-generale-alla-casa-bianca-david-petraeus-scen… Posted by admin on aprile 6th, 2010 Tags: America, Estero Share | [...]
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