
Il sangue davanti alla sede del Partito di governo
Appena un paio di settimane fa abbiamo parlato della “camicie rosse” thailandesi e della loro “protesta di sangue non violenta“. I sostenitori dell’ex premier Thaksin Shinawatra sono scesi in piazza il 12 marzo per chiedere al leader in carica, Abhisit Vejjajiva, di sciogliere il Parlamento e di indire nuove elezioni.
Abbiamo già scritto che l’esito del pericoloso braccio di ferro tra governo in carica e camicie rosse era incerto. Il primo ha garantito che non avrebbe mai accettato nuove elezioni, e i secondi hanno promesso di non interrompere la protesta fino al raggiungimento del loro obiettivo. Per questi motivi la Thailandia è ormai da un mese in stato d’allerta, e negli ultimi giorni i rossi hanno colto al volo l’ennesima occasione per dimostrare che, questa volta, fanno sul serio.
Dopo essersi reso conto che i convogli di manifestanti nei punti più trafficati di Bangkok oltre a paralizzarne il traffico stavano surriscaldando troppo l’atmosfera della metropoli, il premier Abhisit ha proposto ai rossi il compromesso di nuove elezioni tra nove mesi. Offerta inaccettabile per i sostenitori di Thaksin, che continuano a insistere per uno scioglimento del Parlamento entro quindici giorni.
Il governo si è così trovato costretto a vietare ai manifestanti l’accesso alle undici strade più trafficate di Bangkok per impedire la paralisi totale della sua viabilità. Ma i rossi hanno ignorato il blocco. Ieri si sono verificati i primi scontri con la polizia. Sono volate uova e bottiglie di plastica, nessuno è rimasto ferito, ma a Bangkok i negozi continuano a chiudere per paura di un’escalation di violenza. Oggi centinaia di rossi sono entrati in Parlamento per “parlare faccia a faccia con i politici e spiegare le ragioni della protesta”, costringendo il premier a sospendere i lavori.
I leader rossi non smettono mai di ripetere che ogni tipo di blocco della polizia o dell’esercito verrà “superato in maniera pacifica per permettere alle camicie rosse di continuare a marciare per la democrazia in Thailandia“. L’esercito rassicura la popolazione con la promessa di non perdere il controllo. Per sapere se entrambi riusciranno a mantenere la parola data dovremmo aspettare la scadenza dell’ennesimo ultimatum, tra quindici giorni.
- Mercoledì 7 Aprile 2010

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Commenti
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Il 7 Aprile 2010 alle 12:13 indigesto ha scritto:
Dubito, gentile Professoressa che la “non violenza” non finisca poi in violenza, come dappertutto. Saluti.
Il 7 Aprile 2010 alle 12:50 fu36 ha scritto:
Il “saggio” conosce bene le radici profonde, quelle che si nutrono di sangue umano, dei poveracci naturalmente. Con la non violenza un certo Gandi (che non era cristiano) ottenne la liberazione dal giogo imperiale inglese, poi lo uccisero. Resta il fatto che contro le zucche, politiche o religiose, se non si ricorre alla violenza non si ottiene nulla. I primi ad opprimere la libertà con il ricorso ai versamenti di sangue, sono sempre clerici, sia con treccine, tiare o turbanti. Ignorano la ragione, conoscono solo la propria, tutti.
Il 9 Aprile 2010 alle 8:33 Thailandia: lo stato di emergenza non frena le proteste - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Thailandia la situazione sta progressivamente degenerando. Mercoledì il governo si è trovato costretto a proclamare lo stato di emergenza a Bangkok e in [...]
Il 28 Aprile 2010 alle 11:00 Notizie dai blog su Thailandia, spari in aria contro corteo Camicie Rosse ha scritto:
[...] rosse ” thailandesi e della loro “ protesta di sangue non violenta “. blog: Orientexpress | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]
Il 28 Aprile 2010 alle 13:01 Notizie dai blog su Thailandia, esercito apre il fuoco contro le Camicie Rosse ha scritto:
[...] rosse ” thailandesi e della loro “ protesta di sangue non violenta “. blog: Orientexpress | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]
Il 12 Maggio 2010 alle 15:00 Notizie dai blog su Thailandia, l'esercito pronto ad isolare le camicie rosse ha scritto:
[...] Thailandia: scontri “non violenti” tra esercito e camicie rosse Il sangue davanti alla sede del Partito di governo Appena un paio di settimane fa abbiamo parlato della “ camicie rosse ” thailandesi e della loro “ protesta di sangue non violenta “. blog: Orientexpress | leggi l’articolo [...]
Il 14 Maggio 2010 alle 12:00 Notizie dai blog su Thailandia: ancora proteste e scontri tra esercito e camicie rosse ha scritto:
[...] Thailandia: scontri “non violenti” tra esercito e camicie rosse Il sangue davanti alla sede del Partito di governo Appena un paio di settimane fa abbiamo parlato della “ camicie rosse ” thailandesi e della loro “ protesta di sangue non violenta “. blog: Orientexpress | leggi l’articolo [...]
Il 14 Maggio 2010 alle 12:47 Notizie dai blog su Thailandia, sale la tensione: scontri violenti fra esercito e camicie rosse ha scritto:
[...] Thailandia: scontri “non violenti” tra esercito e camicie rosse Il sangue davanti alla sede del Partito di governo Appena un paio di settimane fa abbiamo parlato della “ camicie rosse ” thailandesi e della loro “ protesta di sangue non violenta “. blog: Orientexpress | leggi l’articolo [...]
Il 16 Maggio 2010 alle 14:00 Notizie dai blog su Terzo giorno di violenze in Thailandia, camicie rosse resistono ha scritto:
[...] Thailandia: scontri “non violenti” tra esercito e camicie rosse Il sangue davanti alla sede del Partito di governo Appena un paio di settimane fa abbiamo parlato della “ camicie rosse ” thailandesi e della loro “ protesta di sangue non violenta “. blog: Orientexpress | leggi l’articolo [...]
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