
Una finestra di quotidianità: ragazze palestinesi giocano a pallavolo (AP Photo/Tara Todras-Whitehill)
A volte un po’ di voyeourismo non guasta. Mi spiego. Di Paesi arabi si sente parlare molto sulla stampa e in televisione, su internet poi abbondano i siti d’informazione dedicati a quest’area e i blog politicizzati (mai sentito parlare di electronic intifada?). Bene, nulla di male. Ma a volte la rete offre anche altre possibilità. Con qualche sforzo, chi è animato da una sana e umana curiosità, può trovare tante piccole finestre su mondi interessanti. Così il web diventa uno strumento per trovare qualche spiraglio di quotidianità nei luoghi più distanti da noi.
Tornando al mondo arabo, da qualche tempo a questa parte sto seguendo qualche blog arabo in lingua inglese (confesso che il mio arabo è pessimo, ahimé, avere il tempo di studiare un po’!). Oltre ai soliti siti e diari online dedicati agli argomenti di attualità più scottanti, ce ne sono alcuni che mi piacciono proprio perché parlano (anche) di tutt’altro. Ve ne consiglio qualcuno.
Saudi Jeans (Arabia saudita)
Diciamo la verità: il periodo d’oro dei blog sauditi è ormai passato. Da quando lo strepitoso Muttawa (ovvero the religious policeman che faceva il verso alle pattuglie di vigilanza sulla morale dei costumi (vi consiglio di dare comunque un’occhiata agli archivi) ha chiuso i battenti, c’è meno gusto ad esplorare la blogosfera di Riad. Tra i blogger che rimangono attivi, tuttavia, merita una certa attenzione Saudi Jeans.
Il nome è già tutto un programma: giovane, spiritoso e informale, commenta gli argomenti di attualità nel suo Paese (a cominciare dall’annosa questione sul concedere la patente di guida alle donne), con un approccio fresco ma disincantato. Insomma, ci fa vedere un’Arabia saudita in blue jeans, molto distante da quella dei mullah cui siamo abituati. Unica nota dolente: è uno di quei blogger che parlano 3 volte su 4 della blogosfera. Domanda: caro Saudi Jeans, riesci mai a passare più di 3 ore consecutive lontano dal tuo Pc?
Lucky Fatima (Emirati)
E’ il diario virtuale di una giovane casalinga americana, convertita all’Islam, madre di due bambine, che vive da qualche parte negli Emirati arabi insieme al marito pachistano. Parla un po’ di tutto, soffermandosi spesso su questioni religiose e culturali, come lo hijab, o velo islamico, oppure le peculiarità di vivere in una famiglia culturalmente mista. E’ anche un’appassionata di cucina. Il classico esempio di blog “privato”, un po’ intimista, che però attira un pubblico relativamente vasto.
A mother from Gaza (Striscia di Gaza/ Stati Uniti)
Anche qui, si parla di un blog al femminile, tenuto da una mamma. Anche se in questo caso l’autrice è una giornalista professionista di al-Jazeera. Laila El-Haddad vive tra la Striscia di Gaza, dove sono rimasti i suoi genitori, e gli Stati Uniti, dove vive il marito, un rifugiato palestinese. Non sempre sono d’accordo con quello che dice, anche perché a volte si lascia trascinare dal risentimento anti-israeliano e diventa un po’ troppo ideologica per i miei gusti. Ma è un blog molto ben scritto, che combina sapientemente l’esperienza personale di Laila e della sua famiglia con le vicende politiche del Medio Oriente.
Sandmonkey (Egitto)
Storica firma della blogosfera egiziana, Sandmonkey si era momentaneamente ritirato perché (a suo dire, almeno) i servizi di sicurezza lo stavano intimidendo, ma ora è tornato a scrivere di politica, attualità e della vita quotidiana all’ombra delle piramidi. Ce l’ha a morte coi fanatici religiosi, ma all’occorrenza non risparmia neppure i progressisti. A volte usa un linguaggio molto esplicito, specie quando parla dei costumi sociali e della sessualità… ma ha le sue ottime ragioni per farlo. Leggere per credere!
Maya’s Amalgam (Libano)
Questo sì che è un blog fuori dagli schemi… oltre che una lettura molto gradevole. Maya Zankoul è una giovane web designer di Beirut appassionata di jazz, che da più di un anno ha reso accessibile su internet il suo diario disegnato. Per alcuni versi, il suo stile ricorda un po’ quello di Marjane Satrapi - quella di Persepolis, per intenderci. Probabilmente l’obiettivo originale era farsi un po’ di pubblicità, ma il risultato non cambia: una piacevole finestra su Beirut (anche se io quando si parla di Beirut sono di parte: è una delle mie città preferite). Molto indicato anche per chi non ha voglia di concentrarsi troppo sull’inglese: quello che conta sono le illustrazioni!
- Venerdì 16 Aprile 2010

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Commenti
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Il 16 Aprile 2010 alle 13:51 indigesto ha scritto:
La curiosità è femmina! Bello questo squarcio sul Web “arabo”. Ho visto il suo sguardo illuminarsi, Dottoressa, quando scriveva del Saudi Jeans; parlare dei giovani per una giovane Scrittrice è piacevole, ed anche per chi legge.
Per le casalinghe è un pò diverso; il nostro pensiero corre alle nostre, di certo poco dedite al Web. Dunque deve trattarsi di famiglie in seno ad una certa èlite araba (Emirati, paesi ricchi e moderni) dove probabilmente dire casalinga è un pò come dire Patrizia ( ci sarà pure un corrispondente in arabo per rendere il concetto) con tanto di villa e servi. Se poi americana se ne comprende meglio il grado di cultura, anche se modesto.
Per sbirciare nel reale, ma sarà difficile farlo nel Web, occorrerebbe entrare nel quotidiano di una vera casalinga araba (tanto lo sono un pò tutte) e capirne il modo di trascorrere la giornata. E questo ce lo potrà descrivere giusto la nostra Giornalista quando ne avrà voglia. Sugli altri sbirciati nessuna sorpresa, persone comunque inserite e con interessi a cui il Web è indispensabile, censure permettendo.
Il 16 Aprile 2010 alle 15:00 fu36 ha scritto:
Anna Momigliano (preciso perché in giro c’è una anna.oca) ha il senso dell’ironia che è dote degli intelligenti, pecca solo del peccato, non solo ebreo, che se ironizza lei sugli ebrei, va bene, se lo fa chi ebreo non è diventa antisemitismo. I musulmani (gli arabi sono solo il 10%) sono peggio, agli ironici tagliano la testa, ma solo i fanatici e clerici, non quelli normali. I cristiani invece, bacchettoni, sono solo imbecilli, specialmente quelli che non hanno difesa contro la tirannia femminile a cui sono sottoposti. Ragione per cui, mi godo la solitudine senza donne aguzzine. Serena libertà di prendere in giro i buzzurri in rovina, fisica, quella mentale perduta da sempre.
Il 16 Aprile 2010 alle 15:23 indigesto ha scritto:
Anche se non legge gli articoli, Fumagalli non ci risparmia mai le solite stupidaggini.
In fondo, bisogna riconoscerglielo, è dotato anche di una sua personale vis comica; magari è il repertorio che andrebbe aggiornato!
Il 16 Aprile 2010 alle 17:39 spyun ha scritto:
Buon giorno, è da tempo che seguo le schermaglie tra indigesto e Fumagalli nei vari presunti 36. Riceve molti attacchi che mi sembrano assurdi, cita fatti e circostanze evidenti mentre gli attacanti piuttosto superficiali e impreparati Ho l’impressione che vi stia prendendo per i fondelli, non perché mi sia simpatico ma coerente, voi sembrate oche starnezzanti. Con tutto il rispetto per le oche informarsi bene prima di dire stupidaggini.
Il 16 Aprile 2010 alle 18:57 indigesto ha scritto:
Difatti: il repertorio è sempre lo stesso, ma ha aggiornato il nick name, per l’ennesima volta!
Il 18 Aprile 2010 alle 3:29 smoke36 ha scritto:
Siamo in tanti Nicola, arrivano pure dall’estero per un fenomeno come te. Sono extra comunitari attirati dal buana scemo, credevano che l’uomo bianco fosse intelligente, invece è solo bianco. Non so di che colore sia spyun, credo bello, qualsiasi sia è colore, tu foglio vuoto, bianco che non dice niente. Guardati da loro, qualcuno potrebbe essere cattivo, sai se affamato ricorrere all’usi degli antenati e mangiarti un braccio o una chiappa, visto che li credi cannibali. spyun, sbrigati altrimenti va a male è già mezzo in cancrena.
Il 18 Aprile 2010 alle 4:51 jimmie01 ha scritto:
Glu…glu…glu… come era quella bottiglia di Chianti che hai trangugiato alle cascine in quel di Firenze, smoke69?
Il 18 Aprile 2010 alle 14:38 fu36 ha scritto:
Bel numero il 69 grazie, sai almeno che significa? Scusa dimenticavo, non hai le palle.
P.S. Sono astemio, mi spiace
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