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Anche a Baghdad ci sono i metallari

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  • Tags: Baghdad, Generazione Tel Aviv, guerra-in-Iraq, Heavy-Metal, iraq
  • 21 commenti
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher.
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Marwan, il batterista degli Acrassicauda (per gentile concessione di VBS.TV/VICE Films)

Scordatevi il lieto fine. Heavy Metal in Baghdad è un reportage che mostra l’Iraq (o, meglio, una parte dell’Iraq) così com’è. Per dirla con una frase dei protagonisti: “Noi qui viviamo in un mondo heavy metal.”

L’idea dietro a questo lavoro, che offre un’unica finestra sulla vita quotidiana nella capitale irachena, è assai originale. Due giovani redattori di Vice, rivista internazionale dedicata alla cultura indipendente, hanno seguito per quattro anni quella che definiscono “l’unica band di heavy metal in tutto l’Iraq”: gli Acrassicauda.

Attraverso le vicende della band - tra concerti in cui sono obbligati a suonare canzoni per Saddam Hussein, show cancellati causa guerriglia, il bombardamento della sala prove, per non parlare dell’elettricità che va e viene – lo spettatore vive la storia e i cambiamenti dell’Iraq tra il 2003, quando è caduto il regime, e il 2006, quando i ragazzi della band sono costretti a fuggire in Siria, anche a costo di fare la fame.

Tra l’altro, Heavy Metal in Baghdad ha anche il pregio di attirare l’attenzione sul dramma dei profughi iracheni. Sono più di 2 milioni, secondo il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, distribuiti nei Paesi arabi confinanti: spesso vivono in condizioni davvero aberranti, tanto da costituire una vera e propria crisi umanitaria (io stessa ne ho visti parecchi in Egitto).

Insomma, si tratta di un documentario fresco e giovane, ma anche di un potente strumento per comprendere, o almeno provare a comprendere, la realtà in Iraq: forse molto più utile dei tanti reportage apparsi su al-Jazeera, Bbc e Cnn.

Chi è interessato, ora può vederlo anche con i sottotitoli in italiano.

Prodotto negli Stati Uniti nel 2007, di recente Heavy Metal in Baghdad è stato messo in commercio nel nostro Paese sotto forma di Dvd e libro. A Milano è stato proiettato in occasione della Settimana del Design, su iniziativa dell’edizione italiana di Vice.

Per sapere di più sugli autori Eddy Moretti e Soroosh Alvi, cliccate qui.

Qui sotto invece potete vedere una sezione del documentario, senza però i sottotitoli in italiano.

Oggi tutti i membri di Acrassicauda vivono negli Stati Uniti.

Foto: tre membri della band Acrassicauda, per gentile concessione di VBS.TV Films

  • annamomigliano
  • Mercoledì 21 Aprile 2010

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Commenti

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Il 21 Aprile 2010 alle 18:00 fu36 ha scritto:

Sono scappati negli USA perché il metallo occidentale molto pesante e poco salutare, erano bombe che portarono i terroristi.Al Qaeda venne a piedi gli occidentali con aerei e carri armati.

Il 21 Aprile 2010 alle 18:13 indigesto ha scritto:

Certo, Dottoressa, la guerra avrà fatto dell’Iraq terra bruciata. Di quel paese fiorente ed avanzato ci sarà solo il ricordo, ed anche la pacificazione tra le fazioni, ottenuta, a modo suo, difficilmente verrà ristabilita. Quanto al sociale immagino pochi benestanti e molti disperati, solita storia! Lodevole comunque l’iniziativa. Mah! se non fosse stata trovata quella pistola fumante tra le mani di Saddam chissà come se la passerebbe oggi l’Iraq. Ma, lasciamo stare…!

Il 21 Aprile 2010 alle 18:59 fu36 ha scritto:

A quale pistola ti riferisci, al Q8? Guarda che lo invase con il consenso dell’ambasciatrice USA a Bagdad. Le chiese se aveva qualcosa in contrario e lei rispose che non ci vedeva nulla di male, era roba sua. Non sapeva degli interessi di Bush padrre e della sua banda da quelle parti e Saddam divenne cattivo. Chiedi alla RAI di mandare in onda quel documentario sill’Iraq, che veniva definito i più occidentale da quelle parti, con il miglior ospedale più attrezzato e moderno, meglio dei nostri. Dove si vedeva gente per strada come fosse una capitale europea, donne in minigonna e senza velo e nessun turbante (cardinale o vescovo da noi) Con addirittura un Ministro cattolico Belli gli amici saudi vero? In Iraq e Iran oltre i cristiani ci sono ebrei, Nell’Arabia Saudita solo musumalmani ma sono buoni. Peccato che molti siano in Al Qaeda, Bin Laden è saudita mica irakeno o iraniano, fu pure socio dei Bush, brava gente vero? Hai notato che tra i terroristi c’è di tutto meno che iraniani e irakeni? Prova a farci caso.

Il 21 Aprile 2010 alle 19:37 indigesto ha scritto:

La prossima volta lo metto tra parentesi (con ironia). Conosco l’episodio dell’Ambasciatrice, ma pochi ne parlano!

Il 21 Aprile 2010 alle 20:34 anna.one ha scritto:

Gia’, pochi ne parlano e quelli che lo fanno, come smoke, travisano i fatti.

Glaspie C.: “le controversie devono essere risolte con mezzi pacifici, non con l’intimidazione”. Cinque giorni dopo Glaspie consegno’ un altro messaggio da Baker, che osservo’ che “rimaniamo impegnati a garantire il libero flusso di petrolio dal Golfo e per sostenere la sovranita’ e l’integrita’ dei Paesi del Golfo”. (ripeto: per sostenere la sovranita’ e integrita’ dei Paesi del Golfo)
In un incontro molto discusso con Saddam il 25 luglio Glaspie ribadi’ la volonta’ americana di una soluzione con “mezzi pacifici”, pur rilevando che “non abbiamo alcun parere in merito al conflitto arabo-arabo, come il vostro disaccordo sul confine con il Kuwait”. (Fatti vostri)

Il presidente Bush, aggiunse, spera di ampliare e approfondire le nostre relazioni con l’Iraq. ”

La diplomazia non e’ certo una scienza,e la dichiarazione di Glapsie male interpretata, puo’ passare alla storia come una delle difficolta’ di comunicazione piu’ deludente.

Il 21 Aprile 2010 alle 21:31 smoke36 ha scritto:

La Storia dice che Q8 non è altro che una sigla, significa Quota 8, cartine militari al 25 mila in uso negli eserciti che dividono i territori, l’amico agente che ha fatto 5 anni di militare lo dovrebbe sapere. Non essendoci di meglio, gli inglesi decisero di chiamare quella zona, ricca di petrolio e per di più impedisce l’accesso al Golfo all’Iraq di affidarla ad una famiglia (300 mila locali 2,5 milioni emigrati sfruttati di vari nazionalità) mantenendo la sigla, nel 1980, quando nacque lo stato, per poi trovarne una scusante con arzighigolati giri di nomi. In sostanza è territorio appartenente all’Iraq di cui Saddam ne rivendicava la proprietà, fece i fatti suoi perché gli USA ci misero naso? Interpretarono male anche dopo sulle armi chimiche? Non ti pare che si sbaglino troppo spesso? Sono 60 anni che i loro amici poi diventano nemici, avranno sempre ragione loro? Gli altri mai o è che gli USA hanno sempre bisogno di un nemico n° 1, qualcosa per tenerli impegnati ci vuole, altrimenti si svegliano, meglio tenerli rimbambiti. Ti risulta che l’opinione pubblica USA era contraria all’intervento in Europa? Ma guarda caso Pearl Harbor, uguale uguale all’11/09/2001 stessa combinazione. Facci caso.

Il 21 Aprile 2010 alle 21:33 indigesto ha scritto:

Giusto, Anna carissima, ma un comportamento un pò alla Pilato, no? L’unico aspetto meritevole di rilievo, a mio parere, fu, del Saddam di allora, la chiara manifestazione di non voler confliggere con gli USA. Almeno per quel che appare!

Il 21 Aprile 2010 alle 21:57 smoke36 ha scritto:

Nico, condivido il richiamo ma Pilato fece il furbo, finse di lavarsi le mani, in realtà diede l’ordine di far fuori il rompipalle, perché se ne assumessero la colpa gli ebrei. Cristo era agitatore, non violento, di masse, più politica che religione, dava addosso ai ricchi, predicava fratellanza e giustizia, i romani erano romani, come ora gli USA sono gli USA, gli altri contano un cazzo (Marchese del Grillo, Alberto Sordi)

Il 22 Aprile 2010 alle 6:01 anna.one ha scritto:

Q8 sara’ forse una sigla, ma dawlat al Kuway, Kuwait deriva dall’arabo akwat, il plurale di kout che significa ” la fortezza costruita vicino al mare”.

Non faceva assolutamente parte dell’Iraq, faceva parte dell’Impero Ottomano e dopo la WWI era un indipendente sheikdom sotto il protettorato dell’Impero Britannico, fino al 1961 quando divento’ indipendente a tutti gli effetti, dagli inglesi.
Il termine Iraq e’ in uso fin dal sesto secolo, includeva la pianura al sud delle montagne Hamrin e non includeva l’estremo nord e l’estremo sud del suo territorio.
E’ dalla suddivisione dell’Impero Ottomano, come dall’accordo Sykes-Picot nel 1916 tra francesi ed inglesi che e’ nato l’attuale Iraq, il quale nel 1920 divento’ un mandato sotto il controllo britannico con il nome State of Iraq. Percio’, no, il Kuwait non ha mai fatto parte..dell’Iraq!

Saddam invase il Kuwait sopratutto perche’ non voleva ripagare i $65 miliardi che aveva ricevuto in prestito per la sua guerra contro l’Iran, l’altra scusa e’ che accusava i kuwaits di fregargli l’oil tramite lo slant drilling.
Saddam aveva bisogno urgente di capitale!
Ripeto per la seconda e ultima volta quello che riferi’ Glaspie a Saddam :”… “rimaniamo impegnati a garantire il libero flusso di petrolio dal Golfo e per sostenere la sovranita’ e l’integrita’ dei Paesi del Golfo”.

E quando Glaspie ribadi’: [...] la volonta’ americana di una soluzione con “mezzi pacifici”, pur rilevando che “non abbiamo alcun parere in merito al conflitto arabo-arabo, come il vostro disaccordo sul confine con il Kuwait” dovrebbe essere chiaro che l’amministrazione Bush non voleva mettere il dito tra due nazioni sovrane.

Lo sbaglio che forse si puo’ accusare l’amministrazione Bush d’aver fatto e’ stato quello di fidarsi di Saddam, un’altro fu quello di non toglierlo dai piedi durante la Guerra del Golfo, ma Bush mantenne la promessa fatta agli alleati di cacciare Saddam dal Kuwait solamente. Saddam aveva la WMD’s, le aveva usate, aveva le blue prints per ricostruire in un baleno quelle che gli alleati e gli ispettori dell’UN gli avevano distrutte. La regione tutta tiro’ un bel sospirone di sollievo quando usci’ dal buco dove si era nascosto.

Il 22 Aprile 2010 alle 6:34 anna.one ha scritto:

Ed ora il significato di Q8, mr. smoke ci crede tutti fessi ancora una volta.
25 anni fa, Kuwait Petroleum International fu il primo produttore dell’OPEC a sviluppare il suo downstream network e Wolff Olins creo’ una nuova idendita’ che la compagnia petrolifera voleva avesse solo un indiretto link con il Kuwait.
Ecco Q8 oil brand, foneticamente dice Kuwait ma non sembra una nazione.

Il 22 Aprile 2010 alle 9:36 indigesto ha scritto:

Beh, cara Anna, ci saranno state mille ragioni, valide o meno, per attaccare l’Iraq, ma che Saddam avesse le armi di distruzione di massa e che, tantomeno, fosse in procinto di usarle, non è stato mai dimostrato, che io sappia. E ciò pare sia argomento di “polemiche” anche negli USA, no?

Il 22 Aprile 2010 alle 11:46 fu36 ha scritto:

annaoca, ho precisato arzighigoli di parole, il fatto è che ufficialmente il Q8 rimane Quota 8 checche tu ne dica. La Persia non aveva sbocco al mare del golfo e le ricchezze del Q8 non sono dei locali ma degli inglesi. E’ il trucco che usano i filibustieri, creano ditte con teste di legno le oche non lo sanno.

Il 22 Aprile 2010 alle 13:23 spyun ha scritto:

Avendone conoscenza diretta del luogo posso esprimere il mio parere essendo esatta la tesi del 36 mentre la anna.one piuttosto infantile e codizionata dalla propaganda e male informata. Salvo che il suo sia mestiere da propagandista ma, in questo caso, esercitato da sprovveduta ricorrendo a spudorate menzogne ricorrendo ad arrampicamenti sui vetri.

Il 22 Aprile 2010 alle 17:54 anna.one ha scritto:

La Persia non aveva sbocco al mare? Gulf of Oman? Persian Gulf?
Che c’entra poi l’Iran con l’Iraq e il Kuwait?
Riiight, le ricchezze del Kuwait sono degli inglesi!
Ma lo fa apposta? Crede veramente di animare il colloquio con stupidaggini del genere? Penso che lei sia andato in Kuwait come i poveri indiani o egiziani, a pulire vetri, visto che non sa che il 95% delle esportazioni del Kuwait sono prodotti petroliferi e petrolio e l’80% del reddito del governo.
Tutte le risorse naturali e gli associati redditi sono proprieta’ del governo.

Ora immagino ci verra’ a dire che tutto il petrolio dei saudi, in realta’ appartiene agli americani, che non lo acquistano come tutti, ma lo fregano a tutti, anche quello di Chavez!

Beh, per oggi la risata mattutina mi bastera’ per tutta la giornata. Grazie per mettermi subito di buon umore.

Il 22 Aprile 2010 alle 18:08 anna.one ha scritto:

Riguardo le WMD’s di Saddam, Nicola, mi sai dire perche’ l’UN mandava gli ispettori?

“The United Nations once again has ordered its weapons inspectors out of Iraq. Today’s evacuation follows a new warning from chief weapons inspector Richard Butler accusing Iraq of once again failing to cooperate with the inspectors. The United States and Britain repeatedly have warned that Iraq’s failure to cooperate with the inspectors could lead to air strikes.”

–Bob Edwards, NPR, 12/16/98

“If he has secret weapons, he’s had four years since he kicked out the inspectors to hide all of them.”

–Daniel Schorr, NPR, 8/3/02

Visto che l’alleato di Saddam, Chirac, spingeva per togliere le sanzioni, credi veramente che ci potevamo fidare di Saddam, quando si sapeva di certo che stava per ricostruire il suo arsenale e cercava il materiale necessario per farlo?
Chiedilo ai saudi e a tutti gli altri nella regione che cosa ne pensano a proposito.

Il 22 Aprile 2010 alle 18:34 anna.one ha scritto:

Nicola, credo ti possa interessare

http://docs.google.com/viewer?.....Zubz3-I0rQ

Ciao.

Il 22 Aprile 2010 alle 18:45 anna.one ha scritto:

..e questo..

https://www.cia.gov/library/reports/general-reports-1/iraq_wmd/Iraq_Oct_2002.htm

Il 22 Aprile 2010 alle 18:56 indigesto ha scritto:

Cara Anna, che il Saddam, messo alle strette, abbia fatto all’inizio il solito “tira e molla” con le ispezioni per non perdere la faccia verso altri paesi arabi che, non so quanto richiesta, già gli avevano data l’investitura di leader del loro mondo, è anche da assegnare alla natura umana e alla natura dell’uomo. Vero è che di arsenali alla fine non ne sono stati trovati. Tutto, dunque, sul filo del sospetto, magari legittimo, ma che, in qualche modo, ancora scatena polemiche. Poi, si sa, tutto scorre, gli scenari cambiano e le posizioni si rivedono. E poi, come si dice, la storia è come l’acqua, sceglie la via più breve! Doveva andare così. Scampato pericolo? Non mi pare, visto che la leadership è passata all’Iran. Pacificazione tra le fazioni irachene? In verità nemmeno risulta. E qui passiamo alla “filosofia”: è possibile portare la democrazia tout court (ammesso che questo sia tra i principali scopi degli interventi) in paesi a vocazione autocratica? e dopo quando se ne vedranno i risultati? e a che prezzo? Lo stiamo vedendo qui anche in Italia l’uso scorretto che ne sappiamo fare dopo sessant’anni: ci stiamo di nuovo dividendo tra nord e sud. Bada che queste sono opinioni, prive di ogni citazione, a cui non sarei preparato. Potrai dirmi che da qualche parte bisogna pur cominciare. E su questo stenterei, francamente, a darti torto. Sempre molto cordialmente.

Il 22 Aprile 2010 alle 19:07 fu36 ha scritto:

annaoca gli ispettori in Irq li mandò l’ONU per suggerimento USA che sapevano che in Iraq avevano armi chimiche, glie le avevano fornite loro ai tempi della guerra contro l’Iran, spalleggiata da Saudi, USA e Q8. Saddam se la prese con la famiglia, quella che tu chiami governo, le teste di legno in Q8, perché volevano restituiti i soldi investiti in Iraq, per sostenere la guerra, lui ci aveva messo gli uomini, chi glie li restituiva. Chi gestisce le ricchezze in Q8, i 300 mila della famiglia? Ma sei oca forte Bush padre non andò a liberare quei 300 mila ma a riprendersi le sue ricchezze in società con gli inglesi, poi gli affari sono affari, chi vende armi ai narco e ribelli sud americani, gli USA cretina. la han sempre fatto e lo faranno sempre. Intrallazzi tra CIA e fratello di Karzai in Afghanistan, a cosa pensi cheservano se non droga in cambio di armi, chi glie le vande,la Cina o la Russia? per una presunta fornitura iraniana fecero un casino, non voglio concorrenza sul mercato. Il resto serve solo per rincretinire gente come te, ammesso che non ti paghino per farlo.

Il 22 Aprile 2010 alle 22:12 anna.one ha scritto:

Mr. Fumagalli, ma non aveva scritto che Saddam invase il Kuwait perche’ credeva fosse di diritto una sua provincia?

Quella delle WMD’s fornite a Saddam dagli US e’ una bella frottola, ci dica invece, quante ne fornirono i sovietici e i..francesi!

Insieme agli americani ed inglesi anche i giapponesi, i south koreani, i cinesi e italiani posseggono la KPC?

Lo sa che i kuwaits nazionalizzarono nel 1976
l’Offshore Divide Zone e l’Arabia Oil Co. e’ posseduta all’80% dai giapponesi e il 10% dai governi kuwaiti e saudi?
La droga dei Taliban va in Russia via Iran, ora insinua che la CIA sta’ aiutando il Taliban e il Pentagono li fa’ fuori?

Il FARC ( e Hezbollah) e’ sostenuto dal suo amico, Chavez, stupidotto, ed ora si sa anche da quell’altro suo amico, il pazzo di Tehran. ( A proposito le consiglio il blog di Shaed Fakhari, Iranophile, li si che si discutono cose serie, come il 30% di disoccupazione e le distrazioni con il sable rattling del nanerottolo strabico per bamboozle il suo popolo :) )
La vedo sempre piu’ confuso, io se fossi in lei, come da suggerimento di Nicola, le suggerirei di farsi visitare, lei soffre di Alzheimer.

Il 22 Aprile 2010 alle 22:24 anna.one ha scritto:

Ritornando al topic, e mi scuso con la signora Momigliano che leggo con piacere, per essere stata portata off topic dal solito troll, purtroppo non ci sono solo mettallari in Baghdad ci sono anche rappers, e sinceramente non so se sia una buona cosa..

http://www.youtube.com/watch?v.....re=related

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