
Barack Obama durante il discorso a Wall Street. (Credits:Ansa)
Barack Obama è sceso nella tana del leone. Ma non l’ha domato. Il suo intervento davanti ai banchieri di Wall Street non è apparso un ultimatum ma una sorta di appello. Join us, instead of Fighting us. Unitevi a noi invece di combatterci, è stato il messaggio chiave lanciato dal presidente davanti alla platea del Cooper Union College di Manhattan.
Un invito che i top manager delle grandi banche americane non sembrano essere intenzionati a seguire; una sollecitazione che gli stessi CEO (e i mercati) hanno interpretato come un segno di debolezza e non di forza dell’inquilino della Casa Bianca. Non è un caso che i titoli bancari abbiano guadagnato e non perso dopo il suo intervento.
La Borsa si aspettava l’annuncio di misure più draconiane che, però, non c’e’ stato. Nonostante l’ultimo scandalo che riguarda una banca (l’accusa di frode nei confronti della Goldman Sachs), Obama non ne ha accennato.
A New York , si è limitato a chiedere il sostegno al disegno di legge di riforma delle regole del mercato finanziario che attualmente è (dovrebbe essere) discusso al Senato. Punta su quello. Nessuna sorpresa, nessuna altra novità. Progetto che però i banchieri vedono comunque come fumo negli occhi, punitivo rispetto alla loro azione.
Nel suo discorso, il presidente è stato diretto: è sua intenzione farlo approvare . A qualunque costo. Perché (si è detto) convinto della necessità di dare vita a un sistema di controlli più efficaci per evitare che si ripetano gli errori del passato, quelli che hanno trascinato gli Usa nella peggiore recessione economica dopo la Grande Depressione; sbagli commessi - ha detto - per colpa della rapacità dei finanzieri di Wall Street.
“Ritirate i plotoni dei vostri lobbisti a Washington, i quali, sono sicuro lavorano per molti di coloro che sono in questa sala ” - ha scandito Obama. “Ritirateli e lavoriamo insieme per una nuova architettura di norme che eviti altre condotte irresponsabili, che impedisca altri disastri come quello avvenuto due anni fa. Appello forte, lanciato nel momento giusto

Barack Obama in un altro momento del discorso a Wall Street. (Credits:Ansa)
Per il viaggio newyorkese, in vista della spinta finale della legge non poteva esserci momento migliore. Lo scandalo Goldman Sachs ha contribuito a costruire un clima favorevole alla legge tanto agognata da Obama; ha determinato la condizioni migliori per permettere al presidente di dire ai banchieri (e alla Nazione) che è ora di cambiare (veramente) rotta.
Perchè se no, saranno guai. Per tutti, banche comprese, è la tesi di Obama.Il quale, con questa mossa ha anche cercato di divincolarsi dall’abbraccio degli stessi manager di Wall Street, alcuni dei quali (per esempio proprio quella della Goldman Sachs) avevano finanziato (anche) la sua campagna elettorale a suon di (un milione, in questo caso) di dollari.
L’appello-ultimatum ai banchieri in questo momento è anche un modo per cercare consenso nell’opinione pubblica rispetto a un provvedimento che è osteggiato dai repubblicani. Che con un blitz hanno bloccato la discussione al Senato. Sono contrari al pacchetto di misure. Che poggia su quattro pilastri: maggiore trasparenza sugli hedge fund; limitazione di manovra sui titoli derivati; creazione di una nuova autorità a tutela del consumatore dei titoli finanziari e, infine, la nascita di un fondo speciale per il salvataggio delle banche in crisi alimentato da una speciale tassa sugli istituti di credito che si sobbarcherebbero le conseguenze di nuovi fallimenti al posto di coloro di coui che, finora, li ha pagati: il contribuente americano.
Barack Obama conta di farlo approvare entro poche settimane. Sarebbe la sua seconda importante vittoria, dopo la riforma del sistema sanitario. Wall Street è contraria, i repubblicani anche e perfino qualche democratico risulta perplesso. Dopo il discorso di guerra di Wall Street la strada è in salita o discesa ?
- Venerdì 23 Aprile 2010

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Commenti
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Il 23 Aprile 2010 alle 12:08 fu36 ha scritto:
E’ come chiere ai lupu “Per favore non mangiate gli agnelli” sono lupi non pellerossa.
Il 24 Aprile 2010 alle 0:25 jimmie01 ha scritto:
Glu…Glu…Glu…La sessione degli Alcoolisti Anonimi e’ domani sera alle 18:00.
Il 24 Aprile 2010 alle 23:40 smoke36 ha scritto:
Non spaventarti Michele è un italoscemo nel New Jersy, agente federale tanto segreto che lo sbandiera ai quattro venti e il massimo sono i commenti che leggi e leggerai. Sopportalo è down ma non lo sa. Segue me non i tuoi articoli che non capisce.
Enrico Fumagalli
Il 25 Aprile 2010 alle 0:39 jimmie01 ha scritto:
Mai detto di essere agente federale. Ho sempre detto di essere, come in effetti sono, dipendente del Governo Federale. C’e’ differenza, ma tu cagafuego, non ci arrivi. Pensi che tutti quelli che lavorano per il Governo Federale sono agenti federali. Conseguenze dell’ abuso di sostanze tossiche. Prima l’ LSD ( nel ‘69-70 ), poi gli alcoolici.
Il 25 Aprile 2010 alle 0:52 jimmie01 ha scritto:
A proposito, Ridolini, anche tuo figlio ( quello che insegna a Dallas ) e’ italoscemo?
Il 25 Aprile 2010 alle 15:28 fu36 ha scritto:
Chiedilo a chi dirige l’Università, mica lo pago io. Se non lo sai, lo stipendio lo ricavano dai risultati del proprio lavoro, è ricercatore guadagna bene quindi se scemo coglioni gli statunitensi, di te sappiamo, se sei nella media non ti resta che piangere.
A proposito, voi circa 40 anni fa, avete iniziaco con impianti termo dinamici o cose simili. Saltarono in aria o andarono a fuoco. Oggi un certo Carlo Rubbia ha risolto il problema per impedire che vadano a fuoco. Il non tornare su quei progetti la considei intelligenza? Meglio il nucleare e il petrolio delle vostre coste? E’ orgoglio o coglioneria quella di Obama. Sulla tua non esprimerti, si sa.
Il 25 Aprile 2010 alle 18:22 fu36 ha scritto:
Laggiù, nell’Arizona, terra di sogni e di chimere, una chitarra suona, piangono mille clandstini….sono i versi di una canzone di tanti anno fa, piangevan le capinere, oggi son clandestini. Arrivate sempre dopo, quella legge l’abbiano da un po’, l’han voluta Fini e Bossi ed è più dura. La multa è di 5 mila euro, in Arizona solo 2.500 dollari, una sciocchezza. Zurleni, ci sarebbe da ridere se non facesse piangere, stranieri che cacciano altri stranieri.
Il 25 Aprile 2010 alle 18:55 fu36 ha scritto:
Hai parlato pure di un computer speciale quando non riuscivi ad aprire un file musicare in Media Player, roba da bambini. Missioni misterise all’estero dove t’hanno cecato un occhio, ma almeno te le ricordi le balle che dici. Impiegato ai turni di notte, guardiano notturno che c’è altro. Spazzino no, bidello no, agente no, medico neppure, che fai di notte, batti i marciapiedi o fai il guardiano notturno, sii chiaro se non è un segreto. Impara ad usare i computer invece di dire frottole. Deve togliere dei filtri, quelli per il caffé?
Il 25 Aprile 2010 alle 23:00 jimmie01 ha scritto:
Hey, scimmia. A quel file c’era attaccato un virus grande come una casa. Tu credi d’ essere il piu’ furbo del reame. Sei solo il piu’ pirla del web. Quello era ( e’ ) un virus che si usa per rubare le passwords. Il mio e’ un computer speciale. Tanto e’ vero che non riuscivi a far passare le e-mails. O forse sei tanto scemo da non sapere come fare ad inviarle? Tue testuali parole “… jimmie01, ma che cavolo di computer hai? Le e-mails mi tornano indietro dopo tre settimane..? Memoria cortina, he! Quel che faccio di notte o di giorno, son affari miei. Te invece hai persino scritto su PANORAMA.IT che Gaviria ( ma sai chi era, almeno ) ti affido’ le trattative di pace. Mi meraviglio che non ti abbiano dato un lavoro all’ ONU. Sai con le tue credenziali!!!
Il 25 Aprile 2010 alle 23:01 jimmie01 ha scritto:
Che poi tu non sappia cosa sono i ” filters ” per un PC, la dice tutta sulla tua competenza in materia.
Il 25 Aprile 2010 alle 23:03 jimmie01 ha scritto:
Zurleni, questo blog sta diventando una comica!!! Fintanto che c’e’ Ridolini da ” down town ‘ Torino!!! Se la proprieta’ si rende conto di quel che succede qui, in parecchi dovranno cercarsi un altro lavoro. E di corsa pure!!!!
Il 26 Aprile 2010 alle 14:24 fu36 ha scritto:
Oltre che scemo bugiardo, era il mio amico l’incaricato di Gaviria, vicino di residence ede eri tu che non sapevi collegarti, i miei tentativi andarono a vuoto perché tu avevi sbagliato la tua ID, quando l’hai corretta dandomela giusta io t’ho preso. Non potevano esserci vitus, era preso da un CD, pistola, non sai nemmeno usare il computer. Se la cosa ti interessa, ero pure amico con la console a Milano, sorella del Galan fatto fuori dai tuoi amici, narco USA. Io ho vissuto libero senza mai un padrone, tu vegeti sempre agli ordinio di qualcuno. Ora ho finito e mi godo la vecchiaia, tu non so che fine farai piccola nullità.
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