
Qom: i minareti della moschea sacra agli sciti
“Mentre il mondo discute delle possibile sanzioni da applicare alla Repubblica Islamica, gli iraniani, al contrario, non sono toccati dalla questione del nucleare, che considerano una partita giocata tra il loro governo e il resto del mondo e delle cui conseguenze non sembrano preoccupati”. A raccontarlo è la mia collega Anna Vanzan*, che in questi giorni si trova a Teheran. State a sentire:
“Non è certo per paura che non ne parlano, anzi, la gente per strada discute apertamente di qualsiasi argomento. Anche la gentilezza nei confronti dell’ospite non è mutata: la signora che mi chiede aiuto ad attraversare la strada quando realizza che sono straniera mi invita subito a casa sua, poi mi chiede se non sia difficile per me dover portare il fazzoletto in testa.
Mi guardo intorno: ragazze vestite di nero si mescolano ad altre dalle camicie colorate, stile folk-esotico anni ’70, che gli immigrati turkmeni vendono nei mercatini. Qualche tempo fa sarebbe stato impensabile per una giovane iraniana vestirsi così, una maglietta con scritte inglesi sarebbe stata più alla moda, ma ora le ragazze si appropriano anche delle suggestioni che vengono dall’est.
Le mode orientali stanno avendo grande successo, molti seguono corsi di yoga, di meditazione, e nei parchi cittadini è facile vedere gruppi di persone che si esercitano nei movimenti di ginnastiche provenienti dall’estremo oriente. Al solito, gli iraniani si dimostrano abili nell’accogliere le influenze straniere rielaborandole alla luce dei loro gusti e delle loro esigenze. E’ altresì una nuova via di evasione per molti giovani (e anche meno giovani) che nutrono una profonda sfiducia nel loro futuro.
Intanto, come dice il famoso film di Abbas Kiarostami, “la vita continua”: in occasione del nuovo anno (iniziato in Iran il 21 marzo) la rivista Sinema va adabyat (Cinema e letteratura) ha pubblicato la traduzione della canzone di Lucio Dalla L’anno che verrà.
Secondo la sua traduttrice, Fereshteh Sari (poetessa, romanziera, traduttrice), la lirica di Dalla si adatta perfettamente alla situazione iraniana attuale. Nell’introduzione, si parla del periodo nero attraversato dall’Italia negli anni ’70 e di come ne sia uscita. “L’utopia di Dalla - dice Sari - è nel verso ‘vedi caro amico cosa bisogna inventare per continuare a sperare’. Un invito a tutti gli iraniani”.
*Anna Vanzan è autrice del saggio “Figlie di Sharzad” (Bruno Mondadori 2009)
- Martedì 27 Aprile 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 27 Aprile 2010 alle 12:22 indigesto ha scritto:
L’Iran è, ancor oggi, tra i paesi più occidentalizzati dell’area mediorentale e non fa meraviglia che imperversino mode orientali. Accade anche qui da noi.
La canzone di Dalla è molto bella, ma sottende ansia. Ed è comprensibile che una certa ansia venga percepita negli ambienti giornalistici e culturali. Sarei curioso di sapere come la traduttrice se l’è cavata col Natale che è nel testo della canzone. Cordiali saluti.
Il 27 Aprile 2010 alle 14:43 fu36 ha scritto:
Principessa, Anna Vanzan non ha bisogno di parlare per capire che a Teheran è straniera, ha l’aspetto ariano che i nazi scanbiarono per vichinghi, simpaticissima. In Iran corre solo il pericolo di essere scambiata per yankee.
Il 27 Aprile 2010 alle 15:17 fu36 ha scritto:
A proposito di canzoni, conoscono Imagine di Lennon in Iran? a mio avviso è l’inno all’umanità, non piace ai bacchettoni e fondamentalisti, che sono la stessa cosa, s’immagini ai clerici. Sarebbe cosi facile provarci. L’anno scorso i giovani che disertavano le moschee a Teheran era il 70% dato del consolato, sapere se aumentato quest’anno sarebbe segno che qualcosa sta cambiando davvero. Sono convinto che se tolgono di mezzo turbanti, come noi papaline e quegli altri si tagliassero le treccine, sparirebbero pure i militari, sono due razze di parassiti che si mantengono a vicenda nutrendosi di sangue umano, dev’essere dei poveri, quello dei ricchi è velenoso. Per quello che abbindolano le masse perché il loro non si versi.
Il 27 Aprile 2010 alle 15:30 farian.sabahi ha scritto:
chiedo ad Anna Vanzan di intervenire, abbiate solo pazienza perchè credo stia per tornare in Italia e a Teheran non è connessa con il blackberry.
Il 27 Aprile 2010 alle 15:46 fu36 ha scritto:
Sarà una ulteriore delusione per chi crede l’islam nemico dell’occidente, come popolo intendo. Clerici e governanti sono diversi, uguali ai nostri.
Il 27 Aprile 2010 alle 16:09 indigesto ha scritto:
Professoressa, avrà la Sua stessa pazienza con certi soggetti, la Professoressa Vanzan?
Il 27 Aprile 2010 alle 22:20 smoke36 ha scritto:
Credo ti risponderà lei stessa, a me ha detto che sarà ben felice di intervenire, anche se di queste battaglie ne è arcistufa. Abbi pazienza, è duro contro zucche vuote. Mi firmo perché nuova del blog.
Enrico Fumagalli
Il 28 Aprile 2010 alle 17:33 sakina ha scritto:
eccomi: Natale viene tradotto come “Krismas”, termine normalmente usato in Iran per definire questa ricorrenza cristiana
Il 28 Aprile 2010 alle 19:28 indigesto ha scritto:
Grazie, Professoressa Vanzan, suppongo. Non mi aspettavo che si mentenesse il riferimento alla ricorrenza cristiana. Non certo per altro, ma visti i tempi..Saluti.
Il 28 Aprile 2010 alle 23:53 smoke36 ha scritto:
Benvenuta sakina l”irlandese” non dico la rossa, qui gli imbecilli vanno a ruba possono interpretare male, uno sta leccando, è solo un bigotto fascista in putrefazione, sta aspettando una risposta su certi soggetti come lui, non glie lo presento, ha spazientito Farian, le basta?
Enrico Fumagalli
P.S. Uso sempre firmarmi ma su questo blog mi vietano l’accesso per aver definito due nani del nostro circo, prodotti con il termine usato dal Presidente della Camera, li definii uno normale l’altro sforzo di uno stitico fermatosi a metà, ora sono costretto ad usare nikename diversi, tutti con il 36 e qualcuno senza. Saluti.
Il 29 Aprile 2010 alle 14:43 indigesto ha scritto:
Non occorrono presentazioni. Tantomeno se rese in pieno “delirium tremens” dovuto a momentanea astinenza!
Il 29 Aprile 2010 alle 15:15 spyun ha scritto:
Egrgio indigesto, perdoni se mi intrometto ma lei è in errore. Da quanto ho capito il Fumagalli è a contatto con la Prof. Vanzan quindi non si è presentato ha solo fatto capire alla nuova arrivata chi è, spiegandone le ragioni. La crisi di astinenza pare sia sua quindi non incolpi altri della sua ignoranza. Vede, io sono straniero, vivo in Italia, studio e lavoro ma mi è sempre più difficile capire gli italiani che sono meno istruiti di molti miei connazionali o amici extracomunitari, per lo più laureati o diplomati che svolgono lavori umili mentre igloranti e ottusi come lei han occupato posti da parastatali solo per devozione ai preti, che non han fatto altro che renderla più ignorante di quanto all’origine. Tipico dell’oscurantismo clericale dei tempi passati. Provi ad uscirne da questa cappa, se ha ancora cerebro libero. Perdoni la sincerita me gli ipocriti non li sopporto.
Il 29 Aprile 2010 alle 16:05 indigesto ha scritto:
Fumagalli, l’ho sempre detto, quando sei lucido scrivi anche bene. Ma non sai leggere! Lo sai, secondo una vecchia storiella, perchè i catabinieri vanno sempre in due? Perchè uno sa leggere e uno sa scrivere. Ecco, devi aver fatto il secondo!
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.