
Proteste degli immigrati a Phoenix, Arizona contro la nuova legge (Credits: Ross D. Franklin/AP Photo)
E alla fine, in Arizona, passò la linea dura. Giro di vite contro gli immigrati clandestini. Poliziotti pronti a perquisire e arrestare sulla base di semplici sospetti.
Negli Stati Uniti ci sono quasi 11 milioni di immigrati irregolari che vivono e lavorano nell’ombra e nell’agenda di Obama la questione immigrazione era certamente una delle priorità, anche se finora passata in secondo piano e offuscata dalle urgenze della riforma sanitaria e di quella finanziaria. Ora, la legge approvata in Arizona riporta prepotentemente alla ribalta la questione.
La governatrice repubblicana dell’Arizona Jan Brewer ha firmato venerdì scorso la conversione in legge di un controverso provvedimento che fa dello Stato la discutibile avanguardia nella lotta contro l’immigrazione illegale negli Stati Uniti. La legge, duramente criticata dallo stesso presidente Barack Obama, autorizza le forze dell’ordine ad arrestare anche senza motivo persone sospettate di essere entrate illegalmente nel Paese.
Un team di giuristi della Casa Bianca, ha fato sapere Obama, sarebbe già al lavoro per dirimere la questione e approntare una riforma generale.
Il punto della legge che fa indispettire in molti (tanti sono gli ispanici che hanno votato Obama) e fa alzare gli scudi alle associazioni è che la polizia dovrebbe fermare un presunto immigrato irregolare in base a un “ragionevole sospetto“. Si capisce facilmente come la norma abbia in questo modo ampi margini di discrezionalità. In arrivo perquisizioni e arresti di massa?
Solo in Arizona, si stima che vivano 460 mila immigrati irregolari. L’immigrazione messicana nel Sud degli Stati Uniti è da sempre un problema. Gli sforzi per contrastare l’immigrazione irregolare, i muri eretti (il Safeguard) per arginare il flusso di persone che tenta di cambiare vita non hanno mai frenato del tutto il fenomeno. Ed è ragionevole pensare che non lo freneranno.
Il ministro degli esteri messicano Patricia Espinosa non ha tardato a far sentire la propria voce, affermando che il decreto potrebbe danneggiare le relazioni tra Messico e Arizona, due stati che da sempre hanno forti legami commerciali.
A farle eco il Presidente messicano Felipe Calderon, secondo cui la legge “apre la porta all’intolleranza, all’odio, alla discriminazione e all’abuso della polizia”. Calderon ha anche affermato di aver dato disposizioni al ministero degli Esteri perché siano raddoppiati gli sforzi per proteggere i diritti dei messicani che vivono negli Stati Uniti. “Nessuno può starsene seduto con le braccia incrociate di fronte a decisioni che così chiaramente riguardano i nostri concittadini”, ha detto, sottolineando anche che i legami commerciali e politici con l’Arizona “ne risentiranno seriamente”.
E ora? Il Presidente Obama prenderà ancora più duramente posizione? La questione ha forti analogie con quanto accade in Europa. Leggi a protezione degli Stati che si fanno più restrittive, al limite del persecutorio, e frontiere sempre più prese d’assalto da chi cerca una chance e vuole cambiare vita. Come gestire il fenomeno? È sufficiente stringere le maglie? L’esperienza dimostra che così facendo si fa spesso il gioco degli smuggler, i trafficanti di uomini che lucrano sulla pelle dei migranti. Entrare illegalmente diventerà più difficile, più costoso, più rischioso. Ma si entrerà ugualmente.
Perché non è certo una frontiera chiusa che ferma chi vuole cambiare vita. Sono le aspettative dei migranti che contano, sono le percezioni dell’”Eldorado” inseguito che fanno da molla potentissima. In proposito, un sondaggio di alcuni mesi fa condotto dal Pew Research Center di Washington su un campione di un migliaio di cittadini messicani rivela che un messicano su tre vede la vita negli Usa migliore che nel suo Paese. Sei messicani su dieci (percentuali in ascesa rispetto al 2007) ritengono che muoversi verso gli States porterà loro un miglioramento di vita.
Alti tassi di criminalità, droga, corruzione, un’economia che stenta sono i problemi che i migranti vorrebbero lasciarsi alle spalle. Anche se gli ultimi anni hanno visto una flessione dell’immigrazione dal Messico agli Usa: la crisi economica ha colpito anche e soprattutto i lavoratori ispanici immigrati. Così, si ripensano aspettative e progetti di vita.
Sempre il Pew Research Center aveva condotto un’altra ricerca, datata luglio 2009, in cui fotografava il flusso migratorio messicano verso gli Usa come mutevole e a tratti “circolare”. Non tutti i migranti cioè si spostano per stabilirsi definitivamente all’estero. Alcuni migrano per trovare un lavoro stagionale, altri sanno che rimarranno solo pochi anni per poi tornare in Messico. Tra il 2008 e il 2009 circa 440mila immigrati hanno riattraversato il confine e sono tornati a casa.
- Martedì 27 Aprile 2010

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Commenti
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Il 27 Aprile 2010 alle 15:46 indigesto ha scritto:
Undici milioni di irregolari sono una cifra considerevole anche per gli USA ed è chiaro che la maggior concentrazione tocca agli Stati di frontiera. Ed è logico che se si vuole porre un freno occorre procedere a qualche fermo. Calderon più ne manda e più respira. Qui da noi per gli emigrati clandestini che vengono dal mare la cosa è un pò diversa. Non si hanno imterlocutori e rimpatriarli non è sempre cosa facile. Forse per questo si lasciano tranquilli e poi si assiste a ciò che è successo in Calabria, o si fanno ordinanze di espulsione che non hanno seguito. Ci si accontenta, in ogni caso, di “mettere a posto le carte”.
Il 27 Aprile 2010 alle 16:09 gratis ha scritto:
La governante dell’Arizona ha fatto bene.
Non ci si può fare invadere solo perché non vengono usate le armi per effettuare l’invasione.
Il territorio appartiene ai cittadini americani che ne dispongono come vogliono loro e non come vogliono gli altri.
In quanto ad Obama se il Presidente non difende gli USA da tali invasioni mancherebbe al suo dovere di tutela nei confronti dei cittadini americani.
Leggo che addirittura si è messo a contrastare la Governatrice dell’Arizona su tale argomento, si deve essere impazzito e non credo che gli americani approveranno, anche se molti fra loro sono originariamente degli immigrati o figli e discendenti d’immigrati.
E’ vero che gli USA sono stati da sempre una nazione d’immigrati, ma in base alle loro leggi e necessità, e non in base alle richieste e necessità altrui.
Gli USA sono ormai al massimo della loro capienza e non possono supportare altre immigrazioni con il rischio di un depauperamento delle loro risorse economiche e un continuo degrado sociale.
In quanto alle pretese del Presidente messicano e del suo Ministro degli esteri sono semplicemente ridicole e inesistenti.
Ci mancherebbe solo che gli USA si debbano far invadere perché qualcuno fa appello al razzismo e alla discriminazione o addirittura agli scambi commerciali, delle vere boutade!
I cittadini messicani con tutta evidenza NON sono cittadini USA, se ne deve far carico il governo messicano e non il governo USA.
Ciascun governo ha il diritto al rispetto dei suoi confini e all’accettazione o rifiuto di chi vuole, essendo PIENAMENTE SOVRANO SUL SUO TERRITORIO.
Forse i messicani e perfino Obama hanno dimenticato la guerra di liberazione del Texas con Forte Alamo e David Crockett!
Sarà meglio che tutti quanti si diano una bella rinfrescata non solo sulla storia, ma sui principi nazionali di sovranità e di Patria.
Il 27 Aprile 2010 alle 17:41 anna.one ha scritto:
Reagan disse che un paese che non puo’ controllare i propri confini non e’ davvero piu’ un paese.
Qui si sta’ parlando della balcanizzazione e la rottura di una nazione con enclavi etniche.
I compiti che si sono accollati gli arizonians appartengono loro di diritto, far valere la Costituzione e la legge federale per la polizia di frontiera, l’immigrazione e delle Dogane, e Homeland Security.
L’Arizona e’ stata costretta ad assumere il ruolo dei feds perche’ i federali non fanno il loro lavoro. E per questo venir meno del dovere, la “palla” si ferma sul tavolo del presidente degli Stati Uniti.
Perche’ Obama non vuole che si rispetti la legge, dopotutto quella firmata dalla gov.Brewer rispecchia quella federale che non viene rispettata? (non e’ vero che gli agenti possono arrestare senza motivo, saranno addestrati proprio per evitare che questo accada).
Obama e’ politicamente corretto, c’e’ anche il fatto che ha un grosso debito con la lobby hispanic che aiuto’ a consegnare 2/3 di quel voto nel 2008. In questi giorni, sta’ giocando anche la carta della razza, radunando i fedeli in previsione di una pestata a novembre, non i white, non gli asiatici, ma i latini, gli african-americans, i giovani, insomma quelli che dobbiamo ringraziare per avere The One,
Il suo discorsetto pero’ molti dicono e’ rivolto al gruppo sbagliato, sono gli indipendenti che ha perso in massa che dovrebbe convincere.
I cittadini di origine hispaniche in Arizona vogliono che il confine sia protetto e la legge applicata, e’ la lobby hispanic che domanda che la legge sia cambiata, e’ chiaro quali sono le domande che il prez vuole soddisfare, per fortuna ha una sostanziale opposizione, la maggioranza del popolo americano.
Il 27 Aprile 2010 alle 17:50 anna.one ha scritto:
Vorrei precisare che la legge non e’ contro i messicani, anche se sono in maggioranza, ma per proteggere i nostri confini dall’immigrazione illegale, gli illegali provengono da tutto il mondo, tutti i paesi dell’America Latina, le isole, China, India,Philippines, Pakistan, Syria etc. Europa ed il resto del mondo.
Il 27 Aprile 2010 alle 22:42 smoke36 ha scritto:
annaoca,siete tutti clandestini negli USA, gli indigeni li tenete negli zoo chiamate riserve. Siete entrati senza permesso e massacrati e i vostri padri la feccia europea, in pratica figli di puttane, le prime bianche portate in massa per popolare la nazione, furono: battone, baldracche, prostitute e galeotte. Bella stirpe, il culmine il Presidente figlio di un gangster, pero ricco, fece una fortuna enorme con il proibizionismo. La mafia non perdonò ai figli che tradirono, volendo la legalità. Sono 60 anni che vi accanite contro Castro perché ha tolto la mafia (la mano nera) che gestiva il parco giochi e la prostituzione a Cuba, cosa che vi permise di creare Las Vegas, città modello vero paperina? Non prendertela essere figlia di una mignotta non è colpa tua, ne erediti solo le qualità.
Il 27 Aprile 2010 alle 22:50 indigesto ha scritto:
Quelle che dici tu, anche tali fossero, sono morte da un pezzo ed è bene lasciarle in pace. Se poi tutti i nuovi immigrati negli USA per te sono figli di buona donna….
Il 28 Aprile 2010 alle 0:03 jimmie01 ha scritto:
Qua chi e’ il figlio di una mignotta e’ chiaro. Ancora una volta la scimmia fuggita dallo zoo si e’ ubriacata alla cantina di fronte e ha scritto commenti del cavolo. Ma dove prendi le notizie Fumacazzi? Smetti di leggere il ” Manuale del Piccolo Comunista “!!! Per tua informazione, i primi coloni provenivano dal Nord Europa ed erano in fuga dalle persecuzioni religiose. Questi furono i primi popoli europei che colonizzarono i futuri USA.
Il 28 Aprile 2010 alle 0:10 jimmie01 ha scritto:
Fumacazzi ma che non sai che se cuba prima di Castro era considerata il puttanaio d’ America, a partire da Castro e’ diventata il puttanaio del mondo? Hai mai visto ai giorni d’oggi le ragazzine di 14 anni andare a letto coi turisti ( anche italiani ) per sfamare la famiglia? Chi credi che tolleri tutto questo? E parli di sfruttamento della prostituzione in tempi precedenti ai Castro!! E ancora, mai sentito parlare della figlia di Castro che vive all’ estero ( indovina dove? ) che accusa il padre di essere un criminale? No, eh!! Di questo idioti come te non hanno mai visto ne sentito. Idioti come te dicono solo che Fidel ha sconfitto la miseria. Ma non la poverta’!!!! Vai a nsconderti nella gabbia delle scimmie, pagliaccio!!!
Il 28 Aprile 2010 alle 0:15 jimmie01 ha scritto:
Quanto poi al gioco d’ azzardo, e’ chiaro che lecito o illecito e’ nelle mani di gente poco raccomandabile. Il che e’ vero in tutto il mondo. Ma che sia una prerogativa degli USA, fa’ ridere i polli ( o meglio i fumagalline ). Che mi dici di Macau, Ridolini?
Il 28 Aprile 2010 alle 1:55 smoke36 ha scritto:
Indio, a me di Macao non interessa, anche da noi c’è il gioco d’azzardo ma è controllato, da voi in mano alla delinquenza. Poi per l’imbecille c’è differenza tra chi emigra e chi vine offerto un posto di lavoro ben retribuito. Chiaro se i nostri governanti, vostri leccaculo, investissero sulla ricerca e istruzione invece di politiche a colpi di ruberie, si preferirebbe vivere nel proprio paese. Finito il compito torna al paese natio. Avviene per mancanza di capacità locale, emigrare per fare il guardiano notturno non è che sia il meglio. Come stanno andando le cose mi sa che dovrai emigrare perché si sta profilando una nuova crisi, altro che Marte. Ma non ti rendi conto che sei infantile indio. E’ per quello che nascondi il tuo cognome? Manco più all’asilo deridono i cognomi, cerca di crescere, sei piccolo.
Il 28 Aprile 2010 alle 2:00 jimmie01 ha scritto:
Sei tanto cretino da dire che il gioco d’ azzardo e’ controllato!! Si e’ controllato dalla criminalita’, idiota. Qui si sta parlando di quello stile Las Vegas!! Non della lotteria di capodanno, cretino!!!! Ma sei mai stato in un casino’ in Italia? Hai viaggiato per il mondo e non conosci nemmeno il Paese in cui dici di essere nato!!! Certo che Macau non ti interessa!!! Altrimenti dovresti parlare della criminalita’ cinese. Impossibile che ci sia crimimalita’ nei Paesi comunisti. Quella c’e’ solo nei Paesi come gli USA!!! Vero ridolini.
Il 28 Aprile 2010 alle 2:06 jimmie01 ha scritto:
Dimmi un po’ ” boracho ” ma perche’ i lavori ben retribuiti non vengono mai offerti da Paesi come Cina, Cuba o Venezuela? Vengono sempre offerti dai Paesi patria del capitale, prima fra tutti gli USA? Come mai un ricercatore italiano di Torino non e’ andato a lavorare in Cina, a Cuba o in Venezuela. Te lo dico io perche’, pagliaccio: col cazzo che in quei Paesi avrebbe potuto essere pagato 200.000 ( duecentomila ) dollari l’ anno, piu’ casa e fringe benefits varii.FUMACAZZI TU SPUTI NEL PIATTO IN CUI MANGI TU E TUTTA LA TUA FAMIGLIA. Vai a vivere in Cina per un annetto e poi ne reparleremo, coglione.
Il 28 Aprile 2010 alle 2:09 jimmie01 ha scritto:
Io il mio cognome lo nascondo solo ai cretini come te. Se speri che ti dica il mio nome, scordatelo. Solo i pagliacci come te danno il loro nome su un blog!!!! Sai di altri che lo fanno?
Il 28 Aprile 2010 alle 2:27 jimmie01 ha scritto:
Una precisazione, Fumagalline. Ma non hai ancora capito che io NON SONO IMMIGRATO negli USA? Sai che sono cittadino USA dalla nascita. NON SI IMMIGRA NEL PAESE DI CUI SI E’ CITTADINI, pagliaccio. Si emigra in Paesi di cui non si e’ cittadini. QUESTO E’ IL MIO PAESE. MA QUAL’E IL TUO Q.I.?
Il 28 Aprile 2010 alle 3:48 smoke36 ha scritto:
Sei nato in Italia indio, quindi italiano di nascita. Io sono cittadino del mondo e per me non esistono frontiere, siamo tutti uguali e ci differenziamo solo tra pirla e no. A te è andata male ti hanno sorteggiato pirla e se ne sono accorti tutti.
Il 28 Aprile 2010 alle 5:51 anna.one ha scritto:
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Caspita, cittadino del mondo, e per lui non esistono frontiere, ma e’ un gypsy?! Sospetto che una frontiera da dove non lo lasciano entrare e’ prorio quella degli USA!
E’ cosi’ pieno di gas che lo considerano una WMD! Altro che il tard, l’underwear bomber!!!
Per questo, sour grape, odia gli USA e tutto cio’ che rappresentano.
La volpe quando non arriva all’uva dice che e’ acerba, o come da proverbio persiano: “Il gatto che non puo’ raggiungere la carne dice che ha un cattivo odore.” (visto che e’ tutto preso da Ahmadinejad)
What a loser!!!
E pensare che old geezer dice che certe “mamme” lo pagano per far fare bella figura alle figlie!
Io sono convinta che lo paghino si’, ma per il comic relief e dovremmo ringraziarle, dove si trova un clown che faccia ridere come questo Fumagalli?
Il 28 Aprile 2010 alle 13:59 fu36 ha scritto:
Paperina, per gli USA mi chiamarono parecchie volte ma avevano metodi e tecnologia, nel mio settore, arcaici e irrecuperabili, tant’è che le uniche due macchine per stampare le vostre pagine gialle e cataloghi, non solo per gli USA ma tutto il continete,sono Cerutti, Casale Monferrato, con stabilimento pure negli USA, due meraviglie elettroniche di quasi 20 anni fa. Pure nelle auto vi hanno fregati i giapponesi togliendovi il mercato latino Avete cervell stranieri ma poi come realizzazione zero, solo armi ma quelle costano e non rendono. Tenetevi forte, con il petrolio sta arrivando una nuova batosta finanziaria.
Il 28 Aprile 2010 alle 17:20 anna.one ha scritto:
Ma lei, non e’ Fumagalli? Che cosa c’entra con Cerutti?
Secondo lei in tutti gli US ci sono solo due macchine per stampare cataloghi e pagine gialle?
Ma non si rende conto delle stupidaggini che scrive?
Evidentemente prende tutti per morons, il fatto e’ che quest’oca si e’ accorta da tempo quanto invece lo sia lei. Non credo siano state sviste quando scriveva del patto tra Stalin e… Molotov..il suo ministro degli esteri LOL che sapevano che gli alleati avrebbero guardato dall’altra parte se la Germania avesse invaso la Polonia, ma poi dopo l’invasione Francia e Britain dichiararono guerra alla Germania “come loro dovere verso i polacchi” (parole sue) .
Cosi’, mentre fu Stalin a fare il doppio gioco con il patto Molotov-Ribbentrop lei incolpa Churchill! E poi dice a me di leggere Shirer!!!
Lei, qui, fa solo confusione, altro che servizio..pagato..a certe giornaliste.
In ogni modo se fossi in lei, mi preoccuperei di piu’ della situazione finanziaria europea che di quella americana, visto le notizie di ieri, i downgrades di Standard & Poor, l’euro nei guai e la vostra crisi che si sta’ espandendo.
Il costo al barile dell’oil sta’ calando, e la batosta la stanno prendendo i produttori, Russia compresa.
Il 28 Aprile 2010 alle 23:33 smoke36 ha scritto:
Indio, dalla Cina mi chiamarono, contratto di 10 anni, tre aziende da avviare, distanti tra loro ma dotate di jet per i trasferimenti. Ci fu solo un problema, il milanese che gestiva l’affare, mi voleva come dipendente,nemmeno si parlò di retribuzione, per i cinesi come consulente mi sarei accontentato, sotto padrone mai. C’è chi nasce libero e chi servitore. All’oca rispondo di si, ci sono solo due macchine, sono alte come un palazzo di 5 piani e sfornano migliaia di cataloghi al giorno. Informarsi presso la Cerutti USA, prego. La Russia esporta gas oca, che il petrolio salga o scende glie ne frega un cazzo, lo estrae e usa senza bisogno di importarlo, ma sei proprio scema. Shirer non l’hai letto altrimenti no avresti scritto una cazzata.
Il 28 Aprile 2010 alle 23:41 jimmie01 ha scritto:
Fumagalli, guarda che il prezzo del gas e dell’ olio sono strettamente connessi!!!! Quando uno sale, sale anche l’ altro; quando uno scende, scende anche l’ altro. Guardati uno dei grafici delle commodities degli ultimi dieci-quindici anni!!!!
Il 28 Aprile 2010 alle 23:45 jimmie01 ha scritto:
Dalla Cina ti chiamarono, ma un milanese gestiva l’ affare!!! Hue, Fumagalli, ma ti chiamo’ la Cina o il milanese? E chi ti avrebbe pagato, la Cina o il milanese? Il milanese prese l’ appalto di un lavoro. Hai mai provato a lavorare direttamente per i cinesi a stipendio o a contratto, come quelli che vengono a fare i ricercatori qui negli USA? No, he!! Non e’ possibile, a meno di voler quadagnare 2 dollari al giorno!!!
Il 29 Aprile 2010 alle 0:27 smoke36 ha scritto:
Coi cinesi non ho mai trattato, tuttavia esistono tariffe internazionali, ai miei tempi erano di 5 mila dollari mensili netti e spesati di tutto, vitto, alloggio e trasporti.Poi potevi accordare quel che volevi, infatti per lo Yemen, richiesto dagli inglesi, chiesi 10 mila dollari e non si concluse. Se ti informi, nel packig & covering, siamo leader al mondo. Caporali come te ne è pieno il mondo, finiscono per fare i guardiani notturni.
P.S.Se il milanese dava il mio nominativo alla Cina, mi avrebbero chiamato loro ma guadagnato nulla lui. Io non ero un costruttore di macchine erano questi che davano il mio nome a chi occorreva assistenza o meglio assessorato. Tu non puoi sapere come funziona essendo nato per ricevere ordini ed eseguirli. Rassegnati.
Il 29 Aprile 2010 alle 7:13 anna.one ha scritto:
La Russia supera anche i saudis per la produzione del petrolio.
Prima di spararle, perche’ non fa come me e si informa sugli..”articoli di giornale”..eviterebbe di fare le solite figure di poo!
http://www.eia.doe.gov/emeu/ca.....a/Oil.html
(Mi spieghi della cazzata…)
Il 29 Aprile 2010 alle 20:01 anna.one ha scritto:
Gia’, con i cinesi ha mai trattato, l’affare non si concluse perche’ richiedevano relazioni in inglese, lingua a lei ostica. Ma che cittadino del mondo e’ lei che non sa nemmeno la lingua piu’ parlata specie nel mondo degli affari?
Sa poco anche del mondo arabo, alla fine si scopre che quello che conosce sono i dintorni di Torino.
Si ricordi, se ha bisogno d’essere pagato per i suoi servizi, ci deve essere sempre qualcuno che e’ disposto a farlo, e lei di conseguenza ne diviene dipendente.
Lei, nella sua vita e’ sempre stato un caporale.
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