
(Credits: UK Mod)
Da Sangin alla diga di Kajaki, da Musa Qala a Marjah. In quella provincia hanno combattuto duramente (guarda il video) per cinque anni uccidendo migliaia di talebani e lasciando sul terreno 281 caduti e oltre mille feriti. Presto le truppe di Sua Maestà britannica potrebbero ritirarsi da Helmand sconfitte non dai talebani ma dalle pressioni di Washington e dai problemi del governo di Londra pressato dalla duplice esigenza di ridurre i costi e diminuire le perdite in un conflitto sempre meno popolare.
I britannici schierano in Afghanistan 9.500 militari, quasi tutti a Helmand, e hanno la guida del Regional Command South, il settore più importante tra i cinque nei quali è stato diviso l’Afghanistan dove sono schierati 50.000 militari alleati per oltre la metà statunitensi.
Gli Usa, che guidano le forze alleate, vogliono però il comando della provincia e dell’intero settore meridionale sia perché vi schierano le forze più rilevanti sia perché contestano la mancanza di successi tangibili conseguiti in questi anni dai britannici che, pur schierando il secondo contingente tra i 44 Paesi alleati presenti in Afghanistan, non hanno mai avuto le forze sufficienti a pacificare e controllare la zona. Londra e Washington si sono spesso confrontate anche aspramente sui metodi da applicare nella lotta alla guerriglia e alla produzione di oppio.
Nella questione è sceso in campo il deputato afghano Shukreya Barekzai che ha definito il ritiro degli inglesi “una buona cosa perché la loro presenza e ruolo sono stati un problema per la popolazione in quella provincia”. In realtà i britannici hanno ottimi rapporti con il governatore della provincia, Gulab Mangal, ma qualche difficoltà con i vertici di esercito e polizia afghani più volte accusati dagli ufficiali di Sua Maestà di corruzione, inefficienza e intesa con i talebani. Anche il presidente Hamid Karzai non ha mai nascosto le critiche per la gestione britannica di Helmand, giudicata eccessivamente autonoma da Kabul.
A rendere ufficiale l’ipotesi di un imminente cambio della guardia ha contribuito il 24 aprile l’intervista all’agenzia di stampa afghana Pajwhok del portavoce del comando ISAF, il generale Eric Tremblay. “La decisione non è ancora definitiva”, ha detto l’ufficiale canadese “e viene valutata in base alle esigenze militari e strategiche sul terreno in vista della futura partenza da Kandahar dei contingenti olandese e canadese”. Il ritiro di olandesi e canadesi e la riduzione già annunciata per il 2011 del contingente danese, in tutto circa 5 mila militari, imporrà di “tappare i buchi” nello schieramento alleato.
Il trasferimento dei britannici verrà deciso dal prossimo governo che uscirà dalle elezioni politiche del 6 maggio e che potrebbe comunque valutarlo positivamente perché equivarrebbe a una riduzione dell’impegno e a un probabile calo delle perdite. La guerra afghana sarà in ogni caso una patata bollente per il prossimo inquilino del numero 10 di Downing Street poiché il malumore tra i militari è palpabile e l’abbandono di Helmand verrebbe interpretato come una doppia sconfitta, contro i talebani e contro l’arroganza e lo strapotere degli yankees che del resto gestiscono ormai da padroni tutto il teatro operativo afghano forti del numero (80 mila soldati contro 40 mila alleati) e della ridotta disponibilità al combattimento di molti contingenti alleati.
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- Mercoledì 28 Aprile 2010

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Commenti
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Il 29 Aprile 2010 alle 10:32 indigesto ha scritto:
Certo,Dr. Gaiani, se gli “alleati” finiscono per diventare la famosa palla al piede, tanto vale farne a meno o relegarli tuttalpiù ai servizi logostici e assistenziali. Un pò dei britannici, sinceramente, c’è di che meravigliarsi; almeno della loro imbellità, no?
Il 29 Aprile 2010 alle 16:13 gianandrea gaiani ha scritto:
I brits combattono “senzase e senza ma” caro Indigesto ma a Londra il governo laburista è sotto attacco per le perdite elevate e gli scarsi mezzi e finanziamenti assegnati ai militari. In più gli USA premono per ottenere la leadership totale del conflitto. Vedremo dopo le elezioni in Gran Bretagna come andrà a finire.
Il 29 Aprile 2010 alle 17:12 gratis ha scritto:
L’eventuale ritiro britannico sarebbe solo un’altra dimostrazione che la guerra in Afghanistan diretta dagli USA non funziona.
I britannici non è che mi siano simpatici, per le loro caratteristiche di creare calunnie in continuazione solo “per vedere l’effetto che fa”, come diceva quella canzoncina di Jannacci.
Tuttavia è gente che quando combatte lo fa senza troppi fronzoli.
E’ evidente che il problema deriva dalla mancanza di un unico comando, anche perchè ciascun governo ha assegnato ai suoi diverse regole d’ingaggio secondo le sue esigenze politiche interne.
Praticamente in Afghanistan c’è una specie di armata Brancaleone arlecchina.
E’ indubbio che ciò provoca sofferenza alla guida militare e politica che gli USA vorrebbero avere, che per di più, come scritto in altri articoli, in questo momento è al contrasto fra i loro stessi vertici politici e militari.
Inglesi e olandesi, contrariamente da noi italiani che ci piace esibirci inutilmente, vanno al sodo delle cose e la ragione gli dice che non è più il caso di stare in Afghanistan ad avere perdite continue, senza una vera guerra coordinata e intenzionata ad essere tale.
E’ cambiata l’amministrazione americana, al posto di Bush adesso c’è Obama l’islamico, quindi le alleanze fatte a suo tempo tra governi, con diversa composizione politica di quella attuale, non hanno più senso perchè le politiche, che ciascuno di loro persegue, sono ormai profondamente diverse.
Gli unici fessi siamo noi italiani che siamo rimasti come degli allocchi ad esibirci, com’è nostra abitudine, e senza uso di logiche e interessi razionali a guidare la nostra decisione, rischiando un vero spreco di risorse e soprattutto di vite umane inutilmente.
Il 29 Aprile 2010 alle 18:25 fu36 ha scritto:
Ottimo Gaiani, da esperto hai detto una cosa giusta, gli inglesi equivalgono quasi ai tedeschi e i marines sono all’ultimo livello, sul piano tattico militare, di fegato non parliamone, amano troppo gli agi della vita, sono forti grazie alla tecnologia ma le guerre o battaglie li vince sempre la fanteria, ossia gli uomini. Hai dato un abella risposta all’imbecille che se le va a cercare, abbi pazienza è un ciuccio napoletano, ralgia.
Il 29 Aprile 2010 alle 21:43 indigesto ha scritto:
Come al solito non ci hai capito una mazza! Troppo occupato ad ingiuriare, accecato come sei dalla gelosia per una cortese risposta del Dr Gaiani.
Se da cacciato dal Sito ne sei diventato il padrone, faccelo dire dalla Redazione. In tal caso potremo anche togliere il disturbo.
Il 29 Aprile 2010 alle 21:50 fsl ha scritto:
Non capisco perchè la redazione sia così assente.
Sui forum dei ragazzini sono più severi con chi spamma, offende ed è inutilmente stupido e volgare!
Meno male che nel settore italiano non succede mai nulla,
Oops! ma questo è merito del bavaglio alla stampa.
Il 29 Aprile 2010 alle 22:45 anna.one ha scritto:
Forse mi e’ sfuggito l’articolo, ma non ho letto dei tedeschi in Afghanistan che hanno una patch (toppa?) sulle maniche con scritto “I fight for Merkel”. Sono confusi, eppure lo scopo della guerra in Afghanistan dovrebbe essere chiaro. Un Afghanistan sicuro e’ una necessita’ per la pace nella regione e tutti, anche gli europei ne trarrebbero vantaggi. Purtroppo si butta sempre in politica, appunto, gli inglesi decideranno dopo le elezioni imminenti.
Le forze americane e’ piu’ di un anno che si stanno preparando per Kandahar, hanno gia’ incominciato le ops contro il Taliban nella provincia e una offensiva full scale iniziera’ nelle prossime settimane.
Carl Forsberg, analista dell’Institute of Study of War di D.C. dice che coinvolgera’ 25 mila uomini, comprese truppe d’appoggio. 12/15 mila della coalizione oltre alle 10/12 mila afghans, e rimarranno nella provincia per mesi.
Del ritiro di alcuni alleati si sa da tempo, infatti si ritireranno anche i marines, come hanno fatto dopo aver vinto in Iraq, cioe’ quando la situazione sul terreno lo consente.
Inoltre e’ noto che c’e’ chi va’ e c’e’ chi viene in continuazione, come la rotazione al comando, infatti pochi mesi fa i vikings hanno passato bandiera ai kiwis.
Per quanto riguarda gli italiani, concordo con fsl!
Il 30 Aprile 2010 alle 0:35 smoke36 ha scritto:
In Iraq avranno pure vinto ma la guerra continua. Se non sbaglio 56 deputati sunniti son stati silurati dagli sciiti dalla nuova “democrazia” imposta. Si tratta solo di una vendetta, Saddam era sunnita in minoranza e la cosa rodeva gli sciiti per di più costretti a combattere una cruenta guerra contro i fratelli di religione. Ora sciiti gli iraniani e sciiti gli irakeni, secondo l’oca l’Iran sostiene i terroristi dell’ultima strage nel quartiere sciita. Misteri medio orientali o completa ignoranza di un’oca. lascio a voi il giudizio. L’Afghanistan dopo 9 anni è un altalena e l’unico risultato fu di cacciare Emergency. Per una deputata afghana la condizione femminile non è cambiata per nulla e pure li è un governo “democratico”, un po’ e forse troppo corrotto con misteriosi intrecci o intrallazzi del fratello di Karzai, noto trafficante di droga con la CIA che non risulta servizio russo e il record di consumo di droga lo detengono tutt’ora gli USA. Altro mistero di chi finanzia e sostiene i taliban. Vedetevela voi esperti, io non ci capisco nulla ma i fatti sono questi. Non ho fretta e aspetto di vedere come finisce, se finisce con una vittoria come in Iraq non ne sarò deluso.
Il 30 Aprile 2010 alle 1:52 jimmie01 ha scritto:
Gli inglesi hanno le SAS e i Gurkas ai quali le truppe speciali argentine si arredevano senza combattere durante il conflitto delle Falklands ( Maldives ); gli italiani hanno gente del Tuscania e del Col. Moschin; i francesi hanno i legionari; gli USA hanno i Rangers e gli uomini dei Seal ( li hai mai visti in azione Fumacazzi, altro che poltroneria1 ). Se la guerra si facesse come dovrebbe farsi avremmo gia’ gli uomini a casa. Invece, siamo a dar retta ai comunistelli del pisello ( quali il Fumagalline di questo blog )ovvero a gentaglia della risma di Emergency.
Il 30 Aprile 2010 alle 2:19 smoke36 ha scritto:
Per sfondare a Cassino, tenuta da 4 tedeschi siete ricorsi ai marocchini e poi ritiratisi i tedeschi, per arrivare prima a Roma e fregare gli inglesi, Clarc si lasciò scappare la divisione che poi vi inchiodò nuovamente più a nord. Pirlate USA non tattica. Dalla Liguria si ritirò una divisione intatta in grado di ributtarvi indietro ma fu richiamata in fretta e furia in Germania, i russi erano a Berlino e perso per perso meglio arrendersi agli alleati, sono amici. l’unico scontro che avete avuto con i tedeschi fu nelle Ardenne, contro ragazzini e vecchi della riserva che per poco non vi ributtano a mare, si fermarono per mancanza di munizioni e carburante, pistola, al solo vedere un tedesco ve la facevate sotto. Poi spiegami come in Afghanistan, con tutti sti corpi stranieri prendete sberle, quelli son solo afghani mica dei Rambo. Siete forti solo nei film, dalle vere guerre tornate a casa rimbecilliti perché non è come nei film, pirla.
Il 30 Aprile 2010 alle 3:35 jimmie01 ha scritto:
La risposta e’ nel mio commneto precedente. Perche’ c’e’ gente che non vuol far la guerra come si deve!!!! Gente alla Emergency che orienta l’ opinione pubblica che parla delle vittime civili di una sola parte. Hai visto qualcuno dei tuoi amichetti parlare della scolaresca avvelenata dai terroristi talebani? No, He! Ma se fosse stata una bomba USA a fare vittime civili, via con la retorica circa i cattivoni americani che uccidono civili.
Il 30 Aprile 2010 alle 3:38 jimmie01 ha scritto:
Le vere guerre si fanno e si vincono. Voui saper del livello di addestramento delle spec ops USA? Vai a leggerti la cronaca della liberazione della nave presa ostaggio dai pirati somali? Mai sentito parlare dei Seals? E degli Halo Warriors, che mi dici? E delle Delta Forces? Informati Fumagalli. Rambo era un boy scout comparato a questi!!!
Il 30 Aprile 2010 alle 3:43 jimmie01 ha scritto:
Fumagalli ma che cazzo dici? Che i tedeschi preferivano arrendersi ai russi perche’ erano amici e alleati? Ma tu deliri!
Il 30 Aprile 2010 alle 3:44 jimmie01 ha scritto:
Fumagalli, ringrazia gli USA che donarano il sangue dei loro figli, altrimenti tu avresti parlato tedesco!!! E se fiatavi ti impalavano in pubblica piazza!! Sai un metodo di esecuzione imparato dai tuoi amichetti rossi.
Il 30 Aprile 2010 alle 3:50 jimmie01 ha scritto:
Fai una cosa, invece di leggere le avventure di Cip e Ciop vedi se riesci a trovare un libro di Sven Hassel e leggilo. Dopo aver letto il primo, li leggerai tutti. Sono il resoconto, a volte reale, a volte fantasioso, delle avventure di guerra di un gruppo di soldati tedeschi. Se non erro un po’ di anni fa’ fu girato anche un film. Se ti appassioni ai suoi libri, starai lontano per po’ dal web. Ti fara’ bene.
Il 30 Aprile 2010 alle 6:20 anna.one ha scritto:
Prendiamo sberle dal Taliban? Really? A parte quelli fatti fuori con i drones, mr.smoke ci sa dire per caso quanti taliban sono stati fatti fuori in 9 anni e quanti ne sono rimasti?
A proposito di ragazzini e uomini con i capelli bianchi, ma non se li trovarono di fronte anche i sovietici? Hey, ma non fu il reggimento Savoia del CSIR che nel ‘42 fece l’ultima carica a cavallo nella storia e sconfisse 2000 soldati sovietici a colpi di spada e granate, e smontati dalla sella presero Isbushensky? Almeno cosi’ mi diceva il mio papa’ che si fece due anni di Russia, come mi raccontava dei soldati russi incatenati alle mitragliatrici per difendere la ritirata dei loro commilitoni. Che dire poi della US 10th Mountain Division che insegui’ i tedeschi attraverso la valle del Po con i cavalli..catturati ai tedeschi? Ma ha ragione sa, i GI’s se la facevano addosso quando vedevano un tedesco, infatti sappiamo com’e’ finita. Povero, povero delusional mr.smoke. Mi fa quasi compassione.
Caro jimmie ma ancora non hai capito che avrebbe preferito parlare tedesco, o meglio ancora, russo, quelle lingue le avrebbe imparate in un baleno?! L’inglese no, non lo conosce, gli e’..ostico ed e’ cosi’ stizzoso perche’ gli hanno rifiutato un lavoro proprio per via che non lo conosceva, sai la rabbia! :)
Il 30 Aprile 2010 alle 22:22 smoke36 ha scritto:
I drone han fatto fuori più civili che taliban e non occupano, per occupare occorrono uomini. L’indio non ha capito niente, i tedeschi temevano i russi mentre i marines erano soldatini di piombo, si vada a leggere quanti ne morirono come piombini nel D-Day affogati per il terrore dei piloti ad avvicinarsi alle spiagge e aprirono i portelloni quando l’acqua era fonda. Furono più di quelli abbattuti dal fuoco tedesco. Pensa che i tedeschi avevano già un piano per invadere gli USA, non ci fossero stati i russi, io non correvo nessun pericolo, eravamo alleati pirla. L’unica guerra che avete vinto da soli fu contro Grenada, strepitosa, per evitare una seconda Cuba nei Caraibi. Due isole rosse vi terrorizzavano. Mo vi circondano e tagliano fuori. poveri fessi, vi siete giocati il giardinetto di casa e andate in Afghanistan. Il disastro nel golfo del Messico non lo si augura a nessuno pero è causa di speculazione, mancanza di dispositivi che avrebbero potuto prevederla ed evitarla la solita storia, ricavare il più possibile ad ogni costo. C’è da sperare che sia un monito.
Il 9 Maggio 2010 alle 15:54 p.a.d ha scritto:
La guerrafiondaia scrive:
“Del ritiro di alcuni alleati si sa da tempo, infatti si ritireranno anche i marines, come hanno fatto dopo aver vinto in Iraq, cioe’ quando la situazione sul terreno lo consente.”
Insisto come ho sempre sostenuto nel vecchio forum nel dire che gli USA (purtroppo, e ci mancherebbe) non hanno vinto una mazza!
ESTRATTO DAL WEB:
“Che la “Enduring Freedom” fosse stato un discreto fallimento in termini sociali, politici ed economici, prima ancora che militari, ormai non lo negava più nessuno. Salvare la faccia, in qualche modo, senza fare precipitare il paese in un caos totale, è stata la strategia sia dell’ultimo Bush che, storia recente, di Obama. Formato un esercito ed una polizia locale un minimo credibili, strutturata una oligarchia di comando con solo una pallidissima verniciata democratica, gli USA hanno smobilitato, rimanendo solo in qualche grossa base e “compound”, praticamente assediati in una società quasi completamente ostile.
La speranza era in ogni caso quella di mettere le mani sul petrolio irakeno, questo da solo giustificando un intervento nella zona. Molti analisti, anzi, hanno sempre ritenuto che fosse questo il sono ed unico scopo dlel’intervento. Le cose non sono state cosi semplici, raramente lo sono, ma certo il potenziale produttivo del paese era strategicamente importante, per una potenza che ha bisogno di importare quasi metà del petrolio che consuma. A quanto pare però, l’oligarchia che si sono lasciati dietro non era cosi riconoscente con chi l’aveva sistemata sul ponte di comando da non vedere la possibilità di stringere altri e più lucrosi accordi sullo sfruttamento e lo sviluppo delle risorse petrolifere.
Le ultime ed importantissime aste se le sono aggiudicate, guarda caso, le compagnie dei paesi che più si erano opposti alla guerra, ovvero Cina, Russia e, udite udite, Francia, o quelle che si sono distinte per un impegno ridotto come la, per una volta non-cenerentola, Italia.
E’ una sconfitta cocente, economicamente, strategicamente e politicamente parlando, dal potenziale devastante.
In prospettiva, il Vietnam è una bazzecola. Tutto considerato, a parte la cocente sconfitta militare, sul piano politico il temuto “effetto domino” che avrebbe potuto trasformare tutti gli Stati del sudest asiatico in dittature del proletariato non si verificò. Solo Vietnam, Laos e Cambogia furono coinvolti e la sconfitta non ebbe conseguenze geopolitiche, strategiche o economiche di rilievo. Ma ora, con la progressiva perdita delle concessioni di sfruttamento la sconfitta in Iraq è non solo totale ma anche piu’ grave.
I cinesi sanno che la corsa alle risorse è cominciata SUL SERIO, ne hanno la consapevolezza storica e politica. Con il loro classico e ruvido pragmatismo, stanno provvedendo, agendo su tutti i fronti possibili. I russi, con analoga schiettezza e brutalità, ove occorra, stanno facendo lo stesso.
Noi occidentali, tutto considerato, pettiniamo bambole, non potendo raccontare la brutale realtà delle cose, per quella che è, senza rivestirle della nobile missione, del “fardello dell’uomo bianco” come diceva poco più di un secolo fa Kipling.
Non decidere, in ogni caso E’ una decisione, ed E’ una decisione che porterà solo guai. GROSSI guai. Per tutti.”
Io, francamente, al di là delle parole che sicuramente qualcuna e qualcuno qui non condivideranno, trovo una relazione con la VERA realtà odierna irakena decisamente incontestabile. I fatti, e non i proclami dal ponte di una nave militare di un esaltato, parlano chiaro!
Gli USA (purtroppo!) non hanno vinto. Hanno solo rimescolato non dico che cosa, e come si dice qui da noi “più la rimescoli e più puzza!”.
Anna, mi spiace, ma se questo è il concetto di “vittoria” che gli States hanno… Beh, allora possiamo tranquillamente affermare che vinsero anche in Vietnam!
Contenti voi…
Il 9 Maggio 2010 alle 16:58 fu36 ha scritto:
annaoca sono arrivati i rinforzi, non sono più solo a combattere oche e paperi. p.a.d dev’essere uno di quelli che ti massacravano sul Forum che hanno chiuse per i troppi insulti che ricevavi. Non è ritirata strategiga. è fuga. Dai p.a.d, non sei solo.
Enrico Fumagalli (tutti i 36 e altri)
Il 18 Luglio 2010 alle 9:15 Notizie dai blog su afghanistan: morti 4 soldati britannici nelle ultime 24 ore ha scritto:
[...] Afghanistan: i britannici lasceranno Helmand ai marines? (Credits: UK Mod) Da Sangin alla diga di Kajaki, da Musa Qala a Marjah. In quella provincia hanno combattuto duramente ( guarda il video ) per cinque anni uccidendo migliaia di talebani e lasciando sul terreno 281 caduti e oltre mille feriti. blog: Gianandrea Gaiani | leggi l’articolo [...]
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