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Polemiche sul velo (non solo in Iran…)

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  • Tags: burqa, il mio iran, Monica Lanfranco, Paolo Grugni, Patrizia Finucci Gallo, Reza Shah, Sumaya Abdel Qader, velo
  • 35 commenti
Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
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(Credits: Raffaele Rastelli/Lapresse)

(Credits: Raffaele Rastelli/Lapresse)

Quando si tratta di Islam le polemiche sono trasversali alle generazioni e agli orientamenti politici. Soprattutto quando si tratta del velo. Probabilmente Francia e Belgio metteranno fuori legge il velo integrale.

In Iran il ciador era stato vietato nel 1936 da Reza Shah nel tentativo di modernizzare il paese. Quando Reza Shah fu costretto ad abdicare nel 1941 il velo tornò ad essere lecito: alcune lo mettevano, altre no. Fino al 1979 quando l’Ayatollah Khomeini lo impose, per legge.

Alla fiera del libro di Torino ci sarà un dibattito sul velo, prendendo spunto dal volume Italian Sharia di Paolo Grugni. Al dibattito interverrà Sumaya Abdel Qader che qualche tempo fa aveva suscitato le perplessità della femminista italiana Monica Lanfranco che mi ha appena mandato questa lettera intitolata L’ipocrisia della libertà. Leggete e scriveteci i vostri pensieri:

“I diritti delle donne non sono ancora considerati diritti umani. Sono sicura che in nome del rispetto per il multiculturalismo a nessuno, a sinistra, verrebbe in mente di accettare la richiesta della comunità cinese, in Europa, di applicare la pena di morte in caso di reati che coinvolgessero persone cinesi, adducendo a motivo che nel loro Paese la pena di morte esiste. E invece, se si tratta di donne, e in particolare di corpo delle donne, di sessualità femminile, di visioni delle relazioni tra donne e uomini tutto cambia. Dal senza se e senza ma si passa ai moltissime se e agli infiniti ma.

Accade che se in Francia si decide di bandire dalla scuola pubblica i simboli religiosi, (tutti, dalla kippa ebrea alla croce cristiana e al velo islamico) si scateni l’anatema da parte della sinistra radicale e di parte del femminismo per il non rispetto della libertà delle donne, come se non ci fossero anche le libertà dei cristiani e degli ebrei in gioco.
Il paradosso è che si sprecano le lodi culturali del velo proprio da parte di molte donne progressiste, che lo difendono a volte come legittimo vessillo di orgoglio antioccidentale a volte come segno di legittima bandiera di quei valori tradizionali patriarcali tanto combattuti dalle progressiste stesse nella cultura cattolica. Una paradossale incongruenza logica, storica e politica.

Queste donne tanto desiderose di difendere la copertura del corpo delle loro sorelle musulmane sono definite così dall’attivista iraniana Chahdrortt Djavann, autrice di Bas Les voiles (Giù i veli): “Piccole smorfiose che si convertono al velo per gioco, senza preoccuparsi di ciò a cui condannano - così facendo - le loro sorelle più giovani, o meno libere: la schiavitù più brutale e più arcaica”.

Ora che in Francia il burqa diventa illegale, perché giudicato incompatibile con la Repubblica in quanto “attentato alla dignità della donna” e che in Belgio si sta discutendo un analogo provvedimento persino Human Rights Watch, per bocca di Judith Sunderland si dice preoccupata che, “in momento di grande debolezza dei musulmani in Europa le donne siano considerate criminali”.

Il problema enorme che io ravviso in un dibattito mai partito davvero in Italia circa il significato politico della copertura del corpo delle donne, imposto da una visione fondamentalista della religione musulmana, e non condivisa da tutto il mondo musulmano, è che non c’è coraggio. C’è paura di passare per razziste, ora che in questo paese la destra e in particolare la Lega la fa da padrona. Allora è tutto un distinguo tra velo e burka, e si tira in ballo la libertà di scelta. Ciò che penso è che poco importa se si tratta solo della copertura della testa o dell’intera persona, perché al di là della questione tecnica della ’sicurezza’ rappresentata dal burka è inutile cavillare sui centimetri: si tratta comunque di avallare una visione secondo la quale le donne sono, da una parte, pericolose per la loro sessualità nello spazio pubblico misto e dall’altra che possono mostrarsi nature solo a un uomo, il legittimo marito, dimostrando così la dote indispensabile per una buona donna: la modestia.

Il mercato si sta rapidamente e con grande entusiasmo adeguando a questa esigenza: la Costa crociere, affamata del denaro dei ricchi sauditi ha già annunciato che sulla sua prossima ammiraglia ci saranno spazi per la preghiera islamica e luoghi separati per donne e uomini, mentre proprio in questi giorni si stanno ultimando le pulizie nelle due spiagge del litorale emiliano (amministrato dalla sinistra) off limits per gli uomini che aspettano le signore islamiche con i loro bambini maschi al di sotto dei 12 anni. Anche in Sudafrica c’erano le spiagge separate per bianchi, e si urlava giustamente alla segregazione razziale. Saranno i miracoli della libertà di scelta e della democrazia”.

Personalmente non amo mettere il velo ma credo che - in determinate circostanze - possa essere una libera scelta, anche per tante italiane che decidono di convertirsi all’Islam e su questo tema vi segnalo il libro di Patrizia Finucci Gallo I love Islam in uscita la prossima settimana per Newton Compton.

  • farian
  • Mercoledì 28 Aprile 2010

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Commenti

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Il 28 Aprile 2010 alle 16:06 indigesto ha scritto:

Penso, gentile Professoressa, che il Dettato del Profeta raccolga, e faccia sua con evidente chiarezza, la condizione di sottomisione della donna all’uomo, dalle tradizioni millenarie dei popoli ai quali lo stesso Dettato è rivolto. Da qui discende tutta una serie di precetti, tra cui anche l’imposizione del velo. Tant’è che questo viene ritenuto simbolo distintivo di osservanza religiosa. Risalire il percorso di una auspicata emancipazione femminile partendo da questa osservanza credo sia lodevole quanto sisifeo sforzo. Secondo me esistono questioni di fondo da affrontare nell’ambito dello stesso mondo mussulmano di importanza ben più rilevante che vanno contemperate con le esigenze di un Dettato di tutto ripetto. Ma questo è compito dei teologi mussulmani e non nei diritti, e tantomeneo nei doveri, di nessun’altro. Se poi la speculazione di alcune correnti di pensiero, spesso incoerenti come osserva l’articolo, vuole farsene carico se ne assumerà anche tutta la responsabilità! L’azione di alcuni governi va intesa come intervento super partes onde limitare al massimo possibili discriminazioni di cui, in determinati ambienti come la scuola, potrebbero essere chiamate a soffrirne la stesse giovani mussulmane. E sotto questo aspetto può essere considerata solo che meritoria. Del velo integrale e del burka abbiamo già detto quanto al costituire essi, in certi casi, mascheramento, cosa vietata in molti paesi occidentali. Che i governi poi si facciano paladini della dignità della donna confliggendo con i diversi Dettati religiosi lo trovo un grottesco tentativo di interferenza del privato e del Credo religioso di ognuno. La libertà di culto, finquando non turba la convivenza, non deve mai essere posta in discussione! Cordiali saluti.

Il 28 Aprile 2010 alle 22:15 smoke36 ha scritto:

Principessa, è il raglio del somaro, ciuccio partenopeo che non ricorda. Fino a pochi anni fa, dalle sue parti in giù, le donne, oltre che velate, le vedevano la domenica mattina accompagnate a messa dalla famiglia. Inoltre erano sante solo la madre, la sorella e fidanzata o moglie, le altre tutte puttane. Li subimmo negli anni dell’invasione barbaricaa e ora si sono integrati meridionalizzandoci. Il problema è ben altro Principessa, consiste nei millenni di semina sbagliata, si allevano virgulti con concime avvelenato. Le religioni sono invenzione maschile e come tali umiliano la donna, essere molto superiore a loro, ottusi ed egoisti, fissati sul possesso. Finché si continuerà ad allevare generazioni con questo cancro, non ci sarà mai pace e fratellanza. Clerici e militari, parassiti al servizio del Potere che da il danaro. Le masse sono gestite con illusioni e stupidamente si scannano per gli avvoltoi. Comunque il velo integrale è da abolire, altre forme non vi è motivo, servono se non si ha il tempo o i soldi per la pettinatrice.

Il 29 Aprile 2010 alle 0:43 indigesto ha scritto:

Al “gentile” Fumagalli vorrei ricordare che quando Napoli era capitale culturale d’Europa dalle sue parti si praticava giusto il militarismo e la pastorizia per conto di signorotti d’oltralpe. Grazie poi a Napoleone, le petit, e alla corruzione, il suo Nord ,oltre che appropriarsi delle risorse, ha avuto anche bisogno dei pastori del Sud per pascere i suoi agnelli; finchè tra pastori non è nato un sodalizio di matrice razzista(!) chiamato Lega, che si preoccupa di altri veli e che intanto lo governa, il “gentile” Fumagalli!

Il 29 Aprile 2010 alle 1:55 smoke36 ha scritto:

Qui allevavamo tori e vi abbiamo incornati tutti, compreso Franceschiello. La lega è retta dai meridionali di seconda e terza generazione, comunque meglio la Lega che la camorra a casa tua.

Il 29 Aprile 2010 alle 9:13 indigesto ha scritto:

Mi sono limitato agli agnelli per non dire di vacche ed di altre bestie con le corna. E ho tralasciato anche di dire che grazie alla mafia e alla camorra è stato “conquistato” il Sud, che, riconoscenti, sono diventate di casa anche nel Nord coi loro affari. Com’è che il “gentile” Fumagalli non se n’è ancora accorto?

Il 29 Aprile 2010 alle 9:33 patriziafinuccigallo ha scritto:

Ho letto con molta attenzione l’intervento di Monica Lanfanco, che conosco e stimo per l’impegno culturale impiegato nei meandri delle tematiche femminili. La Francia e il Belgio si esprimeranno sul divieto di indossare il burqa e il niqab, ovvero le coperture integrali del corpo. Ma sappiamo che anche il semplice velo sul capo non è gradito. E mentre i parlamentari si impigliano nei divieti il mondo islamico femminile scatta in avanti con la velocità della slalomista iraniana Marjan Kalhor, mostra modernità e voglia di creare fanno testo le ventenni Nyla Hashmi e Fatima Monkush con la loro linea di abbigliamento giovane, decretano tendenze e gestiscono blog di moda, quello di Jana Kossaibati è stato addirittura recensito da Vogue e quello di Ghada Abdel Aal single trentuneenne in cerca di marito si è trasformato nel libro “Che il velo sia da sposa”. E noi ancora qui a chiederci in una sorta di m’ama o non m’ama, di giusto o di sbagliato, cosa sia meglio fare riguardo al burqa. Ciò che conta sfugge alla ragioneria degli stati. Finanziamenti, sponsorizzazioni, spazi dove espriemere il talento, temporary shop per le giovani stiliste. A Lahore, dove si è svolta la prima sfilata di moda nella storia del Pakistan, la modella Tooba Siddiqui ha detto: “I talebani devono sedersi a casa e guardarci, il Pakistan è questo e noi siamo così”.

Il 29 Aprile 2010 alle 11:52 monicalanfranco ha scritto:

Ringrazio Farian per questo spazio; vorrei segnalare questo link ad una chiara e precisa intervista dell’autrice Di Giù i Veli, Djvann, in modo che si possa ascoltare una analisi dettagliata da parte di una attivista per i diritti umani delle donne. Eccolo
http://www.youtube.com/watch?v.....3A-CDgTHDg
Inoltre credo che sarebbe importante ascoltare e dare spazio a quelle donne che, nei loro paesi come qui da noi, prendono parola per dare del mondo musulmano una immagine diversa da quella voluta dal mondo religioso e politico tradizionalista e patriarcale. Tra loro ricordo Dounia Ettaib, che per il solo fatto di non essere velata e di avere partecipato alla manifestazione a Brescia per la prima udienza al processo contro il padre assassino di Hina Salem vive da anni sotto scorta, perchè aggredita più volte da fanatici islamici. La lotta di Dounia e di molte altre e altri musulmani per la laicità e la secolarizzazione (che ha come frutto anche l’emancipazione e l’autodeterminazione delle donne, e con esse anche degli uomini) mi sembra uno dei prodotti migliori della civiltà umana.

Il 29 Aprile 2010 alle 13:22 gratis ha scritto:

INFORMAZIONE CORRETTA -

Piera Prister: ” Per Obama il nucleare, come la ricchezza, dovrebbe essere universalmente ridistribuito ”

Se Israele in exstremis, dovesse decidere di sferrare un attacco militare per distruggere i siti atomici iraniani, difenderebbe non solo se stesso ma tutta la comunita´ internazionale, erigendosi ad unico ed ultimo bastione del mondo libero e democratico e si sostituirebbe agli Stati Uniti che, sotto l´amministrazione Obama e´ ormai una nazione che sembra aver abdicato a quegli ideali di liberta´ e di esportazione della democrazia che da sempre l´hanno caratterizzata fin dalla sua fondazione, perche´ e´ certo che gli Stati Uniti hanno abbandonato la linea del tradizionale pragmatismo americano, e hanno scelto quella dell´attesa e dell´inettitudine verso i nemici mostrando indecisione e debolezza.

Parlando a Il Cairo Obama aveva riconosciuto all´Iran il diritto al nucleare infischiandosene del diritto di Israele all´esistenza, dato che da anni e a tamburo battente i negazionisti Ahmadinejad e Khamenei continuano nel loro logorroico antisemitismo - di cui solo il finto tonto Obama sembra non accorgersene- nel dire di voler incenerire Israele e nel frattempo riforniscono d´armi Hamas e Hezbollah, i Fratelli Musulmani e i Pasradan, tutti nemici sputati di Israele e degli Stati Uniti.

E´ chiaro che Obama non ha alcuna intenzione di ostacolare l´arricchimento dell´uranio nelle centrifughe dei vari siti nucleari iraniani, perche´ ogni stato secondo lui avrebbe diritto al nucleare e cosi´ anche l´Iran anche se e´ il principale sponsor del terrore.

E dopotutto quando era senatore non aveva straripetuto ai quattro venti che l´Iran e´ un paese piccolo e in quanto tale non pone nessuna seria minaccia agli Stati Uniti!

L´Occidente purtroppo consuma petrolio e benzina fino ad esserne dipendente o -oil-addict- come ebbe a dire George Bush- e che proprio per questo e´ esposto al ricatto dei paesi musulmani produttori di petrolio e di gas che sono capaci di mettere in ginocchio l´economia dei paesi liberi che ancora non sanno decidersi persino se boicottare o non boicottare economicamente l´Iran visto che dipendendono dal suo petrolio.

Israele invece sta valutando l´attacco ponderandone i pro e i contro, d´altronde la scelta e´ oltremodo difficile, resa ancora piu´ ardua dal fatto che la comunita´ internazionale nella sua irrisolutezza e pavidita´ con Obama in testa, l´ha lasciato solo abbandonandolo a se stesso.

Per Israele e´ una scelta inevitabile per la sua sopravvivenza, e´ una questione di vita e di morte per se´ e per tutto l´Occidente, dato che e´ lo stato ebraico e non piu´ l´America che si identifica nei valori della democrazia, del libero mercato, del rispetto delle donne e dei diritti umani.

Israele scenderebbe in campo per tutta la sopravvivenza della civilta´ dell´ Occidente, visto che ieri il Dipartimento di Stato americano ha diffuso la notizia da brivido che missili ballistici iraniani potrebbero colpire le citta´ americane nel giro di cinque anni e che anche prima potrebbero colpire l´Italia, la Polonia e la Francia che gli sono piu´ vicine e l´ha ripetuta in modo martellante per tutta la giornata con importanti interventi di personalita´ che hanno commentato la notizia come David Horowitz e John Bolton.

Inoltre si legge sul Jerusalem Post del 22 aprile 2010 ” Iran begins war games in Gulf” e che L´Iran ha iniziato le esercitazioni di guerra su larga scala per tre giorni nel golfo Persico per esibire come un pavone la sua capacita´ bellica.

Il ministro della Difesa iraniano Gen. Ahmad Vahidi ha annunciato che nuove armi saranno testate.

Vahidi, lo ricordiamo e´ considerato dai giudici argentini la mastermind dei due attacchi antisemiti e assassini a Buenos Aires e su cui pende un mandato di arresto dell´Interpol.

L´amministrazione Obama lo prende alla leggera anche se i vertici militari americani si rendono conto del pericolo ma devono a denti stretti ubbidirgli.

Ad Obama gli hanno affibbiato il nomigliolo di “Obambi”, forse per la sua faccia da bambino, ma sbaglia chi crede che sia un ingenuo, in verita´ la sa lunga molto di piu´ di quanto non si creda.

Sempre a Il Cairo aveva detto che avrebbe difeso il diritto delle donne musulmane a portare il velo, e che avrebbe punito per legge chi l´avesse impedito.

E chi ha scelto come consigliere per il mondo arabo?

Proprio una donna che indossa il hijab e che e´ favorevole alla shariah law, si chiama Dalia Mogahed, “executive director of Center for Muslim Studies” e rappresenta il lato piu´ radicale dell´Islam.

Non ha scelto certo una donna come Hirsi Ali’ che difende da sempre le donne e che e´ sparita dalla circolazione per sfuggire ai tagliateste e tagliagole, ma Dalia Mogahed che vorrebbe assimilare tutte le donne musulmane alla sua immagine e somiglianza di donna ubbidiente e sottomessa.

Che cosa altro ne possiamo pensare se non che Eurabia e´ approdata alla Casa Bianca!?

Si aggiunge cosi´ un altro tassello che fa luce sulla vera personalita´ di Obama.

A noi, come a moltissimi altri non resta che fare opposizione aspettando la cartina al tornasole delle elezioni di novembre.

Nel frattempo Obama e l´ex presidente Clinton attaccano il dissenso interno a cui vorrebbero mettere il bavaglio, criminalizzando le radio libere e accusando di terrorismo Rush Limbaugh, il piu´ popolare conduttore radiofonico che ha milioni e milioni di ascoltatori in tutta l´America, intorno al quale si raccoglie tutta l´opposizione.

Ma paradossalmente non accusano l´Iran d´essere il primo sponsor del terrore, l´Iran che e´ un paese che sfida le libere democrazie e che potrebbe diventare un califfato in grado di opporsi all´Occidente.

Fino a ieri arretrato, e senza tecnologia -con i proventi del petrolio affluenti nelle sue casse, con i quali ha potuto comprare la migliore e la piu´ sofisticata assistenza tecnica che esista sul mercato- si sta delineando nello scacchiere internazionale come una potenza armata fino ai denti capace d´essere la nazione guida dell´Islam sotto la cui egida nazionalista dominare tutti i paesi musulmani.

Inoltre il nazionalismo e´ un´ attraente lusinga per le masse indottrinate ed ignoranti che non hanno lavoro e che conducono una vita grama; come anche per quelle donne che -avvolte nel burqua nero che nega loro una personalita´ autonoma e una dignitosa esistenza- si prostituiscono in verita´ per un tozzo di pane.

Il regime le vuole cosi´, dietro il burqua goffe ombre nella notte, apparentemente tutte caste e rinunciatarie, salvo seppellirle fino al collo e lapidarle come animali sacrificali propiziatori.

Ed ora con questo presidente, il hijab e´ legalizzato alla Casa Bianca come nelle universita´ americane dove le ragazze che l´indossano spuntano come funghi.

Barack Obama sembra voler e poter convivere con un Iran atomico, per quell´idea che come la ridistribuzione della ricchezza, anche le armi atomiche dovrebbero essere equamente ridistribuite.

Per ora il presidente americano rimane fedele a quello che -in nome del concetto di parita´ e di eguaglianza senza distinzione- disse nel suo discorso dell´anno scorso a Il Cairo, diretto alla grande nazione islamica, e cioe´ che bisogna riconoscere ad ogni stato il diritto di produrre per se´ energia atomica.

Che cosa ci sia dietro lo vedremo prossimamente, ma nel frattempo ancora per molti americani e per la maggioranza degli ebrei americani, Obama e´ sempre il presidente anche se e´ sceso nell´indice di gradimento.

E´ chiaro che sta affiorando alla luce il suo lato oscuro o meglio oscurantista, cioe´ una volonta´presente e non del tutto rimossa di risentimento verso l´America per i presunti errori della quale, si sente in dovere di chiedere sempre scusa; e verso Israele che solo perche´ esiste sarebbe d´ostacolo alla formazione dello stato palestinese.

Tratta da: http://www.informazionecorrett.....p;id=34384

E POI MI VENGONO A DIRE CHE OBAMA “NON E’ MUSULMANO!”.

DATEVI UNA SVEGLIATA PIUTTOSTO!

Il 29 Aprile 2010 alle 13:42 fu36 ha scritto:

patriziafinuccigallo e monicalanfranco care ragazze, purtroppo tutte le religioni sono fantasie maschili, inventate dai maschi a discapito di voi donne. L’anno scorso a Teheran registrarono il 70% in meno di presenza giovanilke nelle moschee, è un buon segno, quando raggiungerà il 100% sarà meglio e nel giro di un paio di generazioni, le donne potrebbero godere di libertà, ossia da esseri umani cosa che il maschio non essendo umano, per lo meno l’infatuato religioso, non ha nessuna voglia di concedervi considerandovi oggetto a sua disposizione. I taliban non sono solo islamici, la sono tutti i fanatici religiosi di qualsiasi setta appartengono a loro si aggiungono i più dotati di ignoranza. Coraggiose ragazze che vi presentate a viso scoperto con nome e cognome. Alla faccia dei pusillanimi che si nascondono dietro l’aninimato, vermi che non hanno coraggio avendo schifo di loro stessi. Non mollate e insultate liberamente questi insetti, non hanno dignità ne coscienza.

Enrico Fumagalli

Il 29 Aprile 2010 alle 14:02 gratis ha scritto:

Il Governo risponde all’interrogazione sulla candidatura iraniana al Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU
IRAN: NIRENSTEIN, OK ITALIA SU NO PER CONSIGLIO DIRITTI UMANI ONU

(AGI) - Roma, 21 apr - “Il 13 maggio verra’ rinnovato il Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu con sede a Ginevra, che eleggera’ 14 nuovi membri su 47 per un mandato di tre anni.

L’Iran ha presentato la sua candidatura per il gruppo asiatico e, nonostante il record di violazioni dei diritti umani che caratterizza questo regime, esistono i presupposti legali e politici per una sua vittoria, che rappresenterebbe un vero oltraggio alla massima istituzione internazionale preposta al rispetto dei diritti umani nel mondo”.

Lo afferma Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera.

Nirenstein aggiunge: “Ho quindi presentato nei giorni scorsi un’interrogazione al Ministro degli Esteri per sapere in che modo l’Italia intenda opporsi a questa eventualita’.

La risposta che ho ricevuto ieri in Commissione Esteri e’ stata rassicurante, anche se il percorso e’ ancora in salita.

Nella risposta, presentata dal Sottosegretario Scotti, si legge infatti che “il Governo italiano, condividendo le medesime preoccupazioni dell’On. Nirenstein, ha contribuito ad avviare la riflessione in corso in ambito europeo per scongiurare la possibilita’ che Teheran risulti effettivamente eletta. [...]

Pertanto, l’Italia ha proposto ai partner di ripetere quanto avvenuto in occasione della candidatura della Bielorussia nel 2007, quando l’UE decise l’invio, da parte della Presidenza, di una lettera a tutta la membership dell’ONU per ricordare i principi di rispetto dei diritti umani che dovrebbero ispirare la candidatura al Consiglio Diritti Umani.

Gli altri Paesi, e in particolare la Germania, hanno appoggiato la nostra proposta.

L’Alto Rappresentante inviera’ pertanto a breve una lettera a tutta la membership dell’ONU, dai contenuti simili a quella del 2007″.

Mi reputo soddisfatta della risposta e dell’iniziativa italiana.

Tuttavia, considerato che Ahmadinejad e’ stato in passato in grado di utilizzare piu’ volte, riscuotendo notevole successo, il palcoscenico dell’Onu - anche quello di Ginevra - come tribuna per propagare la sua politica di odio, la promessa della distruzione dello Stato d’Israele e la sua strenua difesa del regime teocratico che pratica la condanna a morte di dissidenti e omosessuali, temo che possa esercitare in questo ultimo periodo di “campagna elettorale” una forte pressione sui 4 candidati del gruppo asiatico affinche’ una loro rinuncia ne assicuri l’entrata nel Consiglio, o che si impegni a rinnovare quella maggioranza automatica, che finora e’ stata cosi’ efficiente e compatta da far approvare ben 27 risoluzioni contro Israele su un totale di 33 risoluzioni passate dal Consiglio per i Diritti Umani dal 2006 al 2009.

Auspico quindi che l’Italia e gli altri paesi democratici, in questi pochi giorni rimasti, mettano in campo ogni iniziativa possibile per evitare questa ennesima occasione di dequalificazione e perdita di significato delle Nazioni Unite stesse”.(AGI)

Interrogazione a risposta in Commissione Esteri
n. 5-02731 di Fiamma Nirenstein, “Sulla candidatura dell’Iran al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite”

Tratto da:
http://www.fiammanirenstein.co.....mp;Id=2355

Il 29 Aprile 2010 alle 15:27 indigesto ha scritto:

Bene! le considerazioni delle gentili Signore, intervenute su invito della Professoressa Sabahi, suppongo, confermano in modo chiaro la necessità che le aspirazioni delle Donne mussulmane debbano trovare, così com’è auspicabile che trovino, espressioni di convinta consapevolezza nelle diverse Personalità che si propongono a rappresentarle. Dunque un cammino da percorrere nell’ambito dello stesso mondo mussulmano, a cui i Governi occidentali possono trovarsi, consapevolmente o meno, ad offrire spunto, e a cui augurare, ovviamente, il miglior successo.
Ho più volte riportato sui Blogs il mio e-mail adress (nirus at libero) per ogni ulteriore scambio di opinioni.

Il 29 Aprile 2010 alle 17:18 farian.sabahi ha scritto:

Gentile GRATIS la pregherei di NON fare copia e incolla in quello che è una conversazione su altro (IL VELO): si cancella da solo o devo farlo io?

Il 29 Aprile 2010 alle 18:17 gratis ha scritto:

Egr. farian.sabahi è vero che ho fatto dei copia e incolla, ma uno dei due scritti era attinente al discorso da lei fatto, cito:

“E chi ha scelto come consigliere per il mondo arabo?

Proprio una donna che indossa il hijab e che e´ favorevole alla shariah law, si chiama Dalia Mogahed, “executive director of Center for Muslim Studies” e rappresenta il lato piu´ radicale dell´Islam.

Non ha scelto certo una donna come Hirsi Ali’ che difende da sempre le donne e che e´ sparita dalla circolazione per sfuggire ai tagliateste e tagliagole, ma Dalia Mogahed che vorrebbe assimilare tutte le donne musulmane alla sua immagine e somiglianza di donna ubbidiente e sottomessa.

Che cosa altro ne possiamo pensare se non che Eurabia e´ approdata alla Casa Bianca!?”

Si parla del velo addirittura dentro la Casa BInaca non contando che l’argomento “iran” l’ha introdotto lei nel suo stesso articolo, o no?

L’altro articolo si rifersice sempre all’Iran e al suo ingresso nel Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, cioè proprio quello di cui lei stava parlando nel suo articolo, cito: “I diritti delle donne non sono ancora considerati diritti umani.”

In cui è implicato sempre l’Iran con addirittura un’interrogazione parlamentare per evitare questo ingresso a cui il velo non è altro che il prologo, come lei stessa accennava nel suo articolo.

Perciò di cosa si sta lamentando?

In quanto al “cancellarmi” lei deve avere le idee poco chiare sul funzionamento del sito, perchè anche volendola accontentare NON LO POTREI FARE, posso solo immettere articoli, NON CANCELLARLI.

Cancellazione, tra l’altro, di cui non vedo, come ho scritto, alcun motivo sostanziale, condividendo le opinioni dei due articoli che ho immesso.

Il 29 Aprile 2010 alle 18:39 fu36 ha scritto:

gratis abbi il coraggio di presentarti a faccia scoperta, gli anonimi sono vermi, non hai diritto di parola, domostrati uomo, ma credo sii una mezza sega e sarebbe fin troppo. A copia e incolla sighifica che di tuo non c’è niente quidi risparmiaci della tua nullità. Nicola Russo ha più dignità di te, lascia la sua ID, mettiti in contatto con lui e masturbatevi a vicenda senza rompere le palle agli altri.

Il 29 Aprile 2010 alle 18:51 gratis ha scritto:

Le opinioni NON SONO MENO VALIDE se espresse in maniera anonima.

E’ l’argomento quello che conta non l’identità di chi lo scrive o lo immette, sia pure riportandola da altre fonti più informate.

Il nick è perfettamente legale e consentito proprio per evitare dei bifolchi come il fumagalline qui sopra, gente senza cervello e che cercano unicamente lo scontro, senza tentare nemmeno di mettersi a riflettere su quello che gli altri hanno da dire, non parliamo di argomentare le proprie opinioni, non sa nemmeno cosa significa.

Il 29 Aprile 2010 alle 20:49 indigesto ha scritto:

Fumagalli, tienili per te i tuoi attestati di dignità, potrebbero tornarti utili!

Il 29 Aprile 2010 alle 22:02 smoke36 ha scritto:

Solo un menomato mentale può considerare informazionecorrette, diretta da un fondamentalista, taliban ebreo, maleducato e stronzo. Tra pezzi di merda vi intendete bene. indigesto, ti ho considerato migliore di uno stronzo, diciamo merdina, ti va bene? Come dignità lascia perdere io dopo una figuraccia sarei andato a nascondermi, tu non te ne sei nemmeno accorto, ti hanno detto di farne a meno di dire stupidaggini, non inganni nessuno.

Il 29 Aprile 2010 alle 22:26 farian.sabahi ha scritto:

Gentile Gratis, capisco che sia coerente con il tema ma cerchiamo di essere concisi. In ogni caso non credo che Dalia Mogahed possa essere definita “radicale”. Se vuole saperne di più legga John Esposito e Dalia Mogahed, “Tutto quello che dovresti sapere sull’Islam e nessuno di ha mai raccontato” (Newton Compton).

Il 29 Aprile 2010 alle 22:33 smoke36 ha scritto:

Principessa non perda tempo, gratis cita solo quelli che gli fa comodo, scrive paginate di stupidità, è un grafomane esibizionista. Due palle, nessuno li legge, troppo lunghi e vuoti.

Il 29 Aprile 2010 alle 22:41 indigesto ha scritto:

Il tuo è il vecchio giochetto di ergersi a paladino non richiesto per mettere in bocca ad altri ciò che passa per la tua mente disturbata. Ma ti rendi almeno conto che ti arroghi questo diritto con delle Personalità? Non penserai di metterti in tal modo sul Loro stesso piano? oltre che per le idiozie che dici? Se non arrivi a capirlo, mi spiace ma sei messo veramente male!

Il 29 Aprile 2010 alle 23:52 gratis ha scritto:

Egr farian.sabahi, si può essere concisi quanto si vuole ma, se certe cose bisogna dirle, a volte la concisione non basta.

In quanto a Dalia Migahed mi meraviglio che, contrariamente a quanto da lei affermato finora, se ne esca fuori a difendere una donna che si pone il velo dentro la Casa Bianca e addiritturaq approva la sharia!

In questo non mi sembra molto coerente con quanto scrive sul velo ecc. ecc., poi la signora in questione potrà anche essere un personaggio importante elevato da quell’altro islamico di Obama, ciò non toglie che stupisco della sua difesa di costei, mi sembra che ci sia qualcosa che non quadri, a termini di logica e di coerenza, tra la sua difesa e le sue idee.

Non credo che la giornalista che l’ha riportato sia una stupida o abbia falsato l’informazione.

Cito la presentazione di questa giornalista su “informazione corretta” i cui articoli sono apparsi sul “Foglio”, quotidiano nazionale.

“I Prister, famiglia di origini milanesi, vive negli Stati Uniti dagli anni ‘70. Le vicende italiane e internazionali viste da Dallas,Texas per IC.”

E’ un italiana che vive negli USA da 40 anni, saprà bene cosa succede da quelle parti, non trova?

Tra le altre cose scrive nel suo articolo: “Ed ora con questo presidente, il hijab e´ legalizzato alla Casa Bianca come nelle universita´ americane dove le ragazze che l´indossano spuntano come funghi.”

Perciò egr. farian sabahi se lei ci scrive che il velo va contro la dignità umana e i diritti della donna eccetera eccetera e poi mi sostiene una che gira con il velo dentro la Casa Bianca e addirittura aprova la sharia dando cattivo esempio, allora incomincio a pensare che lei o abbia le idee confuse, nella migliore delle ipotesi, o non crede veramente in quello che scrive, in altre parole ci sta prendendo per i fondelli.

In quanto al suo consiglio di leggere libri sull’islam non faccio altro da qualche anno a questa parte, e più conosco l’islam e più comprendo che è un pericolo per l’umanità.

Non parlo di pericolo così per dire, ma di pericolo di morte e distruzione per milioni di persone da parte di gente che seguono la “religione” di uno che Alì Sina, apostata iraniano, ha definito così:

“Quello che dico riguardo a Muhammad non sono insulti ma la verità.

. Le uniche parole che conosco per descrivere una persona che ha massacrato i suoi prigionieri di guerra sono criminale e omicida di massa.

. La sola parola che conosco per descrivere qualcuno che all’età di 54 anni si innamora di una bambina di 9 anni è pedofilo.

. L’unica parola che conosco che descrive una persona che ha attaccato carovane di mercanti e rubato le loro merci è rapinatore.

. Le sole parole che conosco per qualcuno che cattura esseri umani e li vende o chiede loro un riscatto per rilasciarli è mercante di schiavi e terrorista.

. La sola parola che conosco per qualcuno che violenta una donna catturata lo stesso giorno in cui ne ha ucciso il padre, il marito e alcuni dei parenti è stupratore.

. La sola parola che conosco che descrive una persona che ha mandato i suoi uomini ad uccidere i suoi avversari nel mezzo della notte è assassino.

Se pensi che queste siano parole offensive per favore suggeriscimi altre parole che siano meno offensive.

Prometto di usarle al loro posto.

Ma se i Musulmani si sono offesi perché credono che ciò che ho detto è falso allora devono provare che queste storie siano infondate.”

http://www.italian.faithfreedo.....rg/FAQ.php

Se questo è il fondatore dell’islam ci sarebbe poco da leggere sull’islam, non crede?

I fatti parlano per lui, d’altronde, e i suoi seguaci non possono essere da meno, visto che la norma più importante dell’islam è seguire “l’esempio” del “profeta”.

Molti ignorano che l’islam ha ucciso nel corso della sua storia qualcosa come 270 MILIONI di “INFEDELI” di tutte le razze e di tutte le religioni, chiara dimostrazione che seguono il “profeta” e ultimamente non mi sembra che l’islam sia cambiato, anzi!

E’ più pericoloso che mai!

Perciò queste favole le racconti a chi è così ingenuo o pazzo da crederci.

Il 30 Aprile 2010 alle 0:53 smoke36 ha scritto:

Uffa che lagna Adolf, i cristiani ne hanno uccisi più di 100 milioni solo il secolo scorso, ma la vuoi capire che sei solo uno sporco nazista ignorante come una capra. Ma quali infedeli che nelle crociate siamo stati noi ad andargli a rompere le palle. Ma quando mai, 270 milioni, manco tutta la popolazione mondiale imbecille. Nico, non preoccuparti del paladino, è solo perché loro sono ben educate e non usano insulti, ho la delega per usarli, visto che tu come il compare non la capite, non siete graditi per le stupidaggini che dite imbecille, sei duro a capirla caprone.

Il 30 Aprile 2010 alle 1:38 indigesto ha scritto:

Credo che l’insulto più grave lo stia portando proprio nella direzione che non immagini. Questo la dice lunga sulle tua pochezza. Ho troppo rispetto, stima e ammirazione per le Persone a cui vuoi assegnare i tuoi limiti per stare al tuo gioco. Non ritengo di dover andare oltre, nè tocca a me ricacciarti nel tuo alveo. Non manca, difatti, a Chi di dovere, tutta la autorevolezza per potersi esprimere. Gli insulti appartengono giusto al tuo linguaggio e qualificano te solo, senza ombra di dubbio.

Il 30 Aprile 2010 alle 2:05 smoke36 ha scritto:

Sono l’unica cosa che capisci. Se ti viene detto con gentilezza perseveri quindi de lo dico con parole semplici alla tua portata, togliti dalle palle e non fare il lecchino, non attacca, sei falso, lo hai capito? Esprimi la tua opinione ma che sia sincera,sapendo come la pensi, menti non è la tua idea è infingardaggine e viene scoperta per incoerenza e uso maldestro del copia incolla, becero.

Il 30 Aprile 2010 alle 4:12 jimmie01 ha scritto:

Gentile Signora Farian Sabahi. ma come si lamenta di Gratis che parla di cose non afferenti l’ articolo, tollera la presenza di un Fumagalli che scrive commenti in ” fotocopia ” avulsi dagli argomneti trattati?

Il 30 Aprile 2010 alle 6:44 anna.one ha scritto:

Carissimo gratis, non preoccuparti, l’Iran e’ stato eletto per acclamazione, cioe’ non ci fu bisogno di un voto, o richiesta, da nessun stato membro….nemmeno dagli US. L’Iran avra’ per 4 anni nella Commission on the Status of Women un posto influente sui diritti umani. Nello stesso gruppo sono incluse China e Saudi Arabia, il che dimostra che l’UN e’ diventato un useless circo.

Pensate, l’Iran si occupera’ dei diritti umani, questo stato teocratico dove la lapidazione e’ sancita dalla legge e dove di recente il capo della polizia avvisa le donne abbronzate che saranno arrestate. Iran e diritti delle donne e’ una contraddizione di termni!
E l’amministrazione Obowma che fa? Non chiama nemmeno per il voto, The One non vuole confrontare e sfidare un regime brutale per il quale lo stupro e discriminazione sono politiche istituzionalizzate, invece ora e’ nel business di ingraziarsi, rendendo gli US il piu’ possibile inoffensivi per i bulletti del mondo.

Questo e’ quello che questa nostra amministrazione fa perche’ cosi’ crede di “sollevare” in nostro status nel mondo. Il 2012 sembra cosi’ lontano!

Il 30 Aprile 2010 alle 7:15 anna.one ha scritto:

Mi scuso sono andata off topic.
Il mio commentino sul niqab? Condivido questo, credo letto sul JP se ben ricordo.

Il burka non puo’ essere permesso sotto la liberta’ d’espressione religiosa, come non puo’ esserlo la nudita’ completa.

Il 30 Aprile 2010 alle 11:13 gratis ha scritto:

A proposito del Niqab e del Burqa, a parte le questioni sociali e di prevalenza religiosa a cui sono legati questi due indumenti c’è un aspetto secondario, fatto rilevare da un articolo di Daniel Pipes che riporto.

Tratto da: http://it.danielpipes.org/7587.....el-crimine

Il burqa del crimine
di Daniel Pipes
Liberal
2 settembre 2009

Pezzo in lingua originale inglese: Niqabs and Burqas - The Veiled Threat Continues

Che c’è di nuovo sul fronte del niqab e del burqa?

Tanto per rinfrescare le idee, entrambi questi indumenti sono concepiti per la modestia delle donne musulmane; il niqab copre tutto il corpo, eccetto gli occhi, e il burqa copre l’intera faccia.

In un mio articolo di due anni fa dal titolo Vietare il burqa.

E anche il niqab, ho documentato come questi due capi d’abbigliamento costituiscono dei pericoli legati alla criminalità e al terrorismo.

È ancora così?

La Giordania dà una vaga idea del potenziale che potrebbero avere niqab e burqa come accessori illegali: la cronaca mostra che negli ultimi due anni 50 persone hanno commesso 170 crimini indossando indumenti islamici, all’incirca un episodio ogni quattro giorni, un’ondata di crimini che ha indotto qualche giordano a chiedere delle limitazioni all’uso o perfino il divieto di far indossare questi copricapo islamici.

Nessun altro Paese denuncia così innumerevoli crimini legati alla pratica di indossare questi indumenti, ma Philadelphia, in Pennsylvania, vanta molteplici rapine (in 3 banche e in un’agenzia di leasing immobiliare) in sedici mesi, in un arco di tempo che va dal 2007 al 2008, incluso l’omicidio di un agente di polizia.

Il Regno Unito ricopre il secondo posto nel peggior record dei Paesi occidentali.

Diverse gioiellerie – alcune delle quali di proprietà di musulmani – sono state prese di mira dal crimine nelle Midlands occidentali, a Glasgow e nell’Oxfordshire.

Due agenzie di viaggi sono state oggetto di assalti nelle adiacenti città di Dunstable e Luton, mentre un autotrasportatore di un mezzo blindato ha subito un assalto a Birmingham.

Ma la rapina non è l’unico motivo; i teenager londinesi sono soliti coprirsi il volto a mo’ di indossare il niqab, quando accoltellano un ragazzo più giovane.

Altri episodi criminosi verificatisi nei Paesi occidentali annoverano i borseggiatori dell’Europa Orientale che indossano dei copricapo islamici a Rotterdam e una rapina armata in burqa bordeaux alla People’s Bank di Hiddenite, in North Carolina (con una popolazione di 6.000 abitanti).

L’uomo che ha rapito la quattordicenne Elizabeth Smart l’ha costretta ad indossare un indumento simile al niqab che l’ha celata alla vista altrui per nove mesi.

Come reazione, le banche, le cooperative di credito, le gioiellerie e le scuole stanno limitando l’accesso alle persone con il capo coperto.

Per esempio, la Carolina Federal Credit Union di Cherryville, in North Carolina, non lontano da Hiddenite, ha stabilito che chiunque indossi cappelli, occhiali da sole o cappucci deve recarsi da un apposito impiegato di sportello dove si applicano speciali misure di sicurezza.

La fiducia riposta dai talebani nel terrorismo in burqa, spesso di tipo suicida, fa dell’Afghanistan l’attuale epicentro mondiale di questa tattica.

In due occasioni, le autorità hanno sventato presunti attentatori suicidi prima che essi potessero entrare in azione: uno è il caso di un russo convertito all’Islam con un’automobile imbottita di 500 kg di esplosivo, nella provincia di Paktia, l’altro è quello di una donna afgana che ha nascosto sotto le vesti una bomba a Jalalabad.

In genere, tuttavia, le violente intenzioni sono nascoste dal burqa ed iniziano a palesarsi solamente dopo che viene sferrato un attacco:

1) Haji Yakub, un comandante talebano, è rimasto ucciso con addosso il burqa nel tentativo di scappare da un’abitazione nella provincia di Ghazni durante un attacco delle forze americane.

2) Un operativo talebano, Mullah Khalid, ha lanciato un attacco contro una pattuglia di polizia in un affollato mercato nella provincia di Farah, uccidendo almeno una dozzina di persone (7 poliziotti e 5 civili).

3) Un attentatore suicida nella provincia di Helmand ha ucciso un soldato britannico che parlava pashto prima di essere sparato in fronte.

4) Una quindicina di attentatori suicidi con tanto di burqa, armati di giubbotti pieni di esplosivo, di kalashnikov e lanciagranate hanno attaccato degli edifici governativi nella provincia di Paktia e ucciso 12 persone.

L’Iraq ha subito tre episodi della fattispecie (un ribelle travestito da donna incinta, un tentato omicidio di un governatore e due attentatori suicidi che hanno ucciso 22 pellegrini sciiti) mentre il Pakistan ne ha subiti due (in uno il kamikaze era a bordo di un risciò e ha fatto 15 vittime). Tra i perpetratori dell’attacco di Mumbai con circa 200 morti c’era una misteriosa donna in burqa.

Altrove, altri episodi riguardano un attacco sferrato contro turisti francesi in Mauritania ed uno con cocktail Molotov in Bahrein.

Come problema secondario, recenti studi condotti in Gran Bretagna e in Irlanda hanno scoperto che le donne che indossano il velo (e i loro bambini allattati al seno) sono a rischio di rachitismo perché soffrono di carenza di vitamina D, che la pelle assorbe dalla luce solare.

Ma c’è anche un lato positivo della faccenda: Herve Jaubert, un francese ingiustamente accusato di essersi indebitamente appropriato di 3,8 milioni di dollari, è riuscito a scappare da Dubai, indossando un niqab. (Per maggiori dettagli su tutti questi episodi si veda la pagina del mio blog: “The Niqab and Burqa as Security Threats”.)

Ho già chiesto di vietare nei luoghi pubblici «questi indumenti orribili, insalubri, che creano divisioni sociali, che agevolano i terroristi e a misura di criminali».

Ora mi unisco alle proteste giordane e riformulo la richiesta.

L’Islam non vuole che le donne indossino il niqab e il burqa, mentre il bene comune esige categoricamente il divieto di indossare tali indumenti in luogo pubblico.

Quanti altri casi di rapine e atti terroristici devono verificarsi perché questa restrizione piena di buonsenso venga applicata dall’Afghanistan, alla Giordania fino al Regno Unito e a Philadelphia?

Il 30 Aprile 2010 alle 12:27 indigesto ha scritto:

Caro gratis, per ricorrere al mascheramento non occorre servirsi del niqab o del burqa; bastano i nostri passamontagna ed i nostri caschi integrali che, oltretutto possono essere indossati e dismessi molto rapidamente, per intraprendere azioni delittuose mirate. Il mascheramento, almeno qui da noi, è vietato quale ostacolo al riconoscimento immediato dell’identità.
Si può ipotizzare, ad esempio, il comodo spostamento di ricercati o di malintenzionati, per mantenere contatti, spacciare droga, armi o altro, servendosi appunto di questi abiti. Uguale divieto vale per il casco, quando non indossato per sicurezza, per il passamontagna e consimili.
Qui si parlava dell’emancipazione femminile dai costumi islamici, velo ed altro. Ripeto, è un problema che va affrontato nel loro stesso ambito islamico e, per quanto ci riguarda, dalle nostre Leggi. La solidarietà e tuttociò che può essere di supporto a queste aspirazioni è solo da ammirare e, per quanto possibile, da sostenere. Saluti.

Il 30 Aprile 2010 alle 16:26 Parla Dalia Mogahed, consulente di Obama per i rapporti con l’Islam - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] Storia dell’Iran (dal 1892 a oggi). Leggi gli altri post » (EPA/JORGE DIRKX BELGIUM OUT) Nell’ultimo post un lettore ha tirato in ballo Dalia Mogahed, scelta dal presidente statunitense Barack Obama come [...]

Il 30 Aprile 2010 alle 17:48 anna.one ha scritto:

L’egiziana Mogahed e’ una ideologue islamica che appoggia l’islamica sharia e nega ogni legame tra l’Islam radicale ed il terrorismo.
Difende a spada tratta il CAIR e ISNA, entrambi i gruppi sono legati al Muslim Britherhood.
Ci vuole “educare” sull’Islam e sopratutto educare gli islamici.
Forse con un po ‘di educazione e formazione della sensibilita’ dei musulmani, impareranno a vivere in armonia con i loro vicini cristiani?
… I loro vicini ebrei?
… I loro vicini buddisti?
… I loro vicini indu’?
… I loro vicini di casa gay?
… I loro vicini di sesso femminile che vogliono andare a scuola e abbronzarsi e gettare il sacco di patate?
…?

Il 3 Maggio 2010 alle 22:15 angelo41 ha scritto:

Leggo e seguo le discussioni sul Forum da anni, ma raramente mi è capitato un commentatore graficamente bulimico come “gratis”. Caro gratis, sei sicuro che quanto scrivi (copia-incolla compreso), venga letto tutto?
Lo sfoggio di erudizione è fine a se stesso e non colpisce il prossimo più di tanto. La Sabahi, gentilmente,
ti aveva già pregato di essere più conciso ed attinente al tema ma, pare, non abbia fatto tesoro del suo consiglio
e continui a scrivere maratone, che non legge nessuno.

Il 3 Maggio 2010 alle 22:41 gratis ha scritto:

angelo41, se lei è anoressico nello scritto e preferisce la battutina è problema suo non mio, così come è problema mio essere bulimico nello scrivere e non suo.

Come ho già scritto alla giornalista, non sempre si riesce a dire tutto quello che si ha da dire con poche battute, altrimenti la razza umana non avrebbe tutti i problemi che si hanno se fosse così facile spiegarsi e capire le situazioni.

Se avesse letto quello che scrivo, avrebbe compreso che non è sfoggio di erudizione quello che faccio, ma tentativo di spiegare il problema.

Se la cosa non le piace non ha alcun bisogno di leggerla, non mi sembra che qualcuno la costringa a farlo, ma mi sembrava di capire che i forum o i blog servono a scambiarsi opinioni e non battute da due soldi, non crede?

Il 3 Maggio 2010 alle 23:45 smoke36 ha scritto:

annaoca, sei nata cristiana ma se ti adottava un coppia islamica, fanatica come sei porteresti il burka. Il coprirsi il corpo, fu per esigenze climatiche, le popolazioni che si coprivano solo per questioni igieniche, l’indispensabile, erano più rispettose verso le donne e i bambini. Cretina, lo trovi in “Qualcosa che vale” di Robert Ruark nell’Africa e nelle culture precolombiane. Li abbiamo corrotti noi con la nostra stupida e perfida evangelizzazione alla quale si accodò l’islamica. Te lo ripeto, vai a sederti sul water, fai almeno qualcosa di utile, concime.

Il 5 Maggio 2010 alle 23:04 angelo41 ha scritto:

Caro gratis, non ho problemi, so stare al mondo. Se devo scrivere un libro o un articolo per un giornale, scrivo a lungo, per completare il discorso e completarlo. Altra cosa è scrivere una lettera ad un giornale o discutere in un forum. In questi casi è d’obbligo essere sintetici nell’esporre il problema; stà li la capacità.
Hai un evidente problema di connessione fra il cervello e la mano, devi mettere riparo e rivolgerti ad un tecnico del settore.

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