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Novara: il niqab e la multa di 500 euro

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  • Tags: il mio iran, niqab, Novara
  • 20 commenti
Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
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(Credits: Ansa/EPA)

(Credits: Ansa/EPA)

A Novara una donna musulmana è stata fermata con il niqab nei pressi di un ufficio postale. La donna rischia una multa di 500 euro perché è vietato entrare nei luoghi pubblici con il viso coperto. A fermarla e identificarla sono stati i carabinieri della cittadina piemontesea. Stamattina la notizia era sulle prime pagine di tutti i giornali.

Le osservazioni che si possono fare sono diverse: in Italia è fatto divieto, da anni, di girare con il viso coperto e quindi con il niqab oppure con il passamontagna. Questo divieto non è in vigore ovunque in Europa e, per esempio, in Svezia le comunità musulmane rivendicano il diritto al velo con il pretesto che chi scende in strada a protestare può indossare il passamontagna e celare così la propria identità.

Se un divieto già esiste in Italia è superfluo, oltreché inopportuno, prevedere una nuova norma per prendere di mira proprio le donne musulmane e quindi l’Islam. L’impressione è che, ancora una volta, il corpo delle donne (musulmane) sia il campo di battaglia dello scontro tra civiltà.

Una domanda che viene spontanea riguarda il limite alla libertà di culto: da che cosa è definito? Dalle leggi del paese in cui si decide di vivere oppure in cui si transita per lavoro e turismo. Questo vale per i paesi non musulmani ma pure per quelli musulmani dove il niqab non è di moda. Il niqab, lo ricordiamo, si usa prevalentemente nella penisola araba. Ma raramente altrove anche se gli integralisti islamici ne hanno fatto la loro bandiera.

In tanti anni in Iran, dove il foulard è obbligatorio dal 1979, mi è capitato una sola volta di vedere una donna con il viso coperto. Era una giovane egiziana con passaporto saudita (era immigrata in Arabia Saudita con il marito per motivi di lavoro). Ci siamo incontrate in un hotel a Teheran. Alla reception aveva mostrato il viso e quindi aveva sollevato il velo. E lo stesso, mi ha raccontato, aveva fatto al controllo passaporti all’aeroporto di Teheran. In entrambi i casi aveva dovuto mostrare il volto a uomini. Senza fare tante storie, né lei né il marito. Perché così prevede la legge, e non solo in Iran. Per motivi di sicurezza ma anche perché – ha commentato il dipendente dell’hotel che lavorava alla reception dell’albergo – così gli uomini non possono portarsi in camera donne con cui non sono sposati.

Che lezioni possiamo trarre dalla multa alla donna con il burqa? Alla signora consiglierei di approfondire lo studio dell’Islam perché nessuna norma coranica né la Tradizione del Profeta Maometto obbligano di coprirsi il viso. Al legislatore italiano consiglierei invece di risparmiare tempo e denaro (di noi contribuenti), tralasciando la questione del velo per dedicarsi a trovare gli strumenti per integrare i tanti immigrati stranieri di cui l’Italia ha bisogno.

Detto questo, le immigrate musulmane che mettono il velo integrale sono un’esigua minoranza. A metterlo sono spesso le convertite. E’ l’entusiasmo dei neofiti. In ogni caso mi sembra eccessivo punire la “colpevole” con una multa di 500 euro.

  • farian
  • Martedì 4 Maggio 2010

Vedi anche:

  • Francia, Belgio e Spagna uniti contro il burqa
  • Afghanistan: il veleno talebano nella scuola femminile
  • Polemiche sul velo (non solo in Iran...)
  • Parla Dalia Mogahed, consulente di Obama per i rapporti con l'Islam
  • Ahmadinejad: il velo è una libera scelta fuori dall'Iran
  • Il Cairo: vietato il niqab agli esami
  • Vietare il velo integrale e il dilemma veline-velate
  • Francia: arrestata una donna con il niqab
  • Il Belgio vieta il velo integrale - L'ANALISI
  • Divieto di burqa e niqab anche in Italia: primo via libera alla Camera‎ - L'ANALISI
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Commenti

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Il 4 Maggio 2010 alle 18:51 smoke36 ha scritto:

Principessa, Novara è la città di Cota, presidente della Regione, quello che sponsorizza l’integrazione dei giovani extra nelle manifestazioni di quest’anno. Ha pure detto che con gli anti TAV bisogna parlarci e lei si stupisce dello spreco di tempo dei magistrati. Ha presente a Napoli, anni di inchieste per lo scandalo del calcio, che ora è tutto fumo e niente arrosto, con la camorra che li divora vivi. In miniera Principessa, ma quando mai. Ha ragione, ci si può mascherare solo per carnevale e le rapine, nuove leggi sono solo per infierire. Neppure le più alte istituzioni rispettano le leggi, i divorziati che si comunicano, ma solo quelli ricchi, i poveri no e le tombe sacre nelle chiese ai delinquenti assassini. Eppure continuano a negare che le religioni sono solo fantasia maschile. Lei crede che siano veramente tutti convinti del Dio che adorano? Ho molti dubbi, credessero veramente ne avrebbero terrore, salvo che considerino Dio un criminale come loro, allora tutto si spiega. Non si preoccupi per la multa, ha solo da giustificarsi dicendo che voleva difendersi dai germi o virus leghisti novaresi, una epidemia che passerà presto, visti gli inizi con la pillola. Non scordi che il Piemonte fu il primo Stato che promulgò la libertà di culto, ora dominano i celti ma bisogna perdonare loro, non sanno quello che fanno, disse il povero Cristo in croce, Maometto che disse dopo la sbornia. Io mi preoccupo per un futuro nelle mani di Bossi jr. e consimili, li si che c’è da piangere.

Il 4 Maggio 2010 alle 18:58 indigesto ha scritto:

Gentile Professoressa, del suo scritto è condivisibile tutto, o quasi; almeno dal mio punto di vista.
Va intanto subito detto che il corpo della donna è, si, un campo di confronto tra civiltà, ma voluto da chi della condizione femminile fa dominio assoluto. Tralascio la poligamia, che comunque è una mortificazione della donna, ma il castigarne l’aspetto, che è una componente essenziale per esprimere la propria personalità, porta indietro nel tempo la civiltà occidentale, che peraltro dell’aspetto fa abuso per altro verso. Se venisse fatta salva la decenza concedendo alla donna di esprimere quel minimo di “fascino” che le spetta di natura il punto d’incontro si troverebbe. La sottomissione all’uomo: beh, pare che questo si evidenzi abbastanza nel dettato coranico. Basterebbe interpretarne giusto lo spirito tenendo conto che tutti i dettati religiosi risentono fortemente dei tempi in cui sono stati emessi.
Quanto al fatto di cronaca, era inevitabile che accadesse. Lei sa che in Italia c’è l’industria del multare, con il quantum pecuniario elevato e spropozionato. Pensi che c’è ancora chi vive con 500 euro e se incappa in una di queste multe resta un mese senza risorse. Ma anche questo rientra nel programma di deprezzamento dell’Euro e di impoverimento del popolo perseguito dalla nostra classe politica e dai poteri di sempre.
La libertà di culto, infine, secondo me, è sacra, quale che sia il credo. Semprechè, ripeto, non confligga col comune interesse e con le Leggi del paese ospitante a qualsiasi titolo!
Tuttociò detto, credo la strada più lunga, e difficile, tocchi percorrerla al mondo mussulmano, ancora, secondo me, parecchio lontano dal punto di equilibrio. Cordiali saluti.

Il 4 Maggio 2010 alle 19:23 smoke36 ha scritto:

Ma non l’hai ancora capito che se ne è accorta della tua ipocrisia. Sei uno sporco fascista bigotto e vuoi mettere lingua in cose di cui non ne hai la minima conoscenza, dove la tua istruzione e fatta a copia e incolla. In merito a multe, guarda quante ne danno dalle tue parti, non uno indossa il casco in moto, becero, e parli sputando sentenze con la camorra che ti tiene il piede sul collo. Proprio tu che con 2000 euro di pensione rubata invidiavi me a 580 ma tutti miei, più che sufficienti per una vita dignitosa mentre tu con le briciole delle arpie, moglie e figlia, sei un miserabile. Dominato dalle donne che lo trattano come un cane, quelle si che sono emancipate.Onore al merito.

Il 4 Maggio 2010 alle 19:41 jimmie01 ha scritto:

Indigesto, Fumapingas e’ geloso. Si conscono bene i suoi gusti. A lui piace essere dominato dalle donne, ma non ne trova una che lo accontenti. Fai una cosa, Fumagalline, vai alle Cascine a Firenze, forse rimedierai qualcosa se paghi bene e ti metti un sacco di plastica sulla testa, si che non si veda la tua faccia butterata dall’ alcool.

Il 4 Maggio 2010 alle 20:26 indigesto ha scritto:

Fumagalli, stai tranquillo che non aspiro ad alcuna posizione di usciere in qualsivoglia organizzazione. Ma bada, sarà difficile che basti l’istruzione elementare per ricoprirla. Misuri troppo col tuo metro, ma non mi faccio misurare da te, anche se pensi di averne gli elementi. Con persone come te la prudenza non è mai troppa; e, stai traquillo, l’ho adoperata tutta!
Qui dico solo rispettosamente ciò che penso, che ti piaccia o meno, senza scodinzolamenti o linguaggi irriguardosi. Questi li lascio tutti a te, è la tua unica risorsa!

Il 4 Maggio 2010 alle 20:39 smoke36 ha scritto:

Tranquillo, non è con un diploma da perito edile che si acquisisce cultura, s’impara molto di più dalla vita che sui libri, tanto più se bigotti pieni di panzane. Due schiavi che hanno sempre avuto padroni non possono competere con chi padroni non ne ha mai avuti, fate pena miserabili, limitati nella vostra inutile esistenza, vegetali, parassiti che vi nutrite delle sciocchezze altriu, di vostro nulla, il vuoto assoluto.

Il 4 Maggio 2010 alle 20:49 gratis ha scritto:

Come per i bambini che i musulmani sono abituati ad usare come scudi umani, quando fanno i teroristi, altrettanto fanno con le donne con il niqab e il Burqa.

Le mandano avanti per infrangere le leggi dei paesi che li ospitano e creare dei problemi facendo leva sulla nostra democrazia e liberalità per affermare esattamente il contrario.

I carabinieri hanno fatto bene a darle una multa ed è ancora troppo poco!

L’avrebbero dovuta rimpatriare a casa sua su due piedi, altro che multa!

In quanto alla libertà di culto bisogna definire cosa sia “culto”, anzitutto prima di concedere tale libertà.

Se per culto s’intende una ricerca spirituale individuale, in pieno libero arbitrio, e libera da influenze di organizzazioni ecclesiastiche e della collettività religiosa, oltre che rispettosa, NEI FATTI E NON SOLO A PAROLE, delle leggi dello Stato, allora è accettabile.

Nel caso dell’islam, invece, non solo non hanno libertà di scelta spirituale i suoi fedeli ma la vogliono togliere anche agli altri con la violenza se gli si presenta l’occasione.

Considerano nemici le nazioni degli “indedeli” e il loro Corano gli dichiara guerra che può essere attuata con tutti i mezzi, non solo diretamente con la forza, ma con il terrore e con L’INGANNO introducendosi e infiltrandosi pacificamente.

Questa NON E’ PIU’ “RELIGIONE”, è un’altra cosa, come disse tempo addietro il famoso ex Procuratore, famoso penalista e parlamentare Carlo Taormina.

“di Carlo Taormina

Concordato tra Italia e islam: UN’IPOTESI CRIMINALE

Tratto da “Libero” del 21 Settembre 2007

Osama Bin Laden, per celebrare l’11 Settembre ha rilanciato la guerra santa CHE SIGNIFICA STERMINIO DI NOI OCCIDENTALI.

NON HO SENTITO NÉ IMAM NÉ ISLAMICI PRESENTI IN ITALIA PRONUNCIARE UNA PAROLA DI RIPROVAZIONE.

E’ un silenzio che abbiamo sperimentato in tante altre occasioni, quando venivano sequestrati e magari uccisi nostri connazionali in Iraq o in Afghanistan, quando venivano mozzate le teste degli ostaggi e anche quando qui da noi un consiglio di famiglia ordinava lo sgozzamento di una figlia colpevole di essersi innamorata di un cattolico.

All’indomani della strage delle Due Torri dicevano: “Né con Bin Laden né con Bush”.

Rammento questa cosa a Ferrero, ministro della nostra Repubblica, che, a pugno ben chiuso, ha istigato gli immigrati alla rivolta per ottenere maggiori diritti, perché NON SI CAPISCE QUALI DIRITTI SI DEBBANO GARANTIRE A CHI CI VUOLE ASSASSINARE.

Ma lo rammento anche a Enrico Letta, per il quale NON SOLO DOVREMMO ACCETTARE TRA NOI GLI IMAM, NORMALMENTE CAPI RICONOSCIUTI DEL TERRORISMO, ma dovremmo legittimarli chiedendo loro un titolo di studio italiano, come se, parlando italiano, possano smettere di fare i terroristi.

Ma queste cose le rammento soprattutto a Giuliano Amato che, dopo aver messo i kamikaze al Viminale con la folle istituzione della Consulta Islamica, ha dichiarato che occorrerebbe regolamentare il rapporto tra Italia e Islam con la logica del Concordato con il Vaticano.

HA MAI PROVATO IL MINISTRO DELL’INTERNO A CONFRONTARSI CON IL PIÙ MODERATO DEGLI ISLAMICI SULLA LOGICA DELLA JIHAD, SULLA NECESSITÀ DI UCCIDERE GLI INFEDELI, SULLA CONDIZIONE SCHIAVISTICA DELLE DONNE, SULLA CONDANNA A MORTE PER CHI OFFENDE MAOMETTO O IRRIDE A QUALCHE “COMANDAMENTO” DEL CORANO?

SE LO AVESSE FATTO, SI SAREBBE RESO CONTO CHE È IMPOSSIBILE CHE SULLE QUESTIONI DI PRINCIPIO, QUEL PRESUNTO MODERATO POSSA PENSARLA DIVERSAMENTE DA UN TERRORISTA.

E questo accade perché il terrorismo , quello di Bin Laden, ma anche quello che pervade la vita degli islamici, come le lapidazioni delle donne infedeli o che non accettano il burka, SONO L’ANIMA CRIMINALE DI UN CORANO CRIMINOGENO.

BISOGNA SOTTOLINEARE QUESTE COSE CHE IL GOVERNO DI SINISTRA STA SISTEMATICAMENTE OCCULTANDO, perché Amato ha affermato qualcosa che considero scandaloso, quando riferendosi alla condizione della donna e citando un dato emblematico dell’islam quale è la lapidazione dell’adultera con pietre non troppo grandi perché non muoia subito, ha affermato che la nostra cultura, specialmente quella dei “terroni”, non sarebbe lontana da quella islamica.

…

SBAGLIA AMATO, QUANDO AFFERMA CHE NON È IL CORANO A COMANDARE QUESTI CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ CHE GLI ISLAMICI HANNO L’OBBLIGO DI COMMETTERE.

E’ ben possibile che ad Amato queste cose, possano sfuggire, mentre agli italiani non sfugge che nessuno impedisce l’ingresso in Italia degli islamici né caccia quelli che ci sono.”

Come vede professoressa giornalista nemmeno Carlo Taormina lo considera un “culto” l’islam ma qualcosa che ha a che fare con il crimine più efferato.

Il 4 Maggio 2010 alle 21:02 indigesto ha scritto:

Perito lo sarai tu, ma nel senso di fallito. Almeno quanto a sostenitore di ideologie fallite. Ti tieni giusto a galla nel mare immenso della tua ignoranza con la tua arroganza!

Il 4 Maggio 2010 alle 21:13 smoke36 ha scritto:

Guarda che ha fallire è il capitalismo, se siamo in crisi è grazie a lui, il comunismo ad est sta facendo passi da gigante. Registra l’orologio, sei indietro di 50 anni, aggiornati.

Il 4 Maggio 2010 alle 21:27 gratis ha scritto:

E questo qui sotto è quanto “PREDICA” il culto dell’islam.

Secondo lei professoressa giornalista un simile culto ha diritto di cittadinanza?

E’ forse pacifico e individuale oppure ha un intento di conquista che con il culto vero non ha niente a che fare?

Che dice, sarà il caso di consigliare il libro di questo “giudice” (sigh!) “pacifico” (ancora sigh!) come “culto” adeguato e accettabile?

“Studioso Islamico: I Musulmani “devono vivere in pace fino a quando non saranno abbastanza forti per la Jihad”

di FFI News

————————————————

Fonte: The Times Online

Uno degli studiosi di Deobandi più rispettati del mondo crede che la jihad militare ed aggressiva debba essere condotta dai Musulmani “per stabilire la supremazia dell’Islam” nel mondo intero.

Justice Muhammad Taqi Usmani afferma che i Musulmani devono vivere pacificamente in paesi come la Gran Bretagna, dove hanno la libertà di praticare l’Islam, solo fino a quando non acquisiscono un potere sufficiente per ingaggiare battaglia.

Il suo punto di vista fa scoppiare il mito secondo cui il credo della jihad offensiva ed espansionistica rappresenti una distorsione del pensiero Islamico tradizionale.

Mr Usmani, 64 anni, sedette per 20 anni come giudice Shariatico nella Corte Suprema del Pakistan.

E’ consigliere di diverse istituzioni finanziarie globali e un regolare visitatore della Gran Bretagna.

Educatamente e con toni soffici, ha rivelato al Times una dettagliata conoscenza degli eventi mondiali e le sue parole, per la maggior parte, sono state bilanciate e considerate.

Si è dichiarato d’accordo che è sbagliato suggerire che l’intero mondo non Musulmano abbia l’intento di distruggere l’Islam.

Ciononostante quest’uomo, nelle opere da lui pubblicate, afferma che i Musulmani debbano condurre una guerra di espansione contro le terre non Musulmane.

La giustificazione di Mr. Usmani per la jihad aggressiva e militare come mezzo per stabilire la supremazia Islamica globale è rivelato all’apice del suo libro, “Islam e Modernismo”.

Il lavoro è polemico nei confronti dei modernisti Islamici che cercano di convertire l’intero Corano in “un libro poetico e metaforico” perché, afferma, sono stati corrotti dalla cultura Occidentale e dalla sua ideologia.

Il capitolo finale smentisce coloro che credono che solo la jihad difensiva (combattere per difendere la terra Musulmana sotto attacco o occupazione) sia permessa nell’Islam.

Rifiuta il suggerimento che la jihad si illegittima contro uno stato non Musulmano che permette liberamente la predica dell’Islam.

Per Mr. Usmani, “la domanda è se la battaglia aggressiva sia di per sè condannabile o meno”.

“Se lo è, perché i Musulmani dovrebbero fermare l’espansione territoriale semplicemente perché in quest’epoca è considerata negativamente?

E se è condannabile e deplorevole, perché l’Islam non si è fermato in passato?”

Quindi egli risponde alla sua stessa domanda: “Anche in questi giorni … la jihad aggressiva è stata condotta … perché è invero degna di lode allo scopo di stabilire la grandezza della religione di Allah.”

Queste parole non sono il prodotto di un estremista radicale.

Vengono dalla penna di uno dei più acclamati studiosi della tradizione Deobandiana.

Mr Usmani ha detto al Times che Islam e Modernismo è la traduzione di uno dei suoi libri Urdu originali, “che occasionalmente presenta connotazioni diverse dall’originale.”

Il 4 Maggio 2010 alle 21:33 anna.one ha scritto:

Il comunismo fa passi da gigante…dove? In Venezuela stanno andando all’indietro,a Cuba sempre allo stesso posto, disperati.

No, chi e’ ancora indietro, certo non piu’ di 40 anni, sono proprio i russi. Ai Cinesi il capitalismo piace, infatti e’ il capitalismo che guida tutte le riforme economiche, e la scusa che hanno trovato per salvare la faccia di bronzo e’ che il capitalismo non richiede democrazia.

Delusional man!

Il 4 Maggio 2010 alle 21:34 gratis ha scritto:

Cosa ne dite sull’articolo di Taormina e del giudice shariatico della Corte Suprema pakistana?

Forse il penalista Taormina qualche ragione ce l’ha nel dire che avere a che fare con l’islam e accettarlo tra di noi è semplice follia criminale.

Non sarà il caso di buttare nella spazzatura il Corano, moschee e tutti i suoi seguaci, visto le “amorevoli” intenzioni, dichiarate apertamente pure in faccia ad intervistatori occidentali, che hanno nei nostri confronti?

http://www.youtube.com/watch?v.....re=related

Il 4 Maggio 2010 alle 21:37 imparziale ha scritto:

All’ estero è così (vedi report)
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze

Il 4 Maggio 2010 alle 22:37 smoke36 ha scritto:

imparziale, io ho vissuto 5 giorni tra tre tribù Colombiane nella selva de Ciocò e ne ho un ricordo più bello del tuo, se ne vuoi sapere di più fumin libero italia. Del tuo quadretto se ne trovano in ogni angolo del mondo ma non rappresentano gli stati e le metropoli, è vita campestre dei semplici che non glie ne importa niente della politica,isole sempre più rare.

Il 4 Maggio 2010 alle 23:26 indigesto ha scritto:

A me preoccupano, sinceramente, più le azioni dei governi che i vaneggiamenti di intellettuali da strapazzo, anche se rivestono cariche importanti. Così come di Amato ha destato più preoccupazione la costituzione della Consulta islamica che le sciocchezze che ha detto. Ma conosciamo il lassismo interessato dei governi di sinistra a fronte di questo tipo di problema. E’ innanzitutto questo il nemico che abbiamo in casa, la quinta colonna di quell’Islam che si propone di invaderci. E non è certo un caso che tutte le organizzazioni islamiche presenti nel nostro Paese, siano esse animate da buone o da cattive intenzioni, gravitino tutte a sinistra, dove, per ironia della sorte, gravitano anche quelle ebraiche, reduci di quella resistenza a cui hanno preso, a diverso titolo, parte. Forse trovano nel pacifismo di facciata della sinistra conforto al loro comodo pacifismo. Ma tuttociò non toglie che abbiamo un grosso problema da gestire: trovare il modo di smussare tutto quel che c’è da smussare. La presenza islamica nel nostro Paese c’è ed è una realtà che non va ignorata. Ignorarla è come voler ricorrere ad un rimedio che finirebbe presto per rivelarsi peggiore del male! E procedere ad una bonifica che allontani, o almeno neutralizzi, i soggetti più turbolenti è garanzia di pacifica convivenza, non più eludibile, allo stato dei fatti.

Il 5 Maggio 2010 alle 0:03 smoke36 ha scritto:

Sarà pure di facciata il pacifismo di sinistra ma le nasate dolorose le abbiamo prese dal capitalismo e non in faccia ma nel lato B. logico che per un fascista parassita da una vita, mantenuto dai contribuenti, sostenga il suo privilegio, un uomo si vergognerebbe e andrebbe a nascondersi, il verme non si vergogna di essere verme.

Il 5 Maggio 2010 alle 0:37 indigesto ha scritto:

Non tutti, “gentile” Fumagalli, hanno avuto la fortuna di formarsi in “collegio”, nè tantomeno di godere del privilegio di una vita “esaltante”, ricca di esperienze, cultura e raffinatezze. A volte bisogna anche sapersi accontentare!

Il 5 Maggio 2010 alle 1:18 smoke36 ha scritto:

Per mia fortuna erano giovani suore e per soli due anni, sono uscito illeso, a te com’è andata coi preti, ti hanno ac-cul-turato?

Il 5 Maggio 2010 alle 3:16 jimmie01 ha scritto:

Ma quale illeso, Fumagalli!!! Scrivi commenti da far ridere i polli. Il cervello non ne e’ uscito illeso.

Il 5 Maggio 2010 alle 9:07 indigesto ha scritto:

Lo hai detto, “gentile” Fumagalli; la cultura come la intendi tu, è esperienza di vita. E si capisce che ne possiedi tanta. Semmai ne avessi è di tutt’altro tipo, te l’assicuro.

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