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La bomba di New York rischia di esplodere a Islamabad

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  • Tags: attentato times square, Barack Obama, obamamania, Pakistan, Stati Uniti, talebani
  • 23 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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taleban

La bomba di Times Square rischia di far saltare in aria il difficile equilibrio tra Washington e Islamabad. Dopo che lo stesso autore del fallito attentato Feisal Shahzad ha ammesso di avere avuto contatti e direttive dai  capi dei talebani pachistani, l’amministrazione Obama vuole un cambiamento nell’atteggiamento delle autorità del Pakistan nei confronti dei terroristi: o ci sarà vera cooperazione nella lotta contro di loro, o gli Stati Uniti rivedranno il loro rapporto con “l’alleato”.

Il messaggio mandato dal Segretario di Stato Hillary Clinton attraverso gli schermi della Cbs è stato chiaro: è vero che nell’ultimo anno Islamabad ha fatto di più, ma non è ancora sufficiente. “Vogliamo più sforzi. Ci aspettiamo maggior impegno”, ha detto la Clinton. Devono sapere che se ci fosse un attacco contro gli Stati Uniti e se questo avesse successo, le conseguenze sarebbero inevitabili”.

Due giorni prima, il comandante in capo delle forze americane in Afghanistan, il Generale Stanley A. McChrystal aveva espresso chiaro e tondo lo stesso concetto al capo di stato maggiore dell’esercito pachistano. Sabato, l’amministrazione Obama aveva chiesto alle autorità pachistane avviare un’inchiesta nelle aree tribali per raccogliere più elementi per comprendere la genesi del fallito attentato a Times Square. Per le autorità americane non ci sono dubbi:  la matrice deve essere cercata nella zona a cavallo tra l’Afghanistan e il Pakistan.

E’ stato l’Attorney General Eric Holder, nella sua prima intervista della domenica mattina a un importante network televisvo americano, a rivelare che dietro l’azione di Feisal Shahzad c’erano proprio  i talebani pachistani. “Abbiamo sempre più prove che sia così - ha dichiarato il ministro della giustizia - Che sia stato supportato del punto di vista logistico e che gli sia stato dato aiuto finanziario”.

Una tesi suffragata anche da John Brennan, il consigliere per l’antiterrorismo di Barack Obama, il quale ha affermato che Shahzad aveva trascorso cinque mesi in Pakistan prima di rientrare negli Stati Uniti e che, in quel periodo di tempo, aveva avuto contatti con i Tehrik-i-Taliban, la fazione pachistana dei terroristi islamici che negli ultimi tempi aveva stretto un’alleanza con Al Qaeda, e che sarebbe sospettata di dare ospitalità ai capi storici del network capeggiata da Osama Bin Laden.

Secondo alcuni esperti pachistani citati dal New York Times i talebani non avrebbero alcuna possibilità di colpire da soli gli Usa e per farlo devono essere aiutati da Al Qaeda.  Loro, i talebani, dopo il fallito attentato hanno detto usato una tattica ambigua.  Con un video, prima, hanno rivendicato il fallito attentato. Poi, un loro portavoce ha smentito ogni coinvolgimento. In realtà, non sarebbe la prima volta che un’organizzazione terroristica islamica si comporta in questo modo. Il primo messaggio (la rivendicazione) è indirizzata ai proprio adepti, o ai futuri tali. La seconda (la smentita) serve per alimentare la confusione e tentare di evitare le conseguenze.

In questo caso, i talebani pachistani hanno sicuramente avuto un ruolo. L’amministrazione Obama ne approfitta per spingere sull’acceleratore e per chiedere (esigere? ordinare?) a un alleato riottoso un maggiore sforzo. Le tanto sbandierate offensive militari nelle zone tribali, in realtà, hanno portato a pochi risultati. E’ vero che i talebani sono ora lontani dalla possibilità di insidiare direttamente il governo pachistano (come sembrava qualche mese fa), ma sono anche ben lungi dall’essere sconfitti.

Per gli Usa di Obama (che considera il Pakistan come Paese centrale nella lotta al terrorismo) questa situazione appare logorante. La riuscita della missione sembra essere lontana. La massiccia ondata di raid effettuati da droni è servita relativamente poco. I capi talebani riescono a fuggire. Il network è ancora funzionante. E in grado di colpire, come conferma il fallito attentato di Times Square.

Islamabad deve veramente voltare pagina. Finora ha tenuto un comportamento ambiguo di fronte alla (sua) creatura: i talebani. Oggi, l’amministrazione Obama chiede modificare la rotta. Se ciò  non avvenisse, gli Usa sarebbero anche disposti a tagliare quei milioni di dollari stanziati per puntellare il governo pachistano in un momento così delicato.

Spazio per altre avventure alla Feisal Shahzad non ce ne è più, fanno sapere da Washington.

  • michele.zurleni
  • Lunedì 10 Maggio 2010

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Commenti

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Il 10 Maggio 2010 alle 13:55 hector ha scritto:

ma non è ke i pakistani(nn il governo) magari preferiscono spendere gli “aiuti” usa in un altro modo? forse gli usa dovevano spiegare piu kiaramente ke quei soldi erano da usare contro i talebani. (ki e causa del mal suo pianga se stesso) vabbe ke hanno commesso un errore ad aiutare a suo tempo i talebani ma potrebbero almeno evitare di ripeterli sti errori. Ali Larijani ….Le indagini compiute dopo la cattura di Abdolmalek Rigi, capo del gruppo terroristico Jundallah, hanno rivelato il supporto di Washington al terrorismo nella regione. L’Iran, se sarà necessario, è pronto anche a condividere le prove ottenute con il Pakistan….

Il 10 Maggio 2010 alle 14:20 imparziale ha scritto:

Sono preoccupato per i ragazzi che studiano all’ estero e che s’impegnano per riuscire nella vita.
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze

Il 10 Maggio 2010 alle 14:26 smoke36 ha scritto:

Bella la Clinton, lei può attaccare chi vuole gli altri se si azzardado saranno serie conseguenze. Che fa madam, butta all’aria il mondo? Non le basta il casino che ha già combinato? Se il mondo decidesse di schiacciare lei e il suo popolo, siete solo 300 milioni contro oltre 6 miliardi, 20 volte di meno, sarebbe la soluzione giusta, togliervi dalle palle. Sono esseri umani quei sei milardi, mica insetti come voi.

Il 10 Maggio 2010 alle 15:18 fsl ha scritto:

Dr. Zurleni, ho letto il suo articolo, ma credo che la segretaria di stato abbia rilasciato affermazioni da non prendere sul serio.
Non riesco a vedere il collegamento tra queste presunte pressioni e la conferma di importanti forniture militari attualmente in corso.
Ho letto recentemente (notizia del 5 maggio)che, entro il 26 giugno, saranno consegnati alla base aerea di Shahbaz in Pakistan i primi 4 F16C-D Bock52 di una fornitura di 18 cacciabombardieri.
Intanto prosegue, in USA, l’addestramento dei piloti pachistani destinati a questi nuovi aerei.

Dovrebbero arrivare altri elicotteri AH-1 Cobra, forse versione Z, insieme ad un pacchetto di aggiornamenti per la ventina di elicotteri tipo AH-1F Cobra in servizio, per l’aviazione dell’esercito.
Questi velivoli sono destinati a condurre attacchi contro le regioni controllate dai taliban e c.

Non sono state sospese le forniture per (7, oltre ai 4 in servizio) aerei da pattugliamento marittimo Lockheed P3C Orion e di navi militari, in particolare la fregata USS McInerney (di seconda mano) classe O. H. Perry (per agosto 2010) cui dovrebbero seguirne altre 5, sempre usate.

Se il governo USA avesse veramente voglia di minacciare quello pachistano, perchè non collabora alla gerra anti talibans, avrebbe interrotto questi programmi, ma non ci sono iniziative in tal senso.
Pertanto ritengo che quelle da lei riportate siano chiacchiere governative rilasciate ad uso e consumo della stampa.

Il 10 Maggio 2010 alle 15:28 smoke36 ha scritto:

Michele, ha ragione fsl (Fesso Senza Limiti) l’industria USA non può fermarsi, costruisce solo armi, tutto il resto arriva dall’estero e arricchisce le multinazionali, Gli USA continuano ad indebitarsi. Na scherziamo, se fissero i taliban gli USA andrebbero in crisi.

Il 10 Maggio 2010 alle 18:04 anna.one ha scritto:

L’invasione sovietica dell’Afghanistan nel 1979, anche se ha portato a profitti eccezionali, approfondi’ la dipendenza del Pakistan dagli USA, poi nella guerra di Bush al terrorismo, per rafforzare la sicurezza americana, il Pakistan ha perso ancora un po’ dell’autostima. E ‘una questione separata che che il Pakistan combatte, la guerra per la propria sopravvivenza, e convincere il suo esercito a proteggere la popolazione dai taglia gola-taglia mani, e seviziatori di donne e ragazzine.

E ‘nella natura umana ad incolpare gli altri per i propri fallimenti. Il Pakistan ha a lungo vacillato tra l’essere uno stato fallito e uno stato sulla via del fallimento. I ricchi non paghano le tasse? Poca elettricità? Acqua potabile contaminata? Kashmir irrisolto? Basta dare la colpa agli americani. Questo fenomeno esiste anche altrove. Per esempio, il recente spettacolo sorprendente di Hamid Karzai che minacciava di unirsi ai talebani e si scagliava contro gli americani, perche’ (probabilmente a ragione) hanno suggerito che ha commesso brogli elettorali.

Purtroppo per il Pakistan, l’anti-americanismo gioca esattamente nelle mani dei militanti islamici. Essi promuovono con vigore l’idea di una guerra Islam-Occidente, quando, in realta‘, di fatto la lotta armata e’ per rifare la societa’. Essi continueranno a combattere questa guerra, anche se l’America dovesse miracolosamente sparire.

Creata dalla poverta‘, una cultura di guerra, e le manipolazioni dei servizi di intelligence del Pakistan, con essa cercano una trasformazione totale della societa’, cio’ significa eliminare la musica, arte, spettacolo, e tutte le manifestazioni della modernita‘. obiettivi secondari includono scacciare i pochi cristiani sopravvissuti indigeni, sikh e indu‘.

Pervez Hoodbhoy insegna al Quaid-e-Azam University di Islamabad e scrive:

In un momento in cui il Paese ha bisogno di chiarezza di pensiero a combattere con successo l’estremismo, semplici spiegazioni bipolari sono inadeguate. La questione moralistica “Is America buona o cattiva?” e’ inutile. Non vi e’ dubbio che gli Stati Uniti hanno commesso errori e mantengono la piu’ grande macchina militare del mondo. Sappiamo anche che farà un patto con i talebani, se percepito in America come l’interesse della nazione.

Tuttavia, sarebbe sbagliato a disprezzare l’impulso umanitario dietro assistenza degli Stati Uniti nei momenti di disperazione. Vogliamo semplicemente cancellare i massicci aiuti americani al Pakistan, al momento del terremoto terribile del 2005? Oppure, per i paesi colpiti dallo tsunami nel 2004 e ad Haiti nel 2010? In verità, gli Stati Uniti non sono piu’ egoisti o altruisti rispetto a qualsiasi altro paese del mondo. E tratta i propri cittadini musulmani infinitamente meglio di noi trattiamo i non-musulmani in Pakistan.

Invece di pronunciare giudizi morali su tutto e niente, i pakistani devono confermare quanto e’ veramente importante per il nostro popolo: la pace, la giustizia economica, la buona governance, dello stato di diritto, la responsabilità dei governanti, diritti delle donne, e la razionalità nelle cose umane. Washington deve essere fermamente opposta, ma solo quando cerca di trascinare il Pakistan lontano da questi obiettivi.
Il piu’ frenetico anti-americanismo produrra’ soltanto piu’ Shahzad Faisal.

Se l’amministrazione Obama lo riterra’ necessario puo’ benissimo sospendere le forniture d’armi e aiuti economici ai pakis, dopotutto l’ha fatto con Israele, e siccome il Pakistan e’ oggi essenziale alla guerra contro Al Qeda-Taliban questa potrebbe essere un’arma decisiva per spingeli a fare di piu’, specie nelle zone fino ad oggi off limits al governo Pakistano dove e’ certo I terroristi si annidano.

Il 10 Maggio 2010 alle 19:16 indigesto ha scritto:

Egr. Dr Zurleni, credo che le considerazioni di anna.one siano da considerare realistiche ed equilibrate. Le dichiarazioni della Clinton appartengono alla politica, e sembrano dirette ad orecchie che talvolta fanno finta di non sentire. Giuste anche le osservazioni di fsl, ma non va dimenticato che il Pakistan ha da tempo una politica instabile. Se le forniture di armi continueranno è perchè gli USA ritengono di essere in possesso delle dovute garanzie, e dagli ambienti giusti, naturalmente.

Il 11 Maggio 2010 alle 18:00 hector ha scritto:

concordo con anna.one. volevo solo ricordare ke gli aiuti umanitari (almeno per gli usa) hanno sempre una valenza politica(ho seri dubbi sugli “impulsi umanitari”). in fondo, ki amministra gli aiuti internazionali per haiti?

Il 11 Maggio 2010 alle 18:27 fu36 ha scritto:

Complimenti ad anna.one per l’esposizione sufficientemente precisa. Ambigua l’interpretazione sul madornale errore USA di contrastare i Russi e favorire l’estremismo islamico, arma che ora si è rivolta contro di loro. La Russia gli estremisti li aveva ai confini, gli USA a 10 mula o più chilometri. Si è rimpicciolito il mondo. Anna, sei al corrente della proposta cinese di intervenire sulla questiona afghana respinta dagli USA? Ne parlò il delgato cinese all’annuale conferanza sulla sicurezza a Monaco, presente Karzai che annuì e non ci fu smentita USA. Fu la prima volta che si sentì la voce cinese a livello internbazionale. Non ne venne dato risalto. La Cina ha un brutto difetto, non ci fa caso se a governare un paese dove interviene con aiuti, se siano al governo buoni o cattivi, in parole semplici, non obbliga nessuno ad adottare la sua politica, pensa solo allo sviluppo di quel paese, diverranno clienti e fornitori, è un modo di diffondere benessere senza l’uso delle bombe.Con il benessere cadono tutte le dittature, sia militari che ecclesiastiche, se la gente sta bene da meno retta a preti, mullah e rabbini. Facci caso, i paesi del nord Europa, a parte i fanatici cristiani sassoni, hanno il benessere superiore agli altri. E’ che fa un freddo da cane da quelle parti.

Il 11 Maggio 2010 alle 19:18 anna.one ha scritto:

Gli USA contrastarono i Sovietici e favorirono l’estremismo islamico?

Mah, ed io che pensavo che in Afghanistan gli afghani non erano estremisti ma combattessero per la liberazione del loro paese dall’invasore sovietico, con l’aiuto dei mujahideen arabi e non.
I sovietici si volevano cuccare tutto l’Afghanistan, e avevano il loro puppet commy al governo. Il Qutbism nacque dopo e perche’ odiano gli USA per l’appoggio ad Israele, le nostre truppe sul suolo “sacro” della Saudi Arabia e l’appoggio anche agli altri stati apostati come l’Egitto, Pakistan, Kuwait etc.

Se i sovietici avessero vinto, questo fenomeno non sarebbe stato fermato, infatti i russi oggi hanno lo stesso problema in casa loro.

E lei ha sentito del patto China-Iran-North Korea?
Io della China non mi fido.

Il portare il benessere e il seme della “democrazia” anche se il forma blanda da quelle parti puo’ mitigare il problema del terrorismo, come si vede in Iraq, dove Maliki sta dando la caccia ai rimasugli dell’Al Qaeda, con ottimi risultati. Debellare totalmente un’ideologia, e sopratutto questa del terrore e’ tutta un’altra cosa, perche’ e’ quella che non ha confini. Come qualcuno disse ci vorranno decenni.

Il 11 Maggio 2010 alle 19:23 anna.one ha scritto:

Riguardo Haiti, che non c’entra un cavolo, e mi scuso per ancora una volta andare off topic.

La World Bank amministra i fondi dei multi-donors per la ricostruzione di Haiti e provvedera’ circa $479 milioni nei prossimi 14 mesi. Il debito di Haiti di $39 mil e’ stato cancellato.
Nel frattempo gli US spediranno semi e ferttilizzanti in aggiunta alle centinaia di milioni di $ gia’ donati per la riparazione del sistema di drenaggio, costruire scuole e infrastrutture varie e il Congresso e’ stato incaricato di concedere un altro miliardo, tutto cio’ fa parte della dottrina imperialista per fregare le nazioni povere come Haiti.

Il 11 Maggio 2010 alle 19:26 anna.one ha scritto:

..fertilizzanti! Ooopss! Dito troppo veloce!

Il 11 Maggio 2010 alle 22:09 smoke36 ha scritto:

Questa è nuova , l’oca non sa che Bin Laden era socio di Bush, padre o figlio non cambia, e che i sovietici furono chiamati dal governo di Kabul. Infatti poi i liberatori dall’invasione russa fecero saltare i Budda, brava l’oca ha fatto l’uovo, chi armava e finanziava gli estremisti islamici se non Saudi e USA, San Marino?

Il 11 Maggio 2010 alle 22:52 anna.one ha scritto:

Veda, sono sparate di questo genere che la rendono ridicolo. Secondo lei perche’ uno delle decine di fratellastri aveva investito nella ex compagnia petrolifera di Bush 41, (fratellastro per altro morto in un incidente aereo in Texas), come chissa’ quanti altri saudis, UBL che non c’entra per nulla, era socio di Bush 41 & 43!

Mi dica, anche i 1300 investitori-azionisti del Carlyle Group che annovera investitori della famaglia bin Laden e che opera in 71 nazioni, sono anche loro soci di UBL?

Appunto,i sovietici andarono in Kabul per appoggiare il governo marxista della Democratic Rep. of Afghanistan e il loro puppet che se la vedeva brutta.

Alcuni dicono che la CIA lo aveva previsto, anzi forse anche se non li hanno spinti, sapevano delle probabilita’ che intervenissero militarmente e per cio’ la CIA ebbe un ruolo fondamentale che nemmeno i mujahideen sapevano. E’ noto a tutti che gli US aiutarono i mujahideen nell’80 dopo l’invasione sovietica, non tutti sanno che invece la CIA ebbe un’op segreta precedente, e che fu un’idea eccellente che fece cadere i sovietici nella trappola Afghana che dette agli americani l’opportunita’ di dare ai sovietici il loro Vietnam.

Il Taliban non fu e non e’ mai stato finanziato dagli US, cosi’ come non lo fu UBL e Al Qaeda.

Il 12 Maggio 2010 alle 19:24 hector ha scritto:

anna.one nn mi fraintenda, nn sono di quei postcomunisti-quindi-anticapitalisti ke dicono ke gli usa sono dei cattivoni, per me sono semplicemente piu furbi degli altri. (cui potrei parlare a lungo del TLC tra usa e peru) visto ke si parla di soldi si ricordera ke nell’86 il fmi presto soldi ad haiti a patto ke togliessero le tasse a protezione dell’economia agricola(ke uno puo immaginare quanto incida su un economia pressoche del tutto rurale). questo peraltro forse ci spiega il perke dell’alto livello di disoccupazione ad haiti. kiedo a lei ki ha tratto vantaggi (se ci sono stati)dei 25 milioni prestati all’epoca

Il 12 Maggio 2010 alle 19:32 hector ha scritto:

leggevo adesso wikipedia sul periodo di occupazione statunitense all’inizio del secolo. cito testualmente … L’occupazione ebbe effetti durevoli nel tempo: per volere degli statunitensi vennero costruiti ospedali, scuole e strade e fu lanciata una campagna che cancellò la febbre gialla dall’isola. L’occupazione tuttavia determinò un forte processo di centralizzazione del potere politico ed economico dalle province alla capitale: ne derivò la distruzione del tessuto socio-economico delle campagne, con un conseguente esodo verso la capitale. …

imporre un modello puo portare piu danni ke rimedi. quel poco di economia ke avevano e stato cancellato togliendo loro la possibilita di emergere da soli, lasciandoli all’arduo compito di reinventarsi un equilibrio

Il 12 Maggio 2010 alle 19:48 anna.one ha scritto:

Ha ragione, dovremmo solo mandare i $ e lasciarli fare com fanno i paesi africani. Li si che si riscontrano successi enormi.

Per curiosita’, quanti contadini rimasero nelle campagne in Italia durante il boom economico?

Il 12 Maggio 2010 alle 20:13 smoke36 ha scritto:

annaoca, fu proprio il togliere l’agricoltura all’Italia il danno, industrializzando si ottenevano tangenti. Occorre una spiegazione. Gli aiuti economici roboanti di milioni, non sono soldi dati in prestito o regalati dove uno può comprare o fornirsi dove vuole ma obbligo di fornirsi a chi ti apore il credito. Questi di da merci soprattutto armi, a prezzi gonfiati e ti sottomette. Carità pelosa, come quella di Pablo Escobar. Concessioni carbonifere in Colombia (e ovunque in ogni genere) L’etratto al 50% tra le compagnie inglesi o USA e il governo colombiano. Ottimo ma c’è un ma, di tutto quel carbone la Colombia non sa che farsene, non lo può vendere e quindi lo cede alle compagnie al 50% del prezzo di mercato. Verità 75% alle compagnie straniere e 25% alla Colombia, ma ufficialmente è 50-50 col cavolo.

Il 12 Maggio 2010 alle 20:25 anna.one ha scritto:

Mr. Fumagalli ha sentito che Hitler vive in England?

http://www.youtube.com/watch?v.....re=related

Come sempre lei ha ragione.

Il 12 Maggio 2010 alle 20:29 smoke36 ha scritto:

In Iran, ai tempi del padre dell’untimo scià, gli inglesi ottennero la concessione per il petrolio. Dal ricavato ne verasavano la tassa per la Corona inglese (che c’entrava come i cavoli a merenda) dal rimanente, defalcati gli investimenti esteri (non in Iran) sul restante una misera percentuale al regnante. Dominavano gli ingleei che poi cedettero agli USA e un certo Mattei decise di ribaltare la situazione da 75%-25% a 25%-75%. ossia AGIP 25% Stato petrolifero 75%. Lo fecero fuori, troppo equo, e chi sono sti straccioni di arabi. E poi ci furono le torri di New York e si incazzarono i benefattori. Storia del’oca delle meraviglie, annaoca naturalmente quella dalle uova marce.

Il 12 Maggio 2010 alle 20:30 anna.one ha scritto:

So, mr. Fumagalli, lei insinua che gli US causarono il danno all’Italia “togliendo l’agricoltura”?

Mi dica, lei e’ cosi’..com’e’.. per colpa degli US?

Il 12 Maggio 2010 alle 20:43 anna.one ha scritto:

Ahhhh, capisco, allora ci dice che i mullahs iraniani o gli eredi dello shah hanno progettato l’attaco del 9/11? Hmmmmmm, teoria accettabile! ha! ha! ha!

Ora vado fuori a prendere una boccata d’aria, dopo aver letto tutte le sue “teorie” ne ho proprio bisogno!

Bye Bye!

p.s.: si informi cos’e’ l’OPEC!

Il 12 Maggio 2010 alle 20:43 hector ha scritto:

anna.one lo dica, la fiat e un miracolo usa.

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