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L’Argentina in conflitto con Londra per il petrolio delle Falkland/Malvinas

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  • Tags: Argentina, Falkland, guerra, inghilterra, latinoamericana, Malvinas, petrolio
  • 18 commenti
Paolo Manzo, giornalista , vive a San Paolo, in Brasile, con la moglie. Per Baldini e Castoldi ha scritto Lula il presidente dei poveri.
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>Le Malvinas sono argentine (Credits: alex-s by Flickr)

Le Malvinas sono argentine (Credits: alex-s by Flickr)

Eureka sembrano aver pensato gli ingegneri della Desire Petroleum che da mesi trivellano i fondali vicini alle isole Falkland/Malvinas. Ma il rischio è che a conti fatti si finisca con l’avere davvero poco da festeggiare. L’Argentina, infatti, è tornata sul piede di guerra. Di nuovo, dunque, torna di attualità la questione delle Falkland/Malvinas e soprattutto delle acque che bagnano l’arcipelago britannico la cui sovranità è reclamata anche dall’Argentina dopo che nel 1982 tutta la regione fu teatro di un conflitto sanguinoso tra i due Paesi. I dati iniziali raccolti da uno dei pozzi “indicano la presenza di petrolio”, ha riferito la Rockhopper Exploration, che ora annuncia anche che darà vita a nuovi test su quel pozzo.

Inevitabili le reazioni, durissime, dell’Argentina, il cui governo ha fatto sapere alla Gran Bretagna “che prenderà tutte le misure necessarie per impedire che continuino le esplorazioni petrolifere nell’area”. L’avvio dei lavori di trivellazione due mesi fa aveva scatenato una serie di polemiche feroci da parte del governo di Cristina Kirchner che per reazione aveva imposto a tutte le imbarcazioni dirette verso l’arcipelago la richiesta di una preventiva autorizzazione. Una posizione tuttavia puntualmente ignorata dalle compagnie britanniche che hanno continuato imperterrite nel loro lavoro.

La situazione sembrava poi essere rientrata perché le prime esplorazioni condotte dalla piattaforma Desire Petroleum avevano in realtà prodotto risultati assai deludenti, inducendo la compagnia a cercare risultati migliori in aree diverse da quelle previste inizialmente. Ma adesso lo scenario sembra cambiare bruscamente.
“Siamo estremamente soddisfatti di questi risultati e pronti a proseguire la ricerca”, ha commentato gongolante Samuel Moody, dirigente della Rockhopper.

Inevitabili anche le ripercussioni sui mercato. Le azioni della compagnia per cui lavora Mr. Moody hanno raddoppiato il loro valore in poche ore, la Desire Petroleum è cresciuta del 70 per cento e anche altre due aziende che operano nell’arcipelago – la Falkland Oil & Gas e la Borders & Southern – hanno fatto registrare un’impennata in borsa senza precedenti.

Tutto ciò preoccupa e non poco il governo argentino, il quale ha dichiarato che “continuerà a denunciare nei tribunali internazionali questa azione illegale britannica prendendo anche le misure necessarie secondo quanto prevede il diritto internazionale”. Intanto come prima decisione quella di rafforzare le leggi per ottenere l’autorizzazione a trivellare. “Il governo argentino - fanno sapere dalla Casa Rosada - farà si che spetti all’Argentina il controllo del transito marittimo tra il continente e le isole, con misure che sanzioneranno le società impegnate nello sfruttamento degli idrocarburi”.

Il caso Falkland/Malvinas, va ricordato, era stato portato dalle autorità di Buenos Aires fino all’Onu e nei giorni scorsi aveva avuto il supporto dell’Unasur, l’Unione delle Nazioni Sudamericane. L’Argentina nei mesi passati aveva anche chiesto aiuto al segretario di Stato Usa Hillary Clinton per favorire un dialogo con la Gran Bretagna senza però risultati, almeno finora.

  • paolo.manzo
  • Lunedì 10 Maggio 2010

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Commenti

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Il 10 Maggio 2010 alle 15:03 smoke36 ha scritto:

Bene, cosa commenta il giornalista, visto che non ha mai fatto propaganda. Giusto l’atteggiamento dell’Argentina o degli Inglesi Le Malvinas fanno parte dell’Unione Europea, quindi siamo interessati anche noi, o mi sbaglio. Certo hce per l’ONU è un bel casino far valere il diritto internazionale, il colonialismo, oggi imperialismo non è ancora finito, e che cazzo, c’è la globalizzazione, libertà di rapina sui più deboli. Poi si lamentano sce cadono aerei sui grattacieli .Per fortuna che quelli dell’UNSUR non sono guerrafondai. Visto che ci sei, giornalista, dai uno sguardo in Patagonia, pare ci sia tanto petrolio sotto i terreni di Benetton, il veneto, quello delle magliette di sintetico, non ha comprato la Patagonia per la lana. Sei capace di fare il giornalista oppure solo ti interessi di macellai.

Il 10 Maggio 2010 alle 16:18 gratis ha scritto:

C’è poco da dire, l’Argentina ha pienamente ragione, Le Malvine appartengono geograficamente e storicamente all’Argentina.

E’ la tipica smania inglese di andare a rompere gli zibidei in giro per il mondo, nel tentativo di controllarlo, a suo tempo per gli interessi inglesi.

Hanno rotto le sctole oltre che all’Argentina, a suo tempo all’Italia con Malta e un isola emersa per qualche tempo vicino ale nostre coste, poco più di cento anni fa.

Rompono tuttora gli zibidei alla Spagna con Gibilterra.

Hanno incredibilmente ceduto Hong Kong, solo perchè c’era un contratto d’affitto scaduto con la Cina.

Sono stati costretti a lasciare gli USA e l’India, oltre al Pakistan e all’Afghanistan solo perchè le popolazioni si erano stufati di loro.

Sono riusciti a rovinare perfino Israele, che sta tuttora pagando pegno per questo, facendo il tira e molla e cessioni non dovute alle nazioni arabe e facendo sorgere un inesistente questiopne palestinese con tutti i disastri conseguenti in giro per tutto il mondo.

Le Malvine, purtroppo per l’Argentina, sono troppo lontane dalla costa anche se è evidente che fanno parte di tale nazione geograficamente, per non parlare dei precedenti storici.

Adesso, con la scoperta di giacimenti petroliferi, temo proprio che gli inglesi faranno i sordi come al solito.

E pensare che stanno perdendo la sovranità dentro casa loro con gli immigrati islamici, che si stanno imponendo sempre di più!

Invece di pensare a questo, al loro stesso territorio nazionale, si preoccupano delle Malvine!

I soldi passano davanti a qualsiasi questione nazionale, ormai sembra.

Il 10 Maggio 2010 alle 16:53 fsl ha scritto:

Non dimentichiamoci che alle Falkland non ci sono solo pecore e peones sfruttati da fazenderos depravati e corrotti, ma la popolazione si sente più inglese che latina.
Forse dovrebbe essere tenuto in debito conto anche il loro punto di vista, non solo le chiacchiere di Buenos Aires.
Ora che c’è il petrolio, Gnam!
Tutti a vantare diritti! Magari scopriamo che ci sono anche italiani laggiù.
Gli inglesi, comunque, hanno già dato dimostrazione di cosa possono e sanno fare per quelle isole.
Purtroppo con la crisi economica che affligge l’Argentina c’è da aspettarsi che qualcuno cominci a lanciare sproloqui e a fare minacciose rivendicazioni territoriali.
Il petrolio fa gola, ma la lezione dell’82 gli argentini non l’hanno dimenticata e oggi non hanno nè mezzi nè volontà di rifare quell’errore.

Il 10 Maggio 2010 alle 17:53 indigesto ha scritto:

caro gratis, quello che dici in parte è vero, ma non dimentichiamoci che, su questo mondo, la forza precede il diritto. Lo sosteniamo quando parliamo delle “conquiste” dei territori da parte di Israele e dovremmo convenire anche sul detto: chi tardi arriva…! L’Inghilterra, si sa, è stata dominatrice sui mari, e questo le ha permesso di occupare, anche con la forza se vuoi, territori a cui nessuno sembrava interessato. Quando ne è stata cacciata lo è stato con la forza, in pratica! fors’anche con quella della persuasione, ma non v’è dubbio che si sia fatta, in questi casi, due conti. Ora, a fronte di presunti giacimenti petroliferi pensi che abbandonerà la presa solo per fatto geografico e storico? Auguriamoci che non intervengano fatti di forza, perchè ormai in punta di diritto (sempre quello che segue la forza) le Falkland le appartengono. Saluti.

Il 11 Maggio 2010 alle 0:04 gratis ha scritto:

fsl la popolazione alle Malvine, cito da Wikipedia: “Le isole contano circa 3000 abitanti, in massima parte di origine scozzese.”

La situazione è questa perchè gli inglesi invasero quele isole di chiara appartenenza argentina, come ho scritto sia geograficamente che storicamente e politicamente, cito sempre da Wikipedia:

“Già nel 1766, comunque, la colonia fu ceduta dalla Francia alla Spagna dopo la partecipazione della Spagna a fianco della Francia nella così chiamata ” Guerra dei sette anni” che vide gli inglesi vincere contro gli spagnoli e i francesi con i primi che dovettero cedere anche tutti i loro diritti dalla California.

Da quel momento l’arcipelago fu in mano agli spagnoli e successivamente alla Repubblica Argentina che dichiarando la propria indipendenza nel 1810 diveniva in parte erede dei territori spagnoli nel nuovo continente.

L’Argentina nel 1825 mandò una prima ondata di coloni, che praticarono in massima parte la pastorizia come mezzo di sostentamento.

Nel 1833 gli inglesi invasero l’isola e dichiararono la propria sovranità su tutto l’arcipelago, occupando anche le isole Georgia del Sud e le isole Sandwich meridionali allora del tutto disabitate.”

Capito come stanno le cose indigesto?

Il paragone che fai tra “conquiste” dei territori da parte d’Israele e le Malvine prese con la forza dagli inglesi non ha alcuna attinenza.

Isrele ha invaso quei territori in una guerra di difesa, inoltre quei territori non sono rivendicati dalla Giordania che li aveva occupati subito dopo il 1948, perchè non sono mai stati suoi.

Israele non li ha annessi allo Stato israeliano, li occupa in situazione di cessate il fuoco.

Non sono di nessuno, nè della Giordania, nè di un inesistente Stato palestinese e gli arabi che vi sono rimasti erano giordani, nè hanno mai dichiarato la secessione dalla Giordania.

Le Malvine sono possesso spagnolo passato all’Argentina dopo la sua indipendenza nel 1810 e occupate da popolazione civile argentina d’allora, anche se all’epoca l’Argentina non aveva un presidio militare.

Gli inglesi si sono appropriati con la forza di quei luoghi, approfittando dell’allora inesistente forza militare navale argentina, quindi guerra d’invasione e NON DI DIFESA.

Perciò fare paragoni inappropriati fra il caso israeliano e quello inglese non è proprio il caso.

Le Falkland NON APPARTENGONO AGLI INGLESI IN NESSUNA “PUNTA DI DIRITTO”, seppure le hanno con la forza.

Sempre da Wikipedia: “Oggi le isole sono uno dei 16 territori non autonomi sottoposto alla supervisione del Comité de descolonización delle Nazioni Unite, che ha lo scopo di controllare annualmente il rispetto delle azioni tese ad evitare il colonialismo.”

Ovviamente in un secolo d’occupazione gli inglesi hanno provveduto a colonizzare quei luoghi e a dare la cittadinanza inglese agli abitanti tutti d’origine scozzese.

In ogni caso è un furto e un appropriazione fatta con la forza e non con il diritto, del tutto inesistente.

Il 11 Maggio 2010 alle 0:31 smoke36 ha scritto:

Gratis, una volta tanto la tua cultura da wikipedia è esatta, copia e incolla. In merito ad Israele sei fuori strada, gli inglesi erano contrari ad uno stato Israeliano, vedasi bombe terroristiche a Gerusalemme, le prime della storia, locali pubblici frequentati da militari britannici. L’Inghilterra poi , si astenne dal voto all’ONU che riconosceva lo stato, quindi correggi la cazzata su Israele colpa Inglese, dì USA, con il suo seguito, diventi più credibile.

Il 11 Maggio 2010 alle 0:43 smoke36 ha scritto:

Il Comité de descolonización, sta pure esaminando le proprietà straniere in terra Argentina, tipo le proprietà Benetton che rendono difficile la vita degli indios. Pare ci siano ricchi giacimenti petroliferi ma si tratta di cause lunghe, disse una delegata, lunghe perché toccano interessi dei buoni occidentali. Se si trattasse di sporchi comunisti o anti occidentali le decisioni sono rapide: GUERRA, e che si sta a perdere tempo a fare. Lo faccio presente ai “saggi” del cazzo.

Il 11 Maggio 2010 alle 0:43 indigesto ha scritto:

caro gratis, mi sono limitato a evidenziare un atto di forza, indipendentemente dall’aspetto morale. Non volevo certamente accostare un atto di difesa con uno di offesa. E’ pur vero che si è trattato di una invasione, ma sai bene che i diritti tra gli Stati erano nell’800 regolati solo dai rapporti di forza; ne sa qualcosa anche la nostra unificazione. Storicamente le cose stanno come dici, ma credo proprio che sul piano del diritto internazionale ci sia poco da eccepire. Pare che se ne stia interessando l’ONU, ma vedrai, anche se ho dimenticato qualche “purtoppo”, nulla cambierà./ Su un post precedente c’è stato un invito di Paolo Manzo rivolto anche a te per una cena. Presumendo che ti sia sfuggito te lo segnalo acchè possa intanto ringraziarlo del pensiero. Noi implicitamente lo abbiamo fatto nel dialogo. Poi sarà tutto da decidere. Saluti.

Il 11 Maggio 2010 alle 1:02 smoke36 ha scritto:

E’ un morto di fame, pensa di togliersela con una cena. Talmente coglione che se non arrivavano i garibaldini, sarebbe ancora sotto Francieschiello. Che cazzata fece Cavour ad addossarci sul groppone il sud. Se lasciava le cose come stavano, noi in Piemonte con la Sardegna e la Liguria, saremmo più ricchi della Svizzera, abbiamo il mare e l’isola, la Svizzera non li ha.

Il 11 Maggio 2010 alle 1:22 indigesto ha scritto:

Non avete avuto nemmeno il coraggio di fare una guerra. Vi siete spostati, a misfatto compiuto, solo per assediare una cittadina. Vi siete mossi con la corruzione, le mafie, il meretricio di alto bordo e la comparsata della vostra feccia capeggiata da un avventuriero! Si sa che le migliori civiltà cadono per mano dei barbari, e tali siete restati! Avete allevato e fatte prosperare le mafie, ed ora ce le avete in casa più di noi! Arrangiatevi!

Il 11 Maggio 2010 alle 1:22 gratis ha scritto:

Fumagalli su Israele e gli inglesi sei proprio fuori strada.

Lo sai cosa era il Mandato britannico?

Il Mandato britannico fu dato alla Gran Bretagna dagli allleati che vinsero la Prima Guerra Mondiale, dopo il crollo dell’Impero turco, sul TERRITORIO GEOGRAFICO CHIAMATO PALESTINA E ABITATO PER LO PIU’ DA GIUDEI.

Tale Mandato fu dato alla Gran Bretagna UNICAMENTE PER AMMINISTRARE QUEI TERRITORI, CHE ERANO DESTINATI AL FUTURO STATO D’ISRAELE COME LA DICHIARAZAIONE BALFOUR AVEVA GIA’ STABILITO (Balfour se non lo sai era il Ministro degli Esteri inglese) e la SOCIETA’ DELLE NAZIONI (NON ANCORA ONU), COMPRESI GLI USA, ERANO D’ACCORDO.

Cito da Wikipedia:

“La Dichiarazione Balfour del 2 novembre 1917 è documento ufficiale della politica del governo Inglese in merito alla spartizione dell’Impero Ottomano all’indomani della Prima Guerra Mondiale.

Si tratta di una lettera, scritta dall’allora ministro degli esteri inglese Arthur Balfour a Lord Rotschild, inteso come principale rappresentante della comunità ebraica inglese, e referente del movimento sionista, con la quale il governo britannico affermava di guardare con favore alla creazione di un focolare ebraico in Palestina.

Tale posizione del governo emerse all’interno della riunione di gabinetto del 31 Ottobre 1917.

La Dichiarazione Balfour successivamente fu inserita all’interno del Trattato di Sèvres che stabiliva la fine delle ostilità con la Turchia e assegnava la Palestina al Regno Unito (successivamente titolare del Mandato per la Palestina).

Il documento è tuttora conservato presso la British Library.”

Le nazioni diedero quel Mandato alla Gran Bretagna UNICAMENTE PER CREARE LO STATO D’ISRAELE.

Dato che gli inglesi sono notoriamente infidi, come le stesse Malvine dimostrano, finirono per fare tutt’altra cosa di quel Mandato regalandone l’80% di quei territori al fratello ribelle del sovrano saudita con al scusa che avrebbe dovuto accogliere tutti i palestinesi di quei luoghi (che allora erano veramente inesistenti)con la creazione ex novo della Giordania.

Non contenti della prima porcata gli inglesi ne fecero altre due a danno dei giudei.

La seconda fu che impedirono l’immigrazione degli ebrei mentre favorirono apertamente quella illegale dei musulmani provenienti dalle nazioni confinanti.

La terza ed ultima porcata fu quella di dividere ulteriormente il territorio rimastogli come Mandato, ormai ridotto al 20%, in ulteriore due parti, riprendendo la scusa dei “palestinesi” che già avevano usufruito dell’80% del territorio del Mandato, in contrasto con il trattato di pace di San Remo del 1921.

In pratica agli israeliani gli fu assegnato solo il 10% del territori che inizialmente gli era stato statuito dover dare.

Gli israeliani che provenivano dall’Olocausto si ritennero comunque soddisfatti gli arabi “palestinesi” invece no!

Di conseguenza aggredirono Israele del tutto assurdamente e con pretese che non stavano nè in Cielo nè in Terra.

Se gli inglesi si sono beccati qualche bomba dai giudei “leggermente” incazzati da quello che costoro avevano combinato ai loro danni ti sembra condannabile?

Bisogna proprio essere accecati dall’odio ideologico e dalla più pura grettezza per non capire quello che è evidente.

Il 11 Maggio 2010 alle 1:32 smoke36 ha scritto:

Si va bene gratutito, gli ebrei facevano saltare in aria gli inglesi perché troppo amici , hai ragione, non ci pensavo. Se hai uh water in casa siediti sopra e fa qualcosa di utile, concime.

Il 11 Maggio 2010 alle 1:46 gratis ha scritto:

Come volevasi dimostrare!

Un cretino è sempre un cretino, non c’è speranza che esca fuori dal suo coma mentale.

Il 11 Maggio 2010 alle 1:59 smoke36 ha scritto:

Maggioranza ebraica in Palestina, ma dove l’hai presa questa dal manuale delle giovani marmotte?. Gli inglesi ostacolarono l’immigrazione di ebrei proprio per non alterare gli equilibri. Sei tu in coma irreversibile, capisci tutto il contrario, se non è copia e incolla.

Il 11 Maggio 2010 alle 12:02 gratis ha scritto:

Questo qui sotto è per quanto riguarda i dati statistici demografici su Gerusalemme.

“Gli ebrei non hanno mai lasciato Gerusalemme e anzi, secondo tutte le statistiche note, vale a dire dalla metà dell’8OO, a Gerusalemme gli ebrei hanno sempre costituito la maggioranza relativa della popolazione, che a una
delle prime rilevazioni statistiche ammontava in totale a 15.000 persone.

Nel 1876, assai prima dunque della nascita del sionismo, vivevano a Gerusalemme 25.000 persone, delle quali 12.000, quasi la metà, erano ebrei, 7500 musulmani e 5500 cristiani.

Nel 1905 gli abitanti erano saliti a 60.000. Di questi 40.000 erano ebrei, 7000 musulmani e 13.000 cristiani.

Nel 1931 su 90.000 abitanti, gli ebrei erano 51.000, i musulmani 20.000 e i cristiani 19.000.

Nel 1948, alla vigilia della nascita dello Stato ebraico, la popolazione di Gerusalemme era quasi raddoppiata: 165.000 persone, di cui 100.000 ebrei, 40.000 musulmani e 25.000 cristiani.

La presenza ebraica a Gerusalemme ha sempre costituito il nucleo etnico numericamente più forte.

Con Gerusalemme gli ebrei hanno sempre avuto un forte legame religioso, storico, nazionale, e di nessun altro popolo Gerusalemme è mai stata capitale.

E’ quindi una leggenda l’affermazione che gli ebrei siano stati assenti da Gerusalemme per quasi venti secoli o che costituissero una insignificante percentuale della
popolazione gerosolimitana.”

http://www.informazionecorrett.....amp;id=135

Qui sotto le testimonianze storiche di gente che con giudei e cosiddetti palestinesi non ha mai avuto a che fare e che dimostrano che in Palestina non c’erano “palestinesi”.

“Prima dell’immigrazione sionista la Palestina era essenzialmente vuota e arida.

Non esiste nessuna prova storica di un popolo palestinese autoctono che l’abbia abitata, con una propria cultura, lingua, identità.

In Palestina c’erano solo ebrei e qualche arabo che si considerava siriano, più i Drusi e i beduini.

Nei 12 secoli e mezzo fra la conquista araba (600 d.C.) e l’inizio del ritorno degli ebrei nel 1880, la Palestina era rimasta un desolato deserto.

Il suo antico sistema di canali di irrigazione era stato distrutto e si era trasformata in un arido deserto.

Sotto il dominio dei turchi ottomani, il governo aveva imposto una tassa per ogni albero e il risultato era stato il completo disboscamento del paese.

Questo non sono io a dirlo, ma una serie di testimonianze scritte dei secoli 16°, 17°, 18° e 19° da diversi viaggiatori cristiani e non, quali Siebald Rieter e Johann Tucker, Arnold Van Harff e Padre Michael Nuad, Martin Kabatnik e Felix Fabri, il Conte Constantine Francois Volney ed Alphonse de Lamartine, Mark Twain e Sir George Gawler, HB Trstam, Samuel Manning, Sir George Adam Smith ed Edward Robinson e con loro molti, molti altri, descrissero la Palestina come essenzialmente vuota, fatta eccezione per le comunità ebraiche permanenti di Gerusalemme, Safed, Shechem, Ebron, Gaza, Ramleh, Acco, Sidone, Tiro, Haifa, Irsuf, Cesarea ed El Arish, e in tutte le città esistenti della Galilea: Kfar Alma, Ein Zeitim, Biria, Pekiin, Kfar Hanania, Kfar Kana and Kfar Yassif.

Se lo desiderate scrivetemi e vi mando la lista completa delle citazioni con tutte le fonti.

Non possono essersi sbagliati tutti.

È importante sottolineare il fatto che, mentre i racconti di una Palestina disabitata abbondano, non esistono resoconti che affermino il contrario.

Non c’è una sola testimonianza scritta dell’epoca che dimostri una presenza araba significativa in Palestina, o che menzioni un ‘popolo palestinese’ residente.”

tratto da:
http://cronologia.leonardo.it/.....be1630.htm

Come sono arrivati gli arabi in “palestina”?
Ecco qui sotto le prove demografiche.

“Come dimostrato dallo studio demografico di Justin McCarthy, (‘La popolazione della Palestina’), lo studio di Arieh Avneri (‘The Claim of Disposession’), il libro-ricerca di Joan Peters (‘From Time Immemorial’) ed altri, la popolazione araba dell’area registrò un enorme sviluppo SOLO durante questo periodo, cioè IN CONTEMPORANEA al ritorno degli ebrei in Palestina.

Tra il 1514 e il 1850, la popolazione araba di questa regione era rimasta più o meno stazionaria, circa 340.000 abitanti.

Essa cominciò improvvisamente ad aumentare dopo il 1855.
Ad esempio, gli egiziani guidati da Ibrahim Pasha giunsero in massa nell’800, cacciando letteralmente gli unici (oltre agli ebrei) che davvero vivevano in Palestina ‘da tempo immemorabile’, cioè i Drusi.

Moltissimi arabi vennero in Palestina dalla Siria, dalla regione di Hauran.

Soltanto nel 1831, ben 6.000 egiziani si stabilirono ad Acco (città che oggi dichiarano essere araba da millenni!).

Secondo il rapporto ‘British Palestine Exploration Fund’ del 1893, gli egiziani avevano da poco ripopolato anche Jaffa, diventandone la maggioranza.

L’immigrazione araba continuò ad aumentare durante la prima Guerra Mondiale.

Ora del censo del 1922, la popolazione araba era quasi raddoppiata arrivando a 589.177, fra cui 62.500 beduini.”
…
“Gli inglesi tentarono di spiegare questo improvviso aumento di popolazione attribuendolo all’incremento naturale del nucleo arabo pre-esistente.

Il punto è che la crescita demografica naturale non avrebbe mai potuto sostenere un simile aumento, come vedremo fra poco.

Quindi l’unica spiegazione possibile è che molti arabi siano immigrati in Palestina illegalmente.

Cito una testimonianza da parte araba a conferma di questa immigrazione.

Tewfik Bey el Hurani, governatore del distretto siriano di Hauran, ammise nel 1934 che in un periodo di soli pochi mesi (dall’aprile del 1934 al novembre 1935 ) oltre 30.000 siriani si erano spostati in Palestina.

In totale, secondo Avneri, tra il 1931 e il 1947 entrarono in Palestina fra i 35.000 e i 40.000 immigrati illegali arabi, oltre ai 20.000 giunti regolarmente.

Il censo successivo, quello del 1948, venne fatto in seguito ad un periodo di crescita economica senza precedenti e di continua immigrazione illegale araba.

I siriani e i libanesi potevano entrare liberamente con soltanto dei ‘pass’ di confine, ed entrarono insieme ad immigranti da Somalia, Transgiordania, Persia, India, Etiopia e la regione di Hejaz.

Le leggi dell’Inghilterra Mandataria raccomandavano una supervisione all’immigrazione, ma raccomandava esplicitamente di concentrarsi solo su quella ebraica.

Quindi, di fatto, i confini della Palestina rimasero aperti a tutti (tranne che agli ebrei).

Questa crescita abnorme nella popolazione araba divenne ben presto evidente.

Il governo inglese era molto più preoccupato a monitorare il numero di ebrei che quello di arabi, ma dato che l’immigrazione era comunque sotto la responsabilità del governo inglese, quest’ultimo tentò di spiegare l’aumento di popolazione araba con qualunque motivazione atta a scagionare la Corona dall’accusa di negligenza.

Cioè, con qualunque motivazione diversa dall’immigrazione illegale.”
…
Secondo i dati ufficiali del censo dell’Impero Ottomano turco del 1882, in tutta la Palestina erano presenti soltanto 141.000 musulmani, sia arabi che non-arabi.

Questo numero subì un’impennata vertiginosa arrivando a 650.000 arabi nel 1922, cioè un incremento del 450% in soli 40 anni.

Nel 1938 quel numero sarebbe diventato oltre 1 milione, per un incredibile incremento dell’ 800% in soli 56 anni.

Secondo gli inglesi (e poi, gli arabi) l’enorme crescita del loro numero fu dovuto alle nascite naturali.

Nel 1944 ad esempio, essi dichiararono che la crescita demografica naturale (nascite meno decessi) degli arabi in Palestina sarebbe stata rappresentata dallo sbalorditivo tasso del 33,4 %.

Questo dato rappresenta quasi quattro volte il tasso corrispondente per lo stesso anno dell’Egitto, considerato fra i più alti al mondo.

Il tentativo inglese di spiegare questo aumento di popolazione araba come: “un tasso elevato a livelli abnormi (ed, è possibile, senza precedenti) di crescita naturale nella popolazione esistente indigena” non ha dunque fondamento.

Nemmeno la prosperità economica e i miglioramenti nella sanità e nell’igiene introdotti dai coloni ebrei avrebbero mai potuto giustificare un aumento simile, che non si riscontra in nessuna popolazione al mondo di nessuna epoca storica.”

tratto da: http://cronologia.leonardo.it/.....be1630.htm

Capito come stanno le cose fumagalli?

Gli arabi che si sono installati e dicono d’essere palestinesi in realtà sono entrati illegalmente, aiutati dagli inglesi che avevano l’incarico di dare quelle terre ai giudei che vi vivevano da sempre.

Perciò non ti meravigliare se i giudei si incazzarono all’epoca contro gli inglesi, ne avevano più che motivo!

Mi meraviglio solo che non abbiano fatto di peggio di qualche bombetta, dopo aver combattuto sotto bandiera inglese e donato il loro sangue per sconfiggere gli ottomani in quei luoghi, avere ricevuto ampie promese ed essere stati traditi dagli inglesi nell’assegnazione del territorio che gli spettava.

In quanto ai cosiddetti “palestinesi” sono tutti degli invasori illegali che reclamano pretese insostenibili e con grande faccia tosta!

Gli hanno regalato addirittura il 90% del territorio che spettava ai giudei e hanno ancora da ridire!

Chi sostiene costoro sostiene solo la prepotenza e l’illegalità.

Al posto degli israeliani li avrei spazzati via da tempo, visto che la ragione non sanno nemmeno cosa sia.

Il 15 Luglio 2010 alle 13:01 Notizie dai blog su L'Argentina approva il matrimonio omosessuale ha scritto:

[...] L’Argentina in conflitto con Londra per il petrolio delle Falkland/Malvinas > Le Malvinas sono argentine (Credits: alex-s by Flickr) Eureka sembrano aver pensato gli ingegneri della Desire Petroleum che da mesi trivellano i fondali vicini alle isole Falkland/Malvinas. Ma il rischio è che a conti fatti si finisca con l’avere davvero poco da festeggiare. L’Argentina, infatti, è tornata sul piede di guerra . blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]

Il 30 Ottobre 2010 alle 14:48 America Latina: ascesa e declino della Dottrina Monroe - Pagina 2 - Politica in Rete Forum ha scritto:

[...] Hillary Clinton per favorire un dialogo con la Gran Bretagna senza per risultati, almeno finora. LArgentina in conflitto con Londra per il petrolio delle Falkland/Malvinas - Mondo - Panorama.it [...]

Il 3 Febbraio 2012 alle 21:55 Falklands: tensione alle stelle tra Londra e Buenos Aires. E arriva il principe William | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] e la Gran Bretagna è di nuovo alle stelle. Al centro dei pensieri della Corona e dei gauchos c’è sempre quel pugno di isole, rese ancora più desiderabili dalla scoperta di un’enorme riserva petroliera nei loro [...]

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