
Tutti i metodi sono stati usati per fermare la macchia nera (Credits: LaPresse)
Di chi è la colpa dell’esplosione della Deepwater Horizon? Della morte di undici persone e della conseguente catastrofe ambientale che sta devastando il Golfo del Messico ? Convocati di fronte alla commissione del Senato per una speciale audizione, i tre “big boss” delle tre società coinvolte nel disastro della macchia nera hanno giocato (per un inevitabile gioco di parole) a scaricabarili: la colpa non è mia, ma dell’altro, è stato il leitmotiv della seduta.
Tanto che Chris Hayes, un commentatore di The Nation, durante uno show televisivo l’ha definita la Shaggy Defense, la dottrina difensiva di Shaggy, giocando sul titolo di un famoso hit di questo cantante reagge: It wasn’t me, (”Non sono stato io”) si chiamava la canzone. E, in effetti sarebbe la colonna sonora azzeccata per lo spettacolo che i tre senior executive hanno dato a Capitol Hill.
Nessuno di loro si è assunto la responsabilità di aver causato l’esplosione della piattaforma nel Golfo del Messico. I tre manager della compagnia petroliferia (BP), della società che ha affittato la Deepwater Horizon (Transocean) e infine della Halliburton, la società che aveva l’appalto della manutenzione, si sono rimpallati la colpa uno con l’altro.
Davanti ai senatori, il presidente di Bp America Lamar McKay ha accusato la Transocean di non aver avuto un piano di prevenzione adeguato e di aver eseguito un “anomalo test di pressione” qualche ora prima dell’esplosione. A sua volta, il chief executive dellla Transocean Steven Newman ha detto che la Bp aveva preso decisioni sbagliate e accusato la Halliburton di non aver costruito con dovizia le strutture portanti in cemento del pozzo di petrolio. La risposta del manager della Halliburton, Tim Probert è stata laconica: “Abbiamo fatto quello che ci ha detto di fare la Bp”.
Tutti colpevoli, nessuno colpevole. Nessun colpevole, tutti colpevoli. Il gioco dello scaricabarili a cui abbiamo assistito al Senato è probabilmente soltanto l’aperitivo delle battaglie legali che le tre società (insieme o separate, alleate o una contro l’altra) combatteranno nei prossimi mesi (o anni) per evitare di essere chiamate a rispondere (da sole) a ripagare i danni della catastrofe ambientale del Golfo del Messico.

La prima campana di metallo usata per fermare il petrolio (Credits: LaPresse)
La Bp - dietro sollecitazione della amministrazione Obama - negli scorsi giorni si era detta disponibile ad assumersi i costi. Che però sono sempre maggiori, enormi. In un primo tempo si era parlato di 75 milioni di dollari, ma la cifra è subito lievitata: la Bp ha già sborsato 350 milioni di dollari, ma visto che il petrolio continua a fuoriuscire (e non si riesce a fermare) c’è già chi a quantificato il danno in almeno 10 miliardi di dollari.
Il problema è che la multinazionale britannica non sa come fermare la marea nera. Nelle prossime ore dovrebbe essere collocata una seconda campana di acciaio. Un tappo per chiudere le falle. Una prima, più grande, era già stata immersa, ma senza grandi successi. A quelle profondità e a quelle temperature si è formato un condensato di idrati di metano che ha chiuso l’apertura da cui doveva essere pompato (incanalato) il petrolio. La seconda, più piccola, dovrebbe superare il test. Ma la certezza si avrà soltanto nelle prossime ore.
Nell’attesa, i tecnici della Bp incrociano le dita e chiedono aiuto alla popolazione. Lo hanno fatto con un appello su di un apposito sito. E sono arrivate un po’ di idee. Molte strampalate, altre no. Come quella di inondare di fieno la superficie del mare per catturare così il petrolio, oppure di far costruire infinite teorie di cuscini fatti di capelli per assorbire il greggio. Ipotesi che la Bp probabilmente non seguirà mai. Certo è che lo stesso appello è sintomo di quanto sia in difficoltà la multinazionale del greggio.
Le polemiche che la investono con così forza sono state risparmiate (almeno per ora) all’ammistrazione Obama. Nei primi giorni di maggio, la Casa Bianca era stata accusata di ritardi nell’allarme. Quelle tensioni sono scemate. Il presidente ha comunque fatto un mossa per dimostrare di essere attento al caso. Ha deciso di dividere in due settori la Minerals Management Service, l’agenzia governativa che si occupa del settore petrolifero. Una branca si dedicherà alla sicurezza degli impianti e l’altra (come rituale) delle concessioni e delle estrazioni. Un modo per evitare che il controllato sia anche controllore.
In attesa di una soluzione per fermare la macchia nera, l’onda di petrolio continua ad espandersi nel Golfo del Messico.
- Mercoledì 12 Maggio 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 12 Maggio 2010 alle 16:46 anna.one ha scritto:
La BP ha ripetutamente promesso che paghera’ tutti i costi legittimi.
Comunque sembra che grazie al gas che fuoriesce in quantita’ maggiore con il petrolio ne rallenti la fuoriuscita.
Il 12 Maggio 2010 alle 18:49 smoke36 ha scritto:
Peccato la campagna contro il fumo, poteva essere utile consigliare alla popolazione di andare a rimepire gli accendini in mare. Annaoca, il metano puzza come quando fai aria con il culetto, è l’odore dell’America tutta che si diffonde nell’aria. Speriamo arrivi anche in Europa, si comprende cosa siete.
Il 12 Maggio 2010 alle 19:08 anna.one ha scritto:
Se arrivera’ in Europa dovrete pagarlo, come tutto il petrolio e gas che vi arriva. Mi chiedo come mai l’Italia non tap le sue riserve di gas, una in particolare: la Fumagalli!
Il 12 Maggio 2010 alle 19:13 fsl ha scritto:
Alla fine, presi dalla disperazione, non è che sceglieranno la proposta russa di usare una carica nucleare?
Quanto al risarcimento promesso da parte della BP, i suoi portavoce hanno dichiarato che pagheranno le “richieste legittime di danni”.
Ovviamente, più leviterà la somma, meno saranno propensi a riconoscere legittime queste richieste!
Il 12 Maggio 2010 alle 23:25 indigesto ha scritto:
Si cercano cervelloni su internet per dare qualche idea che contribuisca a risolvere il problema e c’è chi si produce in scurrilità. Forse non si è ancora capita la gravità della cosa!
Il 13 Maggio 2010 alle 1:11 smoke36 ha scritto:
Hai ragione Nicò le atomiche le usarono e vorrebbero usarle gli USA, dalla Russia mai usate. Se hai letto l’allegato che ti ho spedito, capirai chi usa armi contro l’umanità. Mi spiace non poterlo inviare all’oca e gli altri, copiarli sul blog sarebbe violare una regola.
Il 13 Maggio 2010 alle 1:40 jimmie01 ha scritto:
Puoi sempre inviarli a tuo figlio Andrea che lavora a Dallas.
Il 13 Maggio 2010 alle 2:07 p.a.d ha scritto:
Non capisco come si faccia a dare spazio e credito (credito magari anche no) ad un caciottaro come smoke36…
Censurato dal blog? Gente così bisognerebbe censurarla dalla Terra!
A proposito di “anonimato”: io il mio nome e cognome li ho messi!
Se le sono sfuggiti provi magari a prendere un’overdose di “Sviluppina” prima di dare del “anonimo deficiente” a qualcuno.
Pensa di essere più onesto di me solo perché oltre ad essere deficiente si firma pure?
Ovviamente il tuttologo non aveva (ancora una volta) nulla da dire “in topic”…
Il 13 Maggio 2010 alle 13:57 indigesto ha scritto:
Mi spiace smoke36, la mia casella postale non accetta più le tue mails!
Il 13 Maggio 2010 alle 14:02 indigesto ha scritto:
Caro Giulio, da Blog che era si va sempre più verso il Forum. E quel pò che rimane del Blog è per indottrinati!
Il 7 Giugno 2010 alle 15:47 Notizie dai blog su Macchia di petrolio, qualche particolare in più ha scritto:
[...] Stati Uniti: sulla macchia nera, i manager giocano allo “scaricabarili” Tutti i metodi sono stati usati per fermare la macchia nera (Credits: LaPresse) Di chi è la colpa dell’esplosione della Deepwater Horizon ? Della morte di undici persone e della conseguente catastrofe ambientale che sta devastando il Golfo del Messico ? Convocati di fronte alla commissione del Senato per una speciale audizione, i tre “big boss” blog: Obamamania | leggi l’articolo [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.