
Momento d’oro per il Corpo degli Alpini i cui più alti ufficiali hanno fatto progressivamente man bassa di incarichi importanti in ambito Esercito e Difesa. L’ultima nomina, il 10 maggio, ha riguardato il generale di Corpo d’armata Giorgio Cornacchione che ha assunto la guida del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), il quale gestisce tutte le operazioni oltremare e i cui comandanti in passato sono stati spesso successivamente nominati capi di stato maggiore dell’Esercito.
Il Segretariato Generale della Difesa - Direzione Nazionale degli Armamenti (Segredifesa), l’importante agenzia che gestisce la valutazione e l’acquisizione di nuovi equipaggiamenti curando i rapporti con l’Industria, è guidato da pochi mesi dal generale di Corpo d’armata Biagio Abrate, ex capo di gabinetto del Ministro della Difesa.
Ignazio La Russa per questo incarico ha voluto un altro alpino, il generale di Corpo d’armata Claudio Graziano, fino al gennaio scorso comandante dei caschi blu in Libano. Sono alpini anche il numero uno del Comando Forze Terrestri (Comfoter) di Verona, il generale di Corpo d’armata Armando Novelli, e il suo capo di stato maggiore, il generale di Divisione Giorgio Battisti.
Anche in ambito Nato gli alpini sono in auge. Il generale di Divisione Paolo Serra è capo di stato maggiore del Corpo di Reazione Rapida della Nato di Solbiate Olona (Varese) mentre in Afghanistan, sotto le bandiere dell’Alleanza Atlantica, gli alpini hanno il monopolio degli incarichi di comando assegnati all’Italia.
Il generale di Divisione Claudio Mora è vice capo di stato maggiore delle forze alleate con competenze nel settore della stabilizzazione e il generale di Brigata Claudio Berto guida la Taurinense e il Regional Command West di Herat sotto il quale operano oltre 6 mila militari alleati per metà italiani. Quando in ottobre la brigata Taurinense rientrerà in Italia verrà rimpiazzata dall’altra brigata alpina, la Julia, guidata dal generale di Brigata Marcello Bellacicco.
Niente male per un Corpo che, con 8 reggimenti e circa 10 mila effettivi, costituisce meno del 10 per cento dell’intera forza dell’Esercito.
- Venerdì 14 Maggio 2010
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Commenti
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Il 14 Maggio 2010 alle 13:02 indigesto ha scritto:
Gli Alpini, Egr. Dr. Gaiani, sono da sempre considerati un Corpo prestigioso. Quando, nell’immaginario collettivo, il nemico veniva dal Nord, a difendere i “sacri confini della Patria” il pensiero correva agli Alpini. Non per nulla tutte le invasioni, tranne quelle saracene, sono venute dal nord. Oggi è tutto diverso, anche politicamente. Ora, i discendenti di quelle popolazioni che furono sottomesse agli Imperi d’oltealpe (la storia va letta sui lunghi periodi), scampato il pericolo, si stanno subdolamente riorganizzando per vivere, a loro modo, un nuovo risorgimento. E qui il discorso si farebbe lungo. Va solo qui detto che è bene che gli Alpini trovino ragion d’essere altrove. Che poi i loro più prestigiosi rapresentanti trovino collocazioni altrettanto prestigiose..è cronaca. Cronaca di un’Italia che ancora esiste e resiste nei suoi aspetti.. meno prestigiosi! Caviamocela così. Saluti.
Il 14 Maggio 2010 alle 13:27 p.a.d ha scritto:
Cari Gaiani ed Indigesto, quello degli Alpini è rimasto forse l’unico Corpo Militare che funziona veramente. Un 10% che vale 100.
Mi preme menzionare anche i gruppi Alpini dell’Emilia Romagna, Bolognesi e province adiacenti, che formatisi in tempi passati a supporto di quelli già esistenti al nord si sono sempre distinti per qualità e dedizione.
La Russa, checché se ne dica, è persona saggia ed oculata e se ha preferenze verso componenti della sezione Alpini non è certo a caso.
Sono persone “pratiche”, decise, organizzate e rapide nello svolgimento dei loro compiti e mai aldi sopra delle righe.
Ben vengano, dunque.
Padre Edelweiss, che ho avuto l’onore di conoscere, è un pozzo di conoscenza in merito (e ci mancherebbe, vista la sua posizione) e le sue parole non potevano rendere meglio l’essenza dello spirito combattivo ed al contempo onesto e puro degli alpini.
Il 24 aprile ero al ritrovo annuale alla “Baita” di monghidoro ed i volti pieni di passione degli ormai anziani componenti la dicono lunga sui principii che muovono quel settore del nostro esercito.
Qui trovate qualcosa di meno consueto, quantomeno riguardo la loro più nota competenza geografica che non è solo “al nord”…
http://www.alpinimonghidoro.it.....toria.html
Il 14 Maggio 2010 alle 18:00 indigesto ha scritto:
Altrochè p.a.d, ce ne sono anche in Abruzzo distaccamenti. E poi, ricordiamoci che il Corpo è stato fondato a Napoli.
Il 15 Maggio 2010 alle 0:57 jimmie01 ha scritto:
Abruzzo, Roccaraso, per la precisione, Indigesto. Dove, se non erro, c’e’ anche un centro di villegiatura per alti ufficiali delle FF.AA. italiane.
Il 15 Maggio 2010 alle 1:00 jimmie01 ha scritto:
Non capisco quel che vedo nella photo. Il camuffamento degli uomini, cosi’ come dell’ elicottero, che ricorda quelli usati nel Vietnam, ma potrei sbagliarmi, lascia a desiderare: o si e’ tutti bianchi, per via della neve, o si e’ tutti verdi, perche’ la neve non c’e’. Quanto alle armi, a me pare che siano fucili a pompa. Non posso crederci, debbo sbagliarmi!
Il 15 Maggio 2010 alle 1:02 jimmie01 ha scritto:
Ops! Villeggiatura con due ” g “. Chiaramente.
Il 15 Maggio 2010 alle 1:09 indigesto ha scritto:
Heilà jimmie, sei ricomparso. Ah, sugli equipaggiamenti solo tu e fsl potete dire qualcosa.
Il 15 Maggio 2010 alle 1:38 spyun ha scritto:
Il fascismo fu talmente furbo che li mandò sul Don, sterminata pianura. Quando i tedeschi si videro delle tute bianche, non sapevano che erano imbottite di pelliccia. I poveri Alpini in tenuta estiva con scarponi in carta pesta.
30° sotto zero.I Russi stivaletti di feltro imbottiti di pelliccia. Il feltro non irrigidsce con il freddo, il cuoio spaccava i piedi. Dettagli.
Il 15 Maggio 2010 alle 11:33 fsl ha scritto:
Forse sarebbe meglio se rispondesse il Dr. Gaiani.
Per quanto ne so, non usiamo cambiare la mimetizzazione dei mezzi in Italia, per le esercitazioni, con quello che costa!
Sembrano degli operatori del 4° rgt Monte Cervino,(vedi l’elmetto particolare) ed uno dei fucili dovrebbe essere il Benelli M4 cal.12, che viene utilizzato in particolari missioni.
Forse la foto è tratta durante un’esercitazione in cui gli alpini, dopo l’elisbarco eseguono un’incursione in un edificio, ecco perchè c’è il fucile a canna liscia; con quello, tra l’altro, si fanno saltare le serrature o i cardini delle porte prima dell’irruzione.
Quanto al mimetismo, se sbarchi dall’elicottero hai poco da nasconderti, comunque in ambiente invernale, si usa spesso spezzare il bianco uniforme con macchie (sono presenti anche sulla mimetica degli alpini ma, ovviamente, non si vede in questa foto) con il contrasto della buffetteria, che è in toni di verde.
Non sempre d’inverno ci si trova solo distesi sulla neve, spesso intorno ci sono rocce, edifici, tronchi di alberi ed il bianco uniforme non è l’ideale.
Il 15 Maggio 2010 alle 14:39 spyun ha scritto:
Nelle Ardenne, dopo averlo appreso dai russi, i tedeschi adottarono tute bianche e i marines li scambiarono per fantasmi che sbucavamo dalla nebbia, Come si resero conto che non erano allucinazioni, si diedero alla fuga. Purtroppa i ragazzini e vecchietti finirono munizioni e carburante e fu evitata una seconda Dunkerque. Peccato.
Il 15 Maggio 2010 alle 15:33 p.a.d ha scritto:
Il 15 Maggio 2010 alle 14:39 spyun ha scritto:
“fu evitata una seconda Dunkerque. Peccato.”
Quel “peccato” mi piacerebbe che magari lo applicasse anche a qualche suo parente o famigliare scampato alla guerra, se ne ha il coraggio! Idiota.
Un mio prozio emigrato negli Stati Uniti dopo la Grande Guerra, come arruolato nell’esercito USA fu protagonista dello sbarco in Normandia e ne uscì miracolosamente indenne. Nessuno si è mai sognato di apostrofare la sua salvezza e quella di tanti altri soldati americani con un “peccato”!
Fumagalli, dirle che è un essere più che spregevole (per non dir di peggio) è un complimento.
Lei è un povero frustrato. Ma non può sempre scaricare i fallimenti della sua vita sulle spalle altrui.
Come già detto, si faccia vedere da uno bravo.
Il 15 Maggio 2010 alle 16:54 gianandrea gaiani ha scritto:
A lettori così attenti non si può nascondere nulla. In effetti ha rafione FSL, la foto ritrae ranger del 4° reggimento Monte Cervino durante una recente esercitazione tenutasi in occasone dei Campionati Alpini (CASTA) nella quale veniva simulato un blitz in un edificio per la cattura di un terrorista. Per questo le armi utilizzate includono fucili a pompa, utili negli ambienti ristretti. Chi fosse interessato a saperne di più può leggere l’articolo di Alberto Scarpitta su Analisi Difesa di aprile. http://cca.analisidifesa.it/it.....6370_0.jsp
Il 15 Maggio 2010 alle 17:00 fsl ha scritto:
Il post di spyun è molto carente, basterebbe osservare che non c’erano marines sul fronte europeo!
Anche se l’offensiva delle Ardenne fosse riuscita ad arrivare al suo obiettivo principale, la città di Anversa, non sarebbe cambiato granchè, perchè le truppe inglesi e statunitensi avrebbero contrattaccato e frantumato il saliente.
In quel periodo della guerra i tedeschi non avrebbero comunque potuto fare molto di più perchè non erano più in grado di produrre il carburante per i loro veicoli e la produzione di armi iniziava a risentire dei bombardamenti.
L’obiettivo di indurre GB e USA a stipulare una pace separata per poter concentrare le truppe contro l’URSS era una pia illusione; ci sarebbe stato solo un prolungamento del conflitto ad Ovest.
Comunque, la vittoria dello US Army dimostrò anche ai nazi che non era più un esercito da sottovalutare.
Infine, non dimentichiamoci che per l’offensiva avevano sguarnito il fronte orientale e la pressione delle forze russe avrebbe portato comunque al crollo del regime nazista.
E, perdio, onoriamo il valore e la preparazione dei nostri alpini, lasciamo perdere le divagazioni.
Il 16 Maggio 2010 alle 2:50 jimmie01 ha scritto:
Cagafuego che succede? Hai dimenticato di dire come tuo solito che quando gli USA iniziarono le ostilita’, la guerra era gia’ stata vinta dai tuoi amichetti rossi? Era gia’ stata vinta e duro’ altri quattro anni? Evviva il Lambrusco delle Cantine Riunite!!!! Ritieniti fortunato, Ridolini, almeno in Italia puoi ubraicarti con vino buono. Se fossi nato in Russia ti sarebbe toccata una Vodka cheap. Non parliamo poi del caso fossi nato in Cina!! Li’ per te solo acqua!!!!
Il 16 Maggio 2010 alle 3:08 jimmie01 ha scritto:
FSL. Il Benelli M4, super 90 e’ in dotazione anche ad alcuni reparti dei Marines. Il calciolo pieghevole lo rende un’ arma versatile, infatti, alla bisogna, puo’ far parte dell’ equipaggio da lancio dei para’. A mio modesto avviso, per operazioni come quelle della photo, sarebbe piu’ opportuno usare armi come l’ M4 o l’ MP5. In dotazione alle Delta Forces ai Seals e ai gruppi paramilitari al servizio del governo USA per interventi rapidi, soprattutto nella Jungla. La mia e’ solo un’ opinione (peraltro basata su esperienza personale ),posso sbagliarmi, ma armi corte funzionano meglio sullo ” stretto “, come nel caso di irruzioni in fabbricati, guerriglia urbana e azioni nella jungla. Se non vado errato, poi, gli incursori della marina italiani hanno adottato una delle armi da me menzionate.
Il 16 Maggio 2010 alle 3:15 jimmie01 ha scritto:
FSL, dimenticavo, certo che il colpo di arma da fuoco e’ ancora efficace per far saltare un lucchetto o una serratura, eppero’ ci sono anche altri metodi per raggiungere lo stesso risultato, inutile che te lo dica, ne sarai sicuramente a conoscenza. Senza dubbio gli Alpini sono preparati, son tutta gente motivata. Gente che veste la divisa perche’ ci crede, non come ripiego alla carenza di occupazione.
Il 16 Maggio 2010 alle 3:18 jimmie01 ha scritto:
Un ultimo appunto, l’ elicottero non sembra protetto sull’ altro lato, Mi sbagliero, ma non mi sembra di vedere alcun militare sul lato opposo a quello dei due Alpini coi fucili.
Il 16 Maggio 2010 alle 3:47 anna.two ha scritto:
Alla fiera del libro, ci sono due grandi stand, uno del Miniatero della Difesa e l’altro della Marina Militare. Mi soffermai a parlare con tre capitani e due tenenti donne, alpini. Al posto di guida del pilota mi pare di riconoscete una dei tenenti di ieri.
Il 16 Maggio 2010 alle 4:09 jimmie01 ha scritto:
Ti sbagli Fumagalli. Non penso che le donne donne abbiano compiti operativi.
Il 16 Maggio 2010 alle 9:05 franzbz ha scritto:
Egregi Signori, potete vedere tutta l’esercitazione in questa pagina
http://www.truppealpine.eu/cas.....index.html
da quell’elicottero sono scesi in 4, due per lato… poi l’esercitazione era confezionata per i media ed il folto pubblico.
Il 16 Maggio 2010 alle 12:07 spyun ha scritto:
Grazie a franzbz si chiarisce l’equivoco. Qualcuno pensava si trattasse del Vietnam dove non fu vera gloria. Ho sentito di una donna pilota di caccia, forse per il servizio postale?
Il 16 Maggio 2010 alle 15:01 jimmie01 ha scritto:
Fumagalline, come al solito capisci ciufoli per cavoli. Le donne possono anche pilotare aerei da caccia, ma saranno poi impegnate in azioni di guerra vera e propria? Qui negli USA l’ aviazione le ” usa ” in azioni da guerra, non mi pare questo sia il caso dell’ Italia. Ma potrei sbagliare.
Il 16 Maggio 2010 alle 15:13 jimmie01 ha scritto:
Grazie Franzbz. Perfetto. La mia opinione circa il tipo di armi da usare in azioni simili e’ confortata dalle photos che ho visto. Mi sembra si tratti dell’M4, con calciolo collassabile. Uno solo di loro ha in dotazione l’ arma a ” canna lunga “. Deduco dalle photos che anche il modo in cui si dispongono sul terreno e nel momento dell’ irruzione e’ quello giusto. Hanno sempre le spalle coperte da uno di loro e il ” fronte ” pure. Onore a questi professionisti, farebbe piacere a chiunque lavorare con loro. Personalmente, sono sempre contrario a che azioni simili siano visibili al pubblico o alla stampa: i terroristi meno cose sanno, meglio e’.
Il 16 Maggio 2010 alle 18:58 fsl ha scritto:
Nelle immagini si vedono anche altri dettagli dell’irruzione.
Intorno al Target c’è una cintura di sicurezza creata da altri alpini per chiudere ogni possibile via di fuga.
Per questo si vede l’intervento di un cingolato Bv-206 che trasporta altri alpini, con l’incarico di prelevare e trasportare l’ostaggio e\o i suoi custodi.
Il fucile a canna liscia viene usato, in genere, associato ad una speciale munizione composta da blocchetti di metallo, realizzata per far saltare le porte e favorire l’irruzione del team incaricato di bonificare i locali.
L’operatore ha anche altre munizioni da usare a seconda delle esigenze, ma non può certo essere preciso con quell’arma.
I componenti di questa squadra hanno in dotazione armi della famiglia H&K MP5 cal.9 para. con Aimpoint e torcia tattica, con il silenziatore colorato di blu; il colore blu probabilmente indica che è un dispositivo per le cartucce a salve oppure è solo un modello di esercitazione in bianco. In questa dimostrazione, con la presenza di osseravatori, non hanno certo usato munizioni vere, anzi forse era addirittura in bianco.
Avete notato, tra l’altro, l’alpino “granatiere” con l’AR-70 munito del nuovo lanciagranate Beretta GLX 160? (forse oggi la “X” non è più attuale, perchè l’arma è in distribuzione ai reparti).
Saluti.
Il 16 Maggio 2010 alle 19:31 jimmie01 ha scritto:
Grazie delle precisazioni FSL. Non tutto e’ visibile dalle photos. E non ho potuto aprirle tutte. Quanto alla torcia tattica, oggi in uso anche su alcune pistole, io son contrario. Se si agisce al buio e’ meglio usare i visori notturni. La torcia la vedo come un ripiego in casi di emergenza. Cosi’ come il raggio ” laser ” ( puntatore ) aggregato ad alcune armi leggere, lo lascerei piu’ agli agenti speciali di pubblica sicurezza ( SWAT ) che altri. Per gli operatori militari e paramilitari, ad oggi consiglierei lo SCAR, nelle tre versioni. Io, personalmente preferisco quello nella versione compatta, col calciolo collassabile e nella versione in grado di ospitare il caricatore dell’ AK47. Sul campo non si sa mai, si fosse a corto di munizioni si potrebbe sembre sopperire con caricatori del ” target ” di turno, posto che l’AK47 e’ l’ arma piu’ diffusa. Di sicuro, poi, sai anche che due sono i calibri disponibili. Da ultimo, e’ questa sara’ una novita’ assoluta per molti, e’ in affidamento in prova ad alcuni esperti lo SCAR ” camaleonte “. Si tratta di una versione che cambia colore a secondo dell’ ambiente in cui si opera. Come un camaleonte, appunto.
Il 16 Maggio 2010 alle 19:33 jimmie01 ha scritto:
Volevo dire ” a seconda ” e non a ” secondo “.
Il 16 Maggio 2010 alle 20:00 fsl ha scritto:
Lo SCAR della FN belga è un fucile realizzato su specifiche emesse dal USSOCOM il comando che riunisce i reparti delle forze speciali statunitensi.
esiste in due calibri principali, la versione SCAR H 7,62 e la SCAR L IN 5,56, ma in teoria potrebbe utilizzare anche altre cartucce.
La possibilià di cambiare il calibro dell’arma presuppone, ovviamente che l’operatore abbia a disposizione .. la seconda canna per usare le cartucce 7,62×51 NATO in luogo del consueto 5,56×45.
Ops, non deve nemmeno dimenticare i caricatori da 20 colpi, perchè le due cartucce richiedono 2 caricatori diversi (per le diverse dimensioni) e l’operazione richiede un certo tempo.
Pare che il nuovo AR 160 della Beretta abbia le stesse caratteristiche, ma il cambio di canna (e di calibro9 possa essere fatto sul campo in pochi secondi, senza usare alcun attrezzo, grazie a due spinotti sull’astina.
L’arma ha suscitato interesse delle FFAA USA, alle prese con il programma di ricerca di un sostituto delle carabine M-4 (sterminata famiglia).
Il moschetto mod.91 è lontano anni luce.
Nel prossimo futuro il fucile Beretta potrebbe avere un discreto successo presso diversi forze armate, non solo quelle nazionali.
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