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Torino: la storia dell’Iran alla Fiera del libro

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  • Tags: il mio iran, Salone del libro, Siba Shakib
  • 56 commenti
Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
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Siba Shakib (Credits: Facebook)

Siba Shakib (Credits: Facebook)

Ieri a Torino è iniziata il Salone del libro e gli appuntamenti sono centinaia e centinaia. Oggi pomeriggio alle 16 presento al pubblico, nel contesto di Terra Madre, l’autrice Siba Shakib, autrice del bel romanzo storico Il sussurro della montagna proibita. E’ un librone di oltre cinquecento pagine in cui si narrano le vicende di Eskandar.

Nasce in Iran, vicino a Takht-e Suleiman dove nel 1908 gli inglesi scoprono il petrolio. Eskandar è figlio di una donna poverissima che il marito aveva maltrattato perché credeva lo avesse tradito con un forestiero. Il villaggio è agli stremi: gli stranieri hanno deviato il corso del fiume e l’acqua non arriva più in paese. Gli abitanti danno la colpa ai jinn, e rivelano così tutta la loro superstizione. Eskandar riesce a uscire da quel posto maledetta e il suo destino lo lega a quello di una bambina, figlia di una giovane costretta alla prostituzione e di un canadese che lavora alle prospezioni petrolifere.

Gli avvenimenti si succedono e le vicende di Eskandar si intrecciano alla Storia dell’Iran del Novecento. Il protagonista è testimone della rivoluzione costituzionale del 1906, dell’avvento della dinastia Pahlavi (Reza Khan fa un colpo di Stato nel 1921) e della nazionalizzazione del petrolio con Mossadeq, per arrivare alla rivoluzione di Khomeini nel 1979 e alla successiva repressione nei confronti di tanti attivisti di sinistra.

Le pagine coinvolgono il lettore, e scorrono veloci. Tra qualche ora conoscerò l’autrice. Siba Shakib è scrittrice, regista, attivista, documentarista. E’ nata e cresciuta a Teheran, e ha vissuto a lungo in Afghanistan. Ha girato documentari per raccontare la vita del popolo afgano e la drammatica condizione femminile. Vive tra Dubai e la Germania, ma spesso è in giro per il mondo. Il suo libro è stato pubblicato da Piemme e costa venti euro.

  • farian
  • Venerdì 14 Maggio 2010

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Commenti

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Il 14 Maggio 2010 alle 18:13 indigesto ha scritto:

Pare dalla foto, gentile Professoressa, che la scrittrice Shakib militi coi verdi, Da come la presenta non è escluso che sia anche una storica. A volte mi chiedo se la Letteratura Iraniana (nel suo complesso, se è mai possibile) può essere accostata a quella europea (sempre in senso generale e generico) e, per produzione e stile, se può essere accostata ad un’epoca di essa, oppure all’attualità. Potrebbe essere una domanda, sicuramente mal posta, ma Ella che le conosce bene entrambe potrebbe mettere un pò d’ordine nell’eventuale risposta. Saluti.

Il 14 Maggio 2010 alle 21:01 spyun ha scritto:

Basta comprare dei libri, li scrivono apposta e gli scrittori non vivono d’aria, mica sono parassiti parastatali.

Il 14 Maggio 2010 alle 22:38 indigesto ha scritto:

Vedi Fumagalli, è encomiabile che faccia promozione, ma non so quanto sia efficace. Duemila volumi, tra arte, storia, narrativa, saggistica, testi scientifici, dizionari, opere divulgative e specialistiche..non sono molti ma possono darti un’idea. Qualcuno è stato donato e dedicato da scrittori, poeti e saggisti, ma tutti gli altri sono stati acquistati. Non parlo di me, ma di uno che conosco e sono felice per lui (io mi arrangio con Wikipedia, come sai). Cercherò di imitarlo e mi avvarrò senz’altro dei tuoi consigli di esperto.

Il 14 Maggio 2010 alle 23:50 indigesto ha scritto:

Se quando dici parastatale pensi a me ti mostri ignorante in queste cose. Il settore in cui ho operato da dipendente è quello dell’industria. Dovresti saperlo, visto che hai trascorsi industriali!

Il 15 Maggio 2010 alle 1:28 spyun ha scritto:

Industria di Stato, o spazzino comunale.

Il 15 Maggio 2010 alle 1:41 indigesto ha scritto:

Mi pare che eri un privato. Che sei stato anche dipendente comunale lo apprendo adesso.

Il 15 Maggio 2010 alle 1:48 jimmie01 ha scritto:

Indigesto, Fumagalli misurava la sabbia del deserto. Pensa un po’, coi suoi trascorsi da gran lavoratore che tutti volevano ( ha detto lui che facevan la fila per le sue prestazioni d’ opera ), adesso vive colla pensione sociale!!! Vacci a capire!!! Ovvero, delle due l’ una: o ha detto l’ ennesima bugia; oppure ha detto il vero, ma le retribuzioni venivano pagate a nero, magari con versamenti estero su estero o con le famose triangolazioni. Nel qual caso non capisco perche’ il Fumagalli ce l’ abbia a morte coi paradisi fiscali.

Il 15 Maggio 2010 alle 1:54 indigesto ha scritto:

Io ho notizie diverse, ma per riservatezza le taccio. Comunque deve essersi espresso a buoni livelli. Poi magari le cose non vanno secondo i propri desideri e si diventa..difficili!

Il 15 Maggio 2010 alle 2:12 spyun ha scritto:

jimmie01, l’ultimo rimborso ricevuto dal fisco, con assegno circolare Banca d’Italia, Lire 2,980 milioni, tre anni di arretrati. Con la pensione sociale ci compro libri e sigarette. Tu non sai nemmeno che sia un libro.Ultimo oggi, euro 20, pag. 540 “Il sussurro della montagna proibita” di Siba Shakib, con tanto di dedica. Chi dalla sabbia ci ricava fortune, sono i mineros colombiani, il gruppo più ricco del paese, tirano su oro dalle secche dei fiumi. Magari avessi lavorato con loro.

Il 15 Maggio 2010 alle 21:20 anna.two ha scritto:

Oggi , sempre alla Fiera del Libro, ho comprato “Iran, la resa dei conti” di Antonello Sacchetti, euro 10. tratta della composizione attuale dei poteri iraniano, governativi naturalmente. Voi buzzurri accontentatevi dei link propagandistici e limitatevi alle figure. Istruirsi impossibile per mancanza di spazio o avarie cerebrali.

Il 16 Maggio 2010 alle 3:25 jimmie01 ha scritto:

Cagafuegos, tu i libri devi anche leggerli, oltre che comprarli. Dove trovi il tempo, non lo so, visto che trascorri giorno e notte alla tastiera del PC. O forse sei come Giulio Cesare, che era in grado di fare sette cose allo stesso tempo!!!! Anche perche’ uno come te che legge tanti libri, dovrebbe avere un po’ di capacita’ espressiva. Insomma, dovrebbe essere in grado di scrivere frasi di senso compiuto!!! Te, invece…

Il 16 Maggio 2010 alle 3:26 jimmie01 ha scritto:

A proposito di oro, hai sentito parlare dei ” dannati della terra”?

Il 16 Maggio 2010 alle 18:49 anna.two ha scritto:

Sono quelli sfruttati dalle compagnie straniere, Belghe o/e Olandesi, se non vado errato, in Africa, ho visto qualcosa. Sembrano quei poveracci che attingono acqua sporca dai pozzi per dissetarsi, sempre in Africa, pero sono evangelizzati e le preghiere non scavano pozzi. Le multinazionali manco ci pensano, e che diavolo, anche bere vogliono, son solo negri.

Il 16 Maggio 2010 alle 19:25 anna.one ha scritto:

E che cosa impedisce a quei “negri” di risolvere il problema, non solo dell’acqua potabile, da soli?
Che cosa impedisce ai loro governi, visto che sono tutti indipendenti, di sfamarli, dissetarli, curarli, risolvere tutti i loro problemi da soli?
Che cosa hanno ottenuto i miliardi su miliardi di dollari in aiuti al continente africano, se non, a mio avviso, creare una massa di ignoranti pelandroni, e lei, anna.two-smoke-fu-fumagalli-hector-spyun, che cosa vorrebbe? Che si mandassreo piu’ $$$ in quel buco nero?

Il 16 Maggio 2010 alle 19:44 jimmie01 ha scritto:

I dannati della terra sono in Brasile, Ridolini.

Il 16 Maggio 2010 alle 19:48 jimmie01 ha scritto:

Fumagalli, ma perche’ invece di parlare non fai qualcosa? Perche’ non apri casa tua ad una famiglia di disperati? Darai loro un tetto, del cibo, cure mediche, se necessarie, e pagherai per l’ istruzione dei piu’ giovani. Dimostra di far seguire alle parole i fatti.

Il 16 Maggio 2010 alle 19:51 jimmie01 ha scritto:

Hey Anna, Fumadicks e’ come i liberlas di casa nostra. VOGLIONO AIUTARE TUTTI, MA NON CON I SOLDI LORO. MA COI SOLDI DEGLI ALTRI.

Il 16 Maggio 2010 alle 19:58 hector ha scritto:

cara anna.one: droga e armi(almeno al 60%). interessanti mode ingrandite nel novecento dai suoi protagonisti. non ke io difenda l’africa subsahariana, hanno poca cultura a mio avviso(piu o meno lo stesso quantitativo storico degli usa). e questo è un grande punto di debolezza.

Il 16 Maggio 2010 alle 20:25 anna.one ha scritto:

hector,certo, distingua tra subsaharan Africa e non, il north Africa si sa’ e’ un modello non solo di cultura e liberta’ ma di progresso!

Il “quantitativo storico di cultura” (?) del subsahara e’ pari a quello degli US, lei dice, (dimenticandosi chi ha fondato gli USA), ma mi dica quale delle due regioni e’ una superpower, se questa “poca cultura” in comune e’ la debolezza di entrambi dovrebbero essere nella cacca tutte e due, non crede esistano altri fattori?
Per esempio, in una regione hanno voglia di lavorare e aver successo nella vita, nell’altra preferiscono, si accontentano di aspettare la manna dal cielo?

Altro che cultura, io sospetto sia nel DNA.

Il 16 Maggio 2010 alle 20:41 anna.one ha scritto:

jimmie, l’unico desiderio di Fumagalli e’ quello di dimostrare che anche lui ha one pair, fa il bulletto di proposito, il bastian contrario, perche’ solo cosi’ crede d’attirare l’attenzione di tutti.
L’usare un nick al femminile,usando il mio, e’ un’altro suo tentativo per attirarne di piu’, non importa se qualcuno puo’ pensare che e’ anche a queer.

Ignorarlo completamente sarebbe l’arma piu’ efficace, ma noi siamo molto caritatevoli, e non vogliamo togliere l’unica soddisfazione che sembra gli sia rimasta.

Se e’ vero che ha le badanti russe, facciamolo per loro, cosi’ hanno un po’ di sollievo dal doverselo sorbire tutto il giorno.

Il 16 Maggio 2010 alle 21:04 p.a.d ha scritto:

Jimmie, ma che casa vuoi che apra il CalliFugo36???
Ma che cibo e cure mediche d’Egitto!!!

Questo aspetta la fiera del libro per comprare con lo “sconto fiera”, altrimenti non avrebbe nemmeno gli occhi per piangere… e per leggere! ah ah ah ah ah ah ah…

Viene qui a farci il predicozzo citando libri “euro 20, pagine 540…” e cazzate varie, come se non fosse un gioco da ragazzi… http://www.bol.it/libri/sussur.....885661030/

Ecco, visto Eikyko Fumamoto? anch’io ora posso dire di aver letto un libro…

Peones che non è altro! Si legga il libro di Farian Sabahi e cominci a capire un po’ di storia di quel paese da questioni fondamentali e non da dove pretende di far partire la storia lei!

Anzi, si legga la storia della Persia (Iran) fin dai tempi in cui rompeva gli zebedei a tutti 500 anni prima di Cristo fino alla Grande Guerra, quando i Cagiari lasciarono che il loro territorio neutrale diventasse terreno di scontro tra inglesi, turchi ed anche quei suoi grandi amiconi dei russi.

Strano che da quasi tremila anni questo paese, assieme ad altri limitrofi, sia sempre in mezzo a dei casini! E non mi venga a dire che fino ad un secolo fa era sempre per il maledetto petrolio…

Non vorrei rubare le parole a nessuno ma credo che anche in questo caso si debba parlare di… DNA. E quello dei mediorientali, per alcuni versi ci mancherebbe, non è dei migliori.

Il 16 Maggio 2010 alle 21:21 hector ha scritto:

vede per me la fortuna degli usa e ke erano di poco interesse per le altre nazioni(interesse inferiore a quello ke potevano avere all’epoca per africa india asia o sudamerica). questo gli ha permesso di costruire una nazione dal nulla. un sogno. mi piacerebbe ke questo fosse concesso ad altri. (secondo me e vero, l’africa subsahariana ormai ce l’ha nel dna, ma questo vale solo per loro)

Il 16 Maggio 2010 alle 21:58 indigesto ha scritto:

Non vorrei, in ogni caso, che per “reazione” al Fumagalli si sminuissero alcuni valori, come la storia della Persia o civiltà come quelle mediorentali che hanno preceduto le nostre.
Non credo che le Potenze occidentali fossero meno interessate ai territori che oggi appartengono agli USA. Basterebbe ricordarsi dei nomi di alcuni di essi. Magari erano troppo impegnati a suonarsele nella stessa Europa. Ciononostante vi portarono le loro beghe anche lì. La dichiarazione di Indipendeza vi pose, in qualche modo, fine.
Sul DNA poi bisognerebbe andarci un pò più cauti, secondo me. Sappiamo che vi è simbiosi tra l’uomo e l’ambiente. Non per nulla molti emigrati da quelle terre lo dimostrano con i loro successi una volta insediatisi in altri ambienti.

Il 17 Maggio 2010 alle 1:13 p.a.d ha scritto:

Infatti, Indigesto, ho tenuto a precisare che “per alcuni versi”… Ma è vero anche che molti immigrati da quelle terre hanno semplicemente trovato condizioni migliori di vita non modificando minimamente le loro tradizioni spesso al limite della legalità od anche oltre per il paese che li ospita. E qui entriamo nel famoso discorso dell’integrazione, che pare più un’utopia nostra che un interesse loro, e che qui è forse fuori luogo.

Rimane il fatto che per un motivo o per l’altro in quelle terre non sono mai “pari”. Per quanto la loro storia sia punteggiata di eventi che potrebbero anche giustificarne il motivo, non riesco a non pensare che l’indole faccia la sua buona parte. Assieme all’assurdità del fondamentalismo religioso, ovviamente.

Il 17 Maggio 2010 alle 5:03 anna.one ha scritto:

Ma, signor Fumagalli, gli inglesi, francesi, belgi, tedeschi, portoghesi, spagnoli ed italiani, ai poveri negri non insegnarono come scavare i pozzi? E i sovietici ed i cubani? Caspitina e quanto ci vuole per impare a non solo scavare pozzi, ma anche coltivare l’orticello?

Ma non disperiamo, ora ci sono i cinesi che si prendono a cuore esclusivamente il benessere dei “poveri negri” e, specie ora che capiranno le istruzioni visto che stanno imparando il cinese, tutti i problemi dei negri saranno risolti.. snort..snort..chuckle!

Almeno i nostri natives sanno amministare casinos, fare palate di soldi con il petrolio nelle reservations, servire con onore nell’esercito, oppure preferiscono il dolce far niente drunk tutto il giorno tanto uncle Sam paga, i discendenti degli schiavi benedicono il fato che li ha fatti nascere negli USA, specie quelli in welfare, e tutti e due i gruppi etnici sanno come “scavare pozzi” e coltivare l’orticello.

Per finire, mi puo’ dire, signor Fumagalli che cosa gli USA ci guadagnano in Africa?

Il 17 Maggio 2010 alle 6:13 anna.one ha scritto:

Riguardo il genocidio, solito refrain del solito Fumagalli, e visto che tutti sono off-topic, una per tutte cerco di far capire qualcosa al “cigno nero” noto fetente, violento del regno ornitologico.

In generale, il genocidio non significa necessariamente la distruzione immediata di una nazione, se non quando compiuta da uccisioni di massa di tutti i membri di una nazione. Esso mira piuttosto a significare un piano coordinato di differenti azioni miranti alla distruzione dei fondamenti essenziali della vita di gruppi nazionali, con l’obiettivo di annientare i gruppi stessi. Gli obiettivi di tale piano potrebbero essere la disintegrazione delle istituzioni politiche e sociali, della cultura, della lingua, dei sentimenti nazionali, della religione e l’esistenza economica di gruppi nazionali, e la distruzione della sicurezza personale, la liberta’, la salute, dignita’ e anche la vita degli individui appartenenti a tali gruppi .

La premessa che l’America ha “rubato” la terra “indiana” (la premessa non dice che i neri i bianchi e gli asiatici non avevano alcun diritto di stabilirsi sul continente anche quando legalmente acquistarono i terreni, ne’ alcun diritto di difendersi se guerreggiarono nei secoli a venire) e’ un mito . Questo mito, ritenuto dalla maggior parte delle persone come i vari Fumagalli, sembra impossibile di ribaltare nonostante tutti gli studi che lo confutano.

Ma e’ un mito, una manipolazione artificiosa unilaterale di secoli di eventi per creare un quadro che dipinge una della generalita’ delle nazioni che interagiscono come dirette e motivate da un gruppo che non esisteva neppure fino a quando il processo e’ vecchio di secoli, e coinvolto in nulla di diverso di quanto non fosse tipico di tutte le nazioni sulla Terra durante quella guerra che ha segnato un’epoca, l’ autodifesa, e la sottomissione dei nemici giurati intenti sulla loro distruzione.

Nessuna delle due parti ha le mani pulite, ma e’ semplicistico e storicamente innacurato(in realta‘, e’ revisionismo storico, con il solo scopo di decostruire la base giuridica del diritto d’esistere di una societa’ col ritrarre la sua nascita come un’atrocita’) e’ innacurato suggerire che gli americani “rubarono” il continente. Inoltre nel corso del 20 ° secolo in una serie di udienze erano impegnati ad ascoltare le richieste di indennizzo presentate da qualsiasi tribu’ per le violazioni di trattati con compensazione in forma di contante, molti milioni sono stati versati.

Gran parte delll’animosita’ degli Indiani d’America verso i coloni americani e’ stata seminata da parte degli inglesi che sobillarono (e questo e’ record Parlimentary) varie tribu’ in una serie di guerre contro i civili non combattenti. Il resoconto di questi orrori fatti su donne, bambini, anziani, e gli agricoltori indifesi c’è per qualsiasi bastardo che compiaciuto rimprovera agli americani di fare questo o quello agli indiani.
Quei natives non difendevano le loro terre, perche’ erano state gia’ legalmente vendute agli inglesi stessi che istigavano l’orrore contro gli americani e non lo dico per denigrare i natives, a differenza di certi, non giudico anacroniscamente una societa’ diversa dalla nostra.
Era la cultura del guerriero, basata su una concezione della vita che vedeva la guerra come cosa giusta e naturale della vita stessa. Erano usati dagli inglesi allora, come sono oggi utilizzati cinicamenti dalla sinistra e dai Fumagalli del mondo anti-America, che li dipingono come vittime inermi. In verita’ e’ quasi certo che nessuno di quei guerrieri avrebbe voluto essere visto come vittima.

Il 17 Maggio 2010 alle 12:30 p.a.d ha scritto:

Quoto in parte. Anche se magari a qualche infoiato inglese di allora avrebbero dovuto spiegare come si conquista un territorio. Il più grande impero della storia, quello romano, poggiava le basi sulle guerre (più che altro battaglie rapide e ben congegnate) e sul sangue versato da entrambe le parti.
Nulla di diverso salvo un particolare:

non si sognarono mai di sterminare quasi al limite dell’estinzione alcuna popolazione conquistata, e nemmeno di ridurla in “riserva”!
L’assimilazione dei popoli conquistati e la fusione di tecniche ed idee più valide di essi con le già notevoli dei romani, fecero grande l’Impero. E chi in un primo momento si sentiva conquistato ha poi potuto godere di una modernità unica per quel periodo, annientata solo dalla cecità culturale e dall’ignoranza del Medioevo.

Non si può certo paragonare al sistema usato dagli inglesi, quei simpaticoni dal sorriso tagliato con l’accetta più preoccupati dell’ora del tè che non a programmare una conquista che non li mettesse dalla parte di veri e propri carnefici.
Per tacer degli spagnoli (bboni quelli!) che quando giunsero in America vivevano ancora ai tempi delle streghe da falò!

Mussolini diede una ripulita alle colonie in Africa costruendo villaggi con case più igieniche, dando acqua tramite acquedotti e non più raccolta da pozzi infestati da batteri e carogne, strade ecc…
Chi a quel tempo ha visto creare tutto ciò pare se ne sia sbattuto altamente d’imparare come darvi un seguito!
Tant’è che dall’ultima più recente cacciata degli italiani dalle ex colonie dell’Africa orientale si possono vedere i risultati… Tutto allo sfascio e nessuno del “popolino” che sia nemmeno in grado di poggiare un mattone sopra l’altro.

Il sud dell’emisfero boreale è fatto così. Gente che se non gli metti la carota in bocca e non solo attaccata al bastone già fatica a masticare.
Gente che assorbe quasi passivamente tecnologie ed aiuti ma non è in grado di mantenerli e riprodurli, salvo poi ribellarsi a chi li ha tolti dalla merda più nera fomentati e guidati dal Fumagalli Fallito di turno.

È cosa che mi infastidisce… ma questa volta devo dare ragione ad Anna. Il nostro meridione, del resto, insegba.

Lei, Fumagalli, che da quel che ho capito vive in Piemonte, dovrebbe averla già capita questa cosa. Chiuda la Fiat e mi dica cosa questa gente (non parlo dei “colletti bianchi”) è in grado di creare in alternativa magari al proprio paese al sud… NULLA! Talmente sono abituati a trovare il posticino già bell’e pronto creato dall’iniziativa e dalla perseveranza (e dai soldi) altrui. Lei che non ha mai voluto e non ha mai avuto (dice) padroni quando fa certe asserzioni collega i due neuroni fra loro od ognuno di essi è perennemente impegnato nell’onutile ricerca dell’altro?

Il 17 Maggio 2010 alle 12:38 indigesto ha scritto:

Brava Anna, una trattazione da studiosa! Peccato che il fuso non mi permetta di cogliere per tempo i tuoi scritti, e poi di rincorrere gli articoli con la pubblicazione di nuovi non sempre viene a proposito.
Si, c’è volutamente molta confusione sull’argomento. Nemmeno a dire che si faccia mente a ciò che avvenne per mano spagnola nel Messico e in altre zone delle Americhe, dove furono realmente distrutte delle civiltà organizzate.
Ma tant’è. Saluti.

Il 17 Maggio 2010 alle 14:57 indigesto ha scritto:

Bene, p.a.d, per quanto dai ragione ad Anna, ma vedo che percorri strade abusate. Su cosa credi che si reggesse il Regno di Napoli, il cui erario costituì per i due terzi quello del Regno d’Italia? Sulla indolenza dei sui cittadini? Non mi voglio dilungare. Mi affido alla tua intelligenza ed alla tua capacità di ricerca per venirne meglio a capo. Di quel che è stato, poi, è meglio non parlarne! Sai bene, quando si immiserisce un popolo, con la complicità dei politici locali e delle pratiche assistenziali, a cosa questo va incontro. Da una frittata è poi difficile ricavarne un uovo! Saluti.

Il 17 Maggio 2010 alle 15:13 p.a.d ha scritto:

Caro Indigesto, il tuo ragionamento non fa una piega. Ma l’hai citata anche tu: INDOLENZA. È una “peculiarità” tipica di certe latitudini, è inutile che ce la raccontiamo, e non certo delle popolazioni nordiche.

Fin qui nulla da eccepire (ogni popolazione è giusto che viva i ritmi che ritiene più consoni), se non il fatto che come tante altre popolazioni che hanno subito trascorsi storici negativi si sono poi rimboccate le maniche per risalire la china, altre (note e quasi sempre quelle) si sono sempre crogiolate nella disgrazia, nel becero pietismo e nel comodissimo assistenzialismo! Quand’anche nel fannullismo opportunista.

Lei mi parla solo del lato buono della medaglia, segno di onesta buonafede e di riposte speranze per il futuro, ma intanto gli anni passano ed i danari profusi per la modernizzazione di certi paesi fanno sempre la fine di un bicchier d’acqua gettato nel deserto! E nessuno che si ribelli e si rimbocchi le maniche ma tutti pronti a chiedere altri soldi ed accusare questo o quel governo dei mancati risultati.

Gli esempi di razionalità e capacità realizzative non sono mancati ormai a nessun paese al mondo! Evidentemente ai “locali” non è arrivato il messaggio… o gli fa comodo non recepirlo. ;)

Il 17 Maggio 2010 alle 15:15 indigesto ha scritto:

Basterebbe,caro p.a.d, non rispondergli! Se la più preparata di noi in certe cose viene affascinata dalle sue provocazioni, è tutto un susseguirsi di commenti. Non sono per carattere curioso ma del desso ho un’opinione ben precisa: ha avuto modo di vivere una vita di soddisfazioni, lavorative e d’altro genere, ma è stato corto di vista. Che oggi si trovi dalla parte dei “deboli”, a modo suo, è funzionale alle sue attuali condizioni. Gli argomenti che tratta possono anche sollecitare qualche risposta, basterebbe darla in modo impersonale; anche le ingiurie possono essere trattate in tal modo. Basta provarci. Saluti.

Il 17 Maggio 2010 alle 15:19 p.a.d ha scritto:

Per riassumere:

Kennedy, che non era un cretino, sosteneva un’innegabile concetto: “NON CHIEDERTI COSA IL TUO PAESE PUO’ FARE PER TE, CHIEDITI COSA TU PUOI FARE PER IL TUO PAESE”

Ma dirlo a chi non ha volontà di fare e tanto meno d’imparare e come dirlo al muro.

Il 17 Maggio 2010 alle 15:22 indigesto ha scritto:

Abissus abissum invocat. Tu di storia ne sai. Pensa per un attimo alla Grecia ed alla Magna Grecia. Ti pare che fossero degli sprovveduti? Certo, ogni epoca, in funzione degli eventi storici produce i suoi effetti. Non discuto gli attuali, anche quelli che afferiscono al degrado dei popoli. Ma da qui a trarne una regola ce ne passa. Sono luoghi comuni che non possono coinvolgere le persone intelligenti, a meno che proprio non vogliano!

Il 17 Maggio 2010 alle 15:30 indigesto ha scritto:

Postilla. Pensa per un attimo a cosa erano le popolazioni del Nord al tempo delle invasioni “barbariche” (straniere) e fatti i tuoi conti. Altro che capacità di intelligere e di intraprendere! E l’Impero Romano, con le sue genialità, lo fai un Impero del Nord? Saluti.

Il 17 Maggio 2010 alle 15:34 indigesto ha scritto:

Per vincere l’indolanza c’è un solo segreto: l’incentivazione! E’ il segreto su cui si regge il capitalismo ma che sfuggì a Marx. E’ quanto dire!

Il 17 Maggio 2010 alle 16:13 hector ha scritto:

indigesto ma su un popolo stanco di illusioni ha la meglio l’indolenza o l’incentivazione? sarebbe meglio se si occuppassero loro stessi di risolvere i propri problemi. col proprio sudore il loro futuro. e senza ingerenze esterne. credi ke al primo re vittorio emanuele secondo interassasse cosi tanto il tuo sud?

Il 17 Maggio 2010 alle 16:37 anna.one ha scritto:

Mah, chissa’ dove sarebbe oggi la FIAT e moltissime industrie del nord Europa e degli USA senza l’apporto dei nostri meridionali. Io mi riferivo al continente Africano, non al sud dell’Europa e riguardo il DNA, era una boutade.
Visto che c’e’ molta confusione, o ignoranza, riguardo le “riserve indiane” vediamo se posso chiarire i fatti, visto che alcuni trovano difficile informarsi here we go: “Una riserva indiana e’ una zona di terreno gestito da una tribu’ di nativi americani sotto gli Stati Uniti Dipartimento degli Interni degli Affari indiani. Ci sono circa 310 riserve indiane negli Stati Uniti, il che significa non tutte le tribu’, 550 plus, riconosciute del paese hanno una riserva (alla faccia del genocidio!) - alcune tribu’ hanno piu’ di una riserva, alcune parti di riserve, mentre altri non ne hanno.

L’area geografica collettiva di tutte le riserve e’ 55.700.000 acri (225,41 mila km ²), che rappresentano il 2,3% della superficie degli Stati Uniti (2.379.400,204 mila ettari; 9.629,091 mila km ²). Dodici reservetions indiane sono più grandi dello stato di Rhode Island (776.960 ettari, 3.144 km ²) e nove riserve più grandi di Delaware (1.316.480 ettari, 5.327 km ²). La riserva indiana Navajo come la West Virginia. Le reservations sono equamente distribuite in tutto il paese, la maggior parte sono a ovest del fiume Mississippi ed occupano le terre che sono state riservate in via convenzionale o “concesse” dal dominio pubblico.

Poiche’ le tribu’ possiedono sovranita’ tribale, anche se e’ limitata, le norme sulle terre tribali variano dalla zona circostante. Queste leggi possono permettere di casinos legali nelle riserve, ad esempio, che attraggono turisti. Il consiglio tribale, non il governo locale o federale, ha in genere giurisdizione sulle reservations le quali hanno diversi sistemi di governo.
Il nome di “reservations” deriva dalla concezione delle tribu’ indiane come sovrane indipendenti, da quando Costituzione degli Stati Uniti fu ratificata.

E senza togliere nulla a JFK, la frase “don’t ask what your country..” fu presa da Pericles, anche Stalin la uso’!

Il 17 Maggio 2010 alle 17:59 indigesto ha scritto:

Cara Anna, bisognerebbe farti un monumento!
Quanto ai meridionali, sai cosa c’è? che vengono giudicati dai nostri emigranti, gente povera ed indigente costretta ad emigrare, anche se con qualche merito, come dici. Per un verso andrebbero giudicati anche dai politici che esprimono, con tutto il loro seguito..mi capisci?!
Poi, a bene informarsi, si scopre tutto un universo di gente perbene e “normale”! Ho conosciuto, tempo fa, molte maestranze del Nord, che, a seguito delle loro Imprese, hanno lavorato nel Sud. Non credo che avessero nulla di che essere “invidiati” dalle nostre. Ma vallo a far capire! Posso? Kiss.

Il 17 Maggio 2010 alle 18:39 spyun ha scritto:

Ci sono zoo che riproducono l’ambiente naturale delle speci ma sempre zoo rimangono. La babbiona è piena di se stessa e non ha capito niente, si nasce per vivere non per lavorare o per lo meno quel tanto che basta per le necessità impellenti. Se si corresse tutti con le proprie forze, anzichè usare quelle degli altri, non ce ne sarebbe per tutti. Nessuno vive meglio di chi ha nulla ma è libero, sono tribù che vivono la loro vita, protette dalla stupidità umana che “civilizzarli” significa solo farne abitanti di favelas, baraccopoli e miserabili perdendo per sempre la serenità che avevano al villaggio. Voi credete stiano male perché vivono di natura, quanto siete sciocchi e ignoranti, vivono meglio di voi.

Il 17 Maggio 2010 alle 18:54 anna.one ha scritto:

Really? Non si nasce per morire?

Seguendo il suo ragionamento si arriva alla conclusione che nelle reservations, o zoo, come le chiama lei, i natives che vivono in liberta’, nel “loro villaggio” vivono meglio di tutti noi, non lei naturalmente che si sente parte del “villaggio” primitivo, NOI, gli sciocchi, ignoranti.

Vuoi vedere che il Fumagalli va in giro con la foglia di banana per coprire le prugnette secche?

Il 17 Maggio 2010 alle 19:05 indigesto ha scritto:

Vorrei conoscere la vita media delle popolazioni del “villaggio”, e come curano le malattie, soprattutto quelle procurate da insetti e affezioni varie. Qui si vuol dimostrare che la civiltà e il prograsso non contano nulla. Roba da far rivoltare nella tomba Popoff!

Il 17 Maggio 2010 alle 19:16 hector ha scritto:

indigesto cia ragione. immaginate se ogni uomo sulla faccia della terra avesse la qualita della vita di un qatarese o di un lussemburghese. fantastico vero? peccato ke le risorse finirebbero cosi in fretta da portare all’estinzione della razza umana. viva le magnifiche sorti e progressive

Il 17 Maggio 2010 alle 19:19 anna.one ha scritto:

mr. hector, riguardo il Qatar e la vita d’alta qualita’, si riferisce a quella degli egiziani, indiani, pakis etc, o a quella degli arabi natives?

:)

Il 17 Maggio 2010 alle 19:27 indigesto ha scritto:

Preferico non immaginarmelo proprio, cara Anna. Mi affascinano le intelligenze, quando ci sono!

Il 17 Maggio 2010 alle 19:28 hector ha scritto:

domanda futile mia bellissima signorina. e come kiedersi se la qualita della vita in california sia uguale a quella del mississipi.

;)

Il 17 Maggio 2010 alle 19:42 indigesto ha scritto:

E’ ora di pranzo sulla costa atlantica. Se ne parlerà dopo il riposino, se non c’è di meglio.

Il 17 Maggio 2010 alle 19:46 hector ha scritto:

io mo vado a cena e poi esco con’na tipa, forse ci si sente domani (parliamo di altre cose in seguito ke e meglio)

Il 17 Maggio 2010 alle 19:54 spyun ha scritto:

Non conoscono malattie e gli insetti a loro non fanno nulla avendo anticorpi che li rendono immuni.Tant’è vero, che solo per recartia Letizia, in Amazzonia, se non hai i certificati di vaccinazione sull’aereo non sali. La puoi raggiungere via fiume ma devi andare in Equador o risalire il fiume dal Brasile. Dalla Colombia, di cui ne fa parte, è raggiungibile solo in aereo. Non conoscono la carie e godono tutti di ottima salute, parola dei medici che li visitano periodicamente. Sono le popolazioni ad essere infette da una infinità di mali, è il progresso. Pensa che non hanno ambulatori, quelli dove tu ci passi giornate intere per i tuoi acciacchi e fumano come turchi alla faccia del cancro per fumatori. Di una cosa che non conosci, mom me senti la mancanza, prova a buttare la televisione o l’auto, ti senti morto, quando non c’erano, vivevano bene lo stesso, lo stesso vale per i telefonini, non moriva nessuno per la mancanza. Guarda che a lasciarli vivere nel loro ambiente, è fargli un favore, sono ne più e ne menocome gli animali selvatici, “civilizzarli” significa metterli in gabbia, come gli animali selvatici, se li ami li lasci liberi di vivere la loro vita.

Il 17 Maggio 2010 alle 19:57 anna.one ha scritto:

Il caro vita e il sistema “progressives” in Kalifornia fa si che non ci sono abbastanza UHaul per i kaliforniani che se la danno a gambe in Texas, e altrove, anche in Mississippi.

Lei parlava del Qatar, non della parita’ nella “qualita’” di vita tra due stati. Trovo sempre difficile capirla.

Il 17 Maggio 2010 alle 20:51 indigesto ha scritto:

Ah, hanno i medici che vanno a visitarli periodicamente. Insomma è una specie di zoo umano in larga scala, dove qualcuno ci starebbe certamente bene! e che comunque di una visita avrebbe bisogno: ma psichiatrica!

Il 17 Maggio 2010 alle 21:12 spyun ha scritto:

Si bacchettone, lo Stato li protegge ma non li usa, ogni sei mesi ne controllano lo stato di salute e purtroppo non trovano malattie, memori delle pesti portate dai conquistadores. Morivano per una semplice influenza, per non parlare di sifilide e altre belle cose portate dai preti. Da quelle parti, conobbi pure dei veri preti, quelli che buttarono la tonaca per tirarsi su le maniche. Al Vaticano danno fastidio, non è quello che vogliono. Non credere che siano pochi. Certo non sono cose per un parassita come te, infatuato dal Regno di Napoli che mille garibaldini buttarono a monte o a mare, bella organizzazione e sai come fece dispiacere al popolo che se ne liberò festoso. Solo un imbecille come te lo può credere. Sei proprio marcio dalla testa ai piedi.

Il 17 Maggio 2010 alle 22:18 indigesto ha scritto:

Si capisce che è di pessima qualità! Col metilico non si sherza!

Il 17 Maggio 2010 alle 23:22 anna.one ha scritto:

Aw yeah, nella mesoamerica non conoscevano la sifilide, conoscevano solo “Yaws”.
Inoltre chi ha studiato un po’, o letto, dovrebbe sapere che un’epidemia scoppio’ ed uccise molti, in Europa, solo dopo pochi anni dal ritorno di Colombo dal suo primo viaggio e,la loro reazione documentata, sembra sia evidenza che era nuova per gli europei, infatti un recente studio genetico indica che una bacteria subspecie puo’ aver mutato in syphilis nel clima piu’ fresco europeo.

Concordo con il carissimo Nicola, ocio al metilico!

Il 17 Maggio 2010 alle 23:57 indigesto ha scritto:

Si, qualcosa da quelle parti ci sarà stato. Epidemiologicamente si può pensare ad una diffusione sul globo più o meno paritaria dei batteri, sia pure nelle loro diverse mutazioni. Probabile che in Europa qualcosa ci fosse già. Ma non è questo. A parte la casualità, questa malattia è legata al vizio; a quei tempi della soldataglia. Comunque ne sono stati vittime personagi illustri come Franz Schubert, persona alquanto riservata, ma che qualche frequentazione deve pure averla avuta.

Il 18 Maggio 2010 alle 2:01 p.a.d ha scritto:

Prima di andare a nanna:

ammiro il suo sarcasmo, Indigesto, riguardo le mie nozioni di storia che, per quanto lei possa dubitare, sono certamente superiori alla sua conoscenza del latino! ;)

AbYssus abYssum invocat, per la cronaca. Non potendole fare un disegnino mi sono limitato a mettere in maiuscolo la correzione.

Ci vediamo a settembre. Studi e mi raccomando, non si faccia distrarre dai mondiali di calcio.

buonanotte.

Il 18 Maggio 2010 alle 10:36 indigesto ha scritto:

Caro p.a.d, hai ragione, di solito non contollo i miei scritti, ne troverai di tutto e di più, quanto ad errori.
Citare a mente, ed anche in fretta, qualche detto non vuol dire conoscere il latino o altra lingua, nè l’ho mai sostenuto. E’ solo un modo per sintetizzare il pensiero, anche con chi è accurato nelle ricerche. Quanto alla storia non facevo ironie, penso realmente che tu ne sappia. Potrei sbagliarmi, ma anche questo non mette conto. In fondo qui si scambiano opinioni, a volta anche mal supportate; diversamente tutto si ridurrebbe ad una noiosa citazione di testi. Della tua nota mi ha fatto riflettere solo l’uso della terza persona, mi ha detto molto di più del suo contenuto. Grazie comunque dei suggerimenti.

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