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Afghanistan, perché gli italiani combattono a Bala Murghab?

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  • Tags: Afghanistan, alpini, Bala Murghab, folgore, Gormach, Guerre di pace italiane, talebani
  • 32 commenti
Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto "Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".
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Parcadutisti della Folgore in Afghanistan (foto G. Gaiani)

Parcadutisti della Folgore in Afghanistan (foto G. Gaiani)

L’area di Bala Murghab, dove lunedì sono morti due alpini e altri due sono rimasti feriti, è da due anni una spina nel fianco dello schieramento italiano e alleato nell’Afghanistan Occidentale.
Una regione impervia, la vallata del fiume Murghab, con piste (difficile chiamarle strade) che si inerpicano sulle montagne creando le condizioni ideali per le imboscate e gli attentati degli insorti.
Come ricordavo nel post di lunedì qui il nemico non è rappresentato solo dai talebani ma anche da miliziani narcos, contrabbandieri di armi, criminali e combattenti di al-Qaeda asserragliati in quest’area isolata vicina al confine con il Turkmenistan dove gli ultimi stranieri che si erano fatti vedere erano stati i militari sovietici.

A Bala Murghab italiani, americani e afghani hanno combattuto duramente fin dall’agosto 2008, quando i fanti aeromobili del 66° reggimento “Trieste” aprirono la base Columbus e nell’estate 2009 i parà della Folgore in questa zona hanno ucciso centinaia di insorti. Ma perché combattere in questa regione? Che senso ha concentrarvi truppe e mezzi considerando le ampie difficoltà logistiche?

Quali sono gli obiettivi degli alleati ? L’importanza strategica di Bala Murghab non è dovuta solo alla prossimità della frontiera con il Turkmenistan, attraversata da traffici di oppio in uscita e di armi in entrata, ma è determinata soprattutto dai piani alleati tesi a cancellare l’ultima roccaforte talebana nella provincia di Badghis.

Il controllo di Bala Murghab consente di utilizzare le base Columbus come trampolino per l’offensiva su Gormach, più a nord , intorno alla quale opera un piccolo conti gente norvegese che verrà rinforzato da truppe tedesche e americane.

Il convoglio di 130 veicoli colpito lunedì dalla bomba talebana trasportava a Bala Murghab truppe, mezzi e materiali necessari all’operazione a tenaglia che gli alleati dovrebbero scatenare in estate  e che prevede l’avanzata verso Gormach seguendo due piste che corrono quasi parallele.

Un’offensiva che i ribelli cercano di ostacolare e ritardare consapevoli che potrebbe risultare decisiva per le loro sorti anche se da queste parti gli alleati faticano a conseguire il consenso della popolazione, di etnia pashtun e in buona parte fedele agli insorti. Basti pensare che nelle elezioni dell’agosto scorso a Bala Murghab e dintorni votarono pochissime persone e riuscirono ad aprire solo sette dei 31 seggi previsti.

Dopo l’attentato di lunedì poche informazioni sono state diffuse sulla risposta delle forze alleate. Il 19 maggio nell’area di Bala Murghab è stata individuata e attaccata una grossa formazione di insorti e alla battaglia, durata alcune ore, avrebbero partecipato gli alpini del Secondo reggimento, truppe americane e un reparto afghano. Gli scontri hanno visto l’impiego dei mortai italiani e l’intervento dei jet statunitensi.

Il bilancio del comando di Kabul rifrisce di un numero consistente di miliziani uccisi mentre non si segnalano morti o feriti tra le fila degli alleati e dell’esercito afgano.

  • gianandrea gaiani
  • Giovedì 20 Maggio 2010

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Commenti

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Il 20 Maggio 2010 alle 17:02 spyun ha scritto:

Perché dici combattono, non siamo in missione di pace?

Il 20 Maggio 2010 alle 17:16 giovannim. ha scritto:

Un intervento preciso e dettagliato, che si presta da alcune considerazioni
Prima considerazione:
sebbene inutile (e per certi versi retorico) viene spontaneo domandarsi quale sarebbe oggi la situazione se solo l’impegno complessivo della coalizione fosse stato cosi robusto, se non fin dal principio, almeno da
più tempo.
La seconda:
si riconferma l’importanza del fattore controllo del territorio; fino a quando ampie zone dell’Afghanistan sfuggiranno ad una qualunque forma proprio di controllo della coalizione, ogni ragionamento sul passaggio di consegne appare prematuro (soprattutto se teniamo conto delle capacità del Governo e delle forze di sicurezza afgane, vero “buco nero” della situazione).
La terza:
un gioco fondamentale lo gioca il sostegno (o meno) delle tribù locali; quindi saranno necessari non pochi equilibrismi nel riuscire a coniugare lo sforzo militare con quello di guadagnare un minimo appoggio dagli “elder” tribali.
La quarta:
vista la situazione attuale e visto, come detto, il gravissimo ritardo delle istituzioni afgane nel loro complesso, sentire parlare già oggi (sia pure riferito al 2011) di disimpegno appare a dir poco prematuro.

Il 20 Maggio 2010 alle 17:36 fsl ha scritto:

Caro direttore, ma questa “offensiva” ci sarà davvero?

Ho cercato Ghowrmach sulle mappe ed è stato arduo trovarla!

E’ un posto a 30 Km dal Turkmenistan, non appena i Talibans vedranno polvere sulle montagne, scapperanno oltre confine, lasciandosi dietro solo qualche IED.
Se le forze ISAF non si accordano per avere la cooperazione con i turkmeni (!!) , sarà un’operazione del tutto inutile.
Lei pensa che sapremo dell’eventuale partecipazione dei “nostri”?
Visti i precedenti, purtroppo solo se qualcuno ci rimetterà la pelle.

A dimostrazione del “velo” sull’informazione che esiste solo da noi in Italia, rilevo che solo da lei apprendo di questo scontro che coinvolge i nostri alpini, mentre nulla ho letto sulla battaglia che c’è stata nella notte tra il 18 ed il mattino del 19 nei pressi della base aerea di Bagran, con diversi tentativi dei talibans, più o meno coordinati, di colpire obiettivi usando almeno quattro attentatori suicidi , razzi e armi leggere.
Bilancio: almeno 12 talibans morti da una parte, un contractor morto, 9 soldati feriti e danni trascurabili per l’altra.

Ayaz Gul | Islambad 19 May 2010

A group of heavily armed Taliban militants attacked a major U.S-run airbase in Afghanistan, sparking gun battles that killed nearly a dozen insurgents and an American contractor. At least nine U.S soldiers were also wounded in the fighting. The militant strike comes a day after a suicide car bombing struck a NATO convoy in the capital Kabul, killing six foreign troops along with 12 Afghan civilians.

The pre-dawn Taliban assault targeted the Bagram airbase, which is located 60 kilometers north of Kabul and is run primarily by the U.S military.

Speaking to VOA by telephone, a U.S spokeswoman at Bagram, Major Virginia McCabe, gave details of the fighting, “Several insurgents were killed in the attack this morning on Bagram Air Base that included small arms fire, mortars, rockets and grenades. Our servicemen responded immediately,” she said.

Taliban militants quickly claimed responsibility, saying 20 fighters mostly suicide bombers took part in the assault that began overnight.

NATO officials described four of the insurgents killed as intended suicide bombers.

The attack on one of NATO’s biggest bases in Afghanistan comes a day after a suicide car bombing targeted a military convoy of the international alliance on a busy road in Kabul. The attack killed 18 people, including five American troops and a Canadian solider. The rest of the victims were Afghan civilians.

Speaking at a news conference in Kabul, NATO’s senior civilian representative in Afghanistan, Mark Sedwill, warned of more insurgent attacks in the coming days. But he says the violence will not deter international efforts to bring security to the country.

“We will have difficult days like yesterday (referring to the suicide attack on the NATO convoy in Kabul). It is inevitable. This is the time of year when we see usually an effort by the insurgents to knock us of course and to try and attack the coalition and indeed the government of Afghanistan. But the overall campaign is on track,” Sedwill said. “I believe that by the end of this year we will be able to demonstrate that we have the initiative and the momentum is with us, the government of Afghanistan and the government’s international partners.”

NATO forces are preparing to launch security operations against suspected militant bases in the southern Afghan province of Kandahar. In response, the insurgents have promised to step up attacks on diplomats, members of the Afghan government, lawmakers, NATO forces and foreign contractors.

Il 20 Maggio 2010 alle 20:30 indigesto ha scritto:

Qui pare che l’offensiva la stanno portando i talebani. Quando, e se, ci sarà quella NATO bisognerebbe impedire la ritirata dei guerriglieri nei Paesi limitrofi, magari con interventi aerei. Se no si sta sempre da capo a dodici.

Il 20 Maggio 2010 alle 21:00 gianandrea gaiani ha scritto:

Concordo sui punti elencati da Giovannim ma aggiungerei che dopo aver sprecato anni e miliardi di dollari per NON addestrare correttamente gli afghani e NON controllare il territorio oggi non si può avere fretta di andarsene . Pena il rischio di vanificare totalmente gli sforzi. A fsl confermo che sulle guerre italiane spesso ci sono stati silenzi imposti da governi di tutti i colori impegnsati a venderci la favola delle “missioni di pace”. Oggi le cose vanno meglio sul fronte dell’informazione ma di dettagli sui combattimenti (con l’eccezione dei sei mesi di impiego dei parà della Folgore) ne vengono forniti ancora pochi.

Il 20 Maggio 2010 alle 21:28 anna.one ha scritto:

Si, i talibani potrebbero scappare in Turkmenistan e.. li li aspetteremo.

E’ un major hub per il trasporto di supplies e viene usato dagli US e NATO forces in Afghanistan. Il Pentagon ha inoltre un contingente di personale militare in Ashgabat.
La NATO ha aperto un corridoio per gli approvvigionamenti alle sue truppe, questa mossa dimostra che il Turkemistan, malgrado un low profile, ha un ruolo nella guerra. Ashgabat ha giocato un ruolo importante anche durante l’Operazione Enduring Freedom e Iraq Freedom.
Il Foreign Minister russo Rashid Meredov, ha offerto di aprire la base ex sovietica a Mary, ma il focus degli US e’ nell’utilizzare il network stradale e ferroviario Turkmen.
Turghundi e’ direttamente sul confine Turkmen-Afghan con Chemenabat, ed e’ stato il luogo di “large-scale” tactical exercises tenuto in marzo presenti c’erano diplomatici esteri inclusi representatives dell’ US Embassy in Ashgabat. Di recente Turkmenistan ha intrattenuto funzionari dalla Spagna, un membro della NATO con entrambi militari, e non, transit deals con..la Russia. Turkmenistan fa parte delle nazioni dell’Asia Centrale incluse nel “National Defense Authorization Act for Fiscal Year 2010.” Questo accordo permette al Defense Department di incoraggiare gli stati dell’Asia Centrale a cooperare in appoggio delle operazioni in Afghanistan.

Interessante quello che disse Andre Grozin, direttore del Central Asia Department al CIS Institute in Moscow: ” Se una base americana appare in Mary, non sara’ militare, o almeno sara’ dichiarata non-militare, in questo modo non contraddira’ lo status neutrale del Turkmenistan”.

Il 20 Maggio 2010 alle 21:37 anna.one ha scritto:

Un segmento del Pentagono e altri, hanno abbracciato una dottrina conosciuta come “The Long War” la lunga guerra, che proietta un “arco di instabilita’” causata da gruppi ribelli dall’Europa al Sud Asia che durera’ fra i 50 e 80 anni. Secondo uno dei suoi architetti, l’Iraq, l’Afghanistan e il Pakistan sono solo “piccole guerre nel bel mezzo di una grande”.

Il 20 Maggio 2010 alle 21:56 giovannim. ha scritto:

Direttore, sono assolutamente d’accordo: nessuna fretta di andarsene.
È bene ripeterlo, la missione ISAF (così come qualsiasi altra operazione militare) non ha una data di scadenza come se fosse una mozzarella o una tavoletta di cioccolato.
Questo vuol dire che dall’Afghanistan si andrà via solo quando ci saranno le condizioni per effettuare un, serio e credibile, passaggio di consegne ad un Governo afgano che sia in grado di garantire un minimo livello di sicurezza nonché stabilità (che ad oggi, appare ancora abbastanza lontana).

Il 20 Maggio 2010 alle 22:04 anna.one ha scritto:

Nessuna fretta d’andarsene.. fin quando un nuovo governo, alla Zapateros, o quello in carica sotto pressione, decidera’ d’andarsene!

Chi alla fine rimarra’ saranno sempre, purtroppo, i soliti..

Il 20 Maggio 2010 alle 22:08 spyun ha scritto:

Bella prospettiva, guerre tra i 50 e 80 anni. Israele è a 60 e la sua gioventù, a detta di Anna Momigliano in Karma Kosher, non capisce per cosa si combatte. Sa solo che gli aspettano tre anni di naia e poi fino a 45 in stato di allerta, richiamati in qualsiasi momento. Bella vita, provassimo ad esportarla negli USA starebbero bene anche loro.

Il 20 Maggio 2010 alle 23:47 anna.one ha scritto:

Che c’entra Israele, troll? E poi, a lei che gliene importa se la guerra contro il terrore durera’ decenni? Ci sono volontari che la combattono, la bella vita con il loro sacrificio la fanno fare a lei.
La guerra che si combatte in Afghanistan e altrove e’ contro il militant islamic terrorism, anche se ora sotto Hopey il termine “islamico” e’ tabu’!

Il 21 Maggio 2010 alle 8:18 fsl ha scritto:

WOW! GUERRA ETERNA!
50-80 anni … ma che razza di scenario sarebbe?
Se al Pentagono pensano veramente queste cose, rimpiango quel colonnello dell’USAF terrorizzato dai “fluidi corporei” e gli altri personaggi del film “Il Dr. Stranamore”!

Questa non è una dottrina, ma la semplice presa d’atto di una situazione che non si sa risolvere!
Le elezioni si tengono anche in USA ogni 4 anni ed un governo Zapateros, in uno scenario così lungo, potrebbero beccarselo pure gli “yankees”, non solo noi sfigati latini!

Il 21 Maggio 2010 alle 8:25 indigesto ha scritto:

Si, fsl, la guerra si fa in due, ma può essere anche uno solo a volerla! Bisognerebbe sentire cosa ne pensano gli Islamici a tal proposito, no? Saluti.

Il 21 Maggio 2010 alle 16:26 ermes1 ha scritto:

Gino Strada, di Emergency ha detto che:

“L’Afghanistan ci costerà 51 milioni al mese, quest’anno. A fronte dei 45 dell’anno scorso.
In febbraio il Senato ha votato il rifinanziamento della missione, e da giugno la spesa sarà ancora più alta.
La Russa l’ha detto: arriverà un altro migliaio di sodati.
Eppure l’invio e la permanenza del nostro contingente, a fronte del “pantano” che la missione si sta dimostrando essere, sembra collimare sempre meno con l’articolo 11 della Costituzione, quel “L’Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali” fin troppo ignorato.

Il capo dell’associazione volontaria ha poi un appunto da fare sui mezzi del contingente italiano.

“Il ministro della Difesa aveva assicurato: i nostri velivoli non possono portare agli errori cui hanno condotto i militari americani.
”Al ministro chiedo, e allora cosa sono i nostri, aerei da turismo? – ha commentato, duro, il medico – Cosa fanno, portano in giro i turisti a vedere i bombardamenti? Cosa ci fanno gli aerei militari in zone dove si sta bombardano? Sono affermazioni ridicole.

Piuttosto, possiamo indicare alcuni dei pericolosi terroristi feriti dalle operazioni militari nella zona di Marjah. Feriti, perché i morti non li vediamo. Un ragazzo di 10 anni di nome Fasel, una bambina di 12 di nome Rojah che stava prendendo acqua al pozzo e si è presa una pallottola in un fianco, Said, di 7 anni, con una pallottola nel torace, un bambino di 9 anni di nome Akter che stava guardando dalla finestra quando gli hanno sparato in testa… questi sono i talebani“.

“I nostri politici – ha detto Gino Strada – non sanno niente dei talebani, non sanno di cosa parlano.

Non saprebbero nemmeno indicare l’Afghanistan su una cartina muta. Purtroppo, questa è la gente che prende decisioni costano la vita a tanti afgani.
E che costa una quantità di soldi impressionanti agli italiani.
Siamo un paese dove si perdono centinaia di migliaia di posti di lavoro e si buttano via centinaia di milioni in una guerra per sostenere questo piuttosto che quel governo afghano.
Mi piacerebbe avere un parlamento decente. Sull’Afghanistan continuano a dire agli italiani bugie clamorose, anzi; palle gigantesche.

Il 21 Maggio 2010 alle 17:13 hector ha scritto:

se e per questo molti ignorano ki siano i pashtun. e perke questi in fondo preferiscano i taliban ai sovietici o agli usa (i pashtun ignorano cosa sia al-qaeda). bhe dieci anni ai soviet e dieci anni agli usa, poi ciascuno per la sua strada.

Il 21 Maggio 2010 alle 17:27 anna.one ha scritto:

Trovo strano che fsl non abbia ancora capito di che guerra qualcuno del Pentagon stava parlando.
Indubbiamente pensa che la guerra contro il terrorismo islamico radicale, si potra’ concludere in breve tempo.
Sarebbe bello se fosse vero, ma visto quanto tempo ci e’ voluto per sconfiggere i sovietici, e come la piovra dell’Al Qaeda si sta espandendo, fino ai vostri confini ed oltre, io mi fido dell’”incompetente” del Pentagono, che sicuramente sa anche che una azione alla Dr. Strangelove potrebbe risolvere il problema.

In quanto alle elezioni negli USA ogni 4 anni, dovrei far notare a fsl, che il candidato Messiah promise ai polli che avrebbe ritirato immediatamente tutte le nostre forze militari dai terreni di guerra, non solo Iraq,e avrebbe chiuso immediatamente GITMO, tra l’altro.

Il 21 Maggio 2010 alle 17:52 indigesto ha scritto:

Guarada Ermes1 che l’Italia non sta facendo la guerra agli Afghani. E’ in una organizzazione militare che si chiama NATO che ha per obbiettivo la difesa reciproca delle Nazioni che vi partecipano. Senza di essa S.Marino probabilmente ci avrebbe dichiarato guerra, ben sapendo come noi si ripudia la guerra, senza il bisogno di invocare l’Art 11 della Costituzione, e come siamo vocati piuttosto alla guerriglia ed alle guerre civili, fin dal tempo dei Romani! Quanto ai bambini Afghani, probabilmente Strada attribuirà la morte degli ultimi, in occasione dell’attentato al convoglio nella capitale, ai bombardamenti americani, stanne certo!

Il 21 Maggio 2010 alle 17:53 anna.one ha scritto:

Mi sa che anche hector non abbia le idee troppo chiare.

Il Taliban e’ composto da tribu’ Pashtun, che hanno favorito il nazionalismo pashtun, sia pure di natura islamica, e comincio’ ad incidere sui pashtun pakistani.

Il trionfo dei talebani praticamente elimino’ il confine tra Pakistan e Afghanistan. Da entrambe le parti, tribu’ pashtun sono state fatte scivolare verso il fondamentalismo, e sempre piu’ coinvolte nel traffico di droga. In ultima analisi, il Pakistan e’ diventato una vittima della propria visione per mano dei talebani, come le aree che erano a cavalcioni della Linea Durand, compresa la FATA in Pakistan, che e’ diventata una autostrada virtuale per Jihad , avendo collegamenti con Al-Qaeda con la rinascita dell’Islam radicale.

Vediamo di rinfrescare la memoria di alcuni, l’ultimatun di Bushitler e il Grande Satana dato al Taliban nel 2001:

Consegnare agli US tutti i leaders dell’Al Qaeda.
Rilasciare tutti i prigionieri esteri.
Chiudere immediatamente tutti i campi d’addestramento dell’Al Qaeda.

Consegnare alle autorita’ appropriate tutti i terroristi e tutti i loro sostenitori.
Dare agli US full access ai campi d’addestramento dei terroristi dell’ Al Qaeda per ispezione.

Siii, i pashtuns “ignorano” cosa sia Al Qaeda!

Il 21 Maggio 2010 alle 18:17 hector ha scritto:

? con cio non ci ha detto ki sono i pashtun. quelle ke ci ha detto eran cose risapute

Il 21 Maggio 2010 alle 18:20 giovannim. ha scritto:

Vista la tendenza a citare l’articolo 11 della nostra Costituzione in maniera talvolta raffazzonata, per prima cosa ricordiamolo per intero:
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”
Ora, sostenere che le nostre Forze Armate siano in Afghanistan come strumento di offesa a quel popolo significare mistificare la realtà o, se lo si preferisce, mentire spudoratamente (il tutto per perseguire i propri scopi, più o meno nobili).
Per ciò che riguarda il tema delle controversi internazionali, niente di più semplice: l’Italia è schierata in Afghanistan non perché abbia una qualche controversia con quel Paese ma bensì sulla base del mandato conferito da una decina di risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (mandato poi implementato dalla missione ISAF guidata dalla NATO) e con pieno accordo dell’Afghanistan stesso.
Chiunque dunque sostenga che l’Italia stia operando al di fuori della Costituzione si sbaglia, e neanche di poco.

Il 21 Maggio 2010 alle 18:40 anna.one ha scritto:

?? Il Taliban e’ pashtun ed e’ alleato dell’Al Qaeda, cosa risaputa ma che lei afferma non sanno che cosa sia.

Ma chi crede di far fessa? Io so chi sono i pashtuns, etnici afghans, gruppo etnico-linguistico dell’est iraniano che vivono principalmente in Afghanistan, nel Pakhtunkhwa e Bolochistan.

Lei come al solito va a farfalle!

Il 21 Maggio 2010 alle 18:51 anna.one ha scritto:

Gli italiani combattono in Afghanistan perche’ fanno parte della missione ISAF condotta dalla NATO stabilita dall’UN Security Council nel 2001 e dall’ accordo di Bonn, e’ composta da 26 nazioni NATO, 10 partner e 2 non-NATO-non-partner.

Se a certi italiani non comoda che l’Italia faccia parte della NATO e vogliono che si scrolli le responsabilita’ che ne derivano, dovrebbero esigere un referendum invece di fare domande superflue.

Guarda hectorino, e’ in pashtun!

http://www.babbletalk.net/wp-c.....o.svg_.png

Il 21 Maggio 2010 alle 19:11 hector ha scritto:

il pashtun non è taliban anke se molti taliban sono stati pashtun(ma i taliban non erano un movimento politico?). i pashtun sono in poke parole la popolazione afghana, per la maggioranza pastori, qulli ke ne i soviet ne voi sono riusciti a piegare. se ha voglia si legga le poesie di khushal khan khattak e si faccia na mezza idea

Il 21 Maggio 2010 alle 19:34 spyun ha scritto:

giovannim, a sbagliarti e di grosso sei tu, primo la NATO nacque in opposizione al Patto di Versavia, ora quel patto non esiste più, quindi la NATO non ha ragione di esistere. Secondo l’ONU ha dimostrato di essere di parte, troppo condizionata da chi crede di essere padrone del mondo, non è mai riuscita a far rispettare una delle sue decisioni ad Israele che continua allegramente ad ignorare, quindi un organismo che non ha più nessuo valore non rappresentando equamente gli stati partecipanti. Ed infine è violazione della costituzione in ogni senso, soldati italiani sono e non legione straniere hai citato l’articolo della costituzione ed è ipocrita la tua affermazione finale.

Il 21 Maggio 2010 alle 20:41 anna.one ha scritto:

Riiiight hectoruccio, il Taliban non e’ pashtun, infatti anche il suo leader, mullah Omar e’…pashtun della tribu’ Hotak.
Wrooong, i pashtun rappresentano il 43% della popolazione afghan, e in Afghanistan la lingua ufficiale e, parlata dal 50% e’ il dari.
I pashto sono il 35% e il pashtun e’ parlato dal 43% degli afghani.

Leggere, studiare, prima di dire corbellerie!

Il 21 Maggio 2010 alle 20:56 anna.one ha scritto:

Incredibile!!!
Il Warsaw Pact fu fatto nel 1955 e preso a pesci in faccia nel ‘91.
La NATO nacque nel 1949, ma per il Fumagalli fu creata in opposizione del Warsaw Pact!
Fumagalli si fumi qualcosa di piu’ buono, quello che sta fumando e’ robaccia, le sta mandando il cervello in pappa!

Il 21 Maggio 2010 alle 21:07 hector ha scritto:

uao dobbiamo massacrare tutti i taliban cioe il 43% della popolazione afghana…. progetto ambizioso… ma ci spieghi anna.one: perke l’opinione pubblica e in dovere di credere ke pashtun e taliban siano la stessa cosa? a cosa(e a ki) serve?

Il 22 Maggio 2010 alle 0:16 anna.one ha scritto:

No, altro che mi do la zappa sui piedi, e’ lei che se la da sempre la martellata sui….ammettendo che ha sbagliato.

Il Warsaw Pact fu creato dopo l’integrazione nella NATO della West Germany nel 1955, e la NATO che conosciamo oggi fu creata dopo la Soviet Berlin Blockade.
Se c’e’ un certo allontanamento degli alleati, per il momento, dagli USA e’ proprio per le policies di Obowma che danno l’apparenza di una USA debole.
Indubbiamente, quando i nostri alleati piu’ fedeli vedono che si inchina ai nemici e come tratta gli amici, i dubbi sorgono.

Il 22 Maggio 2010 alle 0:59 spyun ha scritto:

Oh oh oh, l’ochetta si sta accorgendo del declino USA, il crepuscolo degli Dei, il cerchio si stringe per colpa di Obama. E’ President da un anno ha ha già combinato un disastro simile, ammazza che forza, altro che Rambo. Sono 70 anni che provocate disastri e ora è colpa di Obama, poveretta che disastri fa la droga. Il sogno americano trasformato in incubo, per ora solo dal petrolio poi si vedrà.

Il 22 Maggio 2010 alle 10:01 giovannim. ha scritto:

Nel frattempo, come preannunciato a suo tempo proprio dal Direttore Gaiani, prendono corpo i cambiamenti nella struttura della missione ISAF:
Il Comando Regionale Sud verrà diviso in 2, dando vita al nuovo Comando Regionale di Sud-Ovest che comprenderà le provincie di Helmand e Nimruz e che sarà comandato dagli americani. Le restanti provincie di Kandahar, Uruzgan, Zabul e Daikundi resteranno sotto comando britannico.
Non solo, anche nel fino ad oggi relativamente tranquillo Comando Regionale Nord, a guida tedesca, giungeranno numerosi rinforzi americani, tanto che il vice-Comandante della Regione diventerà proprio un Generale americano.
Questo vuol dire che gli Stati Uniti, dopo il Comando Regionale Est, ora avranno quello Sud-Ovest, alcune zone sottratte a quello Ovest (in teoria sotto il controllo italiano) e infine metteranno piede in quello Nord.
Praticamente, la conferma la missione ISAF è oramai diventata a guida americana e non più NATO (se mai lo era stata in precedenza).
Un’evoluzione frutto non già della prepotenza USA ma, bensì, della latitanza altrui.

Il 22 Maggio 2010 alle 13:06 hector ha scritto:

bhe in fondo agli altri poco importa dell’afghanistan, a (quasi) nessuno degli afghani.

Il 28 Maggio 2010 alle 14:55 “Rappresaglie” italiane in Afghanistan? - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] abbiamo parlato anche qui su questo blog. Resta però da chiarire un aspetto: lo stesso giorno il comando italiano di Herat [...]

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