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Barack Obama dice sì ai gay nelle forze armate

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  • Tags: Barack Obama, dont'ask dont'tell, forze-armate, gruppi diritti gay, obamamania, omosessuali, Stati Uniti
  • 16 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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Una manifestazione a Washington contro il bando dei gay nelle forze armate (Credits: LaPresse)

Una manifestazione a Washington contro il bando dei gay nelle forze armate (Credits: LaPresse)

Era stata una delle sue più importanti (e ardite) promesse durante la campagna elettorale. Ma, come altre, non le aveva mantenute nel suo primo anno e mezzo di mandato presidenziale. Ora, invece, sembra volere fare un passo verso il pagamento del credito (che aveva chiesto a una parte dell’elettorato): Barack Obama ha dato il suo (timido) appoggio a una soluzione di compromesso che permetterà agli omosessuali dichiarati di vestire la divisa delle forze armate statunitensi.

Per le associazioni per i diritti gay, il traguardo (dopo anni e anni di battaglie) sembra vicino. Tra due giorni, il Comitato per le Forze Armate del Senato dovrà votare se abolire (di fatto) la politica del don’t ask, don’t tell (arruolamento in cambio del silenzio sulle inclinazione sessuali), oppure se mantenerla ancora in vita.

Se dovesse passare il si, saremmo di fronte a una decisione storica. Che avrà ripercussioni non soltanto sull’esercito, ma anche nella società americana, parte della quale è tuttora chiusa a ogni cambiamento (o certificazione di cambiamento, visto che si parla di una legge) del costume (e della morale) su temi (ritenuti ancora così delicati) come l’omosessualità.

Con una lettera molto burocratica nella forma, ma forte nella sostanza, il capo dell’ufficio budget della Casa Bianca Peter Orszag ha comunicato alla Commissione Difesa del Senato che il governo intende(rebbe) mandare in soffitta la suddetta dottrina Dadt (non chiedere, non dire), varata ai tempi di Bill Clinton, nel 1993, e adottare il compromesso proposto da Capitol Hill: basato su di una formula che prevede la decadenza del bando contro il servizio militare degli omosessuali dichiarati previa però ultima verifica e finale approvazione (chiamiamola assunzione di responsabilità) da parte del  Presidente, del Segretario alla Difesa e del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate.

L’endorsment della Casa Bianca è stato seguito - qualche ora dopo - da una ancora più prudente dichiarazione di appoggio del Segretario alla Difesa Robert Gates. Avrei voluto andare avanti con il programma che prevedeva il giudizio finale di una commissione militare entro il prossimo dicembre, ma se bisogna accelerare i tempi (per le elezioni ? ndr) , mi adeguo, ha detto (in pratica) il numero uno del Pentagono.

Ora tocca ai lawmaker di Capitol Hill. Lo schieramento è bipartisan. In commissione ci sono senatori indecisi, come due democratici - finora schierati per il mantenimento della politica del Dadt - e un repubblicano Scott Brown, il quale non avrebbe alcuna intenzione di dare via libera al compromesso.

Per loro, deve rimanere la normativa (il male minore) approvata quasi 18 anni fa, quando alla Casa Bianca sedeva Bill Clinton. L’allora presidente democratico, a sua volta - dicono le cronache - puntava ad abolire il bando, ma non ci riuscì, subissato dalle proteste delle organizzazioni conservatrici, di quelle di una parte delle forze armate e dell’opinione pubblica.

Dovette così accontentarsi di una legge che, di fatto, se sanava una situazione di persecuzione ufficiale,  non garantiva i diritti degli omosessuali in armi. I quali erano (sono)  spesso tormentati dai superiori (che hanno espulso dall’esercito molti soldati sospettati di essere gay). Militari che  in diversi casi  sono stati sottoposti a una sorta di caccia alle streghe dagli esiti finali (a volte) cruenti e violenti, se non addirittura mortali, come è successo a Allen R. Schindler Jr, ucciso in uno dei raid dei commilitoni, uno di quelle rituali  Festa della Coperta (Blanket Party) durante le quali venivano lanciati teli addosso al “sospettato” gay per impedire di individuare i commiltioni che  poi l’avrebbero pestato a sangue.

E’ evidente che questa vicenda va ben oltre i circa 75.000 soldati gay (non dichiarati ufficialmente) presenti nella forze armate Usa. Ma assume una forte valenza simbolica in un paese dove rimangono profonde tracce di puritanesimo, moralismo e rigidità nei costumi accanto, invece, a una profonda e vera capacità ( libertà ) di espressione della propria personalità e di rispetto dei diritti dell’individuo.

Se dovessimo basare il nostro giudizio su quello che ci dicono i sondaggi,  non ci dovrebbero essere dubbi: l’America è pronta a togliere il bando per gli omosessuali dichiarati nell’esercito. Ma le titubanze del Palazzo, compresa la Casa Bianca, ci fanno capire ancora una volta come la classe politica sia distante dal “sentito” dei cittadini. Oppure premi il sentimento (la pancia) di solo una parte di essi.

Barack Obama - che (nonostante tutto) è un politico di fiuto - ha capito che sulla questione degli omosessuali nell’esercito avrebbe dovuto muoversi con prudenza fino a quando non si sarebbe aperta una finestra di opportunità per una soluzione di compromesso. Cosa che è poi (regolarmente) avvenuta. Ma ora, l’ultimo passo devono compierlo i senatori di Capitol Hill. Saranno in grado di farlo ? Vorranno farlo ?

  • michele.zurleni
  • Mercoledì 26 Maggio 2010

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Commenti

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Il 26 Maggio 2010 alle 16:56 pasalaam ha scritto:

Sono fritti!

Il 26 Maggio 2010 alle 17:23 indigesto ha scritto:

Ma in che percentuale è presente la popolazione omosessuale negli USA rispetto a quella totale? Poichè leggere del “sentito dei cittadini” e non di lobbyes, associazioni o altro, fa pensare che sia molto alta, piacerebbe conoscerla.

Il 26 Maggio 2010 alle 17:49 anna.one ha scritto:

In “Don’t Ask, Don’t Tell”, i militari non chiedono le preferenze sessuali di un individuo quando si arruola (era una domanda sui forms di arruolamento). I militari non indagano se qualcuno sostiene che una persona e’ omosessuale (e’ possibile, tuttavia, indagare sulle accuse di comportamento omosessuale). La condotta omosessuale e’ ancora motivo di congedo (onorevole). COMPORTAMENTO comprende, non solo gli atti omosessuali durante il servizio attivo, ma comprende anche dire agli altri che sono omosessuali (questo il “Don’t Tell” parte).

Ciò che mi preoccupa e’ che la maggior parte delle persone che criticano la politica, non hanno alcuna significativa esperienza militare.
Single sottufficiali che risiedono in-base sono autorizzati a soggiornare in camere singole. Ma, che dire di quelli costretti a vivere in caserma con un compagno di stanza? Che succede al diritto alla privacy del singolo, eterosessuale di basso rango?
E “gli sposi” avranno diritto alla pensione, assistenza sanitaria, housing, tours e tutto il resto?

Il 26 Maggio 2010 alle 18:29 indigesto ha scritto:

La prima parte l’ho recepita. La seconda, almeno per me, sembra un pò difficile da capire. Ma non è importante.

Il 26 Maggio 2010 alle 19:46 anna.one ha scritto:

Difficile da capire, che se servono apertamente il Pentagono deve accettare anche l’eventuale “moglie o marito” e considerarli come una famiglia eterossessuale (normale)?
Visto che le donne hanno quartes separati, specialmente la NAVY, il DOD dovra’ costruirne anche per i gays?
Non tutti si sentono a loro agio se il sapone scivola di mano durante la doccia con un apertamente gay a fianco..o dietro, non credi?

Il 26 Maggio 2010 alle 19:47 indigesto ha scritto:

Sei terribile!

Il 26 Maggio 2010 alle 19:56 anna.one ha scritto:

L’ha gia’ fatto il Department of State in Baghdad, dobbiamo aspettarci delle belle Gay Pride Day con tanto di parate di froci con arcobaleni vari arganizzate dal DOD in tutti gli States e basi all’estero? Just asking! :)

Il 26 Maggio 2010 alle 20:22 indigesto ha scritto:

Se chiedi a me ho le idee abbastanza chiare, ma non vorrei farmi nemici. Giusto GR?

Il 26 Maggio 2010 alle 20:24 indigesto ha scritto:

Scusa CR(cappuccetto rosso)

Il 26 Maggio 2010 alle 20:41 indigesto ha scritto:

Non so che intendi per tiepido..! E’ un immagine tenera.. Non ho dubbi che mangi lupi a colazione. Ma quello cattivo della favola mangiava lui le vecchiette..

Il 26 Maggio 2010 alle 21:12 indigesto ha scritto:

Non c’è di che risentirsi. GR è l’immagine della ingenuità! E il lupo non è poi così cattivo, nè spelacchiato e nè porta dentiere. Ama il bosco e ha un debole per le petunie.

Il 26 Maggio 2010 alle 23:28 indigesto ha scritto:

E’ l’ora del the. Magari un lupo ci sta anche bene al posto dei biscottini. Fa niente se sdentato e spelacchiato. In compenso è..focoso!

Il 27 Maggio 2010 alle 2:05 indigesto ha scritto:

Good continuation!

Il 27 Maggio 2010 alle 12:56 indigesto ha scritto:

Visto, cara Anna? Il tiepido non è stato gradito! Ti svelo l’arcano: non sono per l’esibizione, meglio la riservatezza ed il bon ton. C’è chi intende tuttoquesto a suo modo. Non posso farci molto; a ciascuno il suo! :)

Il 27 Maggio 2010 alle 17:51 fsl ha scritto:

Finita la parentesi romantica, vorrei ricordare agli angosciati commentatori che, nell’antichità non si facevano pregiudizi sui militari omosessuali, anzi sono stati tramandati diversi eroi e personaggi sulla cui eterosessualità non ci sarebbe da scommettere!

I problemi li ha creati il cristianesimo.
Dal punto di vista della guerra globale, come siamo messi?
I duri e puri muslims ci prenderanno in giro o sono più tolleranti di noi?

Il 27 Maggio 2010 alle 18:06 indigesto ha scritto:

fls, non ho interesse a soffermarmi sulla questione degli omosessuali. Dici bene su certi costumi greci, e si potrebbe continuare. Dici anche bene su una certa morale cristiana. Ma se tieni conto che in qualche paese a conduzione religiosa non cristiana è ancora prevista la pena di morte per costoro, allora la parola “problema” va un pò rivista, secondo me. Saluti.

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