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Prete accoltellato a morte. Teniamo gli occhi aperti sulla Turchia

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  • Tags: Generazione Tel Aviv, Islam-politico, Turchia
  • 28 commenti
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher.
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Protesta anti-israeliana a Istanbul (credits: AP Photo/Ibrahim Usta)

Protesta anti-israeliana a Istanbul (credits: AP Photo/Ibrahim Usta)

La notizia è appena arrivata, pesante come un macigno: Monsignor Luigi Padovese, Vicario apostolico per l’Anatolia, è stato ucciso nella sua casa di Iskenderun, nel sud della Turchia. Un omicidio che deve preoccupare, e parecchio. Non soltanto perché si tratta di un uomo del Vaticano, ma anche perché ha tutta l’aria di essere un ennesimo episodio di intolleranza religiosa, di odio e rifiuto dell’altro, dello straniero, dell’occidentale, in un Paese che, a detta di molti, sta andando alla deriva.

Padovese, 63 anni, era il presidente della Conferenza episcopale turca. Secondo la ricostruzione dei fatti diffusa dall’agenzia cattolica Asia News, i primi sospetti sull’autore dell’assassinio cadono sul suo autista e collaboratore, un musulmano, descritto come “depresso, violento pieno di minacce,” che collaborava da tempo con il prelato, che lo avrebbe accoltellato.

Mons Padovese è stato ucciso a coltellate (credits: Ansa)

Mons Padovese è stato ucciso a coltellate (credits: Ansa)

Non è la prima volta che la minoranza cattolica è presa di mira, nel passato recente della Turchia. Lo stesso Padovese aveva denunciato tre anni fa il clima di intollerenza religiosa, in occasione di un’aggressione contro un frate a Smirne. Nel 2006 un altro religioso, Andrea Santoro, era stato ucciso mentre pregava nella sua chiesa a a Trabzon, sul mar Nero.

Un altro capitolo, poi, meriterebbe la repressione della minoranza armena, e in particolare degli intellettuali che cercano di mantenere viva la memoria del genocidio avvenuto agli inizi del Novecento, e che tutt’ora le autorità turche negano: tra le vittime di questa repressione, lo scrittore e giornalista Hrant Dink, ucciso a Instanbul nel 2007.

Ora, è giunto il momento di chiederci che fine sta facendo la Turchia. Un Paese che per secoli è stato il ponte tra Occidente e Oriente e che adesso si sta allontando sempre di più dall’Europa.

A quanto pare non si tratta solo di un allontanamento strategico, né soltanto di una determinazione a cercare partner e alleati altrove, nata dalla delusione del mancato ingresso nell’Unione europea. Qui stiamo parlando di un vero e proprio rifiuto culturale per l’Occidente e di quei valori di inclusione, di laicità e di tolleranza incarnata dai Paesi europei (non sempre degnamente, se posso dire la mia, ma questa è un’altra storia…).

Ieri Anna Mazzone ha scritto un’analisi molto calzante sul Riformista. Che ripercorre l’avvicinamento della Turchia all’Islam politico dei Fratelli musulmani, da quando nel 2002 il partito Akp di Recep Tayyip Erdogan ha vinto le elezioni fino a oggi, ora che il governo di Ankara sta sparando a zero su Israele.

Erdogan non ha vinto le elezioni perché i suoi elettori chiedevano a gran voce l’Europa, ma perché volevano uno Stato diverso da quello dove hanno vissuto fino al 2002. Nel 2008 la Turchia è diventata la sesta economica europea, riducendo il suo debito pubblico dal 74% al 39%. Nello stesso anno, i dati del Transatlantic Trends (che analizza gli orientamenti dell’opinione pubblica in America e in Europa), parlavano chiaro: il 55% della popolazione turca non si sentiva parte dell’Occidente. Oggi quella percentuale è ancora più ampia e l’Europa è sempre più lontana. Non solo a causa del gran rifiuto di Bruxelles, ma anche e soprattutto in seguito ai cambiamenti della società turca negli ultimi dieci anni.

E ancora:

L’uomo che ha ridisegnato lo scacchiere degli equilibri politici nella regione, tra Balcani, Caucaso e Oriente è Ahmet Davutoglu. Fino al 2009 l’accademico e ambasciatore è stato il consigliere-ombra di Erdogan e ha tratteggiato una nuova «visione» della politica estera turca, il cosiddetto “neo-ottomanismo”. Dallo scorso anno il professore, spesso criticato per l’ostentazione della sua fede islamica, è a capo della diplomazia di Ankara e non nasconde il suo progetto di dare una nuova architettura all’intera regione, nella quale la Turchia vuole svolgere un ruolo di primo piano. Davutoglu è l’uomo che ha ricucito il dialogo con la Siria, che ha fatto ripartire quello con l’Armenia (anche se la normalizzazione dei rapporti è ancora in stallo) e che ha rafforzato le relazioni con Teheran. È una sorta di Kissinger alla turca…

L’articolo può essere letto in versione integrale a questo indirizzo.

  • annamomigliano
  • Giovedì 3 Giugno 2010

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Commenti

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Il 3 Giugno 2010 alle 16:45 spyun ha scritto:

Gentile Anna Momigliano perché le cose turche hanno sapore religioso e le israeliane no? E devono sempre essere sondaggi USA (l’America è altra cosa) ed europei a sputare sentenze sugli altri? Non hanno toppato a sufficienza? Se la Turchia vede meglio associarsi ad orientamenti diversi avrà i suoi motivi. Poco tempo fa, in un dibattito sulla questione turca, chiesi alla professoressa un’opinione sulla minigonne, riferendomi ai clerici, fraintese e con un sorriso rispose che le ragazze portano minigonne da capogiro. Le pare poco? Sa che le rivoluzioni e i cambiamenti avvengono dalle donne? Ricorda cos’era il sud italiano, fino a qualche decennio fa? I maschi sono sempre gli stessi, sono cambiate le donne e saranno le donne a cambiare l’Islam, non i maschi e nemmeno le bombe. Occorre solo tempo, chi non cambieranno mai sono rabbini, preti e mullah, quelli sono fermi alla notte dei tempi. Ci sarà una ragione sa qual’è? Consiste nel tenere la genta nell’ignoranza e alimentare il fanatismo. Guardi che i preti li uccidono anche i mafiosi, i monsignori, cardinali o vescovi no, sono dalla loro parte. In Inghilterra un taxista ne ha uccisi 12 ieri e se un folle ha fatto fuori un monsignore non significa che orienti una nazione. Andiamoci piano, qui si ritrovano cadaveri di ragazze violentate nelle chiese e non sono musulmani. Saranno stereotipi?

Il 3 Giugno 2010 alle 16:52 foxgrin ha scritto:

Spero che la Turchia non voglia rinnegare i principi che ha conquistato con enormi sacrifici.

Il 3 Giugno 2010 alle 17:10 indigesto ha scritto:

Cara Dottoressa Anna, sciocchezze a parte, sono perfettamente d’accordo con Fumagalli quando sostiene che la Turchia è libera di fare le scelte di campo che vuole. Vi aggiungo che il suo posto è tra gli islamici, essendo un paese islamico! Questo processo di radicalizzazione c’era comunque da aspettarselo! Meglio che sia avvenuto prima che tardi! La politica fa i suoi tentativi ed è pur giusto che li faccia. La Turchia è come l’Italia: meglio trovarsela da nemica che da amica. e non l’ho detto io!
Quanto al Prelato, la Chiesa ha la missione di far conoscere il Vangelo. Mons. Padovese non è stato il primo nè sarà l’ultimo Martire! Le vie del martirio sono infinite, e l’una vale l’altra! La Turchia vale ciò che può valere un paese islamico sulla via del fondamentalismo. Desta più meraviglia chi solo ora se ne sia accorto!

Il 3 Giugno 2010 alle 17:17 spyun ha scritto:

foxgrin, hai detto una cosa giusta. C’è da augurarsi che il cambiamento avvenga cone è avvenuto da noi. Il Friuli lo ricordo zona depresa e di emigranti, questi sono tornati e si son dati da fare, peccato che siano diventati razzisti, ma passerà quando si stabilizzeranno le cose. Da sud salirono i buzzurri, ora le seconde e terze generazioni sono i più accaniti nemici della mentalità meridionale, sono leghisti. L’augurio è che la Turchia, come l’Islam, seguano la stessa strada che non sia solo ed esclusivamentwe occidentale. Causa della situazione attuale di crisi finanziaria e produttiva. E’ una speranza.

Il 3 Giugno 2010 alle 17:29 hector ha scritto:

la domanda qui, è questa: perke l’unificazione mediorientale puo avvenire solo tramite il fondamentalismo? e non diciamo stupidaggini come “sono fanatici”. il problema vero e ke le altre vie da 60 anni a questa parte sono sempre state provocate, impedite o inibite dalle ingerenze dei “due poliziotti”(ora solo piu uno).
come è nato in quella regione il fanatismo religioso ke conosciamo?(sotto i turki NON c’era, ne tantomeno sotto gli arabi ke vengono spesso confusi con i saraceni)

Il 3 Giugno 2010 alle 17:44 indigesto ha scritto:

Beato te che riesci a distinguerli. Non ci riescono gli etnologi (da non confondere con gli enologi, che possono tuttalpiù interessare il nostro Fumagalli). Si, hai ragione, il fondamentelismo islamico l’hanno inventato gli americani (i Russi hanno insistito con Popoff, ma con la caduta dell’URSS hanno frenato).

Il 3 Giugno 2010 alle 17:46 indigesto ha scritto:

Dottoressa, faccia come ha fatto, presumo, la Professoressa Astarita: ha chiuso i commenti! I suoi articoli sono preziosi, anche senza le stupidate di alcuni commentatori.

Il 3 Giugno 2010 alle 18:00 hector ha scritto:

ho forse detto ke l’hanno inventato gli americani?(e non dire americani ke io sono peruviano e mi offendo). io ho detto ke sono una risposta ai due poliziotti(usa e urss) e non ho detto ki li ha inventati(anzi ritengo ke sia invenzione loro, hanno la religione dei guerrieri)

Il 3 Giugno 2010 alle 18:15 indigesto ha scritto:

ùFumagalli, ma quand’è che impari a leggere? Preso dalla furia di dire stupidate non ti soffermi su ciò che scrivono gli altri. Ho detto PRESUMO. E non mi dire che i Giornalisti non possono prendere qualche decisione! Sai bene che non è così! Sul tutto il resto del tuo sproloquio non potrei aggiungere nullaltro che… quello che già sai!

Il 3 Giugno 2010 alle 18:15 petillante ha scritto:

ma perche bisogna sempre generalizzare. Lei é mai stata in Turchia? ha mai avuto l’opportunità di passare un po di tempo con i turchi? Sono delle persone la quale accoglienza é molto simile a quella Italiana. I valori della famiglia, la loro generosità e mi dispiace dirglielo il loro apprezzamento per lo straniero. Mi dispiace tantissimo per il Monsignor Padovese ma le minoranze e forse alcuni estremisti non fanno un popolo. e poi siamo sicuri che sia un’intolleranza religiosa? Ho preso questo commento come un tentativo di diffamazione da parte dell’autore visto che é basato su pura speculazione personale. Sono oltre 10 anni che vado in turchia per periodi prolungati da italiano cattolico e le posso dire che non mi é stato mai fatto un commento mai un attacco anzi la curiosità di conoscere il nostro punto di vista. Le consiglierei prima di scrivere questi articoli di imparare prima a conoscere i turchi perché vedo troppo spesso stereotipi che vengono creati da persone come lei che non riflettono la realtà e sono molto contento quando incontro turisti italiani in Turchia che mi dicono “non é per niente quello che mi aspettavo”. Vada un po in Turchia e poi scriva di nuovo l’articolo.

Il 3 Giugno 2010 alle 18:18 hector ha scritto:

qualcuno ke parla col cervello!(era ora) valgon piu le esperienze personali ke il sentito dire! vero indigesto anna.one etc?

Il 3 Giugno 2010 alle 18:47 indigesto ha scritto:

Per chi è convinto di essere il centro del mondo non v’è dubbio. C’è anche chi si crede Napoleone!

Non faccio mai difese d’ufficio, ma avrebbe fatto prima petillante ad informarsi bene su Anna Momigliano. Non scrive mai di cose che non conosca bene sul piano antropologico, culturale, sociale e politico!
I popoli, le tradizioni, le culture non sono mai oggetto di discussione, nè credo che per farne materia di discussione bastino le sole esperienze personali1

Il 3 Giugno 2010 alle 18:55 spyun ha scritto:

petillante, pienamente d’accordo. Io ho bazzigato in altri mondi e constatato la stessa tua opinione, parlano coloro che han solo sentito dire. Di Teheran e Iran, ho un caro amico che ci va spesso e pure lui dice le stesse cose, sono come noi, hanno anche loro gli stessi fanatici come li abbiamo noi. Oltre le americhe, parlo dei latini ho anche conosciuto parte dell’est dov’era arrivata la “libertà”, quanto rimpianto per aver perso quello che non sapevano di avere. Non era molto in valori materiali, pero vuoi mettere la sicurezza, la certezza nel domani, senza disoccuoazione, inflazione sfruttamento, senza stress nel lavoro. Niente droga e nemmeno delinquenza. Certo non avevano la libertà di parola, ma quelli che parlavano o volevano parlare non era il popolino, i semplici, erano i furbi e quando se ne sono accorti, troppo tardi per tornare indietro, ora hanno gli stessi problemi nostri con la semplice formula: utili ai privati, debiti al poplino.In compenso i preti viggiano in Mercedes e vestono in borghese, temono di essere riconosciuti. Questo l’ho visto, non sentito dire.

Il 3 Giugno 2010 alle 18:55 hector ha scritto:

in poke parole indigesto afferma di saperne piu di petillante sulla turkia… per petillante: sebbene si tratti di un impressione (la tua) voglio credere ke la dottoressa non avesse intenzioni di diffamazione

Il 3 Giugno 2010 alle 19:15 anna.one ha scritto:

Vabe’, ora hector e’ peruviano, ora italiano passando dal Qatar!
Tontolone, io in Turchia ho vissuto per alcuni anni e non ho nulla da ridire riguardo la gente, e’ il governo di Erdogan che mi preoccupa e per motivi ovvi.
Le e’ mai passsato per la testolina che oggi non si parla piu’ delle sanzioni contro l’Iran ma l’attenzione di tutti, o quasi, e’ puntata su Israele, e’ una coincidenza che tutto cio’ e’ successo dopo il famoso accordo tra Turchia, Brazil ed Iran?

Il 3 Giugno 2010 alle 19:26 indigesto ha scritto:

hector, tu hai lo stesso processo mentale del Fumagalli. Ti preoccupi di far calzare i vestitini che più di aggradano ai tuoi interlocutori, senza saperli leggere!

Sei sicuro che questo ti aiuta a migliorare le tue conoscenze, o sai già tutto, come il desso?

Il 3 Giugno 2010 alle 19:42 hector ha scritto:

cmq ti kiedo scusa se non intendevi dire quello e ti porgo la mano

Il 3 Giugno 2010 alle 21:47 anna.one ha scritto:

Awesome!

http://www.youtube.com/watch?v.....r_embedded

Il 3 Giugno 2010 alle 22:08 anna.one ha scritto:

Il governo turco dice che questo e’ stato il loro 911 ora Ankara ha la sua camicia insanguinata, che sara’ utilizzata, una volta che Teheran annuncera’ inevitabilmente la militarizzazione delle sue armi nucleari, per giustificare il rapido raggiungimento della Turchia per le stesse. Proprio come Teheran non puo’ apertamente razionalizzare la propria smania per la supremazia regionale nei confronti della rivale Arabia Saudita, la Turchia richiede un villain appropriato per la sua “moralita’” nucleare. Chiunque guardando il deterioramento delle relazioni turco-israeliane lo scorso anno sapeva che era una cause célèbre in progresso. Improvvisamente, anche se forse di proposito, la Turchia puo’ affermare che, nonostante i suoi sforzi per mediare una pace non nucleare nella regione (tra cui un recente accordo di arricchimento di ingegneria con il Brasile) ha bisogno del suo proprio deterrente contro il presunto arsenale nucleare di Israele.

E per quanto riguarda il sogno dell’amministrazione Obama di coinvolgere il voto della Turchia nel Consiglio di sicurezza dell’UN per ulteriori sanzioni contro l’Iran, la W.H. non vede oltre: la Turchia e’ disinteressata a punire Israele e se ne frega della Hamas. La Turchia e’ interessata al potere. Hopey, nel perseguire il suo sogno ingenuo di un “mondo senza armi nucleari”, e’ a caccia di farfalle.

Ma, soprattutto, come scrive Barnett, si ricordi che questo e’ un tridimensionale match a scacchi, l’ Iran inganna il mondo con le sue minacce nucleari contro Israele, la Turchia ora giustifica la sua offerta proprio contro questo regime “canaglia”, e ancora i sauditi non hanno fatto passi significativi contro la loro nemesi sciita. Ma bisogna fare attenzione ai sauditi, conoscendo il loro amore per il disguido e rapporti in malafede, molti si aspettano che forzeranno contemporaneamente l’amministrazione Obowma per piu’ vendite militari, continuando segretamente a collaborare con il Pakistan sul proprio programma nucleare (cosi’ come la Turchia) e tranquillamente collaborare con Israele sul suo attacco aereo previsto contro l’Iran.
Preparatevi ad essere scioccati.

Il 3 Giugno 2010 alle 22:28 indigesto ha scritto:

Come dire tutti con tutti e contro tutti! Solo che il giocattolo nucleare va tolto da certe mani prima che sia troppo tardi. Passi per gli USA con la loro politica incerta in questo periodo, ma Russia e Cina che fanno? Stanno pure loro a guardare?

Il 3 Giugno 2010 alle 23:51 indigesto ha scritto:

Ho solo capito che hai colto l’occasione per mandare un messaggio. Cose tue!
A me non va di tediare nessuno, soprattutto chi ha altro da fare. Posso onorarmi di amicizie, posso essere gentile negli apprezzamenti, ma detesto di essere frainteso, rischio che si corre sovente con chi ha qualche problema. Non condivido le tue opinioni sugli ebrei, li ammiro soprattutto per ciò che hanno dato e continuano a dare all’umanità e comprendo la loro riservatezza, non mi offende. Dello Stato di Israele comprendo le difficoltà che deve affrontare ogni giorno per esistere, mi auguro che ogni controversia giunga presto a soluzione pacifica e non apprezzo chi vuol percorrere altre strade.

Il 4 Giugno 2010 alle 5:24 spyun ha scritto:

Ma come, da fascista approvavi le leggi razziali e ora li ammiri. Hai tacciato Fino di traditore perché s’era messo la cuffietta e mo? Per me son esseri umani come altri, se non si comportano da tali, che siano di una qualsiasi religione, non li condivido, non sono un fondamentalista come te, per di più ipocrita. Il contrasto è religioso e dal momento che nessuno nasce con il timbro sul culo, la ritengo una cazzata, va bene? Li non ne usciranno mai, inutile farsi illusioni, pirla come te ce ne saranno sempre.

Il 4 Giugno 2010 alle 7:26 hector ha scritto:

attenta all’asse del “male” (ankara damasco teheran) cara anna.one, potrebbe espandersi se cade il vostro caro regime mubarak.

Il 4 Giugno 2010 alle 10:11 indigesto ha scritto:

Fumagalli, quello che sei tu lo hanno capito tutti. Non occorre ripeterlo.

Il 4 Giugno 2010 alle 16:30 Il killer di monsignor Padovese ha davvero agito da solo? - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] conversando con i giornalisti sul volo che lo ha portato questa mattina a Cipro, ha commentato l’uccisione di monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico in Anatolia e presidente della Conferenza episcopale turca. In [...]

Il 5 Giugno 2010 alle 0:30 spyun ha scritto:

Era solo per informarti sull’”imparzialità” della giornalista che pecca di presunzione credendo di sapersi districare in materie serie che han poco a che vedere con le discoteche e il bel mondo degli intellettuali. Se non sbaglio pure tu non dai molto credito, se di sinistra, quei pochi di destra invece ti vanno bene, ma sono pochi, la destra del ventennio non è che ha lasciato spazio, se non leccavi.

Il 6 Giugno 2010 alle 10:20 spyun ha scritto:

pad ulo, non ho capito se sei di profilo o frontale, è la tua foto segnaletica? Sei allo stesso livello dell’oca che si attacca alle sue foto.

Il 10 Giugno 2010 alle 19:37 Niente più dogane tra Turchia, Siria, Giordania e Libano - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] Che fine sta facendo la Turchia? Che cosa sta accadento a questa nazione, che negli ultimi anni si è saputa affermare come potenza economica, militare e diplomatica, ma che sta anche rinunciando al suo ruolo storico di mediatrice tra Oriente e Occidente? Quel che penso, lo ho scritto poco tempo fa qui. [...]

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