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Le guerre preventive di Obama

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  • Tags: Afghanistan, Barack Obama, forze speciali, guerra peventiva, Guerre di pace italiane, yemen
  • 13 commenti
Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto "Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".
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Barack Obama parla ai militari (Credits: LaPresse)

Barack Obama parla ai militari (Credits: LaPresse)

Barack Obama non perde occasione per sottolineare la “discontinuità” con il suo predecessore sottolineando che gli Usa non faranno più guerre da soli e preventive ma in segreto autorizza un incremento senza precedenti delle attività delle forze speciali (blitz di droni e incursori) in un crescente numero di Paesi.

Triplicate le incursioni aeree dei velivoli teleguidati Predator e Reaper in Pakistan, alleato ma che mal sopporta le continue violazioni della sua sovranità da parte degli Stati Uniti, mentre le Special Operation Forces sono ora autorizzate a operare in 75 paesi contro i 60 di sei mesi or sono.

Al tradizionale impegno in paesi come la Colombia, Filippine, Iraq, Afghanistan si sono aggiunti recentemente quelli nello Yemen ed in altri paesi in Medio Oriente, Africa ed Asia Centrale e sono stati rafforzati i team di incursori basati a Gibuti per colpire al-Qaeda in Somalia. I piani del Socom autorizzati dalla Casa Bianca prevedono la possibilità di attacchi preventivi e di rappresaglia in diverse zone del mondo.

Vale a dire le squadre speciali possono entrare in azione subito dopo un attacco di un determinato gruppo o anche solamente dopo che è stata scoperta l’esistenza di un piano d’attacco come ha raccontato, non smentito, un dettagliato articolo del Washington Post.  Al presidente democratico, vincitore di un premio Nobel per la Pace, vengono permesse cose che “alla precedente amministrazione non sarebbero state concesse”, sottolinea con sarcasmo una fonte militare.

I comandanti delle Forze Speciali partecipano alle riunioni alla Casa Bianca con maggiore frequenza di quanto facessero con il presidente Bush che pure autorizzò operazioni non meglio precisate in Iran, presumibilmente raccolta di informazioni ma anche sabotaggi nei confronti delle installazioni utilizzate per i programmi atomico e missilistici di Teheran.

Le forze speciali provvedono anche all’addestramento delle unità anti-terrorismo ei Paesi alleati con le quali cooperano ad esempio nello Yemen, in Iraq e Afghanistan. Protagoniste di tutte le operazioni successive all’11 settembre 2001, le Forze delle Operazioni Speciali con Obama hanno visto un aumento del 5,7% delle loro budget per l’anno fiscale 2011, arrivato a un totale di 6,3 miliardi di dollari, a cui si devono aggiungere 3,5 miliardi di stanziamenti straordinari nel 2010.

La gran parte dei 13 mila militari  delle Special Operation Forces è dispiegato in Afghanistan e in Iraq dove operano circa 9 mila unità. “L’85% del nostro investimento è diretto a risolvere gli attuali conflitti, non a costruire capacità per impedirne altri in futuro” ha sintetizzato un ufficiale del Socom al Washington Post.

  • gianandrea gaiani
  • Lunedì 7 Giugno 2010

Vedi anche:

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Commenti

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Il 7 Giugno 2010 alle 15:18 spyun ha scritto:

Avrà inteso che il Nobel era per la pace eterna di chi non la pensa come loro.

Il 7 Giugno 2010 alle 17:10 indigesto ha scritto:

Bisogna anche tener conto, Dr. Gaiani, che la “discontinuità” fisiologica che si verifica tra due amministrazioni e quella che ha operato apertamente Obama hanno incoraggiato l’espandersi dell’attività di al Queda, che rimane pur l’unico nemico, in diversi paesi. E trovo giusto che si intervenga prima che ne assuma il completo controllo. Ormai Obama, a torto o a ragione, imbelle o guerriero, è un osservato speciale, della stampa e della politica del suo paese, ma comunque criticato forse più di quanto poi non meriti. Le pare?

Il 7 Giugno 2010 alle 17:14 anna.one ha scritto:

Non ho nulla da obbiettare, per una volta, anzi sono soddisfatta anche per la scelta di Obama per il posto di direttore della intelligence nazionale, Retired Air Force Lt. Gen. James R. Clapper, un ex director della Defense Intelligence Agency and current undersecretary of defense for intelligence che sostenne l’opinione che Saddam spedi’ con l’aiuto dei russi, WMD’s e documenti in Syria settimane prima dell’invasione US del 2003.

E’ anche soddisfacente notare che Obama ha mantenuto la “continuity of government” plans di Bush in place, ma e’ anche allo stesso tempo allarmante vedere come cerca di distruggere l’America all’interno.

Il 7 Giugno 2010 alle 19:58 spyun ha scritto:

Era per caso direttore della Defense Intelligence Agency che fece alzare due caccia in difesa della Casa Bianca, disarmati? Se si, abbastanza cretino. Stavano attaccando gli USA e non si sapeva ancora da chi.

Il 8 Giugno 2010 alle 0:59 jimmie01 ha scritto:

Anna, concordo con quanto da te detto. ObaMAO sembra abbia deciso per la filosofia di Bush 43. Ovvero, coi terroristi non si parla, si uccidono, prima che uccidano noi.

Il 8 Giugno 2010 alle 1:08 jimmie01 ha scritto:

Gaiani, la cifra di 13.000 mi sembra esagerata. Ha senso parlare di questi numeri solo se si tengono in considerazione anche i Rangers ( Gen. Petraeus e’ uno di loro ), altrimenti siamo su cifre molto piu’ contenute. Permettomi di aggiungere che sono sul piede di guerra molti mercenari che accettano contratti con corrispettivo pagato dal Governo USA. La piu’ gran parte di loro hanno lasciato le forze armate USA per ” mettersi in proprio “. Da parte loro le FF.AA stanno svenandosi con bonuses annuali per incentivare la permanenza in uniforme delle Spec.Ops. Pensa un po’ che per un Delta Force il bonus e’ di circa 200.000 dollari l’ anno. E’ vero, poi, come tu riporti, Gaiani che ci si appoggia su Djbuti. Li’ si puo’ contare fra l’ altro sulla assistenza dei francesi. Infatti ivi e’ presente un buon numero di legionari francesi, che ruotano ogni anno. Il motto e’ sempre sul cancello della base: Legio Patria Nostra.

Il 8 Giugno 2010 alle 1:26 gianandrea gaiani ha scritto:

Jimmie, credo Lei sappia che nelle Special Operations Forces operano le Forze Speciali propriamente dette (Seal, Berretti Verdi, Delta…) e reparti per operazioni speciali come i rangers. Ci sono anche i contractors delle Private Military Companies, per lo più ex special forces. A Gibuti la base di Camp Lemonier è gestita da Marines della Task Force Horn of Africa dal 2002. Tra loro anche unità di special operation forces attive per lo più in Somalia.

Il 8 Giugno 2010 alle 2:08 spyun ha scritto:

Cretino, lo dichiararono i piloti, due, preposti per la difesa di Washington, non c’era tempo per armare gli aerei. Te lo ripeto, non sai nemmeno cosa succede a casa tua tanto che sei imbecille. Non fu necessario leggere nulla, bastava ragionare su che dichiararono ufficialmente per capire che qualcosa non quadra, lo permisero, non lo organizzarono, credevano si trattasse di uno dei soliti dirottamenti, più eclatante, invece sorprese tutti, chi organizzò e chi subì andando oltre il previsto, come a Pearl Harbor.

Il 8 Giugno 2010 alle 2:53 spyun ha scritto:

Gaiani, ma che vuoi che sappia un agente federale che considera la bandeja alta arte culinaria e mangia polenta. Strano che stasera non ci abbia detto che faceva, di solito si ferma a parlare con gli indus vicini di casa, quelli del ghetto, dove è relegato pure lui, i bianchi manco lo cagano.

Il 9 Giugno 2010 alle 0:02 jimmie01 ha scritto:

Gaiani, non per far il pignolo ma per quel che mi risulta ( esperienza diretta ) Berretti Verdi e Rangers son la stessa cosa, per intenderci, quelli che si fregiano del simbolo della saetta. Ed e’ vero che i Rangers vengono usati come corpo speciale altamente operativo ma a ” STRETTO RIGOR MILITARE ” le Spec. Ops. sono i Navy Seals e le Delta Forces alle quali si affiancano gruppi di pronto intervento che sono inquadrati in una unita’ speciale di cui a stento si conosce l’ esistenza. E no, non sto parlando dei paramilitari al servizio del Pentagono, trattasi di altro. Sul resto concordo con quanto scrivi. Preciso solo che la collaborazione coi legionari francesi e’ piu’ stretta di quel che si possa credere. Di piu’, ti invito a non darmi del ” Lei “. Da quando non sono piu’ in S.P.E. ( Fumagalli sai cosa significa, vero? ) negli USA non uso piu’ la terza persona.

Il 9 Giugno 2010 alle 0:08 jimmie01 ha scritto:

Vedi se ti riesce di mettere assieme un paio di parole in italiano ( o altra lingua ) che abbiano un senso compiuto, fumapingas.

Il 9 Giugno 2010 alle 21:20 anna.two ha scritto:

Com’è che da esperto di computer speciali, ti fai censurare? Io non sono un esperto mi avvalgo di una organizzazione per superare le censure. Ti rendi conto di quanto sei ridicolo, continui infantilmente a giocare con i nomi e ti credono un minorenne handicappato. E’ un blog serio, non lo hai ancora capito?

Il 22 Giugno 2010 alle 7:22 anna.one ha scritto:

Problemi e grossi per Obummer..

An article out this week in “Rolling Stone” magazine depicts Gen. Stanley McChrystal as a lone wolf on the outs with many important figures in the Obama administration and unable to convince even some of his own soldiers that his strategy can win the war…

McChrystal himself is described by an aide as “disappointed” in his first Oval Office meeting with an unprepared President Barack Obama.

The article says that although McChrystal voted for Obama, the two failed to connect from the start. Obama called McChrystal on the carpet last fall for speaking too bluntly about his desire for more troops…

If Eikenberry had the same doubts [about McChrystal's strategy], McChrystal said he never expressed them until a leaked internal document threw a wild card into the debate over whether to add more troops last November. In the document, Eikenberry said Afghan President Hamid Karzai was not a reliable partner for the counterinsurgency strategy McChrystal was hired to execute.
McChrystal said he felt “betrayed” and accused the ambassador of giving himself cover.

In Kabul tutti pensano che Eikenberry e’ solo un pompous ass. McChrystal si e’ gia’ scusato, vedremo se si dimmettera’.

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