
Una donna manifesta davanti all'ambasciata israeliana di Madrid (Credits: Ansa)
Il premier israeliano Netanyahu ha attribuito all’Iran la responsabilità dell’incidente del 31 maggio anche se a bordo della nave battente bandiera turca non c’erano né cittadini iraniani né merci prodotte nella Repubblica islamica.
La stampa internazionale ha seguito a ruota le dichiarazioni di Netanyahu e ieri mattina sul Corriere della Sera c’era scritto che “secondo il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini l’Iran vuole prendere il controllo della Striscia di Gaza e la prova viene da Khamenei che offre la scorta armata ai pacifisti che tenteranno di rompere l’embargo.
Sono una storica e credo che la geografia, in questo caso, possa essere d’aiuto: l’Iran non si affaccia sul Mediterraneo, come può arrivare a Gaza la marina militare iraniana? Potrebbe passare dal Canale di Suez ma gli egiziani difficilmente lo permetterebbero: se l’alleanza tra Israele e la Turchia si è lacerata, quella con il Cairo si sta tessendo. La trama è la paura della dirigenza egiziana nei confronti di Hamas, l’ordito è la barriera metallica in fase di costruzione da parte egiziana verso la Striscia.
L’impressione, leggendo i giornali, è che l’assalto alla nave turca da parte delle forze speciali israeliane sia in qualche modo legato all’Iran. Dopotutto, esiste un precedente: nel 2002 i giornali avevano pubblicato un articolo secondo cui era stata intercettata la Karine A, una nave che portava armi ad Hamas a Gaza. Il capitano, un certo Omar Akawi dell’autorità palestinese di Yasser Arafat, aveva dichiarato di avere imbarcato la merce nell’isola iraniana di Qeshm.
Ma in questo caso credo che collegare la nave turca all’Iran sia un errore, almeno in prima battuta, perché in questo gioco (al massacro) l’Iran entra solo successivamente. Ne abbiamo parlato ieri sera, in una conferenza all’Ispi di Milano.
Da oltre trent’anni la repubblica islamica è in prima linea per organizzare manifestazioni a favore di Gaza, ma stranamente questa volta le autorità hanno aspettato fino a venerdì scorso: volevano evitare di dare all’opposizione un pretesto per scendere in strada a protestare contro chi governa.
Che atteggiamento hanno gli iraniani verso Gaza? La maggioranza prova simpatia per i palestinese ma disapprova il coinvolgimento del governo di Teheran nel conflitto arabo-israeliano. Gli iraniani sono consapevoli dell’uso strumentale della Palestina nella retorica ufficiale, volta a distogliere l’attenzione dalle questioni interne. In questi giorni sul metro di Teheran erano in molti a dare la battuta “Ahmadi-Israele, alleanza felice”, dove Ahmadi è l’abbreviazione del cognome del presidente in carica. Ma sembra che non vada di moda lo slogan “morte a Israele” perché è lo slogan di governo e un po’… vecchiotto.
In ogni caso, ogni qualvolta il conflitto arabo-israeliano si accende, gli iraniani moderati perdono terreno e a guadagnarci sono invece i radicali.
E’ un discorso lungo, ci sarebbe altro da dire sulla Turchia, al prossimo post.
- Mercoledì 9 Giugno 2010

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Commenti
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Il 9 Giugno 2010 alle 14:31 spyun ha scritto:
Tutto è possibile Principessa, pensi che tempo fa, uno stato distrutto, in poco tempo, è riuscito a costruire due corazzate, una flotta di sottomarini e potenziasre la sua aviazione, tutte cose che si realizzano in box auto, senza che nessun servizio segreto se ne accorgesse, quelli occidentali, gli orientali pero lo sapevano. Chi le assicura che non sorgano per incanto navi da guerra Iraniane nel Mediterraneo? Se poi consideriamo un manico di scopa come il nostro Frattini Ministro, noi italiani siamo proprio mal messi nel mare nostrum.
Il 9 Giugno 2010 alle 22:58 indigesto ha scritto:
“…credo che collegare la nave turca all’Iran sia un errore, almeno in prima battuta, perché in questo gioco (al massacro) l’Iran entra solo successivamente.”…
Può, gentile Professoressa spendere qualche parola in più, magari in occasione di altro Post, per chiarirmi il concetto, magari sviluppato egregiamente in Conferenza ma difficile da comprendere in sintesi per chi, come me, non ha avuto il piacere di assistervi.
“In ogni caso, ogni qualvolta il conflitto arabo-israeliano si accende, gli iraniani moderati perdono terreno e a guadagnarci sono invece i radicali.”
Certamente accende gli animi dei radicali, ma noi tutti, mi auguro Lei compresa, contiamo sui moderati che restano tali, per un Iran migliore. Cordiali Saluti.
Il 10 Giugno 2010 alle 0:15 anna.two ha scritto:
Avrà ripetuto mille volte che ogni minima iniziativa per screditare l’Iran alimenta sempre più l’odio verso l’occidente, e tu chiedi approfondimenti. Li trovi nei libri, comprali taccagno. Se non puoi partecipare a conferenze è perché le uniche che ci sono dalle tue parti, sono riunione di camorristi dove non ti invitano, sei una piattola anche per loro. Sei lontano mille miglia da quello che sono gli iraniani e quante le donne che si battono per i loro diritti. Purtroppo in Iran la religione è molto radicata, specie nelle regioni rurali e la pensano come te, da musulmani, tu non sei diverso da loro ma non lo puoi capire, perché sei ottuso. Inutile che continui ad essere ipocrita, che sei ignorante lo ha confermato il tuo idolo, che vuoi d’altro, è un anno che te lo dico, informati ma non sui link o in combutta con altri più ignoranti di te.
Il 10 Giugno 2010 alle 1:03 indigesto ha scritto:
Fumagalli, con la tua licenza elementare sei l’unico qui che non può insegnare niente a nessuno, C’è più provincialismo culturale dalle tue parti che nel napoletano, dove tra poco la Professoressa riceverà un prestigioso premio. Scendi dal somaro e ricomincia dal sillabario. Potrai leggere quanti libri vuoi, ma non hai le basi per capirli. Convincitene!
Il 10 Giugno 2010 alle 16:33 spyun ha scritto:
Homus gnorant, non parlare di basi, ne siamo pieni di quelle USA e se ti riferisci alle tue radici cristiane, grazie, i sanguinacci non mi piacciono. Manco se la Prof. desse retta a te, dopo averti dato del’ipocrita, non esplicitamente per educazione ma in modo netto e chiaro, cose che per te incomprensibili, non vedi altro che le cretianate che dici.
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