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La Difesa italiana verso il collasso?

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  • Tags: Difesa, Guerre di pace italiane, La Russa, missioni-allestero, tagli
  • 11 commenti
Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto "Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".
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(Credits: Ansa)

(Credits: Ansa)

Dopo il crack della Grecia la scure dei tagli alla spesa pubblica colpisce in Europa  senza troppi riguardi tutti i settori inclusa la Difesa. Misure drastiche che hanno già trasformato le forze armate di Grecia, Romania, Austria, Portogallo e di altri Paesi più deboli in semplici pagatori di stipendi, anch’essi decurtati.

Tagliare i costosi programmi per acquistare nuove navi, aerei, missili, elicotteri e mezzi terrestri non è sempre possibile e a volte non è neppure un buon affare. Da un lato i contratti già firmati includono penali molto costose in caso di annullamento. Dall’altro la cancellazione dei programmi più importanti comporterebbe la perdita di molti posti di lavoro nelle industrie nazionali.

Per questo le maggiori potenze puntano a ridurre personale, sprechi e mezzi più vecchi dilazionando l’acquisizione di nuovi equipaggiamenti per salvaguardare le capacità operative. Berlino ha abolito la leva e taglierà navi e velivoli con un piano da 4,3 miliardi di euro. Scelte simili sono in atto in Spagna dove si attendono decurtazioni di oltre un miliardo, in Francia dove i tagli sono stimati tra i 2 e i 5 miliardi mentre Londra punta a risparmiare almeno 7 miliardi di sterline in cinque anni.

Questi ultimi tre Paesi hanno bilanci della Difesa doppi o tripli rispetto ai 14 miliardi spesi quest’anno per le Forze Armate in Italia dove non sono stati ancora definiti né l’importo  (si parla di almeno un miliardo da risparmiare subito) né i dettagli delle riduzioni. Il ministro La Russa ha parlato di possibili risparmi “da uno a sei miliardi” nell’acquisto di armi e mezzi da dilazionare, non da cancellare come vorrebbe una parte dell’opposizione.

Il rischio è che le difficoltà a ridurre le acquisizioni di mezzi portino a tagliare soprattutto le spese vive, le retribuzioni e i fondi già risicati per l’addestramento dei reparti, la manutenzione e gestione di mezzi e infrastrutture col rischio di disporre di armi sofisticate ma di non avere né il denaro né il personale addestrato per impiegarle come del resto sta già accadendo in seguito ai tagli apportati negli ultimi due anni.

Già ora non ci sono soldi per riparare i mezzi danneggiati in Afghanistan, per il carburante di jet e navi. Abbiamo 186 mila militari, più della Gran Bretagna, ma riusciamo a impiegarne in operazioni solo 8 mila e per farlo abbiamo azzerato o quasi le risorse rimaste alle forze in Italia. Abbiamo troppi generali, ufficiali e sottufficiali e poche truppe, troppi vecchi non più da “prima linea” e pochi giovani per arruolare i quali mancano i soldi. Se non si stanziano risorse adeguate allora è indispensabile sfoltire i mezzi ma anche gli organici ridimensionando le pretese politiche di partecipare con ruoli di rilievo alle operazioni internazionali.

Possiamo permetterci una Marina con due portaerei e un’Aeronautica con diversi tipi di velivoli da combattimento ma entrambe prive di carburante? O undici brigate dell’Esercito sempre meno addestrate e pronte al combattimento e con mezzi in misura crescente non operativi? Con le attuali risorse finanziarie no. Si parla da anni di “Nuovo modello di Difesa” ma nessun governo ha avuto finora il coraggio o le capacità di delinearlo.

In assenza di una pianificazione a lungo termine le forze armate italiane rischiano la paralisi e sopravvivono ormai solo grazie ai fondi extra bilancio per le missioni oltremare (1,7 miliardi nel 2009) trasformatesi paradossalmente da contingenze a ragion d’essere del nostro strumento militare.

  • gianandrea gaiani
  • Giovedì 10 Giugno 2010

Vedi anche:

  • Afghanistan: sempre più scontri per gli italiani
  • Missioni italiane all'estero: cosa cambia nel 2012 - L'ANALISI
Sanzioni all’Iran: occorre capire il contesto »
« Olanda: tornano i liberali dopo 98 anni

Commenti

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Il 10 Giugno 2010 alle 12:34 spyun ha scritto:

Ho un conoscente pensionato in Costarica, dice di vivere in paradiso. Il Costarica non ha esercito, sembra un paese felice.

Il 10 Giugno 2010 alle 13:45 silverwolf999 ha scritto:

l’iraq e l’afganistan ormai hanno il loro esercito e quindi si arrangino loro a = lavarsi i panni sporchi in casa =.i nostri soldati che stanno là a fare? statuine per tiro al bersaglio? a casa devono stare,gli altri imparino ad arrangiarsi da soli che sarebbe ora.

Il 10 Giugno 2010 alle 14:22 indigesto ha scritto:

Penso, Dr. Gaiani, che vada rivisto un pò tutto il concetto di esercito e di difesa. In tempi in cui la deterrenza è affidata all’arma aerea, a vettori di lunga gittata e all’arma atomica il ruolo di truppe terrestri di occupazione si va sempre più sbiadendo, tranne nei casi in cui il nemico è rimasto all’arma tradizionale per cui alle truppe viene riservato più un compito di bonifica che di mera occupazione. In ogni caso la struttura di un esercito e il nuovo modello di difesa vanno adeguati ai compiti riservati alla nazione nell’ambito di una alleanza, se propio non si vuole, come nel caso dell’Europa, arrivare all’istituzione di un esercito comune. Ed è qui che casca l’asino, come si suol dire.

Il 10 Giugno 2010 alle 14:34 spyun ha scritto:

Per tanto che sia tecnologica una guerra, la fanteria rimane smpre la regina con missili e droni non risolvi un cazzo distruggi ma non occupi.Se si lascia perdere il concetto di occupazione e si cercno soluzione alternative con seri colloqui, non ci sarebbe bisogno di eserciti e se si consideranole armi come strumenti id benessere, si è fuori rotta, distruggino e son soldi buttati invecchiando troppo rapidamente, con le pezze al culo come siamo messi, meglio lasciare che ognuno se la veda per proprio conto e non essere tanto coglioni da pagare per la sicurzza di altri in cerca di rogne.

Il 10 Giugno 2010 alle 15:26 indigesto ha scritto:

Ti senti sicuro nel paesello, eh? Ringrazia Anna!

Il 10 Giugno 2010 alle 18:08 giovannim. ha scritto:

Tanto per essere chiari: il collasso delle Forze Armate italiane (ipotesi sempre più reale) rappresenterebbe in primo luogo il fallimento della classe politica italiana.
Perché se siamo giunti a questa situazione, la colpa è (quasi tutta) della nostra politica.
In breve, quando nel 2000 venne approvata dal Parlamento la Legge che istituendo il servizio militare su base volontaria e professionale, non si chiudeva solo la pagina della leva obbligatoria ma, soprattutto, si dava vita ad uno strumento militare completamente nuovo che avrebbe dovuto poggiarsi su 2 ‘gambe’: un livello di forza pari a 190.000 uomini e una nuova distribuzione fra le varie categorie di personale.
Sono passati nemmeno 10 anni e la realtà alla quale ci troviamo di fronte è un fallimento totale di quanto previsto.
Il livello di 190.000 uomini in realtà era stato raggiunto abbastanza presto ma, con altrettanta rapidità, è stato poi abbandonato di fatto per il taglio dei fondi per il reclutamento dei volontari.
Tema quest’ultimo che ci introduce a quello che è diventato il problema dei problemi: i troppi marescialli E ufficiali ereditati dalle vecchie Forze Armate (quelle della leva obbligatoria) e che nessuno ha mai affrontato con determinazioni. Accade così che oggi ci ritroviamo con oltre 40.000 tra marescialli e ufficiali in eccesso rispetto alle tabelle organiche, con relativi costi (notevoli).
Fino al 2004 la situazione ha retto perché comunque, tra fondi della Difesa e quelli extra, si arrivava a quasi l’1,2% del PIL e quindi bilanciare le spese per il personale con quelle dedicate all’esercizio più l’investimento. Ma è da ma età 2004 che (con Ministro della Difesa Martino) le cose sono cambiate; tra manovre correttive e finanziarie, nel giro di 2 anni mezzo c’è stato il crollo dei fondi destinati alla Difesa e, rifiutandosi di intervenire sul Personale, si è cominciato a colpire l’esercizio, in particolare, e l’investimento.
Il 2007 e il 2008 (con Ministro della Difesa Parisi) erano stati poi gli anni di una ripresa degli stanziamenti, con alcuni segnali positivi anche per quanto riguarda la prospettiva di una, comunque necessaria, riforma/ristrutturazione delle Forze Armate.
E’ tuttavia con l’avvento dell’attuale titolare del Dicastero della Difesa che le cose ricominciano a peggiorare; incapace fin dall’inizio di comprendere le reali necessità delle Forze Armate ed impegnato solo a varare iniziative dall’esclusivo sapore pubblicitario/propagandistico, il Ministro La Russa si sta per trasformare nell’esecutore testamentario delle Forze Armate, anche grazie quell’autentica ‘perla’ della “Commissione di alta consulenza e studio per la ridefinizione complessiva del sistema di difesa e sicurezza nazionale”, un autentico monumento all’inutilità.
La politica si diceva; una politica che prima ha varato un modello di difesa, poi si è (volontariamente) dimenticata di affrontare i problemi che comportava la sua attuazione e in più l’ha trattata come la solita riserva di caccia dalla quel spillare soldi.
Come se non bastasse, neanche di fronte all’evidenza che ormai il Modello di Difesa a 190.000 uomini è morto e sepolto, trova la forza di prendere in mano la situazione e varare una riforma seria dello strumento. una riforma che provveda a risolvere il problema del personale, anche attraverso une riduzione del livello di forza, e quello della struttura/organizzazione delle Forze Armate; una riforma che cioè, risolti questi problemi, consenta di recuperare risorse per l’esercizio, salvaguardando gli attuali livelli di investimento.
Una cosa è certa: con l’attuale atteggiamento (che alla fine non meraviglia più di tanto visto che lo stesso Presidente del Consiglio ha una visione delle Forze Armate italiane da ‘Fortezza Bastiani’) non si andrà lontano, nel senso più autentico dell’espressione.

Il 10 Giugno 2010 alle 22:42 pasalaam ha scritto:

Non scaldatevi, il “collasso” delle forze armate non ci sarà, ne in Italia, ne in europa.
Contrariamente a quello che accade in alcuni Paesi liberi, ove le forze armate non possono intervenire sul suolo nazionale, in europa esse sono concepite, strutturate ed addestrate ad intervenire solo nel pase che le nutre. Infatti, ogni volta che si avventurano in una guerra oltre i confini nazionali, la perdono.
Sono la barricata che protegge i nostri governanti “democratici”.
Non per nulla godono di immensi ed altrettanto discreti privilegi. I politici non li toccheranno perché sanno che non avrebbero scampo.
Intanto noi paghiamo.

Il 11 Giugno 2010 alle 1:23 jimmie01 ha scritto:

galloaffumicato, da questo ultimo commento mi par di capire che tu sei un capitalista!! Uno di quelli che ti fanno schifo!!! Mi auguro, poi, che tu, da buon comunista ( come ti definisci ), voglia mettere a disposizione dei piu’ poveri le tue risorse. Cosi’, tanto per essere tutti uguali, tutti fratelli proletari. Dovresti, insomma applicare a te stesso il credo cui a parole dici di aver informato tutta la tua vita. Ovvero, nessuna differenza tra gli esseri umani di tutto il mondo. Tutti debbono avere le stesse cose.

Il 11 Giugno 2010 alle 1:26 jimmie01 ha scritto:

P.A.D, quanto scommetti la storia dell’ architetto del Salvador e’ un po’ diversa da come la racconta il nostro affumicagalli. Quanto vuoi scommettere che la persona in questione fu licenziata perche’ responsabile della assunzione di un buono a nulla quale il gallinaceo di nostra conoscenza. Insomma, pago’ per non essere stata in grado di valutare appieno le competenze ( si fa per dire ) del fumagalline.

Il 11 Giugno 2010 alle 2:36 anna.two ha scritto:

Era una dipendente e non sono stato assunto da nessuno, solo incaricato dal padrone, uno delle 12 famiglie, laureato negli USA e appunto incaricati di impostare metodi italiani per non finire in malora, se ti informi , saprai che l’Italia è anche leader al mondo nel settore. Cerca Cerutti Casale Monferrato, scoprirai che ha due fabbriche negli USA e chi è. Agente, ti fai censurare come un pirla?

Il 11 Giugno 2010 alle 7:03 spyun ha scritto:

Si ho capitalizzato ma non rubavo ai poveri mi pagavano i ricchi, è un delitto? In merito al dare non preoccuparti ho dato, mi piaceva vederli felici que poveracci come pure le giovani e belle per una botta di vita, “Il piacere di mettere il culo su di una fuori serie” Come disse in un film,Il bestione, la figlia del camionista.

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