
(Credits: Ansa)
Le misure contenute nella risoluzione 1929, la quarta dal 2006, sono state approvate da 12 dei quindici membri del Consiglio di sicurezza Onu. Hanno votato contro Brasile e Turchia, il Libano si è astenuto. La risoluzione chiede all’Iran di sospendere tutte le attività legate all’arricchimento di uranio, così come le “attività commerciali di estrazione mineraria di altri Stati”.
Embargo per armamenti pesanti come “carri armati, veicoli corazzati da combattimento, sistemi di artiglieria pesante, aerei da combattimento, elicotteri, incrociatori e sistemi missilistici”, in particolare quelli “che hanno la capacita’ di trasportare testate nucleari”.
La risoluzione autorizza, ma non obbliga, ispezioni in alto mare, di cargo in entrata o in uscita dal Paese. Nella lista di individui sanzionati dal congelamento di beni e dal divieto di viaggi c’è anche il nome del capo del centro di Isfahan dell’Agenzia atomica iraniana oltre che 40 società tra cui 22 legate ad attività nucleari o balistiche, 15 ai guardiani della rivoluzione, e 3 del trasporto marittimo. Viene creata una commissione di otto esperti con un mandato iniziale di un anno per raccogliere informazioni sulle attività atomiche del Paese.
In risposta alle sanzioni, Teheran risponde che sono controproducenti e impediranno una soluzione diplomatica. Da Ankara il premier Erdogan ribadisce che sono un errore. Di fatto, il nuovo round di sanzioni contro l’Iran non mette a rischio l’economia del Paese, anche perché la loro severità è stata mitigate dalle richieste di Russia e Cina. E, in ogni caso, in questi anni l’establishment iraniano ha imparato a raggirare le sanzioni. Basti pensare che molte navi della Repubblica islamica hanno – peraltro solo formalmente – cambiato proprietario e ora battono bandiera maltese o di qualche paese del lontano oriente.
Le nuove sanzioni, seppur limitate, indeboliscono comunque la dirigenza iraniana e bisogna quindi tenere conto del contesto in cui sono state decise.
L’Iran è sempre più isolato sulla scena internazionale e la sua leadership sta facendo una brutta figura davanti alla propria opinione pubblica (interna), già delusa dalla crisi economica e dalla repressione di questi dodici mesi.
Non bisogna poi sottovalutare il fatto che in questi giorni la Turchia ha di fatto scippato all’Iran la tanto auspicata egemonia regionale e il ruolo di difensore del popolo palestinese e della sua causa.
A Gaza c’è un neonato che si chiama Erdogan. Ma a nessun genitore è finora venuto in mente di chiamare il figlio Ahmadinejad. E questo, per qualcuno a Teheran, potrebbe essere uno smacco.
Se l’Iran minaccia di mandare i pasdaran a rompere l’embargo di Gaza è proprio per riaquisire un ruolo. E ovviamente mandare le merci ai palestinesi via terra servirebbe ben poco. Anche per questo motivo rischiamo ancora, nei prossimi giorni, di sentire parlare di Iran.
- Giovedì 10 Giugno 2010

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Commenti
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Il 10 Giugno 2010 alle 16:47 indigesto ha scritto:
Minacciare di mandare i pasdaran a rompere l’embargo è solo per riacquisire il ruolo? Perdoni, Professoressa, ma qualche dubbio c’è! Non penso si tratti solo di una questione di prestigio. E se lo fosse rimane sempre negli stessi ambiti della lotta ad Israele, una spirale nella quale questo Iran è ben addentro, e senza alcuna voglia di uscirne! Credo che abbia ben altri “meriti” in questi ambiti per doversene cercare altri. Cordialità .
Il 10 Giugno 2010 alle 16:54 spyun ha scritto:
Principessa, a mio avviso rafforza i turbanti ad aizzare la folla, se ne parlerà si per mitigare i problemi USA, soprattutto qulelli che hanno in casa che ora incolpano il negretto del disatro petrolifero, altro che Iran. All’ONU chiederei perché di Israele sull’atomico non se ne sa niente e se l’uso di ordigni radioattivi e cancerogeni rientra negli armamenti tradizionali o considerate per sterminio di massa avendo poco valore bellico ma lasciando conseguenze a lungo termine, sulle prossime generazioni. Sono armi contro l’umanità e criminali chi ne fa uso, Israele e gli USA. Noi imbecilli appoggiamo questi delinquenti. Quell’articolo di Giordana, perché tenuto in sordina. Che Lady Clinto non abbia dignità si sapeva ma che fosse anche una iena non lo immaginavo, possibile ne sia all’oscuro? Eppure è madre e dovrebbe sapere cosa si prova ad avere figli deformi per sporchi interessi di fanatici religiosi o interessi di delinquenti.Perché tanto accanimento su presupposizioni e niente contro che ha provocato una crisi mondioale, saranno mica tutti come gli italiani che danno la colpa ai giudici che pretendono di giudicare i delinquenti. E’ questa la democrazia e libertà libertà a delinquere in giacca e cravatta.
Il 10 Giugno 2010 alle 17:36 spyun ha scritto:
Gli USA detengono due terzi del commercio modiale di armi, queste sanzioni, fortemente volute dagli USA, puzzano,vogliono mantenere questo primato e impedire il crescere degli altri concorrenti, è l’unica industria che gli è rimasta.
Il 10 Giugno 2010 alle 18:01 anna.one ha scritto:
Si, Fumagalli
Russia’s Foreign Ministry said on Thursday that new United Nations sanctions against Tehran over its contentious nuclear program do not oblige Moscow to scrap a controversial deal to deliver surface-to-air missiles to Iran.
What a joke ed e’ on Obama!
Il 10 Giugno 2010 alle 18:36 spyun ha scritto:
Anna.1 mi sembra più un ostacolo alla concorrenza sulle forniture di armi, se vi crolla pure quel mercato che fate,mangiate petrolio? Ora ne avete in abbondanza e senza fatica, Sai la mazzata e se contate sul risarcimento BP hai voglia, io non lo vedo e neppure tu, credo. Obama prenderà a calci le sedie della Casa Bianca e Michelle, che ha avuto l’idea migliore, gli servirà verdure fresche. Che tu sappia, la stalla per le mucche l’ha messa, sai, le bambine hanno bisogno di latte il mattino.
Il 10 Giugno 2010 alle 22:51 angelo41 ha scritto:
Ma il problema non sarebbe risolto se si decidessero, finalmente, a farsi ispezionare i siti?
Se c’è, invece, la sicurezza che si progettano bombe atomiche una domanda sorgerebbe spontanea: Che ci farebbe l’Iran con tale ordigni?
Il 11 Giugno 2010 alle 1:57 anna.two ha scritto:
Angelo, gli ispettori dell’AIEA ci sono in Iran, come quelli in Iraq ma gli USA non si fidano, infatti in Iraq ha fatto una guerra che ha solo permesso che arrivassero quelli di Al Qaeda. Sai, non lo dicono ma sono sempre alleati come 20 anni fa. Gli servono per il commercio d’armi e droga, scambio merci. Sai che Anna.1 ha ragione, i mari sono pieni di sommergibili, nelle coste USA li usano in narco. Arrivano di notte ed emergono fuori dalle acque territoriali e poi scaricano su veloci motoscafi. La US Navy ciude un occhio, senza droga quelli non stanno e poi hanno bisogno del commercio estero, armi naturalmente.
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