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Arizona: caccia agli Anchor Babies, i figli americani degli immigrati clandestini

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  • Tags: arziona, Barack Obama, cittadinanza stati tuni, costituzione, legge immigrazione, obamamania
  • 12 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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Proteste in Arizona contro la legge sull'immigrazione. Credits:LaPresse

Proteste in Arizona contro la legge sull'immigrazione (Credits: LaPresse)

Li chiamano Anchor Babies, una definizione mutuata dai boat people vietnamiti che a cavallo tra gli anni ‘80 e’90,  a decine di migliaia, su  piccole scialuppe, cercavano di scappare dallo loro terra per approdare in altri Paesi e rifarsi una vita. Secondo il Double-Tounge Dictionary si tratta di “bambini nati da immigrati  irregolari negli Stati Uniti, il cui status permette loro di scegliere la cittadinanza americana e di “trasmetterla” anche ai propri genitori”.

Gli Anchor babies sono diventati ora l’obiettivo (il nemico?) numero uno di Russell Pearce, l’architetto della legge sull’immigrazione dell’Arizona, la più controversa legislazione sul tema che sia mai stata adottata negli States.

Secondo l’esponente repubblicano, gli Anchor Babies del suo Stato non possono e non devono avere la cittadinanza. La loro presenza, di fatto, può permettere a molti  immigrati irregolari di diventare cittadini degli Stati Uniti.  Per questo ha iniziato la sua battaglia, partendo proprio dalla legge  SB1070.

Per impedire che i bambini abbiano il passaporto, e di conseguenza anche i loro genitori. Se padri e madri vengono espulsi, infatti, anche i figli (se non sono regolarizzati) devono andarsene.  E se rimangono, anche i genitori lo fanno. A meno che i primi rimangano a vivere negli Usa e gli altri, separati, al di là del confine.

In Arizona, il fenomeno riguarda migliaia di persone e negli Usa, complessivamente,  sono circa 4 milioni e mezzo gli Anchor Babies su più di 10 milioni di clandestini.

La questione è proprio questa. Il 14°emendamento della  Costituzione afferma che: “tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti , e soggetti alla giurisdizione del paese, sono cittadini americani. Nessun stato potrà produrre alcuna legge che possa danneggiarne i diritti”.

“Ma questo emendamento è stato scritto nel 1868. Erano altri tempi. Poi gli immigrati l’hanno usato come passepartout per invadere il Paese”, ha sbuffato Russel Pearce. Per questo contesta la norma. E vuole che la “sua” Arizona la bypassi. Perché sfondato (anzi, alzato) il muro di Phoenix, poi si può abbattere (anzi, costruire) la Grande Muraglia lungo tutti i confini degli Usa.

Partita l’offensiva dell’esponente repubblicano è scattata la reazione degli immigrati, delle associazioni e delle lobby (in particolare quella ispanica).  La loro causa ha già un’icona, un volto: è quello di Katherina Figueroa, una bambina di 10 anni, figlia di una coppia di clandestini arrestati l’anno scorso in diretta Tv durante una retata contro gli immigrati.

La bambina seppe di quell’arresto perché era davanti al video, lo visse (subì) mentre era a casa, in attesa del rientro dei genitori dal lavoro.  In una recente intervista, terminata con un appello a Barack Obama a “stracciare” la legge dell’Arizona, Katherina ha raccontato il suo calvario e ha  rivelato di non averli potuti vedere per tre mesi, quando erano in carcere, perché non aveva alcuno che era disposto ad accompagnarla in prigione.

Da simbolo locale,  la bambina è diventata un personaggio nazionale quando la sua voce è stata “ascoltata” a una manifestazione contro la legge dell’Arizona che si è tenuta a Washington.

Così come (suo malgrado e tragicamente) è diventato un simbolo Sergio Adrian Hernandez Huereka, il quindicenne ucciso dalle pallottole della polizia di frontiera dell’Arizona che hanno cosi  risposto al lancio di pesanti pietre fatto da un gruppo di ragazzini dall’altra parte del confine con il Messico.

I giovani tentavano di distrarre così la polizia dall’arresto di un gruppo di clandestini. I poliziotti hanno sparato. Sergio Adrian è caduto sul suolo messicano, colpito da un colpo di pistola partito dal territorio americano. E’ la seconda persona che muore in questo modo in due settimane. La rabbia monta tra gli immigrati clandestini messicani. C’è già chi parla di Intifada. La combatteranno anche gli Anchor Babies ?

  • michele.zurleni
  • Lunedì 14 Giugno 2010

Vedi anche:

  • Stati Uniti: l'Arizona contro i clandestini. E scoppia la polemica
  • Immigrazione, in Arizona giro di vite contro i messicani
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Commenti

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Il 14 Giugno 2010 alle 20:58 lillo111 ha scritto:

bravo! ottima osservazione
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze

Il 14 Giugno 2010 alle 21:00 lillo111 ha scritto:

lasciami aggiungere che ti stimo!
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze

Il 14 Giugno 2010 alle 21:02 lillo111 ha scritto:

di nuovo, penso che tu abbia ragione
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze

Il 14 Giugno 2010 alle 21:21 spyun ha scritto:

Zurleni, questo Russell Pearce è un pellerossa? O discendente di clandestini, anzi invasori.

Il 14 Giugno 2010 alle 21:38 anna.one ha scritto:

I figli degli illegali che nascono negli US sono cittadini americani. La gov. Brewer ha detto che anche se i figli sono cittadini americani per nascita, non daremo ai genitori illegali l’amnestia, se cio’ vuol dire dividere la famiglia con la deportazione, i genitori devono decidere se ritornare al loro paese d’origine con il/i figli.
La legge sull’immigrazione passata in Arizona e’ migliore di quella Federale che non viene rispettata.

Il fanciullo faceva parte di una banda e se si crede che le pietre non siano armi..

http://www.youtube.com/watch?v.....UlhYkJVu0Q

Il 14 Giugno 2010 alle 22:41 indigesto ha scritto:

lillo111,sei penoso!

Ma il governo degli stati uniti del Messico si vuol proprio disfare dei suoi cittadini? Un accordo serio per la sorveglianza delle frontiere con dispiego di mezzi tecnologici è davvero così impossibile? E’ chiaro che chi vuol emigrare illegalmente negli USA e vi confina di escamotages ne trova quanti ne vuole, anche nella Costituzione degli USA, come si vede!

Il 14 Giugno 2010 alle 22:58 spyun ha scritto:

Nicola, devi chiederlo agli imprenditori di quelle parti, i clandestini valgono oro, costano poco e non hanno diritti, come dalle tue parti o poco più giù. Negli USA poi sappiamo come sia morbida la polizia con chi passa stecche, non di sigarette ma per andare a fumare più lontano. Non credo che Anna.1 confermi e nemmeno lo smentisca. Quanti film hai visto di poliziotti USA corrotti, prova a contarli, sono come quelli sulla mafia da noi, gocce, la realtà è un mare.

Il 15 Giugno 2010 alle 0:07 spyun ha scritto:

Anna.1, gli imprenditori saranno l’1 o 1,5% in Arizona, ma hanno i soldi e negli USA lo sai meglio di me, comanda chi è più ricco. Guarda la Hillary, per avere un seggiolone si è indebitata tanto che il marito deve prostituirsi, lei le corna le porta con signorilità. Da noi non è la polizia ad essere corrotta, sono i generali e alti ufficiali della Guardi a di Finanza, i poliziotti, semmai, si mettono in proprio, ma sono pochissimi, non come da voi molto diffusi. I nostri imprenditori, corrompono politici e alti ufficiali, voi partite dal basso, è questione di usi e costumi. Può confermare Nicola, per l’Italia, garantito.

Il 15 Giugno 2010 alle 0:45 indigesto ha scritto:

Che la corruzione sia diffusa un pò dovunque non ha bisogno di conferme, lo sanno anche i bambini. Che riguardi, in maggiore o minore misura, gli organi di polizia e controllo è fisiologico. Ma una seria pianificazione della sorveglianza dei propri confini non può non tenere conto anche di questo fenomeno. Sarà tutta cola di Hopey? Questo non sono in grado di dirlo, ma qualche dubbio ce l’ho!

Il 15 Giugno 2010 alle 1:34 spyun ha scritto:

Nicò, gli USA sono grandi e i confini più grandi di loro, il “muro,” è una grattugia mica come quello di Berlino. Ti sei mai chiesto il perché volevano entrare a Berlino, rischiando la morte, quando a pochi chilometri più ad ovest, avevano migliaia di chilometri di confine che potevano passare comodamente, non c’erano muri. Berlino era un’isola e pure specchietto per le allodole, faceva notizia.

Il 15 Giugno 2010 alle 14:39 pasalaam ha scritto:

spyun, sei grande. Dal muro dell’Arizona sei arrivato a quello di Berlino e adesso ci racconterai che quello di Berlino fù eretto per impedire ai berlinesi dell’Ovest di emigrare clandestinamente nel paradiso comunista.

Il 15 Giugno 2010 alle 20:20 anna.one ha scritto:

Riight, ancora una volta sono stata messa in limbo- castigo, vabbe’ forse non sono ammesse certe paroline dolci inviate a Fumagalli, oppure …nooooo, non voglio crederci! :)

Comunque mi correggo, sterilizzo il mio commento:

Certo, visto che non riescono a dar loro un lavoro decente e la loro economia, pur essendo il Mexico ricco di tutto, anche di petrolio, e’ sempre nei guai economici, il gov. mexicano da anche mappe ai suoi cittadini con le direzioni per un sicuro attraversamento del confine.

Loro invece i loro illegali li mandano in galera per due anni la prima volta e se sono ripresi una seconda, se ne fanno 10.

Non e’ impossibile bloccare il flusso degli illegali, (e’ di questi che si parla) la famosa wall non e’ stata completata, e dovremmo chiederne il perche’ a Hopey, (mr. Hopey) ma avrai notato la reazioni di alcuni per il fatto che l’Arizona vuole implementare la legge, che e’ la stessa legge Federale, cosi’ ti fai un’idea di chi sono quelli contrari. (Intendo americani, naturalmente heh!)

Il fatto e’ che malgrado l’indignazione di alcuni, la maggioranza degli americani e’ con la gov. Brewer e l’Arizona. 55% vuole che il loro stato passi la stessa legge il 68% non vuole il boicottaggio dell’Arizona e il 69% vuole che le forze dell’ordine richiedano i documenti di identificazione a tutti quelli fermati per violazioni.

Ecco fatto, speriamo che il moderatore ora approvi!

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