
(Credits: Epa)
La crisi finanziaria ha pesanti ricadute anche sugli stanziamenti per la Difesa e, in attesa di capire dove si abbatteranno i tagli decisi dal governo, la prima vittima delle ristrettezze economiche è stata la rinuncia al comando delle forze della Nato in Kosovo.
La notizia era stata anticipata da un documentato articolo del Corriere della Sera del 26 maggio che ha suscitato un’interrogazione parlamentare di Federica Mogherini, deputata del Pd e membro della commissione difesa di Montecitorio.
A confermare che l’Italia non tornerà ad assumere il comando della K-For (ora assegnato ai tedeschi) è stato il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga ammettendo che l’Italia era pronta ad accettare l’invito di Usa e Serbia solo se il comando non avesse comportato ”un incremento degli oneri finanziari”. Condizione impossibile da realizzare visto che la leadership delle truppe della Nato in Kosovo richiede l’invio di altri 200 militari al quartier generale di Pristina.
L’Italia ha da pochi mesi quasi dimezzato i 2.200 militari presenti nella ex provincia serba proclamatisi indipendente e punta a ridurli nel 2011 a 650 per compensare l’aumento delle truppe in Afghanistan e il mantenimento degli impegni in Libano. Cossiga ha precisato che l’Italia manterrà il comando del settore Nord-Ovest (uno dei due nei quali sarà diviso il Kosovo contro gli attuali cinque) continuerà a prender parte alla missione civile Eulex e manterrà la guida del Kosovo security sector reform, l’organismo che si occupa fra l’altro di addestrare le forze di sicurezza locali.
La forza della Nato, destinata a ridursi da 7 mila a meno di 3 mila militari l’anno prossimo, resterà così a guida tedesca, ma la rinuncia al comando della K-For impone di rivedere le ambizioni italiane nei Balcani dove è in corso anche un rapido disimpegno dalla Bosnia. Nel 2009 le missioni in Kosovo e Bosnia erano costate complessivamente 165 milioni di euro ma, in tema di tagli alle spese militari, sembrerebbe tornare in valutazione anche la conclusione o la riduzione dell’impegno italiano in Libano, missione che assorbe circa 300 milioni annui e più di 2 mila militari.
- Lunedì 14 Giugno 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 14 Giugno 2010 alle 17:52 giovannim. ha scritto:
E pensare che, in mezzo a questa situazione che ci vede rinunciare al comando della missione in Kossovo e che rende sempre più difficile addestrare i militari che devono andare in Afghanistan, c’è ancora chi continua a dispensare un certo ottimismo.
Ebbene sì, è proprio lui: il Ministro della Difesa.
Sarà per l’incoscienza, per l’incapacità di comprendere ciò che sta accadendo, per il non poter ammettere che le Forze Armate italiane stanno navigando a tutta forza verso il baratro.
Sarà per tutte queste messe assieme, ma intanto resta il fatto che questo Ministro non fa nulla per evitare tutto questo; anzi, di fatto, non perde occasione per incoraggiare questa politica di tagli selvaggi.
Senza che lui, ovviamente, si adoperi né per evitarli/ridurli né per varare quelle misure necessarie ad ammortizzarli
Per chi avesse ancora qualche dubbio, si conferma (con assoluta e monolitica certezza) che quello in questione è, in assoluto, il peggiore Ministro della Difesa da lustri, per non dire decenni.
Peraltro degnamente accompagnato da una compagine Governativa e da un Parlamento che dimostrano sempre di più di non nutrire alcun reale interesse per quanto sta accadendo al mondo delle Forze Armate; e, con essi, più o meno tutto il resto di un Paese che vive in un clima di ipocrisia infinita.
Ed allora, cos’altro dovrà succedere per scuotere le coscienze di questo Paese; le troppe persone ancora oggi inerti di fronte ad un simile “orrore”?
Forse ci dovrà scappare il solito morto di turno per fare aprire gli occhi a chi dovere?
Il 14 Giugno 2010 alle 19:37 fsl ha scritto:
Onestamente, non mi sembra una tragedia; i problemi delle ns. FFAA , della politica estera e del ns. Paese in questo momento sono ben altri e noti a tutti.
La missione in Kossovo doveva essere ridimensionata o addirittura chiusa, se non ricordo bene.
Se i nostri militari devono essere impiegati di piantone alle chiese o ai luoghi di culto o per altri compiti che di militare hanno poco (come già fanno in casa nostra) , bhe, se ne può fare a meno senza tanti rimpianti.
Ciò non toglie che l’attuale ministro della difesa si interessi di tutto, dal calcio “all’inno di Mameli”, tranne che di redigere un libro bianco della difesa e di stabilire quali siano compiti e struttura delle nostre (ben 4) forze armate per il prossimo futuro.
Tanto abbiamo lo Stellone ed il Vaticano a proteggerci…
Il 15 Giugno 2010 alle 2:24 jimmie01 ha scritto:
Sarebbe meglio che si organizzassero come XE. Che ne pensi FSL?
Il 15 Giugno 2010 alle 14:17 spyun ha scritto:
Dipende sempre da che tipo di difesa ci si riferisce,se più importante quella interna che esterna. Tanto più che l’esterna a noi riguarda poco ma interessa ad altri. C’è un articolo di ieri che spiega chiarzmente quale “democrazia” vogliono imporre in Afghanistan,la spaccia per una novità USA ma la conoscevano già gli inglesi 200 anni fa, trovarono gli afghani un osso duro e mollarono. Questo spiega perché gli USA rifiutarono la proposta cinese, i cinesi sanno che per fare un buon affare occorre essere soddisfatti entrambi e non solo uno. Solo cosi si possono continuare relazioni commerciali in buon accordo. Di quei tesori ne è pure a comoscenza Al Qaeda e ricorre alla religione, che fornisce combattenti per non che succeda come in altre parti del mondo, America latina e Africa dove hanno operato i buoni occidentali. Farci un pensierino non sarebbe male basta poco.
Per capirci qualcosa:
http://www.repubblica.it/ester.....ef=HREC1-6
Non è propaganda, come detto sopra si sapeva da 200 anni. Ci fu pure unforte interesse nazista.
Il 15 Giugno 2010 alle 17:13 fsl ha scritto:
jimmie01,
intendi dire che in una missione come quella del Kossovo si dovrebbe usare una compagnia privata come l’attuale Xe ?
L’uso di compagnie private da parte dell’ONU sarebbe una soluzione interessante, perchè queste ultime sarebbero libere da influenze “di stato” e si adatterebbero meglio a rispettare, “per contratto” le risoluzioni ed i compiti affidati dal Consiglio di Sicurezza.
Inoltre si risolverebbe il problema di costituire in sede ONU un esercito, cosa che finora non è mai stato possibile attuare, nè lo sarà in futuro.
Certo che, se si dipingono i “contractors” come lanzichenecchi mercenari alla ricerca di donne e bottino, questo problema non si risolverà mai.
Io non ci vedo niente di scandaloso.
Il 16 Giugno 2010 alle 0:15 jimmie01 ha scritto:
Proprio cosi`, FSL. Era questo che intendevo dire. Una XE ( ex BW ) farebbe alla bisogna. Ed e’ anche vero, come tu sottolinei, che spesso la gente vede i ” contractors ” come criminali. E’ vero sono mercenari, ma non criminali; la piu` gran parte proviene dai ranghi di eserciti regolari ed ha ampia e provata esperienza nei campi di azione piu` disparati. Sono invisi all’ opinione pubblica, ma senza di loro ” the job doesn’t get done “. Ad oggi vengono ” assoldati ” dal Governo USA per compiti molto vari. Financo per la protezione dei sistemi di difesa antimissilistici che gli USA hanno prestato ad Israele. In questo caso sarebbe stato impossibile schierare sul campo forze armate regolari ( militari stranieri in attivita` in Israele? Inconcepibile!! ), ed ecco che allora si fa ricorso ai ” mercenari “.
Il 16 Giugno 2010 alle 8:57 fsl ha scritto:
La visibilità di queste compagnie private (vorrei dire di ventura, ma sarebbe troppo) è aumentata grazie agli eventi degli ultimi anni.
Non sono più bande di diseredati e criminali alla ricerca di facili guadagni, in effetti svolgono compiti di ogni tipo; a parte la “sicurezza” di obiettivi fissi e personalità, vengono affidati loro servizi di ogni tipo, anche logistici e di trasporto.
Se qualcuno mi avesse parlato di “contractors” solo qualche anno fa, avrei storto il naso pensando a una sorta di “mastini della Guerra” pronti a cambiare partito a seconda delle convenienze economiche.
Pare, invece, che siano organizzazioni molto serie e ben attrezzate, che possono contare su personale ben addestrato. Quanto ai mezzi ed ai servizi che offrono, c’è da rimanere sbalorditi, vi invito a visitare uno dei loro siti internet (quello di Xe ex Blackwater è indicativo); si va dagli uomini a mezzi aerei ed elicotteri, navali, ecc.
L’ONU avrebbe molto da guadagnare se riuscisse ad avviare una seria collaborazione con queste società.
In tal modo si eviterebbero le ambiguità alle quali siamo abituati perchè, in ogni missione, i paesi che partecipano con i loro contingenti militari interpretano il mandato e le regole d’ingaggio da applicare in modo differente.
E poi ci sarebbero i costi; l’ONU vuole fare la guardia a chiese e santuari dei marabuti nel deserto? Sostenga tali missioni con le casse e le risorse economiche di cui dispone.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.