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Dobbiamo avere paura dell’Iran?

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  • Tags: Dariusch Shayegan, il mio iran, Rumi
  • 12 commenti
Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
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L’Iran è indubbiamente un Paese che suscita sentimenti contrastanti: paura, inquietudine, rabbia, amore e odio. Ma è anche un Paese in cui la popolazione ha modi di essere antagonisti ed è quasi intrappolata tra due mondi incompatibili: l’Occidente e l’Oriente, dove il primo incarna la modernità e il secondo la tradizione. Il risultato è un senso di malessere, è quella che il filosofo iraniano Dariush Shayegan chiama schizofrenia culturale.

Prima della rivoluzione del 1979, lo scià aveva aperto – un po’ troppo velocemente - all’Occidente e alla modernità, mentre in questi trent’anni le autorità della Repubblica islamica hanno cercato certezze nella fede e nella tradizione. Il paradosso è che in Iran il 70 per cento della popolazione ha meno di 35 anni, tanti usano Internet, Facebook, Twitter. Ma molti altri aspettano il ritorno del Mahdi, l’ultimo Imam scomparso secoli fa, e affollano la moschea di Jamkaran, appena fuori dalla città santa di Qum.

Risolvere questa schizofrenia culturale non sarà facile, dopotutto anche il poeta persiano Rumi scriveva: “Che far dunque o musulmani, ch’io me stesso non conosco? Non giudeo sono, né cristiano, né son zoroastriano o musulmano! Né orientale né occidentale”. L’impressione è che gli iraniani debbano – da sempre – fare i conti con identità molteplici. Un po’ come gli immigrati e le seconde generazioni dei nostri tempi.

  • farian
  • Martedì 15 Giugno 2010

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Commenti

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Il 15 Giugno 2010 alle 15:57 hector ha scritto:

non credo ke rumi intendesse per occidente quello ke intendiamo noi. ai tempi il nostro concetto di occidente poteva essere solo dispregiativo
d’altronde le identita molteplici possono spiegare l’apertura mentale degli iraniani(forse esclusi ayatollah)

Il 15 Giugno 2010 alle 17:33 spyun ha scritto:

Principessa, Rumi defini la verità come uno specchio caduto in frantumi ed ogni frammento ne rispecchia una parte. Mi sono permesso di aggiungere la mia, che gli specchi sono due, uno di cristallo puro e l’altro di volgare vetro e il difficile consiste quale dei due frammenti sia di cristallo e l’altro di vetro, il vetro è falso e pare sia ritenuto dai più una verità. Rumi lo conosco da poco, grazie a lei, ma il suo pensiero mi appartiene da sempre, non si nasce con la religione nel DNA o un marchio sul sedere, si viene educati ma non per il viver civile ma per chi ci indottrina.Io mi ritengo fuori dal gioco e forse è per questo che agli ignoranti sembro fuori testa e si attaccano a piccolezze. Non capiscoco, non possono capire. Ad un qualsiasi virgulto che venga innescato un ramoscello di melo, da albero darà meli e non cigliegie. Sapesse quante mele bacate ne vengono fuori. Chi li chiama fondamentalisti, altri terroristi o taliban, ma sono tutti uguali. Ci fu pure un filosofo tedesco, del 1700, 500 anni dopo Rumi, disse che non fu Dio ad inventare l’uomo ma l’uomo ad inventare Dio a sua immagine e somiglianza. Io non ricordo il nome e neppure dove l’anno scorso fu inaugurato un museo, tra l’altro con l’apporto italiano, dove vengono illustrate le invenzioni dell’anno mille, di un arabo, uguali uguali a quelle di Michelangelo 500 anni dopo. L’evoluzione marcerà a botte di 500 anni? Sa perché? Pure la Chiesa ha impiegato 500 anni per ammettere che Galileo aveva ragione, non al 100% ma per volontà di Dio. E te pareva che non ce mettesse lo zampino l’intruso.

Il 15 Giugno 2010 alle 17:35 spyun ha scritto:

Errore, Leonardo da Vinci, non Michelangelo chiedo scusa.

Il 15 Giugno 2010 alle 19:40 indigesto ha scritto:

Bellissimo affresco il Suo, se mi posso permettere, gentile Professoressa. La storia dell’Iran è molto complessa; la ricchezza di etnie, quando mescolate e quando intatte, lo rende ancorpiù affascinante. Questo popolo è fuori da ogni discussione, è un popolo fertile di ingegno, arti e cultura. Cosa abbia mutuato dall’Occidente non è semplice ed agevole da stabilire; tantopiù oggi, chè il progresso diventa, sempre più speditamente, bene comune. Non lo penso in crisi d’identità e, in ogni caso, va dato tempo al tempo.
I popoli non fanno mai paura, sono i regimi e le ideologie, che spesso li tengono in ostaggio, che danno da pensare.

Il 15 Giugno 2010 alle 21:37 pasalaam ha scritto:

Bellissima dissertazione in politichese. Tutto ben detto e gradevole all’udito, ma cosa ha voluto dire, in concreto? Francamente non si riesce a capire cosa c’entra il titolo dell’articolo. Dobbiamo o’ non dobbiamo aver paura? Personalmente direi di nò perché possedere la bomba non vuol necessariamente dire potersene servire, soprattutto se non si sà come funziona. Inoltre, tutti i mussulmani sono vittime del “fattore Abdul”che li rende vittime predestinate della loro stessa arretratezza.
Mi permetta, inoltre di non capire cosa c’entrino gli emigrati. Tutti i popoli hanno avuto emigrati e noi italiani ne sappiamo qualcosa, ma quando mai ha trovato notizie di bombe, carneficine e assassini rituali commessi dai nostri emigrati, fosse pure della seconda generazione.

Il 16 Giugno 2010 alle 1:06 spyun ha scritto:

pasalaam, se ti riferisci all’Italia da un po’ di tempo sento di una ragazzina stuprata e uccisa in una chiesa, scoperta dopo 17 anni. Stasera ne ho sentita di una di 14 anni che le fu dato fuoco perché non voleva prostituirsi, morì dopo 22 giorni di agonia. Gli assassini non erano musulmani e semmai uno, musulmano, fu condannato all’ergastolo per aver ucciso la figlia. Olivio e Rosa, due bonaccioni vero, mica musulmani, la lista è lunga. Se parli di attentati allora informati di chi li usò per primo, non ne ottenne il brevetto quindi ne fanno uso tutti. Mai fare agli altri quello che non vorresti sia fatto a te, lo conosci il detto? Quindi segui il mio consiglio, sparati , finirai di soffrire d’ignoranza.

Il 16 Giugno 2010 alle 2:24 p.a.d ha scritto:

Fumagalli, allora lei non ha paura dell’Iran?

Mahmud, detto anche “Jimmy il fenomeno” dopo la dieta, le sembra insomma una persona pacata, assolutamente non esaltata e non potrebbe mai essere un pericolo per gli equilibri in Europa ed oltre?

Lo sa quanti ne abbiamo, di iraniani, in Italia? S’informi.

Quanto a Ahmadinejimmy il fenomeno…

http://www.iouppo.com/lite/pic.....a6f84d.jpg

Il 16 Giugno 2010 alle 13:56 spyun ha scritto:

pad-ulo, mi fanno più paura gli USA, l’Iran non ha mai aggredito nessuno e i ragazzi che ho conosciuto sono più aperti e intelligenti di te. In Iran ci sono più computer che in Italia e li sanno usare. In sud America ho conosciuto e frequentato anche arabi e sono persone piacevolissime, uguali a noi, solo tu sei un essere inferiore al loro confronto. Non ho proprio nessun timore dell’Iran, di Israele si, non del popolo ma dei fanatici che lo governano. Tieni presente che due guerre mondiali scaturirono per contrasti tra cristiani, l’Olocausto opera cristiane e pure il genocidio in America del nord aveva il patibolo per simbolo. L’Africa fu distrutta sempre in nome del Signore e se ci sono sempre guerre in corso, chiedilo a Bush che ha Dio dalla sua parte, ora ci si è messo pure Obama e Dio li ha ricompensati con il petrolio. Troppa grazia. Detto tra noi, si sentono mafie italiane, russe e cinesi, ancora nessuna araba, strano vero? A parte la religione, non pensi siano meglio?

Il 16 Giugno 2010 alle 14:10 indigesto ha scritto:

Non mi pongo mai problemi di superiorità. Sei tu a porteli, dall’alto della tua..inferiorità. Perciò fai ridere!

Il 16 Giugno 2010 alle 14:15 spyun ha scritto:

pad, le polemiche sterili servono a niente. Cosa voglio spiegare è che tutte le migrazioni hanno uno scopo. Nel dopoguerra ho vissuto la migrazione del sud verso il nord, quelli non venivano per meridionalizzare il nord ma erano in cerca di vita migliore, la stessa cosa la fanno ora quelli che arrivano da noi. Non vi è dubbio che ci siano delinquenti, ma quelli ci sono ovunque e anche si fanno notare, la maggioranza non viene per islamizzare, semmai i fanatici, ma anche quelli sono pochi. Il problema è che hano difficoltà ad inserirsi e quelli inseriti sono i primi a condannare gli agitatori o sobillatori. Oggi a Torino, i più accaniti contro i meridionali sono le generazioni di meridionali inseriti. Se tanto mi da tanto, chi pensa che gli islamici vogliano islamizzare il mondo e la propaganda che lo insinua, sbaglia, la maggioranza che emigra è perché vuole migliorare non portare un regime che li farebbe toranre alle origini. Mi sono spiegato? Come pricipio, senza polemiche o ironie stupide. Se tu hai intenzione di emigrare per cosa lo fai, per trovarti meglio, che senso ha quando ti trovi nel meglio voler tornare indietro? Logico? Quindi andiamoci piano prima di sparare a zero e prendere in considerazione il perché e per cosa siamo sempre a litigare e spararci addosso. Cerca di spiegarmelo e se è logico ti do ragione.

Il 16 Giugno 2010 alle 14:47 p.a.d ha scritto:

Senta Fumagalli, il medio oriente ed anche l’oriente sono zone del mondo dove le popolazioni non si sono mai date pace da millenni, indipendentemente dal fatto che si trattasse di questioni “interne” o di invasioni da fuori, ed è sempre stato per questioni legate alla religione.

Ora è molto probabile che la religione sia diventato un tramite per questioni più “terrene”, come il potere economico ed il petrolio, il ché non fa che peggiorare le cose.

Se lei guarda in Afghanistan, in Iran ed altrove, noterà che del benessere fisico ed economico delle popolazioni importa una sega a nessuno dei loro governanti!

Lo chieda a Gheddafi, ad Ahmadinejad, ai talebani, a quell’assassino di Pol Pot, a Máo Zédōng…

Molti fuggono e vengono in occidente per fare quel che a casa loro non sarebbe concesso, ma per fare anche quello che non sarebbe concesso qui ma soltanto a casa loro!

E rimane sempre il solito discorso della religione. Li legge i giornali?
Di “integrazione” ne parlano solo i babbei intellettualotti di sinistra, quelli da salottino, ed i drogati cerebrolesi dei centri sociali.

Agli immigrati dell’integrazione non importa un fico secco: sono qui per farsi i cazzi loro, spesso alla faccia di regole e leggi, e non fanno altro che far uscire dalla nostra nazione verso la loro di origine l’80% dei capitali che accumulano per tacer del “nero” non dichiarato.

Un danno economico ed un dubbio sulla reale destinazione di questo fiume di euro, che in paesi come i loro basterebbe già adesso a far vivere dignitosamente intere popolazioni!

Altro che favole del piccolo cinesino (buoni, quelli!) lavoratore che aiuta la nostra economia.

Lei sogna, Fumagalli. Sognare fa bene, ma all’atto pratico si rischia spesso di prenderlo nel postero. Vedrà fra un po’ di anni se non sarà così.

Fumagà, sgozzano le loro figlie solo perché innamorate di un “cane infedele” italiano, questa è la realtà. E non ni venga a raccontare che sono casi isolati in rapporto al numero di famiglie islamiche presenti, perché bisogna tener conto del fatto che dove queste cose non accadono è solo perché regna il terrore e la paura di essere sgozzati, ed allora si vive nel silenzio obbligato, magari costretti a sposare all’età di 10 anni un vecchio muslim decrepito perché in famiglia “così è deciso”.

Io di questa gente ho sempre dippfidato, diffido tuttora e diffiderò sempre!

Per non saper né leggere né scrivere.

Il 16 Giugno 2010 alle 20:09 indigesto ha scritto:

Fumagalli, non ho conoscenza diretta di popoli, nè la fortuna di poter assistere a lezioni ben frequentate. Sono rimasto al vecchio Biasutti ed a qualche conoscenza personale, ma non di cittadini dell’Iran.
Cionondimeno qualche idea me la sono fatta sulle etnie. Sono certo che hai miglior modo di tenerti informato, frequentando la gioventù di quel paese, che non vorrai certo affliggere con le argomentazioni che non manchi mai di introdurre, buone solo a farti prendere in giro.

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