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Stati Uniti: la lezione di Ronnie Lee Gardner sulla pena di morte

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  • Tags: Barack Obama, fucilazione, obamamania, pena di morte, Ronnie Lee Gardner
  • 32 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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La stanza dell'esecuzione di Ronnie Lee Gardner nel penitenziario dello Utah. Credits:laPresse

La stanza dell'esecuzione di Ronnie Lee Gardner nel penitenziario dello Utah (Credits: LaPresse)

Il suo avvocato ha detto che non l’ha scelta per farsi pubblicità;  non per diventare un caso (inter)nazionale, ma solo per evitare di soffrire di più. Tra quattro pallottole nel cuore (decesso quasi istantaneo)  e una possibile agonia di qualche minuto, Ronnie Lee Gardner non ha avuto dubbi: se devo morire, meglio farlo in modo veloce.

Così grazie alla legge retroattiva dello Utah che glielo permetteva ha rifiutato di essere ucciso con un’iniezione letale e chiesto di essere fucilato.  Il suo desiderio è stato esaudito. Un’esecuzione capitale con questo metodo non si vedeva da 14 anni negli Usa. La Nera Contabilità della pena di morte ci dice che dal 1976 (anno in cui è stata reintrodotta),  1.042  dei 1.216  giustiziati sono stati uccisi con un’iniezione letale,  157 su di una  sedia elettrica, 11 con il gas, 3 mediante impiccagione e altri 3 davanti un plotone di esecuzione, tra cui, appunto Ronnie Lee Gardner.

Prima che i cinque poliziotti volontari facessero fuoco, la  sua era già diventata una singolare storia da seguire. Dopo, si è trasformata in una occasione  esemplare di riflessione da parte degli americani (in realtà una piccola, ma sempre più consistente fetta di opinione pubblica) sulla pena di morte. La maggior parte delle esecuzioni negli Usa  passano inosservate. C’è più interesse e attenzione all’estero, alimentati dalla volontà di capire perché nella Terra della Libertà (e del Diritto) sia ancora in vigore la Legge del Taglione.

Grazie a quelle quattro pallottole, Ronnie Lee Gardner, duplice omicida, ha ricordato ai suoi connazionali che la pena capitale significa - in particolare - che degli americani uccidono un altro americano.

L’iniezione letale è (stato) il metodo più praticato (finora) non perché fosse il più indolore, ma perché è sicuramente quello più asettico. Il condannato è legato e sdraiato su di un lettino. Premuto un tasto, le sostanze che prima lo addormenteranno, poi gli bloccheranno i muscoli e alla fine lo uccideranno, entrano nel suo corpo mentre i tecnici (medici e personale del penitenziario) e i testimoni (parenti delle vittime o del condannato) assistono alla scena come si potrebbe guardare alle ultime fasi di vita di un malato terminale.

Questa asetticità, questo approccio clinico alla Morte di Stato sono garanzia di parziale rimozione (dalle coscienze) della questione.  Rende il destino dei condannati a morte (e quindi della condanna a morte) ineluttabile.

Ronnie Lee Gardner durante una fase del processo a suo carico. Credits :LaPresse

Ronnie Lee Gardner durante una fase del processo a suo carico (Credits: LaPresse)

Mettendosi di fronte a un plotone di esecuzione, Ronnie Lee Gardner è riuscito a rimettere (parzialmente) al centro del dibattito negli Usa la questione della pena capitale. Perché,  come raccontano le testimonianze di chi vi ha assistito, qui il sangue si vede, scorre.  E nessuno può fare finta che non sia così.

Perché sparisce l’asetticità: l’esecuzione mediante fucilazione  (per paradosso)  diventa più umana, come dicono alcuni esperti. Ma in duplice senso:  il condannato soffre di meno, ma allo stesso tempo nessuno può più nascondere il fatto che sia un uomo a togliere la vita a un altro uomo.

Quattordici anni fa, sempre nello Utah, quando i fucili del plotone di esecuzione spararono per mettere fine alla vita di John Albert Taylor, le 150 testate giornalistiche che  seguirono quell’avvenimento, lo presentarono come un fatto di altri tempi, legato all’epopea e alla cultura del Far West. Così lontano nel tempo, così vicino alle radici di una immutabile America Profonda

Quattordici anni dopo, quelle radici sono ancora molto forti. In quella parte d’America. Mentre ne esiste un’altra che, di fronte a un plotone di esecuzione negli Usa , non pensa ai pionieri e alla frontiera, ma gli viene in mente la Cina e alcuni  paesi del Medioriente dove la fucilazione è il metodo adottato per i condannati a morte.

Negli ultimi tempi alcune cose si sono mosse. Il dibattito sulla pena di morte si è evoluto. Alcuni stati come il New Mexico, New Jersey o Illinois hanno abolito o  bloccato le esecuzioni. Piccoli, ma significativi passi.

  • michele.zurleni
  • Sabato 19 Giugno 2010

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Commenti

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Il 19 Giugno 2010 alle 19:40 lillo111 ha scritto:

mi spiace
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze

Il 19 Giugno 2010 alle 19:46 spyun ha scritto:

Resta il fatto che le guerre ne uccidono moltidi di più e innocenti. Comunnque resto dell’idea che per alcuni crimini, che non hanno nulla di umano, quell’essere non è umano, quindi non merita di restare tra gli umani. Le sue vittime erano umani e nel momento che le uccide lui è una bestia. Il mostro del Circeo ci insegna, meglio mille criminali morti che una seconda vittime innocente. Si fa tanto casino per un criminale e ogni giorno muoiono 17 mila bambini. Qualcuno dirà che è il solito ritornello ma non mi stancherò mai di dirlo.

Il 20 Giugno 2010 alle 0:39 pasalaam ha scritto:

Certo, sono cose da dire e sulle quali é giusto riflettere. Però, una cosa é raccontarle ad un pezzo di carta inerte, un’altra é andarlo a spiegare a coloro che si sono visti privare del bene di un figlio o’ di un parente. D’altra parte, quale sarebbe il vantaggio, per la società di sobbarcarsi le spese per il mantenimento di un essere che di umano non ha più nulla? Il discorso dell’eventuale errore giudiziario é fuori luogo. È pur vero che tutti possono sbagliare, ma é altrettanto vero che chi sbaglia paga. Se un camionista investe un ciclista, viene incolpato di omicidio colposo e ne passa di tutti i colori. Se anche il giudice pagasse per i propri errori, sarebbe molto più prudente. In fin dei conti, come magistrato gode di immensi privilegi e nessuno lo obbliga a farlo. Infine, anche se fuori contesto, non si può ignorare l’argomento sollevato da spyun, é un po’ irrispettoso dedicare tante energie alla difesa di un assassino quando migliaia di persone innocenti periscono ogni giorno: di fame, de sete, di stenti, senza aver fatto male a nessuno e nella più assoluta indifferenza.

Il 20 Giugno 2010 alle 1:11 indigesto ha scritto:

Si,pasalaam, finchè lo fa Fumagalli il discorso, transeat, ama l’iperbole. Ma se tu l’ammazzi o no, il condannato, i bambini continueranno a morire di fame. Sulle spese del mantenimento non sarei così cinico; dov’è possibile si potrebbero chiedere contributi ai familiari. Ho già detto altrove che non abolirei la pena di morte, ma non ne eseguirei la sentenza. Il condannato, o meglio il reo, verrebbe dichiarato morto a tutti gli effetti civili, congiunti compresi, ma gli si risparmierebbe la vita proprio per evitare l’esecuzione, chè l’uccisione programmata resta il più grave atto dell’efferatezza umana. Questo darebbe più dignità alla società senza nulla concedere in dignità al condannato, tranne che la sopravvivenza.

Il 20 Giugno 2010 alle 1:22 spyun ha scritto:

Si ma lo devi mantenere e anche agiatamente. Tu mi sembri quello che cantava “Son contento di morire ma mi dispiace”

Il 20 Giugno 2010 alle 1:36 pasalaam ha scritto:

Non sò, c’é un fondo di vero, ma non mi convince totalmente. Vada per privare le vittime di una inutile vendetta, però non é la prima volta che un criminale fugge e giusto per tenersi in esercizio, ammazza ancora un paio di persone. Tanto sà che peggio di così non gli può andare. A questo punto, come la mettiamo con la nostra coscienza. Chi lo và a spiegare ai parenti che per non macchiarci di un atto di “efferatezza” abbiamo affrontato il rischio che lui commettesse un atto di efferatezza nei confronti del loro caro? Siamo sinceri, prenderemmo lo stesso rischio se sapessimo che in caso di fuga saremmo noi le sue prime vittime? Anche se noi volessimo personalmente accettarlo, con quale diritto potremmo imporlo ai nostri cari? Chi le assicura che sua madre, sua moglie o’ suo figlio accetterebbero questo rischio?

Il 20 Giugno 2010 alle 1:59 spyun ha scritto:

pasalaam, fa piacere che se anche di idee diverse con la logica ci siamo. E’ riemerso il caso di una ragazzina di 14 anni, bruciata viva per non essersi sottomessa alla prostituzione. Mori dopo 22 giorni di agonia e fece i nomi degli assassini, due fratelli già condannati per istigazione alla prostituzione con la madre. Non so se ci fu un processo, so che non ci furono condanne. Non han nemmeno bisogno di evadere, li lasciano liberi, pure il bel Reno, 4 ergastoli e 240 anni di galera, gli rubarono la bici il primo giorno di libertà. Quanta malavita c’è in giro.

Il 20 Giugno 2010 alle 9:17 indigesto ha scritto:

Dalle carceri USA non si evade tanto facilmente. Tantomeno “legalmente” con condoni, amnistie, provvedimenti ed altre bazzecole come da noi.

Il 20 Giugno 2010 alle 10:48 pasalaam ha scritto:

Verissimo, indigesto, però non mi dice come la metterebbe con la sua coscienza se il solo evaso del secolo torturasse ed ammazzasse la figlia della sua vicina di casa.

Il 20 Giugno 2010 alle 10:52 spyun ha scritto:

Pablo Escobar evase dal carcere considerato il più sicuro al mondo. Per questo affronto gli USA lo condannarono a morte e anche negli USA, se hai soldi, in carcere non ci vai. Non sono diversi dagli altri.

Il 20 Giugno 2010 alle 14:00 indigesto ha scritto:

pasalaam, capisco, capisco che chi ci capita dovrebbe avere la comprensione di ognuno. Di mio ce la metto anche per i familiari di vittime di incidenti stradali. Tutto può accadere, come dice spyun. Le regole solitamente vengono ispirate dal normale prevedibile. L’imprevisto, si sa, è sempre dietro l’angolo; ma non per questo si rinuncia alle regole.

Il 20 Giugno 2010 alle 15:15 jimmie01 ha scritto:

Un detenuto costa ai contribuenti quarantamila dollari l’ anno, piu` o meno. Rei di omicidi premeditati, pedofilia, violenza carnale et similia dovrebbero essere impiccati in pubblica piazza. Oppure dovrebbero subire la sorte dei condannati a morte in Giappone. Non so se i ” nippo ” lo fanno ancora, ma qualcuno mi disse, che i condannati a morte vengono portati all’ alba nel cortile del carcere e posti di fronte al plotone di esecuzione che avra’ tutte le armi caricate a salve per mesi o addirittura anni. Insomma, per lungo tempo i criminali non sapranno quando moriranno.

Il 20 Giugno 2010 alle 15:16 spyun ha scritto:

Direi piuttosto che non si rinuncia all’utile a tutti i costi violandole le regole, osservandone una soltanto: La vita dei poveracci vale meno del denaro.Non è scritto nella Bibbia, nei Vangeli e neppure sul Corano pero è l’unica dogma che unisce tutti i potenti.

Il 20 Giugno 2010 alle 15:52 indigesto ha scritto:

jimmie, se non sbaglio la pena di morte eseguita serve da persuasione a non incorrere nelle nefandezze che sappiamo e non a vendicarsi da parte della Comunità. Pare però che i risultati siano scarsi. Una Comunità che uccide finisce poi per mettersi sullo stesso piano di chi delinque.
Se mi dici che il lassismo ed il permessivismo delle nostre Leggi, in Italia, talvolta addirittura induce a deliquere, questo è un altro discorso.
Certo la pena di morte non viene comminata per uno stato d’animo. In quel caso si capirebbe, soprattutto quello delle vittime o dei loro prossimi. Ripeto, sono favorevole acchè venga comminata, purchè non eseguita. Sembra una banalità, ma meriterebbe riflessione prima di irriderla. Saluti.

Il 20 Giugno 2010 alle 18:24 pasalaam ha scritto:

indigesto, capisco il tuo ragionamento, ma non lo posso sottoscrivere. Dal mio punto di vista, mettere a repentaglio la vita di innocenti, foss’anche per la più nobile delle cause, non é concepibile. L’essere umano é quello che é, bisogna accontentarsene e scegliere il minore dei mali, partendo dal principio che é più importante proteggere l’innocente che non evitare una punizione al colpevole. Se si invertono le priorità, bisogna cambiare il Mondo e bisogna modestamente ammettere che non é alla nostra portata. Per essere concreti, ti rifaccio la domanda: se fossi SICURO che in caso di evasione, il criminale uccidesse uno dei tuoi familiari, lo risparmieresti ugualmente?

Il 20 Giugno 2010 alle 18:46 indigesto ha scritto:

Pasalaam, fuor di polemica, mi chiedi se ipotizzando una evasione(di sicuro non si può prevedere mai nulla) mi porrei il problema se non fosse stato meglio sopprimere il delinquente. Certo! ma è un mio sentire personale che riguarda la mia sicurezza, o quella di un di mio familiare. Sarebbe un mio sentire personale anche se il fatto si fosse verificato. Ma può bastare per farne un sentire comune? E poi, è per questo tipo di rischio che viene irrogata ed eseguita la pena di morte?
Ripeto, il sentire personale va sempre rispettato, ma il sentire comune è altra cosa. Tant’è che la pena di morte nei Paesi civili, con qualche eccezione, è stata abolita o sospesa. Saluti.

Il 20 Giugno 2010 alle 19:06 spyun ha scritto:

Il definire civile l’indottrinamento religioso è quanto di più ipocrita ci sia. Tutte le religioni discriminano ritenendosi la migliore e prevalente sulle altre. Millenni di guerre e stermini non insegnano. Troppo giovane e duramente osteggiata una nuova che non ha un Dio ma prende in considerazione l’uomo. Ha le sue pecche come ogni ideologia ma sono rimediabili, le religioni statiche e ferme alla notte dei tempi che non hanno dimostrato nulla e sono macigni che pesano.

Il 20 Giugno 2010 alle 19:55 jimmie01 ha scritto:

Indigesto, io non vedo la pena di morte come deterrente per ” ipotetici ” criminali. Io vedo la pena di morte come pena commisurata ai crimini commessi. Cosi` come no vedo il carcere come luogo di ricupero per i rei. Il carcere e`, e deve essere, luogo di espiazione per il fatto delittuoso commesso. Tutte i discorsi circa la riabilitazione dei colpevoli, lasciano il tempo che trovano. Ovvero, prima paghino per quel che hanno fatto, poi parleremo della rieducazione. E se la fattispecie criminosa e` tan rilevante, che paghino con la vita. Qualcuno all’ altro mondo, posto che esista, si occupera` della redenzione.Amen.

Il 20 Giugno 2010 alle 20:29 pasalaam ha scritto:

Indigesto, é proprio questo che volevo sapere. Tu lo lasceresti giustiziare, per proteggere i tuoi cari. È razionale, umano e ragionevole, uno che facesse il contrario sarebbe un mostro. Fino a qui, siamo d’accordo, suppongo. Siccome siamo tutti parenti di qualcuno, gli altri avrebbero i tuoi stessi timori e deciderebbero nello stesso modo. Quindi, per assurdo, TUTTI DECIDEREBBERO PER LA SUA MORTE. Come dicevo, siamo umani.

Il 20 Giugno 2010 alle 20:44 anna.one ha scritto:

Si, Fumagalli, se hai soldi negli US in carcere non ci vai.

Bernard Madoff penalty 150 years imprisonment and forfeiture of $170.179 billion.

I rest my case!

Il 20 Giugno 2010 alle 20:54 anna.one ha scritto:

jimmie, ma coomeeee, la maggioranza viene “riabilitata”, infatti quando esce e’ convertita.
Chissa’ se i nostri amici italiani sanno dove gli islamici convertono la maggioranza dei morons all’Islam!

Il 20 Giugno 2010 alle 21:23 p.a.d ha scritto:

Il 20 Giugno 2010 alle 20:54 anna.one ha scritto:

“Chissa’ se i nostri amici italiani sanno dove gli islamici convertono la maggioranza dei morons all’Islam!”

CERTO!

In Francia, Germania, Spagna e Inghilterra.

So che non da la soddisfazione sperata, ma è così.

Il 20 Giugno 2010 alle 21:27 p.a.d ha scritto:

Non vorrei dire, caro Zurleni, ma questo articolo non le sembra un doppione ed un tantino… “post mortem”?

Il 20 Giugno 2010 alle 21:34 p.a.d ha scritto:

Indigesto, i risultati sulla “deterrenza” sperata sono scarsi perché le condanne finiscono sempre alle calende greche!

Se nell’arco di un mese venissero condannati a morte dieci criminali, sarebbe opportuno, passati i tempi “tecnici”, che venissero giustiziati tutti nell’arco di un mese.

La “quantità” fa sicuramente più effetto deterrente se concentrata in tempi strettissimi.

Il dilungarsi delle procedure d’esecuzione annacqua il sensop della condanna e non fa che rendere più sensazionalistica la sua esecuzione.
Una manna continua per i soliti finto-buonisti da salotto e null’altro!
Oltre ai costi, come a specificato giustamente Jimmie.

Il 20 Giugno 2010 alle 22:18 spyun ha scritto:

Ahi ragione Anna.1 ma li aveva rubati ai ladri, è diverso, si è beccato 150 anni, ne ha da vendere e abile com’è riuscirà a venderli a qualcuno. Come battuta non è male. Come si chiamava quel negretto campione di qualcosa che uccise la bionda moglie? Non ci lasciò le penne pero fu condannato a pagare i danni. Non avesse avuto soldi, visto che non poteva risarcire, gli avrebbero preso la pelle, era nera no?

Il 20 Giugno 2010 alle 22:21 jimmie01 ha scritto:

PAD, credo che Anna volesse dire che nelle carceri i musulmani fanno opera di proselitismo. Anche negli USA.

Il 20 Giugno 2010 alle 22:27 jimmie01 ha scritto:

Galinaccio, come al solito non sai cosa scrivi. Madoff aveva rubato i soldi a tutti. Dai ricchi ai meno ricchi, che avevano creduto alle sue storielle circa profitti stratosferici. Comunque, non ho alcuna pieta` per le vittime di Madoff. Se la sono cercata. Quanto all’ ex giocatore di football cui tu fai riferimento, ti informo che attualmente marcisce in un carcere federale, ove non c’e’ l’ istututo della ” parole ” , per aver commesso altri crimini, tra i quali il sequestro di persona, che nella fattispecie, dal nostro c.p. sarebbe stata piuttosto violenza privata. Ma tant’e`, Paese che vai usanza che trovi. Come vedi non gli son serviti tutti i soldi che ha ad evitargli il carcere. Informati bene prima di scrivere commenti senza ne’ capo, ne’ coda.

Il 20 Giugno 2010 alle 22:37 jimmie01 ha scritto:

Quanto al risarcimento danni, anche qui` informati bene, gallinaccio. La legge degli USA e` diversa da quella italiana. Il risarcimento fu stabilito a seguito di un giudizio in sede civile, non nello stesso processo penale ( con il quale si doveva decidere se rinviarlo a giudizio, una sorta di GIP italiano ). IL SOGGETTO IN QUESTIONE FU CONDANNATO A RISARCIRE ALLE FAMIGLIE DELLE VITTIME OLTRE 30 MILIONI DI DOLLARI!! AD OGGI I FAMILIARI NON HANNO VISTO UN SOLDO, in quanto parte delle proprieta` ed introiti del condannato in sede civile non sono aggredibili, tra questi la pensione di 150.000 dollari all’ anno pagata dalla lega di football. Come vedi, fumagalline, nessuno ha preso la pelle dell’ imputato, ancorche` sia di colore scuro. E tu, ancora una volta, hai provato a tutti che non sai una beata fava di quello che scrivi.

Il 20 Giugno 2010 alle 22:50 indigesto ha scritto:

Scusate, io penso che la condanna a morte sia una cosa seria, talmente seria da rendere paradossalmente irrilevante che venga eseguita o meno.
Non eseguirla toglierebbe giusto scrupoli alla Comunità; un pò come si è fatto mettendo una cartuccia a salve tra le cinque usate per l’esecuzione. Chissà, poi, con le iniezioni come si regolano. Ah già, lì c’è il boia, un professionista!

Il 20 Giugno 2010 alle 22:58 p.a.d ha scritto:

Il 20 Giugno 2010 alle 22:21 jimmie01 ha scritto:

PAD, credo che Anna volesse dire che nelle carceri i musulmani fanno opera di proselitismo. Anche negli USA.

Dubito, Jimmie, e parecchio, anche. Quelli nelle nostre carceri non sono i “musulmani” nel senso più concreto e corretto dell’accezione, ma solo dei delinquenti di origine mediorientale, tunisina, marocchina, senegalese ecc… Gente che ammazza per rapina, traffico di droga, stupro, violenza privata, il tutto spesso sotto l’azione di abbondanti dosi di alcool e droga, e mangiano da Mc.Donald’s… Anche gli hot-dogs di suino!!!

Insomma, gli ultimi che possano definirsi idonei a fare proselitismo islamico e raccogliere nuovi fedeli al Corano.

Se c’è qualche “imam” in gabbia è comunque irrilevante dal punto di vista del rischio.

Sono molto più pericolose certe donne che confondono la stupidità della curiosità “esotica” con l’amore, e sposano musulmani. Il resto è noto. Com’è nota la fine che fanno spesso queste donne o i loro figli, spesso “deportati” al paese d’origine del loro “amato”…

La domanda di Anna poteva essere rivolta agli “amici” americani, che in quanto a proselitismo islamico ne possono vantare perfino nelle scuole di aviazione civile… semmai.

Per essere così lontani dai paesi islamici credo abbiano comunque di che preoccuparsi più loro che non noi!

La storia l’ha dimostrato, purtroppo.

Il 21 Giugno 2010 alle 1:23 jimmie01 ha scritto:

“…in genere miss di qualche cosa, roba scelta da giurie e mi fidavo “. Si le miss scelte dalle giurie dei concorsi di bellezza per animale, quali cani, gatti e cavalli. E tu saresti l’ astemio!? Staaappp…Glu…Glu…Glu…Hic! Hic! Hic! Buuuuuurp.

Il 21 Giugno 2010 alle 3:04 spyun ha scritto:

Anna.1, segna, quattro per me, ma non prendertela, non ti mortifico. Verranno tempi anche per te, no avvilirti. Il mondo è fatto a scale, c’è chi scende e c’è chi sale, noi stiamo salendo, lasciali ragliare.

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