- Tags: Bao Pu, censura, Cina, hong-kong, Li Peng, orientexpress, Pechino, tiananmen, Zhao Ziyang
- 11 commenti

Pechino: il congresso del Pcc
In Cina non ci sarà una seconda edizione del caso Zhao Ziyang: le memorie del ‘macellaio di Tiananmen’, l’ex primo ministro che è sempre stato accusato di aver ordinato il massacro del 1989, non saranno più disponibili nelle librerie di Hong Kong. Ne’ domani ne’ mai. A comunicarlo alla stampa è l’editore Kelvin Bao Pu della New Century Press, figlio di Bao Tong, segretario personale e amico del defunto Zhao Ziyang, segretario comunista nel 1989 che cercò di impedire il massacro, di cui l’editore hongkonghino ha già pubblicato le memorie (registrate dall’autore su cassette che ha poi consegnato a un fidato messaggero per farle uscire dal Paese), realizzando un successo in termini di vendite che ha superato di molto le aspettative.
Per i diari di Li Peng le stime relative alle vendite erano ancora più elevate: lo ha dimostrato la veloce apparizione di una fotocopia delle memorie messa online da uno sconosciuto lo scorso 4 giugno, il giorno dell’anniversario del massacro di Tiananmen, cliccatissima dagli internauti della Repubblica popolare e non solo. Per questo l’editore ha passato mesi ha indagare sull’autenticità del testo, che voleva proporre ai lettori di tutto il mondo per fare luce su un momento storico molto importante per la Cina popolare.
Li Peng, che oggi ha 81 anni, ha scritto sulle sue memorie di essere stato ’pronto a morire pur di impedire le manifestazioni di piazza Tiananmen, un movimento paragonabile alla Rivoluzione culturale’, aggiungendo di ‘non aver mai avuto l’autorità di dispiegare soldati, prerogativa nelle mani del presidente Deng Xiaoping’. E, in generale, le sue memorie illustrano i momenti più oscuri della crisi cinese di fine anni ‘80.
E’ assurdo immaginare che Pechino non fosse al corrente del progetto editoriale di Bao Pu, soprattutto dopo la recente pubblicazione da parte di New Century Press dei diari di Zhao Ziyang. E allora perché l’ordine di interrompere la pubblicazione è arrivato solo ieri, a due giorni dal lancio del testo nelle librerie di Hong Kong e in ogni caso quindici giorni dopo la circolazione in rete della copia del diario di Li Peng?
Difficile rispondere: Bao Pu ammette di aver ricevuto da Pechino diversi giorni fa una segnalazione secondo cui l’eventuale pubblicazione dei diari di Li Peng avrebbe violato la legislazione sul copyright della Repubblica popolare cinese, e dopo questa comunicazione ha fermato la stampa delle prime 20.000 copie soltanto ieri. L’editore naturalmente evita di fornire dettagli sull’identità della personalità che avrebbe impartito l’ordine. Ma considerando che secondo Li Peng sia Hu Jintao che Wen Jiabao avrebbero in qualche modo approvato in prima persona l’intervento militare in Piazza Tiananmen, è facile avanzare delle supposizioni sui responsabili dell’ennesima violazione di un diritto alla libertà di stampa che Hong Kong fa sempre più fatica a tutelare.
- Lunedì 21 Giugno 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 21 Giugno 2010 alle 17:28 spyun ha scritto:
Non sono di certo le represioni feroci dei regimi, la moglior cosa ma i regimi devono pur difendrsi siano di destra che di sinistra. Cosa disturba è che noi occidentali subiamo disprezzo e propagnada verso i comunisti e solo sparuti gruppi manifestano contro gli stessi crimini, anche più atroci delle destre sud americane sostenute da “buoni” USA . La differanza poi è che la Cina ha capito l’errore e cambiato mentre nel sud America occorre cambiare i governi, cosa che le destre non fanno. La censura in un modo o nell’altro serve pure a non diffondere facili illusioni come avviene da qualche parte che si inneggia da una libertà fittizia che poi non è libertà. In Cina non è la propaganda di Google o occidentale che diffonde verità. Lo stiamo constatando con una crisi che non è colpa dei Cinesi e tanto meno delle sinistre, non mi risulta che il capitale sia di sinistra ed è il capitale che ha reso forti i ricchi e deboli gli stati, che a loro volta usano metodi di sinistra per sostenere il capitale, l’assurdo che il popolo pecorone non arriva a capire. Dimostrazione che le democrazie sono il metodo migliore ma hanno il difetto di condurre il gragge dove vogliono i cani per ordine del padrone.
Il 21 Giugno 2010 alle 18:24 indigesto ha scritto:
Chissà, Professoressa, se farà prima Hong Kong a civilizzare la Cina o Questa a brutalizzare HK. Temo quest’ultima ipotesi. Saluti.
Il 21 Giugno 2010 alle 18:40 anna.two ha scritto:
Luna, ne sai qualcosa di quel ricco hongkonghino che fece un prestito stratosferico alla Repubblica Cinese? Ti pare logico che un singolo individuo possa arrivare a tanto? Siamo ancora al livello dei tempi in cui, ricchi contadini o montanari, vedi Ripa di Meana, ottengono marchesati per prestiti alla corona? O addirittura si compravano prebende, pranotazioni di poltrone in paradiso? Maco fosse un treno o un aereo, il paradiso.
Il 21 Giugno 2010 alle 20:29 pasalaam ha scritto:
La cina imploderà da sola, come tutti gli altri paradisi socialisti e sarà tanto di guadagnato per tutti. Poi resteranno soltanto i figli di allah e gli ecologisti. Non duraranno molto neppure loro.
Il 21 Giugno 2010 alle 21:42 anna.two ha scritto:
Per il momento sta implodendo il tuo sogno di green card sommerso dal petrolio e in agitazione interna, quasi caos e la Cina è la prima potenza finanziaria che si sta fagogitando i paesi in via di sviluppo, il futuro, gli USA sono cotti e l’europa rosolando e finirà male se non si sveglia. L’Italia poi, che il guitto definisce il paese più ricco dell’Unione, solo gli imbecilli lo credono, ricco è lui , alla faccia degli italiano tutti ma non è felice, ha una spada di Damocle sulla testa, se cade non ha scampo, la mafia non perdona e Calvi ne è un esempio, povero Silviolo che fine.
Il 22 Giugno 2010 alle 0:14 anna.two ha scritto:
pasaelsalam, mi sa che vedere implodere la Cina mentre sta crollando l’impero USA, il matto sei tu. Tu piangi, a me viene da ridere da quanto sei bischero. Spari cazzate su Pechino e io ti ho solo invitato a guardare quelle che ti riguardano, non capendone ne di una e nemmeno dell’altra.
Il 23 Giugno 2010 alle 1:36 hector ha scritto:
suvvia cara professoressa, non sia cosi dura riguardo agli eventi di tienanmen, quella ormai è storia(sulla quale pero sarebbe interessante fare kiarezza)
oggigiorno non ci si sorprenderebbe piu per qualcosa del genere, guardi rachel corrie, molti non sanno nemmeno ki sia
http://lampidipensiero.files.w.....an_men.jpg
bulldozer o carro armato in fondo e la stessa cosa, ciascuno nel suo piccolo fa cio ke puo
Il 23 Giugno 2010 alle 2:48 jimmie01 ha scritto:
Suvvia, fu tutta colpa degli USA che con la CIA costrinsero i comunisti idoli di gallinaccio a uccidere la propria gente. O forse fu il Vaticano. Eh, si` debbono essere state le radici cristiane della China a causare tutti quei morti.Questa la ” summa ” del pensiero del premio nobel gallinaccio affumicato da Torino.
Il 23 Giugno 2010 alle 5:14 spyun ha scritto:
Buone notizie dalla Cina, operai in sciopero in una fabbrica della Toyota, rivendicazioni sindacali. Qualcosa si muove.
Il 16 Agosto 2010 alle 16:17 Hong Kong contro il premier cinese Wen Jiabao. Nelle parole del dissidente Yu Jie - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] e che ha infastidito Pechino a tal punto da decidere di bloccare Bao Pu nella pubblicazione di un secondo libro di memorie, quelle di Li Peng, il ‘macellaio di Tiananmen’, accusato di aver ordinato il massacro del [...]
Il 25 Settembre 2010 alle 21:50 danieledafirenze ha scritto:
Bhe Spyun posso ricordarti che gli stipendi medi, sono cresciuti dal 2001 di un botto! la media del 2001 era 700 dollari ora 5mila dollari nel Guandong 4mila dollari nel ZheJian, non mi sembra male come risultato.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.