- Tags: Alagoas, Brasile, emergenza, inondazioni, latinoamericana, morti, Pernambuco
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Il Brasile sott'acqua (Credits: emarquetti by Flickr)
Oltre quaranta morti, centomila senzatetto e più di mille dispersi. E’ un bilancio tragico quello delle pioggie torrenziali che si stanno abbattendo sul Brasile. Colpiti due stati poverissimi del Nord-est, quelli di Alagoas e Pernambuco, dov’è nato il presidente Lula.
Dichiarato lo stato di emergenza e lo stanziamento di fondi federali per un valore complessivo di 25 milioni di reais, circa 12 milioni di euro. L’aviazione militare ha già inviato 5 elicotteri per sorvolare l’intera area. Da giorni le zone in questione sono state vittime di piogge incessanti che hanno provocato l’esondazione dei fiumi e numerosissimi smottamenti che hanno distrutto interi villaggi e favelas, normalmente costruite in modo disordinato a ridosso dei pendii.
“Sembrava uno tsunami- racconta com um filo di voce Amaro Aparecido dos Santos, 91 anni, un’esistenza tutta trascorsa nel villaggio di Branquinha in Alagoas- è la peggior cosa che abbia visto nella mia vita”.
Nello stesso Stato, a Santana do Mundaú l’acqua è arrivata fino a 5 metri, impossibile contrastarla. Alcuni villaggi sulle rive del fiume Mundaú, sono stati letteralmente spazzati via dall’acqua lasciando intorno solo uno scenario di morte e distruzione.
Nella città di Uniao dos Palmares un fiume ha rotto gli argini e mancano all’appello, secondo le autorità, 500 persone. La situazione è peggiorata di ora in ora anche se le previsioni metereologiche inducono adesso a sperare in un ridimensionamento delle piogge.
“Preghiamo che le persone disperse possano essere ritrovate vive- ha dichiarato accorato il governatore dello Stato di Alagoas, Teotonio Vilela Filho- ma siamo molto preoccupati perché i cadaveri cominciano ad affiorare sulle spiagge e in riva ai fiumi“.
- Martedì 22 Giugno 2010

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Commenti
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Il 22 Giugno 2010 alle 19:38 spyun ha scritto:
E’ triste boss e fa rabbia che lo Stato “più” ricco del mondo, sia l’unico che continui ad essere il maggior inquinatore atmosferico perché ridurre le emissioni costa. Purtroppo sempre i poveracci pagano. Era già un divertimento quando andavano a fuoco le ville di Los Angeles e dintorni, peccato che durò poco, dovrebbero colpire anche le Bahamas, mai un terremoto, uno tsunami, una epidemia, un’atomica, insomma una festa collettiva tra ricchi. Rinnoverebbero la moquette. Diventa pure difficile fare dello spirito su Amaro Aparecido dos Santos, l’amara apparizione dei santi che a pregarli non serve a niente. Almeno sperano e si sa, chi di speranza vive disperato muore.
Il 23 Giugno 2010 alle 0:10 p.a.d ha scritto:
Secondo me è colpa delle maestre d’appoggio del Fumarolex, che non gli hanno spiegato bene le differenze tra le correnti dell’emisfero australe e quelle dell’emisfero boreale, e interazioni tra loro…
Lo sa che l’influenza reciproca fra i due emisferi è molto complessa e non è paragonabile ad un sistema a frullatore come forse lei lo concepisce? E lo sa che malgrado le emissioni dei paesi industrializzati, maggiormente presenti a nord dell’Equatore, pare che l’altro emisfero goda ancora di buona salute se non addurittura di un momento di “raffrescamento”?
Come mai non ha proferito parola nell’occasione delle inondazioni di pochi giorni fa in Francia?
I monsoni portano con se migliaia di vittime ogni anno da millenni… mille anni fa chi erano i “colpevoli” di cotanta tragedia?
Perché non ce lo spiega, Mr. Sotuttoio? O forse erano i nativi che con i loro messaggi di fumo provocavano l’effetto serra e…
Il 24 Giugno 2010 alle 1:06 spyun ha scritto:
Mi dispiace essere sempre così scortese nei tuoi confronti, pad, ma io sono fatto così e quando poi mi scappa un bicchiere di troppo comincio con le mie farneticazioni. In realtà sono io la più grande testa di cazzo del blog.
Prendere o lascare.
Il 24 Giugno 2010 alle 1:10 p.a.d ha scritto:
Che lei prenda coscienza dei suoi limiti e dei suoi difetti può solo farle onore, anche se penso che in questo momento sia sotto narcosi e la cosa non durerà molto.
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