
L'Itamaraty, la Farnesina verde-oro (Credits: xenia antunes by Flickr)
La diplomazia brasiliana scopre un nuovo linguaggio, quello del clima e delle sue emergenze, un settore nuovissimo ma estremamente importante per la politica estera del Paese del samba. Il governo Lula ha infatti dato il via libera alla creazione di sette nuove rappresentanze diplomatiche. Motivo? Rafforzare i rapporti diplomatici su una questione essenziale per il pianeta. Quella dell’applicazione del protocollo di Kyoto con relativa sezione dedicata al mercato delle quote legate all’emissione dei gas serra.Un tema che sta a cuore all’Itamaraty, l’equivalente della nostra Farnesina, poiché il Brasile ospita al suo interno buona parte di quello che è considerato il polmone verde del pianeta, ovvero la foresta amazzonica.
E così ecco nascere le prime ambasciate green del mondo. Rappresenteranno il Brasile in paesi lontanissimi come la Repubblica di Nauru, in pieno Oceano Pacifico, un’isola minuscola che si estende per appena una ventina di chilometri quadrati con diecimila abitanti, considerata la repubblica indipendente più piccola del mondo oppure nell’arcipelago di Palau, in Micronesia.
Ogni nuova ambasciata avrà consulenti scientifici che lavoreranno con i diplomatici per affrontare le questioni ambientali legate prevalentemente al clima.
Perché queste isole e non altre? Perché appoggiano da tempo il Brasile nello sforzo di limitare la vendita di crediti di emissioni di carbonio nei casi non contemplati dal Protocollo di Kyoto.
- Martedì 22 Giugno 2010

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Commenti
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Il 22 Giugno 2010 alle 17:03 spyun ha scritto:
Peccato che Lula sia di sinistra, è un cattivo. Fosse di destra sarebbe stronzo e con altre idee.
Il 23 Giugno 2010 alle 12:56 indigesto ha scritto:
Le foreste del Brasile dovrebbero essere dichiarate patrimonio dell’umanità e tutte le nazioni dovrebbero contribuire per il loro mantenimento ed indennizzare il Brasile per la indisponibilità ad altri usi delle terre che le ospitano . Questo si che sarebbe la premessa per un programma ecologico mondiale serio. Il resto è per buona parte speculazione. Il clima è soggetto a tanti fattori, molti dei quali incontrollabili dall’uomo. Preoccupiamoci prima di preservare ciò che abbiamo e poi di controllare ciò che è ragionevolmente controllabile.
Il 23 Giugno 2010 alle 14:12 spyun ha scritto:
E bravo Nicola, vallo dire alle multinazionali USA & C. non sono russe o cinesi. Riesci a capirci qualcosa?
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