
(Credits: Ansa)
L’Iran non è un monolite e il presidente Ahmadinejad non può essere paragonato al dittatore iracheno Saddam Hussein perché la realtà politica iraniana è molto più sfumata: bisogna prestare attenzione ai particolari e non farsi ingannare, ricordando innanzitutto che nella stanza dei bottoni siede il leader supremo Ali Khamenei e non il presidente.
Questo valeva al tempo del riformatore Khatami, in carica (ma non al potere) dal 1997 al 2005. E vale oggi anche per il conservatore Mahmoud Ahmadinejad. Anche se è sembra ovvia l’intesa tra le due cariche dello Stato.
Tra i due sembra esserci però una terza figura: è di qualche giorno fa la notizia secondo cui l’ayatollah Mesbah Yazdi – l’ultraconservatore mentore del presidente Ahmadinejad – avrebbe auspicato per l’Iran lo sviluppo di armi “speciali”, una frase che molti hanno inteso come la bomba atomica.
Eppure in passato il leader supremo Ali Khamenei aveva dichiarato che le armi nucleari sono vietate dall’Islam. E anche qui viene da chiedersi se si trattava del possesso o dell’utilizzo. Ora, l’ayatollah Mesbah Yazdi si pronuncia su un tema – il nucleare e la difesa – che non sono di sua competenza né del presidente. Ma solo e soltanto del leader supremo Ali Khamenei. E verrebbe quindi da domandarsi se si stia muovendo pensando di potere, un giorno, succedergli nella carica più alta della repubblica islamica.
In realtà il New York Times cita un’agenzia AP che a sua volta riprende un libro dell’ayatollah Mesbah Yazdi in cui sono raccolti 28 sermoni tenuti tra la fine degli anni Novanta e il 2005, in occasione delle preghiere del venerdì. Non è un documento segreto ma una pubblicazione di cinque anni fa, ne erano state stampate tremila copie, molte delle quali andate invendute. In Iran queste dichiarazioni non fanno scalpore, la gente è abituata alle dichiarazioni del clero sciita. Ma ad abboccare è stata la stampa occidentale.
Dopotutto, Mesbah Yazdi e il suo pupillo godono del sostegno dei pasdaran, le guardie rivoluzionarie sempre più potenti (anche sul piano economico).
Ne approfittiamo comunque per cercare di capire chi sia l’Ayatollah Mesbah Yazdi, forse tra i personaggi meno noti al largo pubblico. Eppure, due anni fa era stato pubblicato un libricino di un’ottantina di pagine, in italiano. Si intitola L’Islam e la libertà. Verità nascoste e precisazioni necessarie. A scriverlo era stato proprio lui, Mohammad Taqi Mesbah Yazdi. Era stato pubblicato dalle Irfan Edizioni. Scopo del libro, si legge nella presentazione, è “introdurre il lettore italiano alla visione islamica della libertà. “Reclamiamo semplicemente le libertà legittime, quelle permesse dalla religione, nel quadro e nei limiti stabiliti dalla religione”, si legge nel testo. Perché, “sotto l’auspicio della sovranità di Dio, l’individuo ha diritto all’autodeterminazione. Così coloro che non fanno parte della comunità islamica e della nazione non hanno il diritto di imporre le proprie idee, i propri desideri, la propria religione e le proprie leggi sulla nostra società. Gli Stati Uniti non hanno alcun diritto di imporre le proprie leggi al nostro Paese. Piuttosto questo riguarda il popolo, che deve votare il sistema giuridico che preferisce, e il popolo ha approvato questa Costituzione”.
Verrebbe da chiedersi se, e in quale misura, il popolo abbia la possibilità anche di emendare le leggi un tempo approvate. L’impressione è che la Costituzione sia un compromesso con la modernità. Perché il mondo islamico ha un punto di vista ben diverso da quello occidentale, dove le leggi sono fatte dagli uomini e non traggono alcuna ispirazione divina.
- Martedì 22 Giugno 2010

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Commenti
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Il 22 Giugno 2010 alle 13:55 indigesto ha scritto:
Qui il discorso si farebbe lungo, interessante ed appassionato. Purtroppo non è possibile, per ragioni che certamente avrà intuito, gentile Professoressa. Saluti.
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