
(Credits: Ansa)
Non sono ancora noti i dettagli ma è certo che i tagli alla spesa pubblica colpiranno pesantemente anche la Difesa e a quanto sembra verranno lasciati intatti solo i finanziamenti per le missioni all’estero, 1.5 miliardi di euro nel 2009 che diventeranno presumibilmente quasi 2 miliardi quest’anno a causa dell’aumento dei costi della missione afghana dovuto all’invio dei rinforzi.
Volendo ulteriormente ottimizzare le spese, tuttavia, si potrebbe intervenire anche in questa voce. Risparmiando in Kosovo e in Bosnia, per esempio, dove stiamo già riducendo drasticamente la nostra presenza militare. Idem in Libano, dove il sostanziale successo della missione dell’Onu è minacciato dal mancato disarmo delle milizie libanesi e soprattutto di Hezbollah previsto dalla Risoluzione 1701 che diede il via alla missione nel 2006.
In Afghanistan si potrebbero risparmiare molti milioni dei 600 spesi nel 2009 (che saliranno a oltre 750 quest’anno, 327 già stanziati). I quattro jet Amx dell’Aeronautica basati a Herat sarebbero utilissimi se potessero bombardare i talebani ma il governo lo vieta per timore di provocare vittime civili. Pertanto, i jet fanno solo ricognizione o voli a bassa quota per “intimidire” i talebani e se non possono combattere è inutile spendere decine di milioni per lasciarli a Herat.
Inoltre, in Afghanistan, Aeronautica e Marina alternano elicotteri AB-212 dalle prestazioni limitate, non idonei alle alte quote di volo dell’Afghanistan. Sarebbe molto meglio impiegare solo gli elicotteri dell’Esercito e lasciare la Marina - che già schiera le sue forze speciali - più concentrata sulle sue attività operative con i fanti del reggimento San Marco che si sono già distinti in Iraq, mentre l’Aeronautica potrebbe limitarsi a schierare aerei cargo C-27 e C-130 e i velivoli teleguidati Predator riducendo il suo contingente.
Sarebbe così possibile aumentare il numero di truppe da combattimento, paradossalmente in riduzione proprio ora che gli attacchi talebani sono in aumento. Il raddoppio degli istruttori per le truppe afghane, saliti a 500 unità, ha costretto la Difesa a ridurre i plotoni di fanteria per non superare il tetto di 3.300 militari in Afghanistan autorizzato dal Parlamento che verrà innalzato solo nei prossimi mesi.
Anche l’invio dei nuovi blindati Freccia - che costituisce una spesa utile alla promozione del veicolo che il Consorzio Iveco-Oto Melara punta a esportare - andrebbe rivisto: i nuovi mezzi non sono adatti al teatro operativo afghano e portarne 17 a Shindand costa milioni di euro. Senza contare che sebbene i Freccia reggano alle potenti bombe improvvisate talebane meglio dei Lince, i loro ingombri e le 27 tonnellate di peso li rendono inadatti a percorrere molte piste afghane.
Tutto sommato, quindi, sono davvero tanti i soldi che si potrebbero risparmiare o spendere meglio, magari per i reparti scelti destinati a combattere in Afghanistan che oggi non possono addestrarsi con le mitragliatrici pesanti Browning e i lanciarazzi Panzerfaust perché mancano le munizioni.
- Mercoledì 23 Giugno 2010

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Commenti
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Il 23 Giugno 2010 alle 17:56 fsl ha scritto:
Dr. Gaiani, ma le sembra che una delle nostre FFAA sia disposta a rinunciare alla sua “visibilità” per risparmiare qualche spicciolo, anche se schiera veicoli inadatti al teatro?
Per fortuna c’è una notevole disponibilità e varietà di veicoli, aerei e terrestri per svolgere le diverse missioni.
Ho letto un recente articolo che illustra le deficenze riscontrate nel contigente tedesco, i cui governanti, dopo sli 8 anni di schieramento, si sono accorti che i loro elicotteri Tigre non hanno il cannoncino (come i ns. Mangusta), che non hanno veicoli sufficentemente protetti, che alcune armi non sono adatte ai combattimenti in quel teatro, ecc.
Si accingono ad inviare in fretta e furia i loro IFV Marder, cingolati da oltre 30 tonn. che non hanno certo la mobilità dei nostri Freccia 8×8.
Molte di quelle lacune non sono riscontrabili nel nostro contigente.
Quanto ai VBM Freccia è evidente che solo un ignorante può pensare che siano un sostituto del molto più piccolo VTLM Lince, che ha ben altri compiti!
Ritengo che i Freccia siano richiesti per il supporto diretto di fuoco che possono garantire con il cannoncino KBA da 25mm in torretta che è un’arma molto più prestante delle MG42 o delle Browning M2 da 12,7 mm.
(Solo che La Russa non ha il coraggio di dirlo e, magari, evidenzia che nel vano di trasporto del Freccia trovano posto molte più confezioni di acqua minerale…).
Quanto agli elicotteri, se ritiri 1 3 AB212 della Marina devi sostituirli con altrettante macchine dell’Esercito, tipo gli AB 412, quindi non ci sarebbe alcun risparmio.
E non abbiamo preso in considerazione altri mezzi come l’obice semovente PZH-2000 da 55 tonn. (!) che, invece, sarebbe molto utile come dimostrato dagli olandesi.
Se gli aerei non bombardano per stupidi limiti, comunque sono efficaci.
In diversi rapporti ho letto che gli insurgens rompono il contatto al solo apparire dei cacciabombardieri, senza preoccuparsi della loro nazionalità o delle intenzioni.
Lo chiamano “armed overwatch” e solo per un esempio, vi allego parte di uno dei quotidiani rapporti di missione rilasciato dal comando ISAF il 21 giugno:
Qal-E-Naw, RC-W
Coalition and U.S. Air Force F-15E aircrews provided armed overwatch for a friendly-forces convoy that encountered enemy fire. Aircrews conducted a show of force and shows of presence to deter enemy activity. Ground controllers declared the engagements successful when no further enemy activity was observed.
Chahar Bagh, RC-SW
U.S. Air Force A-10 pilots provided armed overwatch for friendly forces. Pilots conducted shows of force, with flares launched, to deter enemy activity, which ground control determined successful.
Come potete leggere, anche l’USAF utilizza i suoi aerei (più complessi e costosi di un modesto AMX) per eseguire semplici manifestazioni di forza che dissuadono gli insorti.
Secondo me i mezzi servono tutti; non è in questo modo che si possono fare le economie necessarie al nostro bilancio, gli sprechi sono altrove.
Il 23 Giugno 2010 alle 19:16 spyun ha scritto:
Credo che i cinesi risparmino ancora di più. Han capito che l’Afghanistan è una “federazione” di tante tribù che governano il loro territorio, ci mandano una delegazione, fanno a metà e quelli stanno con i cinesi che possono lavorare tranquilli, far lavorare i taliban. Se lavorano guadagnano, mandano affanculo turbanti e cazzate verie e poco alla volta si “democretizzano” a modo loro. Quello dei cinesi non è un costo ma un investimento che produce interscambi e progresso. Poi per chi vuole giocare alla guerra, si prende un bel deserto e vanno a scannarsi li, ma a spese loro, lo stato al limite gli vende le armi. Sembra una favola ma sta succedendo questo, le armi non sono investimenti ma sprechi, occorre ridurre quelli e non far passare il bianco per il nero.
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