
Barack Obama a colloquio con il generale McChrystal (Credits: LaPresse)
E pensare che aveva votato per lui. Da semplice cittadino, l’aveva scelto al posto di John MaCain. Ma i due non si erano mai “presi”. La mancanza di feeeling è stata palpabile. Fin dall’inizio, fin dal loro primo incontro nello Studio Ovale, quando Barack Obama lo convocò - dopo settimane di attesa nonostante avesse sempre detto che la guerra fosse la sua priorità - per conferirgli l’incarico di condurre il conflitto in Afghanistan.
Il Generale Stanley McChrystal era rimasto molto deluso da quel faccia a faccia. Non l’aveva mai detto (pubblicamente) a nessuno. Poi gli è scappato con il giornalista di Rolling Stone che lo ha seguito per diversi giorni per scrivere un suo ritratto da pubblicare sulla prestigiosa rivista. Il cronista ha scoperto molti altri dei reconditi pensieri dell’ufficiale: giudizi duri, inappellabili nei confronti dei suoi superiori “civili” che hanno reso l’articolo (prima ancora che uscisse in edicola) uno scandalo.
Le accuse che il militare lancia sono molto chiare: il presidente e la sua squadra di governo hanno completamente sbagliato approccio alla guerra in Afghanistan. Non si sono fidati dei generali e non hanno dato loro ascolto, complicando così l’andamento del conflitto.
Il loro prossimo incontro potrebbe essere l’ultimo. Stanley McChristal ha già scritto la lettera di dimissioni da comandante in capo in Afghanistan. Non ha più santi nel paradiso dell’amministrazione. Convocato d’urgenza per spiegazioni a Washington, la consegnerà nelle mani di Obama. Che deciderà cosa fare. Se accettarle o respingerle. Valuterà sulla base - ha detto - di ciò che è meglio in questo momento per l’andamento (vittorioso) della guerra.
In pubblico Obama non ha nascosto il suo disappunto. In privato, I suoi più stretti consiglieri, lo hanno descritto come furioso appena conosciuto il contenuto dell’articolo di Rolling Stone. Il comandante in capo è stato soprattutto ferito da un giudizio che il generale ha dato su di lui. Secondo McChrystal, Obama si sarebbe dimostrato disinteressato e impreparato nel discutere del conflitto e ricorda di averlo trovato “intimidito e non a suo agio”durante una riunione al Pentagono con i più alti ufficiali dell’esercito americano.
Nel lungo ritratto di Rolling Stone ci sono altri giudizi sferzanti e tra virgolette dati da McChrystal e dai suoi più stretti collaboratori sui più alti esponenti dell’amministrazione Obama. Il vicepresidente Joe Biden (inviso ai militari perchè era contrario all’invio di rinforzi) viene preso in giro con un gioco di parole: “Who? Biden… Did you say bite me?” (Chi? Biden… Hai detto mordimi?); e il consigliere per la sicurezza nazionale James L. Jones viene classificato come un “clown”.
Un altro preso di mira da McChrystal è l’inviato speciale per l’Afghanistan Richard Holbrooke. Tra i due non corre buon sangue. E si capisce. Il generale parlando del diplomatico afferma che: “Quando sente il pericolo di essere licenziato dal suo ruolo si comporta come come un animale braccato e ferito e diventa pericoloso”. Poi il cronista di Rolling Stone descrive la reazione dell’alto ufficiale quando scopre sulla sua posta elettronica un messaggio di Holbrooke. “Oh no, un’altra sua mail. Non la voglio neppure leggere…”
L’ambasciatore degli Usa a Kabul Karl Eikenberry è un personaggio che in passato ha avuto dei contrasti con McChrystal. Non era favorevole all’invio dei rinforzi chiesti dal generale e l’anno scorso, prima della decisione di Obama, mandò una lunga lettera al presidente per esporgli la sua opinione. Da allora, i rapporti con l’alto ufficiale sono diventati pessimi. Tanto che nell’articolo McChrystal lo accusa di aver voluto nascondere a futura memoria le sue incapacità. “E’ uno di quelli che non fa nulla e se poi l’impresa fallisce, afferma: “Ve lo avevo detto che sarebbe finita così” - dice, in sintesi, il generale.

La copertina dell'articolo scandalo di Rolling Stone su McChrystal (Credits: LaPresse)
Leggendo le anteprime dell’articolo appare subito evidente come tutto giri attorno alla questione dei rinforzi chiesti da McChrystal per vincere (o non perdere la guerra).
I lunghi mesi in cui Barack Obama ha preso tempo, valutato la situazione, tentennato rispetto alla sua domanda di avere 40.000 soldati in più a disposizione, sono stati per il militare un momento difficile.
Alla fine, quando il Comandante in Capo ha sciolto i dubbi e ha deciso di inviare altri 30.000 soldati, ma vincolandoli a una data di inizio del ritiro (2011), McChrystal ci è rimasto molto male: erano meno di quanto gli servissero e la deadline arbitraria e (tutta) politica per il disimpegno era, per lui militare, un problema in più.
All’epoca, McChrystal ebbe un altro colloquio con Barack Obama. Ma ne uscì sconfortato. “E’ stato un momento molto doloroso. Avrei dovuto vendere ai miei qualcosa di invendibile!”
E’ in quel momento che nascono in lui i sentimenti che porteranno poi il cronista di Rolling Stone a descriverlo come un lupo solitario, inquieto, arrabbiato con l’amministrazione Obama. Con scarsa fiducia nei confronti delle scelte fatte. Un feeling che poi si riflette nella sua conduzione della guerra, nell’incapacità di convincere i suoi uomini della possibilità di vincerla.
La testa di Stanley McChristal potrebbe saltare nel momento più difficile per gli Usa in Afghanistan: le offensive contro i talebani hanno prodotto, infatti, molte vittime tra i soldati americani, ma scarsi risultati per quanto riguarda il controllo del territorio. Sembra regnare la confusione e lo sconforto. E, si lamentano i militari, le direttive politiche appaiono incerte e contraddittorie.
L’articolo di Rolling Stone non è tuttavia un fulmine a ciel sereno. Il malumore dei generali nei confronti della strategia adottata da Barack Obama serpeggia da tempo e già in passato alcuni segnali erano emersi. Le parole di Stanley McChristal (per cui si è già scusato) fanno ora scoppiare il bubbone. Ma soprattutto fanno intendere che i militari non hanno alcuna fiducia che la guerra afghana si possa vincere. Questo è probabilmente l’aspetto più pesante dell’intervista-ritratto al comandante in capo a Kabul. Il quale (forse) per evitare di passare alla storia come il nuovo William Westmoreland (il generale che “perse” in Vietnam) inizia subito a indicare le responsabilità della sconfitta.
Per lui, per Barack Obama, ma soprattutto per l’America, una durissima prova.
- Mercoledì 23 Giugno 2010

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Commenti
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Il 23 Giugno 2010 alle 12:48 fsl ha scritto:
Apriti cielo!
Ci mancava pure la lite tra politici e militari, con il solito risultato che questi ultimi devono dare le dimissioni o essere spostati ad altro incarico.
Un bel segnale alle truppe che operano con grandi sacrifici sul terreno ed un altro reaglo ai talibans che potranno guardare al prossimo futuro con maggiore fiducia nella vittoria finale.
Una brutta pagina che possiamo giudicare come vogliamo; ma per quanto mi riguarda io sto con McChristal, la sua capacità è indiscutibile e l’ha dimostrato oltre che con la sua carriera, con i risultati ottenuti in Iraq.
Obama & Co devono ancora dimostrare di essere all’altezza dei loro compiti di governo e di saper gestire queste crisi con mezzi diversi dai discorsi di facciata ed i sondaggi dell’opinione pubblica!
Il generale ha deciso di uscire di scena col botto, invece di aspettare di fare da capro espiatorio per politici incapaci di valutare la situazione e prendere le decisioni necessarie; merita per questo un grande riconoscimento di stima.
Il 23 Giugno 2010 alle 13:38 spyun ha scritto:
Obama ha ereditato una ditta in fallimento, indebitata fino al collo, impegnata in un affare che è tutta una perdita. Perde tutti i clienti, gli operai in sciopero e anche il miglior dirigente se la fila prima che crolli tutto e per di più non è Nembo Kid che va a chiudere la falla da solo. Poi gli vanno a comprare elicotteri russi e lui paga allora, non gli resta che portare i libri in tribunale e affidare ad un cinese l’incarico di curatore. Mc Christal se la fila prima di fare brutta figura per il flop sull’operazione in programma. Povero Obama che rogna ti sei cercata, non lo sapevi che è sempre colpa dell’arbitro?
Il 23 Giugno 2010 alle 21:10 pasalaam ha scritto:
Malgrado il suo Nobel, Barak non dà l’impressione di essere un buon presidente. I suoi precedenti sono poco rassicuranti. La madre ingrossata da un pezzente a 18 anni, probabilmente per errore. Subito dopo i genitori si separano e vanno in giro per il mondo, mentre il pargolo viene allevato dai nonni paterni. La madre si risposa con un’altra mezza sega, poi lo lascia e in scorrazza per il mondo come una figlia dei fiori. Il padre ritorna nella savana e diventa stregone. Il pargoletto Obama vince le elezioni promettendo tutto a tutti ed alleandosi con tutti i frustrati dal suo predecessore. Ora non fà nulla per gli uni nel timore di scontentare gli altri. Il suo comportamento stizzoso e introverso non lascia intravvedere un barlume di saggezza. Come un bambino viziato, esagera nelle minacce finendo per apparire poco credibile e stimolando le bellicosità degli avversari. Lungi dal rassicurare, il suo comportamento ispira tenerezza. Anche le donne che lo hanno votato più per compassione che per convinzione incominciano a rendersene conto. Inutile difenderlo dicendo che ha ereditato uno sfacelo. In primo luogo non é vero e quand’anco lo fosse, nessuno l’ha obbligato. Se é arrivato al potere senza sapere cosa lo aspettava é ancora più cretino di quello che sembra. Se lo sapeva, non ha scuse.
Il 23 Giugno 2010 alle 21:29 anna.one ha scritto:
Questo succede quando ci sono dei giornalisti embedded con l’alto comando, in momenti di debolezza anche i generali possono dire cose di cui poi si pentono, ma il danno e’ fatto e Mc Chrystal da uomo d’onore si e’ dimesso.
Il problema e’ chi nel Pentagon approvo’ che uno scrittore (qualsiasi) del Rolling Stone fosse embed. Questo dovrebbe insegnare che non ci devono essere civili reporters in campo con i soldati e marines perche’, eccetto in casi rari, hanno dimostrato di minare la missione e provvedere OSI (Open Source Intelligence) e platforms di propaganda al nemico.
Captain Kickass ora dovrebbe cambiare il suo teams di civili, perche’ e’ li che risiede l’altro vero big problema a cominciare da Holbrooke e dall’ambasciatore Eikenberry, un ex generale ma sopratutto lecchino politicante che gia’ tutti disprezzavano in Afghanistan prima che accettasse l’incarico da Obummer.
Oggi non ha la stima di nessuno in Kabul. Captain Kickass alla fine ha dovuto chiedere al gen. Petraeus di toglierlo dai guai, lo stesso generale che sputtano’ quando era senatore e che con la leadership di Bush in Iraq provo’ al pivello che avevano ragione e lui torto.
Ora dovrebbe dare l’incarico di ambasciatore a l’ex in Iraq, Croker, perche’ se non c’e’ armonia tra i civili e i militari, non si possono vincere le guerre, Vietnam insegna.
Il 23 Giugno 2010 alle 22:07 spyun ha scritto:
Se poi imbranati gli USA prenderlo inconsiderazione guasta? La situazione è critica vista ad ogni latitudine, finire nelle sabbie mobili più ti agiti e più sprofondi, a parole non si risolve nulla e ora vediamo se il criminale Petraeus se la cava, sputtanato una volta il bis non gli fa male. Bello tenere nascoste le verità, è per non sapere che si è criminali? Chi era quello, credo pure lui generale, che riteneva opportuno lasciar perdere. Lo consigliò ad Obama appena insediato o mi sbagli. Ma forse era un diplomatico, ossia un civile. Civiltà deriva da civile o viceversa, sicuramente non da militare. Quindi se siamo civili i militari che c’entrano.
Il 23 Giugno 2010 alle 22:40 anna.one ha scritto:
Il generale Petraeus un criminale? Quali “verita’ nascoste”? Vaneggia?
Nonnino, guardi che non c’e’ nessuna polemica sulla missione di controterrorismo-insurgency che rimane inalterata e che punta principalmete a proteggere i civili come fecero in Iraq, ma per l’incompetenza e doppia faccia dei civili del team Obummer!
Come sempre lei non ha capito un c…fico secco! Heh, nulla di nuovo sotto il sole!
Il 23 Giugno 2010 alle 23:03 anna.one ha scritto:
Sotto il generale Petraeus? No, e poi non erano torture ma harassment e umiliazioni inflitte da membri della National Guards.
Come sempre parla a vanvera, lei non sa chi e’ il gen Petraeus.
Il 24 Giugno 2010 alle 0:20 jimmie01 ha scritto:
Zurleni e Anna, per quel che ne so, il Generale non e` molto amato dagli uomini sul campo. Da quando ha preso il potere ha ordinato restrittive regole di ” engagement “. Allo stesso tempo, MC e gli uomini sul terreno, non vogliono prendere ordini dai ” civili ” che ObaMAO ha messo a supervisionare la guerra. Il punto e` che MC era stato nominato da Obummer. La situazione si fa politicamente pesante sul fronte interno per questa caricatura di presidente. Lo sniffatore ( Obama ) ne esce ancor piu’ malmesso se si considera che la strategia di Petraeus in Iraq era stata avversata da Obama quando questi era ancora senatore. Infatti, il congressman, voto contro l’ incremento delle truppe. Ora si trova a dover pregare il Generale a quattro stelle dei Rangers, di dare una strategia al conflitto. Obama in sosotanza ha alzato bandiera bianca. MC esce vincitore. Che facciano fare la guerra ai militari. Non a cazzoni socialisti alla Fumagalli, che addirittura si lamnetano quando una delle parti ( gli USA ) scarica piu’ bombe dei nemici.
Il 24 Giugno 2010 alle 0:21 jimmie01 ha scritto:
FSL, se dessero carta bianca ai militari il conflitto sarebbe risolto in 24 ore.
Il 24 Giugno 2010 alle 1:11 spyun ha scritto:
Tanto i cinesi con gli afgani si sono già accordati e ve lo hanno messo in culo. Bravo il Petraeus,in Iraq pero non è finta, continuano a saltare in aria civili e poi toccherà ai pozzi e qualche tecnico straniero servirà per alimentare le casse. Cosa crede il l’italo scemo che bastino 4 stelle del generale per spaventare gli afghani? Gli e ne faranno vedere molte di più, non è l’Iraq, si scornarono gli inglesi, i russi e ora tocca agli USA con noi cretini che gli teniamo mano, anche oggi meno uno, altro funerale per chi combatte per gli interessi di altri. Beduino gommato, chi si drogava e alcoolizzato era Bush, Obama è pulito con una moglie con le palle che lo fa filare diritto, purtroppo ha una nazione in sfacelo e non c’è cristo che tenga, state franando e dovete toccare il fondo, non è finita, sai quante ve ne aspettano, non avere fretta. I cinesi ci hanno messo 10 anni e ora sono lanciati e vi travolgeranno. Auguri.
Il 24 Giugno 2010 alle 2:59 jimmie01 ha scritto:
La Cina ci ha messo dieci anni. A far cosa? Glu…Glu…Glu…Hic! HIc! HIC! Buuuuuuuurp!
Il 24 Giugno 2010 alle 3:43 jimmie01 ha scritto:
E quali sarebbero i minerali presenti in Bolivia? Che poi tu sia contento che EVO Morales l’ abbia messa in culo a tuo figlio che e’ cittadino USA e lavora qui da noi, beh… adesso capisco perche’ ti chiama solo una volta l’ anno. Glu…Glu…Glu…Hic! Hic! Hic! Buuuuuuuuurppppppp
Il 24 Giugno 2010 alle 3:51 jimmie01 ha scritto:
Quel 70% e’ il dato ufficiale fornito dal governo boliviano, gallinaccio. La realta’ e’ che qualcuno ha dimenticato di mettere un punto prima dei numeri. Eccolo il dato reale .70%
Il 24 Giugno 2010 alle 6:35 anna.one ha scritto:
Obongo pulito?
http://thebsreport.files.wordp.....ngpot2.jpg
Il 24 Giugno 2010 alle 21:09 p.a.d ha scritto:
Era per dire, Anna. Solo per dire.
E visto che ti piace tanto essere insultata dal suo amico, mettiti sul comodino una sua foto da piccolo…
http://rimmel.terzoocchio.org/.....-medio.jpg
Il 24 Giugno 2010 alle 23:03 Circolo Luce Del Sud » La nomina di Petraeus: un simbolo della debolezza di Obama ha scritto:
[...] di Obama, le cui incapacità nella gestione bellica sono state brutalmente smascherate dal generale Stanley McChrystal nell’intervista a Rolling Stone per la quale l’ufficiale si è scusato, infine si è dimesso, [...]
Il 29 Giugno 2010 alle 9:45 Notizie dai blog su Usa, il generale McChrystal lascerà l’esercito ha scritto:
[...] Stati Uniti: il generale McChrystal si ribella a Obama. E rischia il posto Barack Obama a colloquio con il generale McChrystal (Credits: LaPresse) E pensare che aveva votato per lui. Da semplice cittadino, l’aveva scelto al posto di John MaCain. Ma i due non si erano mai “presi” . La mancanza di feeeling è stata palpabile. blog: Obamamania | leggi l’articolo [...]
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