
Mahmoud Ahmadinejad (Credits: LaPresse)
In Italia ci si lamenta del sistema scolastico e delle riforme in atto. Lo stesso sta succedendo in Iran, dove il presidente Ahmadinejad, scrive la Bbc, sta cercando di “controllare le maggiori università ”.
Il governo avrebbe voluto cambiare i membri del consiglio di facoltà dell’Università Azad, un’istituzione privata con un milione e mezzo di studenti e miliardi di dollari di capitale. Questo ateneo è, da circa trent’anni, il centro di potere dell’ex presidente Rafsanjani, acerrimo nemico del presidente in carica Mahmud Ahmadinejad. I sostenitori di quest’ultimo sostengono che le risorse dell’ateneo sono state usate dal movimento d’opposizione onda verde.
I deputati hanno bocciato la legge, e i sostenitori di Ahmadinejad sono andati fuori dal parlamento a protestare. Il presidente del parlamento Ali Larijani ha condannato le proteste, segno che non corre buon sangue tra lui e il presidente della Repubblica islamica. E che è, in seno alle autorità, è in atto una battaglia per il controllo del Paese, tant’è che Ahmadinejad ha anche cercato di impedire a Rafsanjani di trasferire i capitali dell’università a una fondazione religiosa.
Ora bisogna vedere come si muove il Consiglio dei guardiani, quell’organo composto da dodici conservatori che esercitano diritto di veto sulle leggi. Se ci fosse un’impasse, si andrebbe al Consiglio per l’interesse nazionale presieduto da Rafsanjani. Parte in causa…
- Giovedì 24 Giugno 2010

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Commenti
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Il 24 Giugno 2010 alle 17:10 e.fumagalli ha scritto:
Chi l’avrebbe mai detto, pure i Iran la matematica è più matematica se la scuola è privata. Allora sono come noi, gli manca solo l’atomica, noi le abbiamo in prestito speriamo non ce le tolgeno altrimenti ci superano.
Il 24 Giugno 2010 alle 23:42 pasalaam ha scritto:
Errore, se non ci fosse l’America a proteggerci ci avrebbero già superato. Non perché siano più valorosi o’ intelligenti di noi, ma perché a quelli di loro che fanno il tifo per gli avversari, gli tagliano la testa. E, anche se lo dico a malincuore, fanno bene.
Il 25 Giugno 2010 alle 0:41 anna.two ha scritto:
Mi sa il contrario, non so in che campo operi o operavi, io nella media industria e quella vendeva tutto ad est, oltre Oceano ben poco, venivano i capitali a investire da ovest, s’impossessarono di tecnologia e poi andarono ancora più ad est. Ne sai qualcosa di geografia? Anche la crisi è arrivata da ovest. Non te ne sei accorto? Non è colpa della patria potestà tolta ai figli. Proteggerci da chi, da cosa. Mattei stava cambiando i rapporti con gli arabi, la Fiat ha avuto la Libia come socio, Togliattigrad è in Russia, La Fiat in Polonia c’era già prima della caduta del muro, se ora è in America è perché sono falliti gli USA non l’est. Prova a negarlo e ti fai una bella figura
Il 26 Giugno 2010 alle 11:05 indigesto ha scritto:
Le crisi sono proprie dei paesi sviluppati e si superano. Le crisi nei paesi totalitari determinano solo il disfacimento dei regimi. Rendersene conto non è poi così difficile!
Anche se in continua lotta, una certa divisione del potere ancora esiste in Iran, gentile Professoressa.
Non è molto ma è già qualcosa. Se non altro lascia ben sperare, semprechè la protervia del potere religioso fondamentalista non prenda del tutto il sopravvento. Segnali di opposizione, comunque, resistono ed insistono. Cordiali saluti.
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