- Tags: africa, Aids, discriminazione, hiv, visto di ingresso
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Una donna sudanese alla periferia di Karthoum (Credits: Ezequiel Scagnetti)
Cinque Paesi africani limitano a oggi la libertà di ingresso sul loro suolo ai sieropositivi: Namibia, Isole Comore, Egitto, Sudan, Guinea Equatoriale. La Namibia e le Isole e Comore stanno cambiando la discriminatoria legge che subordina il rilascio di un visto di ingresso a un test negativo dell’Hiv.
La questione, relativamente alla Namibia, balzò agli occhi degli organizzatori di un convegno internazionale sull’Aids lo scorso anno, nella città di Windhoek. L’application form del Paese infatti chiede se il visitatore (anche turista) soffra fra le altre cose di Aids o altre malattie veneree.
Il Presidente della Namibia Hifikepunye Pohamba, recentemente intervistato dal settimanale Jeune Afrique ha garantito che il formulario verrà presto modificato. La situazione nel paese è drammatica: secondo alcune stime riportate dalla Bbc il 25% dei namibiani sarebbe affetto dal virus.
Egitto e Sudan richiedono un test sierologico negativo per rilasciare permessi di soggiorno superiori a un mese, la Guinea Equatoriale anche in caso di permanenze più brevi. Egitto e Sudan poi procedono anche all’espulsione degli stranieri portatori del virus.
Le misure restrittive della maggior parte dei Paesi, non solo africani, furono messe in piedi principalmente negli Anni 90. La tendenza degli Stati a chiudersi rispetto a una malattia che terrorizzava, e una certa miopia dei governanti portarono a queste misure. Ora, finalmente, si va verso misure più rispettose dei diritti civili.
La libertà di movimento delle persone sieropositive è un diritto fondamentale. A maggior ragione in un continente come l’Africa, afflitto dalla piaga dell’Aids.
- Lunedì 28 Giugno 2010

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Commenti
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Il 28 Giugno 2010 alle 16:02 e.fumagalli ha scritto:
In quasi tutt i paesi islamici medio orientali, è richiesto l’esito del test se chiamati per lavoro, ai positivi non viene rilasciato il permesso anche se non discriminato il preservativo. Per uno stato pare che ne gioisca il diffondersi della peste bandendo il preservativo, c’è solo il Vaticano che lo vieta, loro tra malati e miseria per sovrapopolamento ci guazzano che è un piacere. La chiamano carità cristiana, se lo sapesse Cristo sai quante botte. Il padre lo sa e li aspetta al varco, discesa obbigata, manco passano all’esame di Pietro.
Il 29 Giugno 2010 alle 3:22 jimmie01 ha scritto:
Prima dici di essere ateo e poi scrivi che il padre li aspetta al varco e che li mandera’ direttamente ai piani inferiori a spalare carbone! Ma allora sei credente oppure no?
Il 29 Giugno 2010 alle 4:43 e.fumagalli ha scritto:
Mi riferisco al loro credo, non al mio. Di quei problemi non ne ho, dovresti saperlo se vero che ateo lo sei pure tu. Non ho dovuto dare credito da vivo , vuoi che lo dia da morto.?
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