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L’Arabia Saudita finisce su Mtv

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  • Tags: Arabia-Saudita, Generazione Tel Aviv
  • 28 commenti
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher.
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Una donna saudita fa shopping (Credits: AP Photo/Hassan Ammar)

Una donna saudita fa shopping (Credits: AP Photo/Hassan Ammar)

“Come vivresti in un Paese dove puoi finire in galera per il solo crimine di suonare musica rock? Dove le donne sono considerate dei paria se indossano un qualsiasi colore che non sia il nero? Dove il solo fatto di alzare la voce e parlare in uno show come questo può portare le autorità a investigare su di te?”

Questa è la domanda posta al pubblico di giovani americani da Mtv, l’emittente “musicale” che ormai è diventata un punto di riferimento per gli under 30, e non solo in America.

Sfidando la censura locale, e le resistenze dei cittadini che avevano paura di cacciarsi nei guai, Mtv ha realizzato un documentario sull’Arabia Saudita, per la serie True Life, e intitolato Resist The Power! Saudi Arabia.

Descrive le vite di quattro ragazzi “abbastanza coraggiosi da raccontare la loro storia di ribellione”: Aziz, 24 anni, che si è messo in testa di conoscere la ragazza di cui si è innamorato su internet, anche se la legge proibisce a uomini e donne di interagire in pubblico. Fatima, 20 anni, (l’unica ragazza del gruppo) che vorrebbe disegnare e commercializzare abaya, vesti islamiche femminili, colorate nonostante in Arabia Saudita le donne siano vestite solo di nero. Ahmad, 22 anni, uno studente di scienze politiche che si batte affinché il consiglio comunale della sua città di ammetta le donne. Infine ci sono i membri di una band di metallari chiamata Breeze of the Dying che tentano (ahimé invano) di fare un concerto rock in pubblico.

Come c’era da aspettarsi il documentario ha alzato un gran bel polverone in Arabia Saudita.

Potete guardarlo, gratuitamente, cliccando qui.

Io l’ho trovato molto interessante. Notevole la breve parentesi sui rifugiati palestinesi che vivono in condizioni pessime a Jeddah. Commuovente la scena in cui Fatima si traveste da maschio per provare il brivido… di andare in bicicletta. Un po’ trita la storia di Aziz, innamorato frustrato, che guarda il film Titanic e che pensa di essere come George Michael (ma gliel’hanno spiegato che è gay?). Imperdibile la mamma di uno dei metallari, con il suo abaya nero, che commenta: “A me sembrano solo urla queste, almeno i Metallica si capisce quello che dicono…”

C’è da precisare una cosa: il documentario è quasi interamente ambientato a Jeddah (salvo una piccola parentesi nel Bahrein). Che non è propriamente rappresentativa dell’Arabia Saudita. Per gli standard sauditi, è una città fin troppo moderna. Dunque, per quanto strano possa sembrare a un osservatore occidentale, le vite descritte dal documentario di Mtv sono molto più libere di quelle di molti altri loro concittadini.

Qui una recensione, critica ma non troppo, scritta dal blogger/studente Murtadha Almtawaah sul suo sito Saudi Alchemist.

  • annamomigliano
  • Martedì 29 Giugno 2010

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Commenti

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Il 29 Giugno 2010 alle 13:07 indigesto ha scritto:

Non so, Dottoressa, quanto sia rappresentativo della vita di ogni giorno questo documentario dove i protagonisti parlano inglese ed appartengono, si capisce, alla buona società. Si vede un paese progredito, a sprazzi lussuoso. Se è significativo per le aspirazioni di questi rampolli non lo è certamente per il grado di civiltà prossimo allo zero dove la donna è relegata al ruolo di fattrice e di trastullo da una società il cui fanatico credo religioso verte principalmente sul mantenimento dello status quo e sul potere di quei “signori” di bianco vestiti. Siamo in alto medioevo! Anche se le tecnologie ne dimezzeranno i tempi ci vorranno secoli prima che questa gente sia degna di chiamarsi civile!

Il 29 Giugno 2010 alle 16:41 e.fumagalli ha scritto:

Brava Anna, la cavallina con la stella azzurra. Ha mai pensato da dove inizia questa storia? Parte da Adamo ed Eva e subito con il piede sbagliato per due semplici ragioni. Il creatore avrebbe dovuto creare prima Eva e poi fecobìndarla, usando nagari la paloma, che in spagnolo ha un significato più preciso del nostro uccello. Poi a che scopo fece i capezzoli ad Adamo se no ngli serviavano a niente? Ricevuti rinseccbhiti da Eva avrebbero avuto una logica. Che poi sia una balla quella della costola lo ha dimostrato la matematica, sono uguali sia nel maschio che nella femmina, quindi è un’opinione e per di più sbagliata. Poi chi è la peccatrice? Eva naturalmente, è lei che circuisce Adamo che poveretto è tanto rincoglionito da non sapere che gli serve quel giondolo che da fastidio nel correre, sbatacchia come campana a festa. A mio avviso sono maschi coloro che inventarono la storia e va avanti da milenni dove ognuno se l’è girata come meglio gli piaceva e di mezzo ci andavano sempre poveracci che per colpa di quelle. cretinate si sacannavano e si scannano tutt’ora. L’Arabia non è proprio quel paese democratico eppure tanto amico degli USA, li la democrazia non c’entra, salco che cambino amicizie. leis tudiosa del ramo, mi sa dire un termine a me sconoscoiuto? So che signica antisemita, anti cattolico o cristiano, anti islamico ma non so come definire chi è anti tutti riferendomi a certo Pezaani che lei conosce senz’altro, è appunto un antitutto, cosa che non penso giovi alla causa ebraica, anzi, ne alimenta l’anti. Sraà ottusità o ignoranza perché quello lo dice il nome. è una pezza da piedi, maleducato e presuntuoso comportandosi da sciocco testardo per una sola richiesta di informazioni, tra l’altro spiegandone i motivi. Lei lo apprezza? Io quasi ne comprendo le ragionoi naziste, senza approvarle, intendiamoci ma c’è che se le va a cercare. Cerchi di guardarsene, giovane puledrina.

Il 29 Giugno 2010 alle 16:47 annamomigliano ha scritto:

Fumagalli, sulla storia di adamo ed eva può trovare interessante lo studio di Harold Bloom, uno dei più grandi critici letterari di questo secolo. Che, in soldoni, dice questo: è una storia ironica, nel senso kafkiano del termine, che ci racconta quanto beota fosse adamo, e non quanto peccatrice fosse eva.

più ci penso, più sono convinta che avesse ragione.

Il 29 Giugno 2010 alle 18:04 indigesto ha scritto:

Cara Dottoressa, lasciamo stare Kafka, al quale ci si attacca ogni volta che ci si trova di fronte a situazioni schizofreniche, ma la storia dell’uomo deve pure cominciare da qualche parte. E se l’umanità ha fatto tanto cammino magari lo si deve anche a qualche “storiella” espressa col linguaggio dei tempi, ma che andrebbe oggi letta cum grano salis (con sale in zucca, per qualcuno). Sempre cordialmente.

Il 29 Giugno 2010 alle 18:37 farian.sabahi ha scritto:

Pour faire un chef d’oeuvre il faut toujours faire un brouillon… e ovviamente il capolavoro è la donna!

Il 29 Giugno 2010 alle 18:43 annamomigliano ha scritto:

Sante parole, Farian!

Il 29 Giugno 2010 alle 18:56 indigesto ha scritto:

Indubitablement!

Il 29 Giugno 2010 alle 19:31 e.fumagalli ha scritto:

Adorabili ed enigamtiche creature che l’uomo, il maschio, non riuscirà mai a capire ed è il vostro fascino. Mentre voi lo avete nel DNA, dai tre anni in poi sapete gia menarci per il naso, è istinto o virtu? Stellina che fu più gradito, non conosco Harold Bloom, ho letto qualcosa di Odifreddi ma solo un qualcosa poi mi pareva riportasse solo cose di cui sapevo fin da bambino o meglio da quando capii che la prima comunione era solo una festa per bambini e null’altro. Odifreddi li arricchisce con riferimenti storici essendo un ricercatore e a molti antipatico quindi non ci trovai soddisfazione, solo la conferma che non ero del tutto fuori strada. Mi fa piacere che due “rivali” (per modo di dire) usino la ragione.Tornerei volentieri a seguire gli allenamenti della puledrina non fosse troppo bizzarra e stizzosa. La mia presenza la innervosiva.

Il 29 Giugno 2010 alle 19:34 jimmie01 ha scritto:

La tua presenza non innervosisce. Infastidisce. Come un tafano.

Il 29 Giugno 2010 alle 20:18 e.fumagalli ha scritto:

Ha parlato il saggio che ancora deve saper leggere e usare più di tre parole, quelle che ripete come un pappagallo. Continua a sfoggiare la tua erudizione, che saranno tutto firoché gradite dagli autori degli articoli di cui non ti interessi minimanìmente ma solo e sempre del tuo incubo, quello di non convicerti di esse una nullità, fermo a 5 anni come mentalità mentre il fisico se ne andato per la sua strada lasciando indietro il cervello. Bravo, fai progressi, hai imparto a salutare educatamente, mettici ciao, è più diffuso.

Il 29 Giugno 2010 alle 22:24 pasalaam ha scritto:

Siamo alle solite, partiti per una ventina di messaggi pieni d’insulti che niente hanno a che vedere con l’argomento dell’articolo.

Giusto per ritornare alle parole della signora Momigliano, direi che la descrizione della società saudita in generale e quella degli abitanti di Jeddah in particolare sono abbastanza ottimistiche. In realtà, le donne viaggiano nel cassonetto del gippone e le capre in cabina. Gli straccioni che vendono pistacchi e noccioline agli angoli di strada, sono gli schiavi “liberati” nel 1994. Il “saud” può fare quello che vuole e manifesta il suo grado nella casta con il numero di bottiglie di Chivas Regal che ha, in permanenza, nel bagagliaio della vettura sfidando così la polizia costituita da jemeniti: inflessibili con lo straniero ma estrememete prudenti con il saud. Il codice della strada saudita é lo specchio della loro civilizzazione. Si paga quello che si rompe. Occhio per occhio, dente per dente. Investi un bambino e ti prendono il tuo, un palo della luce lo paghi, il resto pure. Curiosa la scala dei valori per gli esseri viventi. In testa viene il principe saud, si paga in funzione del rango. Poi, viene il saudita (maschio), dopo di lui il dromedario, poi l’asino selvatico, la capra, il cane, la donna saudi ed infine, l’infedele.
Dal lato buono, c’é da dire che il domicilio é inviolabile, anche quello degli infedeli. Il ristoro del pellegrino obbligatorio ed ogni casa ha un rubinetto di acqua potabile esterno per dissetare il viandante.
Il razzismo é esasperato e l’infedele disprezzato.
Questo per Jeddah che é una città relativamente “visitata”. A Ryadh tutto é più radicale.
Il turismo é proibito e forse questo spiega l’inesattezza delle informazioni che ci pervengono da gente che le ha raccolte “per sentito dire” oppure da giornalisti ai quali hanno assegnato un percorso obbligatorio.

Il 29 Giugno 2010 alle 22:26 angelo41 ha scritto:

Come al solito i commenti vanno a vacca e non sono adeguati al tema, quando non si trascende con i soliti insulti.
Poi ci si mette Farian col francese. Abbi pazienza, cara,
qui si fatica già con l’italiano.
Faccio mie le osservazioni di Indigesto. L’articolo della Momigliano sembra più una sviolinata agli USA, notoriamente amici dell’Arabia Saudita, che una provocazione.

Il 29 Giugno 2010 alle 22:44 indigesto ha scritto:

Ciao Angelo41, ti ringrazio. Ma non sono d’accordo col giudizio sull’articolo. Anna Momigliano ha a cuore la sorte dei giovani, come tutti del resto, ma lei a maggior diritto poichè li rappresenta egregiamente, con bravura ed equilibrio.

Il 29 Giugno 2010 alle 22:50 pasalaam ha scritto:

Se la signora Momigliano permette, vorrei intervenire anche sul tema delle donne. Non per quello che riguarda la loro condizione in Arabia ove, per legge, é inferiore a quella delle capre.
Vorrei dire che sono un po’ stufo di tutti questi piagnistei sulla condizione della donna in occidente. Piantiamola una buona volta. La donna vive più a lungo dell’uomo, é più numerosa ed é oggetto di tutte le premure e tutte le attenzioni. Non é una specie in via di estinzione.
Se in nessuna attività sportiva riesce a competere con il maschio, non é colpa di quest’ultimo. Qualcuno dirà che é più intelligente. È una balla, il suo cervello é più piccolo e in nessuna attività intellettuale riesce a fare meglio dell’uomo. Che sia nella grande cucina, come nella moda o’ nella letteratura, l’apporto femminile é episodico e marginale. Sul piano scientifico si é fermata a Marie Curie e di scoperte ne ha fatte poche.
Si é cercato di riciclarla nel politico. Anche qui, si é dimostrata altrettanto disonesta dei colleghi maschi, con l’aggiunta della meschinità tipicamente femminile.
Restava la favola dell’amore materno, che dire allora della prima rivendicazione delle femministe, l’aborto? Il diritto di uccidere il proprio figlio!
In conclusione, se fosse quell’essere supremo che tutti dicono, in venticinquemila anni di storia, si saprebbe.
Quindi, per cortesia, piantiamola, gli uomini sono quello che sono e le donne pure. Ciascuno con i suoi pregi e difetti.

Il 29 Giugno 2010 alle 23:46 e.fumagalli ha scritto:

A Nicola e al 41° Angelo (di che pattuglia sei) Nell’articolo di Anna Momigliano non ci vedo nulla di USA, semmai una velata critica agli USA che appunto considerano amico uno stato totalitario come nessun altro ma del quale se ne parla poco ma che puzza e di molto per via dei taliaban con intricate parentele e strani finanziamenti. Quindi non condivido le vostre osservazioni. La scrittrice vuole sottolineare altro con il desiderio di una visita a Tel Aviv, andateci , ne vale la pena. Io purtroppo la vidi di sfuggita, più simile alla costa Azzurra, come spirito che la decantata Miami Beac, una Rimini un plastica, per non parlare dei giovani, ragazzi normali come se ne vedono tra di noi e non artefatti con muscoli e tette siliconate. Un colpo d’occhi, Anna mi sbaglio? il concetto insomma è che giovani, sauditi, ebrei, arabi e italiani, se riuniti per divertirsi non badano alle ideologie o credo religiosi, sono gli anziani e vecchi, con turbanti tiare e treccine (che schifo quella foto di Gerusallemme con tutti quegli scarafaggi)a rendere loro difficile capire e la vita. E qui torniamo da capo ma sapete già a che mi riferisco. Ammetto pero che se non ci fossero, sai la noia con tutta sta pace, di che si parlerebbe e i gruppi che avrebbero da cantare. E i pirla che avrebbero da dire.

Il 30 Giugno 2010 alle 0:03 pasalaam ha scritto:

Si, in Arabia Saudita ci sono stato.

Il 30 Giugno 2010 alle 1:29 jimmie01 ha scritto:

La villa si trova a Miami Lakes, ove non ti fanno entrare se non hai avuto almeno una copertina di People. Ovvero, se entri fai il landscaper per chi ci vive. Pensa un po’ gallinaccio, Dan Shula c’ha costruito un golf resort. Inventale piu’ credibili la prossima volta.

Il 30 Giugno 2010 alle 1:30 jimmie01 ha scritto:

E che dire, poi, di quando scrivono di essere stati inviati di Gaviria per le trattative di pace. He, si`, i pirla trovano sempre qualcosa di cui parlare. Glu…Glu…Glu…Hic! Hic! Hic! Buuuuuuuuurrrrrrrrppppppp.

Il 30 Giugno 2010 alle 3:40 p.a.d ha scritto:

Peccato che il buon Signore, quando creò la donna, si accorse che era domenica e per non fare brutta figura (la domenica non si lavora) si fermò subito lasciando il “capolavoro” a metà! ;) Qualcosa deve avergli impedito di completarla e dev’essersi poi dimenticato di tornare sul discorso… almeno dagli “umili” commenti che ho potuto apprezzare qui per mano del gentil sesso.

L’alternativa è che la famosa “costola” estirpata provenisse da un antenato di Fumagalli…

Al ché non voglio nemmeno pensarci!

Il 30 Giugno 2010 alle 13:49 annamomigliano ha scritto:

ebbene, mi avete scoperto: lo scopo dell’articolo era incensare gli Stati Uniti, tanto saggi da allearsi con un Paese dove le donne non possono guidare e i metallari finiscono in galera.

Il 30 Giugno 2010 alle 18:11 pasalaam ha scritto:

Chi sono i “metallari”?

Il 30 Giugno 2010 alle 18:19 pasalaam ha scritto:

In fin dei conti, il fatto che le donne non possano guidare é forse all’origine del basso numero di decessi, a causa di incidenti stradali dell’A.S. nel confronto con gli altri paesi limitrofi. Non tutto il male vien per nuocere.

Il 30 Giugno 2010 alle 19:17 anna.one ha scritto:

Ah, giusto, gli Europei cosi’ tanto sensibili alle condizioni delle donne e dei “metallari” nell’Arabia Saudita non sono alleati dei saudis e non fanno affari con loro e sopratutto con l’Iran dove le donne e i “metallari” di certo non se la spassano.

E’ mai possibile che solo gli US che in verita’ rompono le scatole a tutti i paesi islamici e non, via State Department e UN, perche’ rispettino i diritti umani, vengono sempre criticati a sproposito?

Il 30 Giugno 2010 alle 19:21 angelo41 ha scritto:

Lo scopo non era quello ma indubbiamente l’Arabia Saudita e un’”enclave” americana nel mondo arabo ed in quella posizione strategica poi.
Se non ho colto l’intenzione della redattrice, e me ne scuso, il giudizio (personale) vale lo stesso: I giovani americani hanno gettato un ponte verso i loro coetanei arabi presentandone un aspetto inedito, in previsione di un futuro “gemellaggio” a livello giovanile.

Il 30 Giugno 2010 alle 19:56 anna.one ha scritto:

Mi permetto di far notare che tutti i paesi del M.O. sono alleati degli US oggi anche l’Iraq e, naturalmente, solo l’Iran non lo e’.

Cio’ non vuol dire che accettano a priori le loro violazioni dei diritti umani, ma quello che possono fare e’ solamente denunciarli in sede adatta.
Un fatto e’ che, perche’ i paesi islamici possano entrare nel 21esimo secolo riguardo i diritti umani in generale, dovrebbero rinunciare alla loro religione, ma cio’ non e’ quello che gli US vogliono percio’ il problema non sara’ mai risolto.

Riguardo le donne, in Iran, Khomeini chiamo’ il chador “la bandiera della rivoluzione” e si appello’ alle donne, che risposero entusiaste, di sollevarsi contro la monarchia, da tutto cio’ nacque l’”Ideal Revolutionary Woman” iraniana. Oggi, quelle donne hanno quello che si meritano, infatti e’ la nuova generazione che si sta ribellando, non le mamme, quelle vanno ancora ai raduni ad osannare la rivoluzione e sbavare per il midget strabico.

Il 30 Giugno 2010 alle 21:02 anna.one ha scritto:

Si, ho notato che se non si e’ il linea di pensiero con le “bloggers” rischi di fare la fine del carissimo Gratis!
Mi sembra d’essere in Iran! Ha! ha! ha!
D’ora in poi commentero’ solo sui cantanti e conzoncine che piacciono da quelle parti… NOT!

Ciao :)

p.s.: hai una E-mail….

Il 30 Giugno 2010 alle 22:16 e.fumagalli ha scritto:

Il blog è bipartisan,io il mio l’ho individuato e denunciato scimmie01 lo conosce, individua il tuo , agente. Va a finire che chiudono il blog, come avvenne per il forum, io non c’ero e non ne ho colpa. Ho messo naso e me la sono filata, troppo fango habitat da oche.

Il 30 Giugno 2010 alle 22:22 e.fumagalli ha scritto:

“Siora” lui ha i folders e i filtri, comunica col fumo come i veri americani, ha un computer a segatura.

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