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Stati Uniti: le strane spie della porta accanto - L’ANALISI

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  • Tags: Barack Obama, Fbi, obamamania, Russia, spionaggio, Stati Uniti
  • 32 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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Barack Obama e Dmitry Medvedev a Washington (Credits : LaPresse)

Barack Obama e Dmitry Medvedev a Washington (Credits: LaPresse)

Sembra un film degli anni’50: L’invasione degli ultracorpi. Ricordate? La cittadina di Santa Mira, negli Usa, è il teatro dello sbarco (occulto) di esseri spaziali che copiano gli abitanti e li sostituiscono nel sonno. E’ solo grazie all’eroe, il dottor Miles Bennel (l’attore Kevin McCarthy), che il tentativo di invasione verrà scoperto e gli alieni sconfitti.
All’epoca, sulla scia finale del maccartismo, i film di fantascienza servivano alla società americana a rappresentare il timore per lo scoppio del conflitto con il nemico: l’Unione Sovietica.
Cinquantaquattro anni dopo, la Guerra Fredda ritorna a essere di attualità grazie al clamoroso arresto di dieci agenti del servizio di spionaggio della Russia (l’undicesimo è uccel di bosco)  che da anni vivevano negli Stati Uniti come veri americani, ceto medio a stelle e strisce.

Come i replicanti dell’Invasione del film, queste ordinarie spie si sono insinuate nella società americana per carpirne i segreti politici attraverso i contatti che avrebbero dovuto instaurare c0n analisti dei think tank, parlamentari e membri dell’esecutivo.

In un’epoca in cui la tecnologia offre alla comunicazione svariati strumenti, le nostre ordinarie spie si incontravano in bar anonimi per scambiarsi le informazioni; in una realtà quotidiana dove basta schiacciare un bottone per spostare milioni di euro da un posto all’altro della terra, gli agenti russi nascondevano mazzette di banconote dentro sgualciti giornali e li lasciavano in posti concordati, dove l’altro tovarish andava a ritirarle, se non addirittura le seppellivano in giardino per nasconderle.

The Illegals program (questo il nome in codice dell’inchiesta dell’Fbi) ha scoperto le guglie del Cremlino dietro le finestre delle case da middle class che gli undici (otto dei quali erano coppie sposate) hanno affittato in questi anni, spostandosi dalla costa occidentale (Seattle) fino alla East Coast, dove tra New York, New Jersey, Boston e  Arlington avevano messo le loro basi.

Una di loro, Vicky Pelaez, era una giornalista di una testata in lingua spagnola di New York. Un altro Mikhail Semenko aveva prima lavorato  in una società di consulenze finanziarie per poi trovare un impiego in una agenzia di viaggi dove, grazie alla sua conoscenza della lingua spagnola e mandarina, organizzava viaggi per la clientela cinese e ispanica.

Da anni cercavano di entrare in contatto con persone dentro l’amministrazione o altri centri di potere per avere informazioni sulla politica di Barack Obama nei confronti dell’Iran o sulle trattative per lo smantellamento degli arsenali nucleari. Qualcuno aveva raggiunto l’obiettivo.

L’Fbi racconta che uno degli undici, Cinthya Murphy, un giorno comunica a Mosca di essere entrato in contatto con un importante finanziatore (privato) di uno dei partiti più importanti (democratici o republicani?), amico personale di un membro del gabinetto Obama.”Tientelo buono, continua a frequentarlo” - è la comunicazione (intercettata) che arriva dalla Russia in risposta.

Barack Obama paga il conto del fast food dove ha invitato Dmitry Medvedev (Credits : LaPresse)

Barack Obama paga il conto del fast food dove ha invitato Dmitry Medvedev (Credits: LaPresse)

A leggere le cronache di questi arresti viene in mente la Guerra Fredda, ma anche una domanda: queste undici spie cosa hanno portato a casa? Quali segreti sono riusciti a scoprire e a comunicare a Mosca in due decenni di lavoro? Come è possibile che personaggi con un marginale ruolo potessero entrare nelle stanze del potere per carpirne le riservate informazioni? Tra di loro non ci sono diplomatici, alti ufficiali, parlamentari, membri dell’amministrazione.  E se era (in fondo) un semplici problema di analisi politiche, c’era il bisogno di scomodare 11 ordinarie spie e farle vivere 20 anni negli Usa?

L’Fbi ha mandato davanti al giudice gli agenti segreti accusandoli di cospirazione e di reciclaggio di denaro, ma non di spionaggio: un altro particolare su cui riflettere.

I russi hanno risposto, a modo loro e il Cremlino ha fatto sapere che - a suo giudizio - l’inchiesta che ha portato agli arresti  è senza alcun fondamento. Le accuse non reggono, ripetono. E  fanno i maliziosi. Il ministro degli esteri Serghei Lavrov ha detto: “Gli americani non ci hanno ancora spiegato il nocciolo della questione. Certo è che hanno scelto il momento migliore per fare l’operazione”.

Lavrov si riferisce alla recente visita fatta dal presidente Dmityi Medvedev negli Stati Uniti: in un clima così cordiale che Barack Obama si è portato il “collega” a mangiare un hamburger in un locale fuori dalla Casa Bianca.  I rapporti tra i due sembrano ottimi, forse a danno (anche) dell’uomo forte di Mosca, Vladimir Putin, ma sicuramente a vantaggio delle relazioni tra i due Paesi, e dei loro importanti scambi commerciali. Come la commessa da 4 miliardi di dollari per la fornitura di diversi Boeing alla Russia,  o come l’acquisto da parte degli Usa di elicotteri militari da usare in Afghanistan (scelta che ha suscitato tante polemiche negli Stati Uniti).

I russi respingono tutte le accuse. Non potrebbero fare altrimenti, d’altra parte. E soltanto le prossime udienze del tribunale di New York ci diranno se i dieci arrestati erano (sono) delle pericolose spie oppure  no.  Se siamo, cioè, di fronte ad una realtà da Guerra Fredda o solo a un classic movie di fantascienza.

(To be continued…)

  • michele.zurleni
  • Martedì 29 Giugno 2010

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Commenti

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Il 29 Giugno 2010 alle 18:34 anna.one ha scritto:

Basta cercare su Internet per trovare una scelta di qualche perla scritta da Ms. Pelaez, una delle spie sotto sorveglianza da almeno sette anni.

Carceri degli Stati Uniti come la “schiavitu’ dei nostri giorni”? Check.

La legge in Arizona “empia legge sull’ immigrazione come moderna legislazione nazista”? Check.

Gli US come “violatori dei diritti umani”? Check.

Stessa tattica usata dal KGB nel passato per convincere i dodos che sono gli US i villans del mondo, malgrado il reset nulla e’ cambiato, a parte una forma di libero commercio.

Comunque, con un marxista nella W.H. queste spie sono un po’ superflue. :)

Il 29 Giugno 2010 alle 18:53 e.fumagalli ha scritto:

Zurleni non hai capito niente, quelli studiavano o spiavano il sistema di vita negli USA per poi esporterlo in Russia ma i loro rapporti non soddisfavano i russi e allora, per prolungare il dorato soggiorno, relazionavano con pizzini, verità che senbravano fantasie e i russi rispondevano,”Non basta, vogliamo verità no fantasie” e quelli giù verità e i russi”Non è possibile che il mondo sia coglione, andate a fondo riferiteci la verità” Insomma trattasi di incomprensione, sti russi sono proprio imbranati si sono fatti prendere come polli. Ora pero devi stabilire chi sono i polii se russi o USA, la tua descrizione è intrigante, come il nuovo film “Dove è finito Bin Laden?” E’ Hollywood che piglia per i fondelli chi cerca bin Laden o i conesi? Vado a vederlo, dicono comico ma se humor USA una lagna di smorfie e stupidaggini demenziali, meglio Aldo Giovanni e Giacomo con la Littizzetto, ci rinuncio.

Il 29 Giugno 2010 alle 19:10 indigesto ha scritto:

Non si è capito chi ce li ha mandati, se l’URSS, magari anche per uno di quei processi avviati ma più pericolosi a fermarli che a lasciarli proseguire, oppure la Russia con la convinzione di tenerceli. Comunque lasciarli “pascolare” tra le Istituzioni USA un “ritorno” di un qualche interesse doveva pur darlo quest’operazione.

Il 29 Giugno 2010 alle 19:30 jimmie01 ha scritto:

Ragazzi, ragazzi, ma la storia degli spioni esistera’ sempre. Figuratevi che persino Israele spiava gli USA. In tempi in cui correva buon sangue tra i due Paesi.

Il 29 Giugno 2010 alle 19:55 e.fumagalli ha scritto:

Hai ragione, pero il giornalista sottolinea che oggi ci sono i Kalašnikov e sono più efficenti che arco e frecce. Forse per scoprire come allevano i polli negli USA, visto che Obama sollecitò Medvedev ad importare più polli dagli USA. Alta tecnologia USA? Mi pare dello stesso livello, che ne dici Zurleni.

Il 29 Giugno 2010 alle 20:08 anna.one ha scritto:

Caro Nicola, forse troverai qui la spiegazione..

http://www.thesmokinggun.com/a.....1spy1.html

:)

Il 29 Giugno 2010 alle 20:33 indigesto ha scritto:

Grazie, ma non mi sono sufficientemente spiegato. Sono russi, d’accordo! ma poichè si parla di un ventennio di permanenza negli USA e gli URSS si sono sciolti nel 1991, e poichè sono operazioni che non s’improvvisano, hanno bisogno di lunga preparazione, il sospetto che si sia trattato di una iniziativa dell’URSS mi sembra fondato. Che poi se ne sia avvalsa la Federazione russa per..inerzia, gestendola un pò..all’acqua di rosa, potrebbe essere verosimile, anche per quanto contenuto nei Capi di imputazione. Ma posso sbagliarmi.

Il 29 Giugno 2010 alle 20:58 anna.one ha scritto:

Ma Nicola, e’ semplice basta sapere che Putin era un agente del KGB, quando l’impero sovietico ando’ in sfacelo, i suoi scagnozzi gettarono solamente l’”uniforme” e il popolo russo si sta accorgento un po’ alla volta che per quanto riguarda freedom non molto e’ cambiato.

E avrai notato anche come cercano di riacquistare l’influenza sulle ex repubbliche sovietiche, fortunatamente oggi per farlo devono sborsare dollari (non voglioni rubli) ma e’ noto che stanno mettendo il naso nei loro affari politici con le conseguenze che tutti vedono.

Sono piu’ di 10 anni che l’FBI tiene d’occhio le loro attivita’ segrete negli US, e cio’ e’ rassicurante perche’ dimostra che gli americani non sono i fessi che alcuni credono siano.

Un fatto comunque e’ certo, la tecnologia degli US, in tutti i campi continua a far gola a Popov!

Il 29 Giugno 2010 alle 22:24 e.fumagalli ha scritto:

La fede cieca non permette di vedere. Non è la Russia che rimpiange gli orfanelli, sono gli orfanelli che tornano da mamma Russia, ha le mammelle piene di latte. Putin sta solo rimediando al disastro del predecessore, non per niente ci sono più miliardari russi che inglesi, un tempo non troppo lontano, detentori del record. Non nacquero per colpa di Putin e pure lui come i cinesi, non mette naso in casa d’altri non pretende che i paesi europei seguano la sua dottrina, fa affari non guerre, come i cinesi. E’ chi fa guerre ed è in guerra ovunque che se la passa male. Se non si fosse cechi si vedrebbe. A Obama interessa vendere polli, ossia, giovani galline o galletti, è tecnologia? Marchionne negli USA andò per imparare o insegnare, era solo la scassata e piccola Fiat. Indiscussa quella sulle armi, specialmente le anti umane che non uccidono in massa ma centellinano per generazioni. Alla fine più nocive delle atomiche, anche le presunte che fanno tanto rumore. Siamo certi che le armi siano il futuro? Nello spazio poi quando a 1.500 metri di profondità non possiamo fare niente, non è presunzione? O presa per i fondelli.

Il 29 Giugno 2010 alle 22:33 e.fumagalli ha scritto:

Siora, gli americani fessi no gli statunitensi si, non siete voi l’America, fate parte e anche in minoranza, siete solo Stati Uniti che stati in piedi perché uniti, da soli non so, traballate e molto fermento interno, anche da voi ci sono i Bossi secessionisti. Mai dire mai.

Il 29 Giugno 2010 alle 22:36 indigesto ha scritto:

Santo cielo, come si fa a dire tutto ed il contrario di tutto! Beh, intanto non rompono più i cosiddetti col comunismo! Sono indubbiamente una grande potenza con la quale si può discutere! La Cina ha solo un comunismo di facciata per la nomenklatura e per le classi derelitte. Anche lì pare che una borghesia stia comunque nascendo. Quanto agli USA sono mille miglia più avanti, e possono fare tranquillamente a meno di Popof!

Il 29 Giugno 2010 alle 22:50 indigesto ha scritto:

P.S. Inutile dire che mi riferivo all’illuminato.

Il 30 Giugno 2010 alle 0:21 e.fumagalli ha scritto:

Non ne sarei tanto sicuro. Stanno perdendo le rendite, guarda l’Inghilterra, era Londra, fino a pochi anni fa, la maggior concentrazione di miliardari, ora è al quarto posto, primi gli USA poi Cina, Russia e Inghilterra. Tenere presente che sono privati e i ricchi non hanno patria o religione, non ci pensano allo Stato e ancor meno alla religione. Las Cina ha margino per migliorare e migliorerà, gli USA devono fare passi indietro dolorosi sugli sprechi ed è dura perdere le abitudini e le comodità.

Il 30 Giugno 2010 alle 6:16 anna.one ha scritto:

Ancora con questa idiozia! “Statunitensi”, il termine non esiste nemmeno in inglese. Quando si dice America tutti capiscono di che cosa si parla, United States of America.
Chi crede che ci si riferisca al…Venezuela?

Il 30 Giugno 2010 alle 8:52 e.fumagalli ha scritto:

Bene “Siora”, visto che sono United States of America.
chematevi United States of America, ossia USA se non c’è il termine inventatelo, se permetti a me da già fastidio dicessere di te europea, preferirei caga in acqua, è più appropriato. E’ come se le cazzate di un tedesco o inglese venissero chiamate europee, non ti girerebbero le tette? Rispettate i veri americani, che non siete voi ma ex delinquenti europei. All’altro emigrato chiedo il perché ha lasciato un badget da 23 miliardi per andare a fare il mentecatto negli USA. Se non fosse stato pirla continuava a gestire i 23 miliardi cambiando quello che non gli piaceva. Diversamente cos’era, un dirigente o un esecutore di ordini, o una o l’altra, altrimenti una balla. Semplice no?

Il 30 Giugno 2010 alle 11:46 indigesto ha scritto:

L’Accademia della Crusca è in crisi e rischia di scomparire. Ma per fortuna che c’è questo Blog che annovera illustri linguisti che possono degnamente sopperirvi.
Senza alcuna velleità di farvi parte, desidero ricordare che la denominazione di Stati Uniti d’America fu data da europei ed all’Europa fu in primis notificata. Per cui nella comune accezione furono detti Americani, come nell’uso corrente poi si son detti Messicani, Brasiliani etc tutti i popoli via via che pervenivano all’indipendenza i relativi Stati.
Che possano essere chiamati Statunitensi i cittadini degli States non mi pare poi tanto scandaloso, anche perchè tutti gli abitanti del continente hanno ugual diritto a chiamarsi Americani. Non è una questione di essere nativi o di essere di una particolare etnia ma solo una questione di appartenenza, in quanto cittadini, a questo o quel continente. Anche per questo, a buon diritto, i nostri emigranti, acquisita la relativa cittadinanza, possono definirsi Americani in primis e statunitensi, messicani e via dicendo in secundis.
La questione dei pellerossa, detti natives, è del tutto marginale. Troppi popoli nella Storia sono stati sopraffatti e sostituiti nei loro luoghi di origine da altri. Se solo pensiamo all’espansione araba nei paesi costieri del Mediterraneo..ma questo è un altro discorso.

Il 30 Giugno 2010 alle 12:40 Anna la Rossa, la sexy spia del Cremlino - Foto - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] in economia alla Rossijskij Universitet Druzby Narodov, la giovane ‘mata hari’ è una delle undici spie la cui rete è stata smascherata il 28 giugno dall’Fbi. .gallery { margin: auto; } .gallery-item { float: left; margin-top: [...]

Il 30 Giugno 2010 alle 12:46 Notizie dai blog su SI smorzano le polemiche sulle spie russe infiltrate negli Usa ha scritto:

[...] Stati Uniti: le strane spie della porta accanto - L’ANALISI Barack Obama e Dmitry Medvedev a Washington (Credits: LaPresse) Sembra un film degli anni’50: L’invasione degli ultracorpi . Ricordate? La cittadina di Santa Mira, negli Usa, è il teatro dello sbarco (occulto) di esseri spaziali che copiano gli abitanti e li sostituiscono nel sonno. blog: Obamamania | leggi l’articolo [...]

Il 30 Giugno 2010 alle 13:51 e.fumagalli ha scritto:

E’ meglio, fai altri discorsi, solo gli Australiani possono definirsi un continente nazione, l’America è un continente dall’Alaska alla Patagonia e non solo USA Le tue teorie poi vanno bene per uno e non per l’atro, ricorda Israele che ne rivendicavi i diritti di 2 mila nni fa e ora vai a cavillare il contraio per un paio di secoli nemmeno. Sii almeno coerente, saresti più credibile. Sei una banderuola e parli a vanvera.

Il 30 Giugno 2010 alle 15:21 e.fumagalli ha scritto:

di notte non ho mai lavorato tu si in turni di guardia. Che l’Italia sia mal governata e non investe sulla ricerca lo dico da sempre e poi con cattedra ad Alessandria non si guadagna male, se pero preferisci la ricerca ti trasferisci per quello. Quando prese la laurea, ricevette offerte da re, a quei tempi: FIAT, Olivetti e Indesit, preferì i 10 milioni annui da ricercatore, che erano una miseria e quindi non corre per denaro. Non tutti sono scemi come te e anche meschini. Se ne hai bisogno, la mia pensione te la posso girare, mi serve per le sigarette ma posso procurarmele ugualmente, tu hai famiglia e ne hai bisogno se fai turni di notte.

Il 30 Giugno 2010 alle 17:27 anna.one ha scritto:

E pensare che si chiamava..Columbia!

L’ex colonie britanniche utilizzarono il nome moderno del paese nella Dichiarazione di Indipendenza , la “Dichiarazione unanime dei tredici Stati Uniti d’America”, adottata dal “Rappresentanti degli Stati Uniti d’America”, il 4 luglio 1776.

Il nome attuale fu deciso il 15 novembre 1777, quando il secondo congresso continentale adotto’ gli Articoli della Confederazione, che afferma: “il nome di questa Confederazione e’ ‘Gli Stati Uniti d’America.’” La forma breve gli Stati Uniti e’ anche standard.

Altre forme comuni includono gli Stati Uniti, gli Stati Uniti, e America. Nomi nel colloquiale includono gli Stati Uniti di A. e degli Stati. Columbia, un nome popolare di una volta degli Stati Uniti, fu ricavato da Cristoforo Colombo. Esso appare nel “District of Columbia”.

Il metodo standard per fare riferimento a un cittadino degli Stati Uniti e’ come un americano. Anche se gli Stati Uniti e’ il termine formale appositional, America e americani sono piu’ comunemente utilizzati per riferirsi al paese aggettivo (”valori americani”, “le forze americane”).

Americano e’ raramente usato in inglese per riferirsi a persone non collegate agli Stati Uniti.

La frase “gli Stati Uniti” e’ stata inizialmente trattata come plurale, ad esempio, “gli Stati Uniti sono” inclusi quelli del tredicesimo emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, ratificata nel 1865. E ‘diventata comune a trattarla come singolare, ad esempio, “gli Stati Uniti e’”dopo la fine della Guerra Civile. La forma singolare e’ ora di serie, la forma plurale e’ mantenuta nel linguaggio “questi Stati Uniti”.

Dal Corrierino dello State Department.

Il 30 Giugno 2010 alle 17:36 anna.one ha scritto:

Nicola, ripeto: “Statunitensi” non esiste nella lingua inglese. Cio’ non vuol dire che gli italiani non possono riferirsi ai cittadini..americani con quel termine.
Qui, in America the beautiful, mi chiedono se sono europea, poi si va sui particolari, perche’ con mia grande indignazione mi credono tedesca! puahhhh!

:)

Il 30 Giugno 2010 alle 18:02 indigesto ha scritto:

Non posso farci niente, esiste in quella italiana e non è affatto un dispregiativo. L’analisi è bellissima, ma non vedo in cosa contrasta con le mie considerazioni. Anche nel secondo Congresso le origini europee persistevano. Ed ogni Atto di uno Stato non ha solo valenza interna, è un proclama al mondo, soprattutto quando riveste siffatta importanza. E nel 1777 il mondo continuava ad essere l’Europa. :)

Il 30 Giugno 2010 alle 18:04 indigesto ha scritto:

dimenticavo: i Veneti erano una tribù germanica. Lo si capisce anche ora da molte cose! :)

Il 30 Giugno 2010 alle 19:01 anna.one ha scritto:

Mah, le miei origini possono essere euganee pre-indo-europee, oppure come i Latini (Lazio) discendo dallo stesso gruppo indo-europeo veneto-latino formatosi nell’area dell’Europa centrale.

Ma non dimentichiamoci che tutti discendiamo dalla Mitochondrial…Eva!

:)

Il 30 Giugno 2010 alle 21:18 indigesto ha scritto:

Jimmie, penso tra noi c’è anche chi discende dall’Olimpo!

Il 30 Giugno 2010 alle 22:35 e.fumagalli ha scritto:

Si, sono l’amante di Venere o Afrodite, non vado d’accordo con Marte e voi pensate di raggiungerlo. Illusi non riuscite a scendere di 1.500 metri e volete salirne di milioni, ridicoli.

Il 1 Luglio 2010 alle 1:21 jimmie01 ha scritto:

Mah, non siamo i soli a voler salire. Anche i tuoi fidanzatini cinesi voglioni farlo. Con quaranta anni di ritardo ma, che vuoi, meglio tardi che mai. Quanto a Bush, guarda che Bush figlio e’ stato il 43^ Presidente degli USA. Bush padre fu il 41^. Altro commento da oggi le comiche.

Il 1 Luglio 2010 alle 12:29 Stati Uniti: le strane spie della porta accanto/2 - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] Le spie della porta accanto non erano in “sonno”, ma (per ora ci viene raccontato)  è come se dormissero, sognassero di essere dei “veri” agenti segreti mentre conducevano le loro vite da ordinary people, classe media surbana della Costa Est e aspettavano, attendevano,  tra un barbecue e l’altro, tra una partita di football e un saggio scolastico dei figli, gli ultimi ordini dalla centrale di  Mosca. [...]

Il 1 Luglio 2010 alle 18:15 Notizie dai blog su Non ci sono più le spie di una volta ha scritto:

[...] Stati Uniti: le strane spie della porta accanto - L’ANALISI Barack Obama e Dmitry Medvedev a Washington (Credits: LaPresse) Sembra un film degli anni’50: L’invasione degli ultracorpi . Ricordate? La cittadina di Santa Mira, negli Usa, è il teatro dello sbarco (occulto) di esseri spaziali che copiano gli abitanti e li sostituiscono nel sonno. blog: Obamamania | leggi l’articolo [...]

Il 2 Luglio 2010 alle 19:53 anna.one ha scritto:

Loose lips sink ships..ora i marines usano una foto dell’hot spia per avvisarli del pericolo…

http://blog.washingtonpost.com.....n_pho.html

Il 9 Luglio 2010 alle 9:45 Le spie della porta accanto: Usa e Russia verso lo scambio di prigionieri - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] della strane spie della porta accanto torneranno a casa, nelle braccia di Santa Madre Russia. I segnali captati nelle ultime ore dicono [...]

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