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Afghanistan: cosa cambierà con l’arrivo di Petraeus?

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  • Tags: Afghanistan, Guerre di pace italiane, Leon-Panetta, McChrystal, Petraeus
  • 14 commenti
Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto "Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".
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(Credits: LaPresse)

(Credits: LaPresse)

Il generale David Petraeus è atteso a Kabul la settimana prossima per assumere il comando delle forze alleate e molti si chiedono se l’uomo che riuscì a dare una svolta vincente al conflitto in Iraq sarà in grado di capovolgere le sorti anche della guerra afghana.Difficile prevedere cambiamenti nella strategia della contro-insurrezione messa a punto dal generale Stanley McChrystal applicando al contesto afghano le linee guida elaborate dallo stesso Petraeus che alla testa del Central Command ha supervisionato i piani alleati in Afghanistan.

Il nuovo comandante ha ottenuto dal presidente Obama carta bianca ed è probabile che imprima un’accelerazione al flusso di rinforzi americani e alleati che continuano ad arrivare molto lentamente in Afghanistan anche a causa delle difficoltà logistiche imposte da un Paese privo di sbocchi al mare.

L’ultimo rapporto presentato da McChrystal prima del suo licenziamento delineava una situazione militare poco incoraggiante con poche aree del Paese saldamente sotto controllo alleato, scarsi risultati ottenuti dalle ultime  offensive e previsioni di nessun miglioramento entro l’anno che lasciano ben poco spazio alla possibilità di iniziare il ritiro delle truppe Usa l’estate prossima.

Petraeus punterà quindi a impostare l’avvio del rimpatrio dei militari in base ai risultati conseguiti invece che su una data predeterminata. Secondo indiscrezioni raccolte da Fox News il nuovo comandante cercherà di migliorare le condizioni dei combattenti modificando le regole d’ingaggio di McChrystal, giudicate troppo blande dai soldati.

Un’ipotesi confermata dallo stesso Petraeus nell’audizione al Congresso di ieri nella quale ha affermato che ”esaminerà molto da vicino” le regole d’ingaggio e chiederà agli alleati altri istruttori per addestrare le forze afghane e, dopo aver elogiato l’operato di McChrystal, ha previsto un’intensificazione dei combattimenti.

La necessità di ridurre le vittime civili ha portato negli ultimi mesi alla riduzione dei raid aerei e a una minore reattività delle forze alleate costrette spesso a combattere “con le mani legate”, come hanno scritto alcuni marines a Michael Hastings, il reporter autore dell’articolo di Rolling Stones costato il posto a McChrystal.

All’obiettivo raggiunto di ridurre i morti tra la popolazione non ha corrisposto finora nessun successo tangibile e soprattutto ha contribuito a portare al record di perdite tra le forze alleate, già più di 300 da gennaio, un terzo delle quali registrate solo nell’ultimo  mese.

In pratica Petraeus dovrà aumentare l’intensità delle azioni belliche per strappare il controllo del territorio ai talebani contando sul numero di militari a sua disposizione (ben 150 mila per due terzi statunitensi, il numero più alto mai registrato dall’inizio del conflitto) e sulla necessità politica di Washington di ottenere risultati concreti.

Come in Iraq, anche in Afghanistan il generale Petraeus dovrà puntare a vincere la guerra sul campo di battaglia anche perché, come ha ammesso il direttore della Cia, Leon Panetta, non ci sono elementi concreti che indichino la volontà dei talebani di negoziare un accordo di pace e probabilmente non ci saranno neppure in futuro “a meno che non si convincano che stanno per essere sconfitti”.

  • gianandrea gaiani
  • Mercoledì 30 Giugno 2010

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Commenti

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Il 30 Giugno 2010 alle 11:49 carlo.tosi ha scritto:

Non cambia nulla e non si vince questa guerra affrontandola in questo modo. Il solito sistema americano di condurre le cose, questa non è una guerra convenzionale dove gli americani sarebbero senza dubbio forti e vincerebbero. Il nemico che hanno di fronte è diverso e non si può sconfiggere con i metodi tradizionali. Per questo, anche se hanno cambiato il capo militare, questa rimane sempre una trappola insidiosa, dove non possono vincere e nel contempo costerà ancora una montagna di soldi e (purtroppo) molte vite dei giovani soldati.

Il 30 Giugno 2010 alle 13:08 claudiobertolotti ha scritto:

Da McChrystal a Petraeus: extrema ratio?
Ricade su Petraeus lamaro compito di concludere (e quindi perdere) la guerra in Afghanistan? A questo punto sì. Il generale dellIraq, dopo lonore del comando di Centcom, si trova ora costretto a una promozione verso il basso; ciò che dal punto di vista di Obama rappresenta lespressione di massima fiducia nei confronti dellufficiale, si dimostra in realtà come lultima carta da giocare prima del grande bluff finale. Sostengo da anni la necessità di lasciare la parola ai diretti interessati, gli afghani (e non solamente gli esuli espatriati durante le guerre),come sostengo oggi la necessità di trovare una soluzione di compromesso, consapevole del fatto che questo significhi rinunciare a molti dei pochissimi risultati ottenuti nel campo dei diritti umani e della giustizia. Non mi faccio illusioni, la soluzione afghana si sta definendo, come sempre, nello spazio temporale; uno spazio in cui l’Occidente non vuole e non può muoversi.  http://claudio-bertolotti.blog.....spot.com)

Il 30 Giugno 2010 alle 13:37 e.fumagalli ha scritto:

In Iraq la guerra non è ancora vinta ed è sciocco paragonarla all’Afghanistan, sono due cose divere, l’Iraq aveva un esercito scassato da 10 anni di embargo, senza aviazione e truppe scoraggiate, fu una passeggiata per gli USA, la vera querra ebbe inizio dopo l’invasione, non è guerra di eserciti, ma partigiana, o se vogliamo di terroristi, come se i partigiani non adottassero gli stessi metodi. Cosa chiedono i militari USA come intensificazione, di essere mandati all’assalto non credo, solo nei film il marins non teme la morte, nella realtà è diverso. Dall’altra parte ci sono quelli che non hanno altro che la vita e la buttano avanti, come si suol dire con il cuore. Forse intensificare con armi atomiche? Si farebbe presto ma dove, sui monti e poi?. Dire “Scusate ,abbiamo sbagliato ritiriamo i militari e ci sediamo ad un tavolo a discutere. ” Discutere si ma da pari se c’è qualcosa si fa a metà e poi ognuno si faccia gli affari suoi in casa sua, l’accordo lo sitrova. Se volete discutere voi con la pistola e io disarmato non ci siamo, venite a prenderci. Ma quando mai, Rambo queste guerre le vince da solo, ma Rambo è in ferie.

Il 30 Giugno 2010 alle 16:32 indigesto ha scritto:

Come al solito si sostituisce un Comandante e si dà al successore più mezzi e addirittura carta bianca. Fuor dagli intrighi politici che hanno portato a questa sostituzione, c’è comunque da dire che Obama, sia pure in ritardo, dà un segnale abbastanza convincente circa le sue intenzioni di portare a compimento..la pratica.
Egr. Dr. Gaiani, in barba a tutti i nostri filo-talebani che scorazzano e si fanno propaganda sui Blogs credo che, guerriglia o meno, partigiani o terroristi che siano (strano l’accostamento), tagliando opportunamente le vie di comunicazione e di rifornimento, si arriverà presto ad aver ragione di questi “signori” e a condurli a più miti pretese. Si, ci sono state più vittime ma non dimentichiamoci della grande offensiva talebana annunciata, che a questo punto la si potrebbe dichiarare già fallita. Il resto verrà da sé. Saluti.

Il 30 Giugno 2010 alle 19:53 gianandrea gaiani ha scritto:

Caro Indigesto, è vero che dopo nove anni è difficile trovare ricette perfette ma, a costo di apparire “fuori moda”, resto del parere che le guerre si vincono anzitutto sul campo di battaglia, con truppe e mezzi adeguati, concentrando potenza di fuoco e mobilità sul nemico per indurlo a cedere e per convincere la popolazione che non conviene appoggiare gli insorti.

Il 30 Giugno 2010 alle 20:15 jimmie01 ha scritto:

Insomma, Gaiani, lasciamo fare la guerra ai militari e non ai politici.

Il 30 Giugno 2010 alle 20:25 indigesto ha scritto:

Perfetto, caro Dr. Gaiani, ma per questo non è mai tardi!

Il 30 Giugno 2010 alle 20:43 e.fumagalli ha scritto:

Giusto, dove i militari possono vincere, nelle guerre di montagna nemmeno i tedeschi riuscirono contro i partigiani, non si può dire che i tedeschi non sapessero combattere. Il Vietnam insegna. Inoltre occorre essere sicuri che gli afghani siano tanto ansiosi di essere “liberati”, sono sempre usi e costumi radicati da secoli e non si cambiano per lo straniero che sempre straniero sarà. Non è facile, vedremo, la guerriglia non firma armistizi ed evita lo scontro frontale, come le vie del signore, sul terreno impervio, sono infinite.

Il 30 Giugno 2010 alle 20:54 anna.one ha scritto:

Mr. Gaiani, analisi perfetta!
E’ un piacere leggere i suoi articoli, sopratutto perche’ si capisce che lei non e’ un dilettante.

Ma, come lei certamente sa, Obama deve accontentare la sinistra, e lo fece sopratutto dando la data del ritiro , ora staremo a vedere chi avra’ la precedenza, il suo elettorato o gli interessi del paese.

Il 30 Giugno 2010 alle 22:04 e.fumagalli ha scritto:

Gaiani, per persuadere le popolazione. D’Annunzio ideò il bombardamento aereo sui centri abitati. i tedeschi lo perfezionarono in Spagna con gli Stukas e gli USA lo industrializzarono con le fortezze volanti. Falli nel Vietnam dove sganciarono più tonnellate che in tutta la II guerra di tutti contendenti e l’uso di diossina e napalm ma la popolazione , a parte quelli fatti tacere per sempre, proprio non si convinse. Pensi che si convincano gli afghani? Ho molti dubbi, arabi sono e arabi rimarranno. Comunque auguri ma sempre i fanti servono per conquistare e non so se tra quei monti ce ne siano tanti pronti a morire tra gli alleati. Il nemico ha nulla da perdere e quelle 77 vergini se le vuole fare, chi li dissuade?

Il 30 Giugno 2010 alle 22:17 anna.one ha scritto:

Ah, bene ora gli afghans sono arabi!

Peccato che anche il loro linguaggio sia Dari, Poshto, Uzbek…no, non vedo l’arabo…

Il 1 Luglio 2010 alle 1:09 jimmie01 ha scritto:

A dissuaderli puo’ sempre provarci la China. Fumagalli nel Paese delle meraviglie. Ovvero nelle Cantine Sociali Riuniti. Glu…Glu…Glu…Hic! Hic! Hic! Buuuuuuuuuurrrrrrppppppp.

Il 1 Luglio 2010 alle 1:27 e.fumagalli ha scritto:

La Cina non ha nessu bisogno di dissuaderli, si è accordata con chi comanda, divide in parti eque, si estrae i minerali e quelli impareranno ad adeguarsi, anche loro hanno la tele e vedono il mondo, desiderano migliorare e se i taliban vengono rompere le palline, sanno come trattarli ma se guardano cosa fanno i loro ricchi in Arabia , Dubai e paradisi simili forse capiranno che tutti cosi non ci si arriva e allora saranno caz anche per ricchi, dica la Siora, io so che non sono eschimesi, lei conosce le etnie, per me sono esseri umani, li distinguo dalle oche anche se bipedi ma hanno le penne e fanno le uova. La morale è o si evolvono loro o non c’è verso di evolverli, che facciamo, spostiamo gli USA in Afghanistan?Se li lasciate tornano come prima ma prendervi le loro ricchezze, scordatelo. Aug ho parlato.

Il 1 Luglio 2010 alle 2:10 jimmie01 ha scritto:

No, non hai parlato, come al solito hai scritto una comica di commento.

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