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Congo, il tragico bilancio a 50 anni dall’indipendenza

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  • Tags: colonialismo, indipendenza, Kivu, La mia Africa, ribelli
  • 17 commenti
Un villaggio in Nord Kivu, tra Rutshuru e Djomba a nord di Goma (Credits: Giampaolo Musumeci)

Un villaggio in Nord Kivu, tra Rutshuru e Djomba a nord di Goma (Credits: Giampaolo Musumeci)

La Repubblica Democratica del Congo festeggia la sua indipendenza e a Kinshasa oggi vi saranno numerose celebrazioni con parecchi capi di stato invitati: il re del Marocco Mohammed VI, della Giordania Abdallah, dello Swaziland Mswati III, e del Belgio, Alberto II, già arrivato a Kinshasa due giorni fa.

E poi ancora Paul Kagame, dopo che il Rwanda si è riconciliato l’anno scorso con il vicino Paese, oltre a Jacob Zuma (Africa del sud), e Robert Mugabe (Zimbabwe). Per la Francia, solo il Segretario di stato alla cooperazione Alain Joyandet.

Con loro, il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, per assistere alla sfilata di truppe congolesi (circa 15mila uomini), dei 455 caschi blu dell’Onu, oltre a 400 fra carri e veicoli militari vari. Insomma una parata in grande stile.

Ma il grande assente è il partito di opposizione, quello di Jean-Pierre Bemba, l’Mlc, il Movimento di Liberazione del Congo. Il partito protesta per il mancato rispetto dei diritti umani nel Paese. In particolare, il 2 giugno scorso, l’attivista Floribert Chebeya era stato assassinato, ma sono decine e decine gli omicidi, soprattutto nella capitale, e ne era seguita un’inchiesta che aveva portato all’arresto di alcuni poliziotti e la destituzione del capo della polizia.

Ma non è l’unico problema che il grande Stato africano soffre a 50 anni dall’indipendenza dal Belgio. Nonostante le grandi ricchezze (diamanti, coltan, oro, legname) un terzo dei 60 mlioni di congolesi vive con poco più di un dollaro al giorno. Le Potentiel, quotidiano congolese, si chiedeva pochi giorni fa: “Quando i congolesi, usciti dall’umiliante schiavitù colonialista, non vivranno più sotto l’arrogante dominazione di compatrioti sempre più ricchi?”

La corruzione è dilagante. Gli interessi stranieri sono potenti e spesso poco alla luce del sole. Nel 2008 un contratto miliardario con la Cina per lo sfruttamento del coltan fece scoppiare, guarda un po’, la rivolta dei ribelli di Laurent Nkunda (appoggiati dal Rwanda e quindi dagli Usa).

I soldi finiscono nella mani di una élite al potere spregiudicata che mira solo all’autoconservazione. Praticamente, la storia dell’Africa subsahariana post-coloniale.

La presenza di numerosi gruppi ribelli rende il Kivu una della regioni più pericolose dell’Africa centrale. Tante le Ong presenti sul posto, ma i beni di prima necessità non bastano mai.

E l’Onu, con la sua missione Monuc, non è in grado di arginare le violenze. Chiunque abbia un kalashnikov fa il bello e il cattivo tempo in Kivu: nei villaggi sperduti, ma anche nei campi profughi. Un inferno che dura da troppo tempo.

  • giamp
  • Mercoledì 30 Giugno 2010

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Commenti

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Il 30 Giugno 2010 alle 16:39 jimmie01 ha scritto:

Secondo me stavano meglio quando c’erano gli europei. Almeno mangiavano.

Il 4 Luglio 2010 alle 14:22 aldoz ha scritto:

Fumagalli ma una vacanzina rigeneratrice no eh? Fidati ciecamente.. ti farebbe un gran bene, oramai stai dando di matto… ciao e.. salvati se ci riesci..

Il 4 Luglio 2010 alle 20:36 pasalaam ha scritto:

Alla fine del 1960, dopo 50 anni di colonizzazione, il Congo aveva:

- 2500 istituti scolastici, oggi ne restano 220, molti dei quali sinistrati
- 300 ospedali, oggi ne restano 20
- 2000 dispensari, oggi più nessuno, salvo quelli delle ong
- una rete di trasporti a livello europeo, oggi non ne resta nulla

Dall’indipendanza ad oggi, ha ricevuto aiuti internazionali per 65 miliardi di dollari e nel 2009 si é illustrato come il più grande esportatore di valuta verso i paradisi fiscali, di tutta l’Africa.

Grande parte dei sui guai odierni li deve al comunista Lumumba che, il 30 giugno del 1960 incitò i suoi “fratelli di razza” a fare piazza pulita dei bianchi e della loro eredità.

Se la sono voluta, se la tengano.

Il 4 Luglio 2010 alle 20:49 anna.one ha scritto:

Finalmente! Aspettavo il suo commento pasalaam, ora posso aggiungere il mio…CONCORDO!

:)

Il 4 Luglio 2010 alle 21:13 pasalaam ha scritto:

grazie anna.one, adesso il pisquano rosso ci ammazza di cretinate.

Il 4 Luglio 2010 alle 21:15 pasalaam ha scritto:

Niente niente scopriremo che é colpa di Bush, di Berlusconi con la subdola complicità del Vaticano.

Il 4 Luglio 2010 alle 22:30 indigesto ha scritto:

E poi non si possono chiamare selvaggi!

Il 4 Luglio 2010 alle 22:54 e.fumagalli ha scritto:

Tutto vero, Lumumba incitò il popolo alla rivolta, ma contro chi. Quelli che lo fecero fuori subito e salì al potere il buon Mobutu? Che brava persona, tutta per francesi e belgi,o erano i poveri negli che esportavano valuta. Buono come Pinocet, anzi peggio. Si limitò ad ammazzare i comunisti. Che fine ha fatto Mubutu, come Bocassa? Com’erano bravi sti francesi e belgi, vero “benpensanti” nazisti. Siete bianchi ma sporchi dentro, fate schifo, non siete umani ma iene. pasa el salam sei più talib di un talib nazista. l’oca è scema e quindi giustificata è escort ma tu sei un salame di maiale infetto.

Il 4 Luglio 2010 alle 23:46 pasalaam ha scritto:

Vero su Lumumba, ma non tutto. Il comunistello nero, decise di stabilire la prima capitale dello stato a Boma.

Come tutti i suoi compagni incominciò con lo sterminare la popolazione bianca. Per motivare i suoi eroici combattenti del popolo, garantì l’impunità per ogni delitto. Siccome però gli eroici combattenti del popolo esitavano a mettersi contro i bianchi, fece loro credere che le pallottole dei loro nemici si sarebbero trasformate in acqua.

Confortati nel cuore e nello spirito, gli eroici combattenti del popolo, diedero ampia dimostrazione della loro generosa sollecitudine. In sei giorni violentarono donne, torturarono uomini e uccisero bambini. Una bambina belga di 9 anni fù violentata 17 volte e morì dissanguata.
La giustizia proletaria era in marcia.

Anche il baraccone dell’ONU non poté restare inerte, decise di darsi una mossa e mandò 12000 soldati per riconquistare Boma. Ci passarono due settimane senza cavare il ragno dal buco.

Nel frattempo, suore e bambini si facevano sterminare.
Siccome il cibo cominciava a scarseggiare, gli eroici combattenti del popolo iniziarono a cibarsi del fegato dei loro nemici.

La terza settimana, i mercenari di Bob Denard, Christian T. e Shramme, decisero che era ora di finirla, in 37 presero Boma e liberarono i sopravvissuti, dopo una sola giornata di combattimento!!!

Quello che scoprirono al loro arrivo non é descrivibile, però basta leggere la stampa dell’epoca.

Quindi, alla domanda di indigesto rispondo: “non si possono, si devono chiamare selvaggi”

Il 5 Luglio 2010 alle 4:09 jimmie01 ha scritto:

Grande Pasalaam. Scusa se mi sposto su un altro ” fronte ” ma che dire dei mercenari che sgarbugliarono la situazione in Sierra Leone anni fa’. Al solito i mentecatti socialisti dell’ ONU non furono capaci a nulla. Finalmente accettarono obtorto collo l’ intervento di un gruppo ultraprofessionale di mercenari. In 60 misero fuori combattimento 1200 ( milleduecento ) soldati ( animali ). Nel giro di 24 ore tutti i rivoltosi si arresero. La cronaca non scritta ci dice anche che l’ ONU pressiono’ non poco perche’ i merks lasciassero il Paese quanto prima perche` temevano saccheggi ( sic! ). Ho personalmente conosciuto, tempo fa’, uno di quel gruppo di 60. Mi disse di aver persionalmente piantato un coltello nella pancia di un ufficiale rivoltoso che aveva violentato una ragazzina. Lo guardo’ agonizzare per piu’ di due ore. Le ferite alla pancia sono le peggiori, non danno scampo, muori fra sofferenze atroci e soffri la sete come un cane. Gli strinsi la mano. La gente disprezza i merks, ma non riesce a capire che senza di loro the job doesn’t get done.

Il 5 Luglio 2010 alle 6:48 e.fumagalli ha scritto:

Salame islamico, mai sentio parlare dei Mau Mau,la rivolta dei kikuyu guidati da Jompo Kenyatta, era come Lumumba. lui divenne presidente del Kenya, Lumumba lo ammazzarono e poi dici di essere istruito. Anche Garibaldi era un bandito solo tu sei sterco e sterco sempre resterai.

Il 5 Luglio 2010 alle 18:18 pasalaam ha scritto:

Salve jimmie, qualunque fossero il “posto” ed il tempo, le azioni dei rivoluzionari sono sempre state le stesse: saccheggio, rapina, stupri e torture, salvo poi sparire non appena appariva un bianco armato.

Il rapporto di 1 a 20 (60/1200) é corrente in tutte le guerre contro popolazioni primitive e comuniste (mi dirai che le due cose vanno insieme) quale che sia il loro armamento.

In genere i rivoluzionari, molto coraggiosi con donne e bambini, spece se disarmati, divengono estrememente prudenti con il soldato bianco. Difficilmente si azzardano a un’azione se il rapporto non é di 25/30 contro uno.

Và detto che anche per i mercenari, il diritto al saccheggio era sancito dal contratto di ingaggio, però si limitava al saccheggio degli edifici pubblici, mentre il la violenza contro i civili era punita, seduta stante dall’ufficiale. Non mi risulta ci sia mai stato un atto di violenza contro i civili da parte dei mercenari.

Il 5 Luglio 2010 alle 19:01 e.fumagalli ha scritto:

Prini anni 50, Robert Ruark, scrittore statunitense, scrisse “Qualcosa che vale” Uscì i Italia nel 1954, attualissimo, non parla di politica e nemmeno di comunismo, spiega il perché della rivolta dei Kokuyu nel 1948. La storia inizia da li, provate a leggerlo è attualissimo, sempre se si voglia capirne qualcosa. Tutte le storie iniziano con il “C’era una volta..” lette dalla metà in giù non se ne capisce niente.

Il 5 Luglio 2010 alle 21:06 p.a.d ha scritto:

Forse parlava dei Kikuyu… Ma il movimento Mau-Mau pare non abbia portato altro che inutili morti.

Fumagalli, lei proponendo un “romanzo” non può avere la pretesa di farci conoscere le vere verità storiche, anche perché il punto di vista di un romanziere si discosta leggermente da quello di realistico giornalismo.

Quanto a leggere “dalla metà”, lei lo ha fatto… Si vada a rivedere tutta la faccenda dalle origini, che non risalgono al dopoguerra ma da parecchi anni prima, quando ancora non si sapeva chi era Mussolini.

Si legga la storia del K.C.A, perché altrimenti leggere il romanzo di Ruark è come andare al cinema a metà della proiezione di un thriller.

Solo una curiosità: quando avrebbe letto il libro in questione?

Il 5 Luglio 2010 alle 21:19 pasalaam ha scritto:

Effettivamente si trattava dei Kikuyu, i Kokuyu devono essere una tribù immaginaria capeggiata dal Yompo amico del pisquano rosso !!

Per quello che riguarda i Mau-Mau che, loro erano capeggiati dal comunista Yomo Kenyatta, in due anni uccisero, nel sonno o’ a tradimento 21 trà uomini donne e bambini bianchi. I “danni collaterali” ammontarono a 1200 fratelli neri.

Questo la dice lunga sul loro coraggio ed il loro amore per i fratelli neri.

Fatto stà che oggi il paradiso socialista kenyano é forse il solo a poter competere con la miseria del Congo. Triste consolazione.

Il 5 Luglio 2010 alle 21:38 p.a.d ha scritto:

Ovviamente il link non funge.

Comunque ogni tanto esce un invito a “rallentare” causa invii troppo frequenti….

Roba da chiodi!

Il 5 Luglio 2010 alle 22:03 p.a.d ha scritto:

Nessuno, pare.

Forse nemmeno chi gestisce il sito sa dare spiegazioni, perché ogni volta che sono stati chiesti chiarimenti han risposto cipolle o non han risposto del tutto.

Funziona così. I primi a non attenersi al regolamento paiono essere proprio coloro che dovrebberio farlo rispettare…

Di che ti stupisci?

Ma i loro addetti… “ci stanno lavorando”… Sì, da quattro anni, ed una delle soluzioni migliori che hanno trovato per risolvere i problemi è stata quella di chiudere un forum dove i cloni ed i furti di registrazioni si precavano come sabbia nel deserto.

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