
Un manifesto sui muri di Fremont, la città che ha bandito gli stranieri illegali (Credits: LaPresse)
Fondata nel 1856 dall’esploratore, soldato e politico che poi gli darà il nome (John C.) Frémont, è una città di frontiera che ha conosciuto presto la modernità. Da lì passerà la prima linea (trans)continentale del telegrafo (1861), la prima ferrovia coast to coast (1866) e una delle prime highway (1913) costruite per attraversare da una parte all’altra il Paese. Per decine di anni, null’altro muterà la tranquilla vita di questa cittadina di agricoltori. Fino al 10 gennaio 1976, quando, a causa di una fuga di gas, il principale albergo della città, il Pathfinder Hotel salterà in aria provocando 23 morti e distruggendo alcuni degli edifici accanto.
Poi per altri trentaquattro anni, l’America si dimentica dell’esistenza di Fremont. Che torna alla ribalta delle cronache nazionali qualche giorno fa, quando la maggioranza dei suoi residenti decide di confermare la norma varata dall’ammistrazione comunale che mette al bando gli stranieri illegali. Non sarà possibile affittare o vendere case a clandestini; non sarà possibile dar loro lavoro.
Chiamati al voto erano circa 20.000 persone, il 57% delle quali ha detto che gli “alieni”, gli immigrati non in regola, se ne devono andare. Sarà anche una maggioranza risicata, ma è pur sempre un maggioranza, che ha voluto lanciare un segnale molto chiaro non solo agli stranieri di origine ispanica che negli ultimi anni, con prudenza e timidamente, hanno iniziato a scegliere Fremont come loro meta, ma anche al resto del Paese: il vento dell’Arizona è soffiato fino al Nebraska.
Poco importa - come hanno voluto sottolineare gli oppositori della nuova legge - che poi questa non possa essere applicata; che il Comune (e quindi i suoi cittadini) possano essere costretti a pagare migliaia di dollari per cause avanzate contro l’amministrazione della città (probabilmente perse in partenza) per una norma che appare subito come di difficile applicazione.
Quel 57% di abitanti di Fremont voleva sentirsi sicuro. E ha votato per il bando. Stabilendo un record. Non è infatti la prima volta che una città adotta misure così draconiane nei confronti degli stranieri, ma è la prima volta che un provvedimento di tale portata viene legittimato con una consultazione popolare.
La popolazione ispanica a Fremont è passata dalle 165 unità del 1990 alle 1.085 del 2000 per salire a quota 2.060 del 2009. Numeri limitati, ma che non sono stati in grado di rassicurare gli abitanti del piccolo centro a qualche decina di miglia da Omaha sulla possibilità di governare il fenomeno dell’immigrazione.
E’ lo stesso sentimento condiviso da molti altri cittadini (ma anche politici) negli Usa. Molti dei candidati alle prossime elezioni di Medio Termine sanno benissimo che questo sarà uno dei temi della sfida. E stanno ben attenti ad ascoltare quello che la pancia della gente dice a tal proposito.

Manifestazione davanti alla Casa Bianca contro la legge sull'immigrazione dell'Arizona (Credits: laPresse)
Il vento dell’Arizona, con la sua legge contro la quale anche la Casa Bianca intenderebbe agire, sembra soffiare forte non solo in Nebraska, ma anche nel resto della Nazione.
Per Barack Obama è un problema. Tanto che il presidente ha tenuto ieri il suo primo discorso ufficiale dedicato interamente alla questione immigrazione. Avrebbe voluto lanciare la sua proposta di riforma, ma alla fine si è limitato ad auspicarla.
Il suo è stato un appello ai repubblicani affinché si vari una riforma bipartisan. Ma l’invito è stato rimandato al mittente.
Quella che in campagna elettorale era una priorità, l’immigrazione, è poi diventata per Barack Obama un tema marginale. Perché proprio non è aria di grandi cambiamenti.
Obama avrebbe voluto una sorta di maxi sanatoria per milioni di immigrati irregolari. Ma le resistenze anche dentro il suo partito sono molto forti. Con le elezioni di Medio Termine alle porte, nessun parlamentare se l’è sentita di spingere su questo acceleratore, ben consapevole di quanto fosse rischioso in termini di consenso.
Obama ha quindi voluto fare questo discorso per evitare di perdere tutto l’appoggio della potente lobby ispanica. Alla quale aveva promesso una riforma che l’attuale Congresso (a grande maggioranza democratica) non dovrebbe comunque riuscire a varare. Tra poco ci sarà la pausa estiva e, alla ripresa dei lavori, non ci sarà tempo (e voti) per approvare una nuova (e controversa) legge sull’immigrazione prima delle elezioni di novembre.
La lobby ispanica ci contava: La maggior parte degli immigrati clandestini arrivano dal Messico o dall’America Centrale o Meridionale e regolarizzali avrebbe voluto dire conquistare milioni di voti in più. Che, per adesso, non arriveranno.
Così, la vendetta della leadership ispanica potrebbe arrivare proprio alle prossime elezioni di Medio Termine, quando potrebbe invitare a non votare per i candidati democratici. C’è già una possibile vittima illustre: è il capogruppo al Senato Harry C.Reid che, in Nevada, dovrà riconquistarsi l’importante seggio, e che rischia di perdere proprio l’appoggio degli ispanici.
Il vento dell’Arizona è arrivato con forza a Fremont, ma soffia anche nel resto del Paese.
- Venerdì 2 Luglio 2010

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Commenti
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Il 2 Luglio 2010 alle 20:43 jimmie01 ha scritto:
Zurleni, permittimi una precisazione. Il termine ” aliens ” non attiene solo agli illegali. Infatti, con il termine ” aliens ” vengono definiti tutti i non cittadini che hanno domicilio o residenza sul territorio USA. Di questi alcuni son ” legal aliens “, altri sono ” illegal aliens “. Ad ogni modo, concordo con te, ObaMAO sta facendo solo politica. Sa bene che l’ 80% dgli americani e’ in favore di un ” prima noi, poi tutti gli altri ” e che una percentuale di non molto inferiore e’ contraria ad ogni sanatoria per gli illegali. Nessuno dei congressisti democratici se la sente di andar contro il sentir popolare. Nel contempo ObaMAO sa che a Novembre i democratici perderanno la maggioranza in Congresso ( sovra tutto per la sua inettitudine nel risolvere i mali del Paese ) e si prepara ad addossare la colpa della mancata riforma migratoria ad un futuro Congress repubblicano. Insomma, si dimostra volenteroso a venire incontro alle richieste degli immigrati illegali, ma sapendo che nulla puo’ contro il suo stesso partito, prova a dar la colpa agli altri. Come detto, solo politica. Nulla piu’
Il 3 Luglio 2010 alle 2:20 jimmie01 ha scritto:
PAD, l’ unico modo i cui ObaMAO puo’ evitare un disastro in Novembre e’ se becca Osama. Alrimenti, i giochi son fatti da ora.
Il 3 Luglio 2010 alle 2:45 pasalaam ha scritto:
p.a.d. bella quelle del fiume in secca, se non c’é diritto d’autore la riutilizzo.
Jimmie, non sono sicuro che la cattura di Osama possa salvare Pinocchietto Obama. Probabilmente, non saprebbe cosa farne e pisquano com’é riuscirebbe a farne un disastro. Non mi stupirebbe se lo invitasse al McDonald come Medvedev e se lo facesse scappare in piena N.Y.
Il 3 Luglio 2010 alle 2:52 p.a.d ha scritto:
Pasalaam, tutto ciò che esce dalla mia mente geniale… ;D è “free”. Usalo pure.
Beccare Osama non è facile… Sempre che il “Tanned” Barak Obama non riesca a spacciare per buono questo…
http://www.misco.it/store/prod....._28802.jpg
… molto più facile da ottenere. :°)
By Osama!
Il 3 Luglio 2010 alle 8:25 indigesto ha scritto:
Rafaniè, fatte accattà a chi nun te sape! (Ravanello, fatti comprare da chi non ti conosce!)
Il 3 Luglio 2010 alle 11:10 pv21 ha scritto:
Nel paese del BARBIERE e il LUPO per sentirsi sicuri si fanno cose davvero strane. Vale per l’America di Obama e per l’Italia del Cavaliere …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
Il 3 Luglio 2010 alle 16:51 pasalaam ha scritto:
pv21, non é che sarai un ennesimo nome del pisquano rosso?
Il 4 Luglio 2010 alle 0:15 anna.two ha scritto:
Tubista nelle sabbie desertiche nella penisola arabica. Dove credevi di trovarti su di una spiaggia e ti chiedevi da che parte fosse il mare. E’ stata l’insolazione a ridurti cosi o è proprio naturale, cosa t’han fatto gli arabi, il servizietto e ti brucia ancora?
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