
Obama accoglie Mohamed bin Zayed Al Nahyan, Abu Dhabi (Credits: Ansa/Epa/Michael Reynolds)
Le ultime sanzioni unilaterali di Washington contro Teheran, firmate dal presidente statunitense Barack Obama la settimana scorsa, lo ricordiamo, colpiscono quelle società che vendono all’Iran prodotti petroliferi raffinati per un valore superiore a 5 milioni di dollari l’anno. Se superano quella soglia non possono più fare business negli Usa.
Qualche giorno dopo le sanzioni, le conseguenze iniziano a farsi sentire: i voli dell’aviazione civile della Iran Air non possono più fare rifornimento all’estero. A rifiutare il pieno di benzina alle iraniane Iran Air (statale) e alla privata Mahan Air sono gli aeroporti di Gran Bretagna, Germania ed Emirati Arabi.
Le società petrolifere non si pronunciano: Londra non ne sa nulla, Berlino dice che non ci sono divieti. Un portavoce degli aeroporti di Dubai sostiene di continuare a rifornire gli aerei della Repubblica islamica, “ci sono i contratti e continuavo a rifornire di benzina gli aerei passeggeri iraniani”. Ma l’agenzia Afp ha citato una fonte vicina al settore aeronautico negli Emirati secondo cui ci sarebbero problemi con un fornitore a livello internazionale. E sarebbe proprio “quel” fornitore che, in giro per il mondo, rifiuta gli approvvigionamenti agli iraniani. Si tratterebbe quindi di una decisione di una particolare società.
Intanto da Teheran si viene a sapere che da una settimana a questa parte fare il pieno in alcuni Paesi è diventato impossibile, sarebbe addirittura una violazione delle convenzioni internazionali, fanno il possibile per rifornirsi in patria ma non sempre ci riescono, soprattutto nei voli a lunga percorrenza. E ora i costi dell’aviazione civile rischiano di raddoppiare. Sempre da Teheran, l’avvocato Heshmatollah Falahatpisheh intervistato dall’emittente britannica Bbc ha dichiarato che la Repubblica islamica si vendicherà “non permettendo il rifornimento di navi e aeroplani di quei paesi che ci causano problemi”.
Intanto, per evitare che l’immagine dell’Iran ne soffra, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran nega siano state imposte limitazioni ai rifornimenti di carburanti.
- Martedì 6 Luglio 2010

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Commenti
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Il 6 Luglio 2010 alle 11:36 indigesto ha scritto:
Incertezze, notizie di agenzia, smentite..credo, gentile Professoressa, che sia ancora troppo presto per capirci qualcosa. Saluti.
Il 6 Luglio 2010 alle 12:32 p.a.d ha scritto:
Mi sa che Obamba “firma” troppo. Firma qua, firma là, prima o poi qualcuno gli infilerà sotto i documenti sanzionatori un foglio di carta copiativa e una cambiale a nove zeri…
Giusto per ricordargli il danno economico che lui, oltre alla malaugurata crisi in atto, sta rischiando di apportare agli USA.
Voglio dire, non sembra uno con le idee molto chiare… Vuoi vedere che domattina si sveglia col pallino della distensione e telefona a Mahmud The Squint per il tè delle cinque?
Bush m’è sempre stato sulle palle (anche il padre), ma sono sicuro che a BimboMixJad avrebbe fatto abbassare la cresta più rapidamente.
Parere personale, si capisce.
Il 6 Luglio 2010 alle 17:03 anna.one ha scritto:
L’Iran, tramite lo spokesman del ministro degli esteri Ramin Mehmanparast dice che i reporti di martedi che i suoi aerei non vengono riforniti di carburante in certe nazioni, sono falsi, l’ufficiale news agency IRNA riporta.
Il 6 Luglio 2010 alle 17:18 anna.one ha scritto:
La particolare compagnia petrolifera sarebbe la BP, infatti il Financial Times (FT) Deutschland ha pubblicato un articolo riguardo l’inglese BP che non ha rinnovato un contratto per la fornitura di carburante alle compagnie iraniane, dopo essere scaduto in giugno.
Questo potrebbe spiegare le affermazioni di alcuni iraniani che pensano anche che tutto cio’ sia l’inizio di una guerra psychological contro l’Iran.
Mi domando, se non li forniscono di carburante, gli aerei iraniani rimangono negli aereoporti europei? Tutto cio’ non fa nessun senso!
Il 6 Luglio 2010 alle 21:45 pasalaam ha scritto:
Intervengo per scherzo, ma avete notato come si assomigliano i due della foto?
Se mettiamo un assciugapiatti in testa a Obama e la cravatta all’emiro, chi li riconosce più?
Il 6 Luglio 2010 alle 22:53 e.fumagalli ha scritto:
Zurleni riporta un articolo dove la BP ha ricevuto dagli USA più dollari di quanti ne sborsa per i danni del petrolio. Che facciamo se gli USA mettono fiori la BP, come vorrebbe il “popolo” tornerebbe a trattare con l’Iran. D’altra parte le sanzioni di Obama sono unilaterali, boicottano i fornitori agli USA se forniscono Teheran. Provate a pensarci, gli affari son sempre affari. Da 60 anni il Canada fa affari con Cuba, è una esigenza dei magnati USA che adorano gli avana originali. E’ solo un esempio, non scaldatevi ingenui.
Il 6 Luglio 2010 alle 22:58 urca.ve ha scritto:
Ei , padella, go leto che devo alenarmi, marica, yo tengo plata, te compro pasaelsalam y la scimmia USA e geta, son profesionisti y te polverizan. Mi no me movo de casa, ti scapa.
Il 7 Luglio 2010 alle 2:07 jimmie01 ha scritto:
Scusate ragazzi, ma gli aerei non vanno a KEROSENE? Perche’ nell’ articolo si parla di benzina? Mah! Forse l’ ignorante son io!!!
Il 7 Luglio 2010 alle 2:53 p.a.d ha scritto:
Già… Probabilmente gli aerei iraniani vanno a benza. Forse montano ancora i motori delle Moskovich, quelle stupende ed esteticamente “uniche” automobili russe che hanno fatto la fortuna della Fiat, quando non sapeva più a chi rifilare le scocche avanzate dalla produzione della 124!
Comunque, Jimmie, anche il kerosene sempre un derivato del petrolio è… E se in Iran non hanno modo di raffinare il petrolio è un casino.
Così s’imparano a scozzarsi un mare di soldi per la loro atomichetta! Ah ah ah! Non hanno nemmeno la benza per trasportarla…
Gli conviene costruirla segretamente in Israele e farla scoppiare sul posto!
Mi sa che ci sia qualche Fumagalli anche da loro, da come gli vanno le cose…
Il 7 Luglio 2010 alle 15:34 Iran Air nel mirino della Commissione europea - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Congresso contro le società straniere che “osano” investire a Teheran. Ieri abbiamo letto che l’aviazione civile iraniana ha difficoltà a rifornirsi negli aeroporti internazionali di [...]
Il 7 Luglio 2010 alle 18:29 anna.one ha scritto:
Mentre le nazioni occidentali cavillano sulle sanzioni per dissuadere l’Iran dal suo perseguimento delle armi nucleari, i vicini della mullahcracy iraniana stanno facendo calcoli molto piu’ pratici.
L’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti ha shocked il suo pubblico ieri apertamente chiedendo attacchi militari contro obiettivi iraniani, se le sanzioni non sono sufficienti ad annullare il corso della mullahcracy nel breve termine.
Yousef al-Otaiba ha detto che parlare di “contenimento e dissuasione” lo rende nervoso, data la storia di 30 anni di futilita’ di tali politiche:
L’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti negli Stati Uniti, come riportato dal Washington Times, ha detto martedi’ che i benefici del bombardamento del programma nucleare iraniano superano i costi a breve termine che un attacco del genere imporrebbe.
Nel discorso insolitamente brusco, l’ambasciatore Yousef al-Otaiba ha pubblicamente avallato l’uso dell’opzione militare per contrastare il programma nucleare dell’Iran, se le sanzioni non riescono a smettere la ricerca del paese di armi nucleari.
“Credo che sia un’analisi costi-benefici”, ha detto al-Otaiba. “Io penso nonostante la grande quantita’ di scambi che facciamo con l’Iran, che si trova vicino a 12 miliardi dollari … ci saranno conseguenze, ci sara’ un contraccolpo e ci saranno problemi con gente schimazzante e tumulti, la gente sara’ furiosa perche’ una forza esterna ha attaccato un paese musulmano, ma cio’ accadra’ ugualmente.
“Se mi si chiede, se sono disposto a vivere con che vivere versus un Iran nucleare?,’ La mia risposta e’ sempre la stessa:” Non possiamo vivere con uno nuclearIran. ‘Sono disposto ad assorbire quello che succedera’ per la sicurezza degli EAU.”
Piu’ chiaro di cosi’…
Il 8 Luglio 2010 alle 1:05 p.a.d ha scritto:
… un nuovo Eisenhower in turbante e limousine!
Si potrebbe lasciarlo fare. Per una volta vorrei vedere a chi darebbe la colpa il Fumè, sempre pronto petto in avanti come Jeanne D’Arc in difesa degli infidi potrebbe ricevere uno scossone non indiffernte alle sue “sicurezze”…
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