
(Credits: Ansa)
Il giro di vite della comunità internazionale contro l’Iran continua. Nell’ultimo mese il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha varato un quarto round di sanzioni, dopodiché il presidente statunitense Barack Obama ha approvato le sanzioni unilaterali del Congresso contro le società straniere che “osano” investire a Teheran. Ieri abbiamo letto che l’aviazione civile iraniana ha difficoltà a rifornirsi negli aeroporti internazionali di Regno Unito, Germania ed Emirati Arabi (ma poi il portavoce del ministero degli Esteri aveva smentito).
E ora veniamo a sapere che la maggior parte dei voli dell’Iran Air non potrà più atterrare nell’Unione Europea perché non sono considerati sicuri.
A dichiararlo è la Commissione europea che precisa come il divieto abbia come motivazione solo la sicurezza e non sia legato alle sanzioni imposte all’Iran e al suo programma nucleare. La Commissione europea ha buoni motivi per dubitare della sicurezza dei Boeing, acquistati al tempo dello scià e quindi prima della Rivoluzione del 1979.
In questi trent’anni di embargo americano l’aviazione civile iraniana non ha potuto acquistare i ricambi originali e Washington ha anche messo il bastone tra le ruote all’acquisto di nuovi velivoli prodotti dal consorzio europeo Airbus perché montano componenti made in the Usa.
Gli aerei finiti nel mirino sono gli Airbus A320, i Boeing 727 e i jet 747. Ovvero due terzi dell’aviazione civile della Repubblica islamica.
- Mercoledì 7 Luglio 2010

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Commenti
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Il 7 Luglio 2010 alle 18:34 angelo41 ha scritto:
Mi fa piacere iniziare la conversazione, Speriamo non finisca a vacca.
Allora, pensavo che i nostri aeroporti, specie quelli napoletani, siano idonei per far atterrare tutti i tipi di aerei iraniani. Siamo la Patria del buonismo e del possibile: ci sarà sempre un pieno sottobanco ed una fornitura di pezzi di ricambio dalle parti di Forcella.
Il 7 Luglio 2010 alle 22:45 indigesto ha scritto:
Credo invece che la situazione si stia facendo molto seria. Spero che l’Iran riveda responsabilmente la sua posizione. Quanto alla vetustà dei vettori, se pur con le difficoltà affrontate per munutenerli, possono costituire una reale pericolo per il traffico aereo e per la sicurezza dei passeggeri.
Il 8 Luglio 2010 alle 0:54 p.a.d ha scritto:
La Russia potrebbe sempre passare all’Iran qualche Tupolev, sempre che non siano già precipitati tutti…
Rimarrebbe appunto il problema “sicurezza” negli aeroporti europei. =80
Magari un bel TU144: velocissimo, silenziosissimo, consuma pochissimo, ecologicissimo.
Insomma, tutto “issimo”!
Almeno così gli americani non sarebbero i soli ad aver preso un bidone attorno al quale hanno speso un terzo di miliardo di $, tra una modifichina e l’altra!
Sig.ra Sabahi, è quel che succede a sputare nel piatto in cui si mangia. Nulla di regalato, ci mancherebbe. Gli aerei costano e costa mantenerli, e comprarli dal nemico n°1, dal “satana” occidentale, è cosa che dimostra pareccia ingenuità per non dire stoltezza. Se aggiungiamo poi che non è nemmeno in grado di raffinare il petrolio che ha sotto i piedi ma spende miliardi in progetti nucleari non meglio giustificati, il quadro è completo.
Non che un paese in una situazione simile debba essere messo sotto ricatto internazionale “a prescindere”, ma se la comunità internazionale e quella europea hanno dubbi è giustificabile che ne prendano le dovute misure. È un argoemnto sul quale non c’è tanto d’andar leggeri, la storia insegna, e non solo dal punto di vista del rischio terroristico ma anche da quello della sicurezza dei voli in sè.
E credo che la questione vada risolta tra USA e Iran, perché i pezzi di ricambio non vengono prodotti negli aeroporti europei.
La vita è un compromesso, come il mercato ed i rapporti internazionali. È così da che mondo è mondo, e se l’Iran non è disposto a compromessi (dovrebbe invece farlo visto che è da lì, e non dall’Europa, che partono sovente velate minacce di nuovi olocausti) sarà meglio che si organizzi a costruirsi aerei di linea in proprio e ad approntare sistemi per la raffinazione petrolifera…
SE HA I SOLDI PER IL NUCLEARE BELLICO, LI HA ANCHE PER FARE ALTRO DI PIÙ UTILE E MENO DANNOSO!!!
Non so se è chiaro.
Il 8 Luglio 2010 alle 19:28 angelo41 ha scritto:
Rispondo al blog dell’embargo sui tappeti visto che non è consentito scriverne i commenti (siamo già al bavaglio?).
Vedi cara Farian, non sono tanto i “due pesi due misure”
quanto l’affidabilità che un governo orientale dà agli stati occidentali. Un tipaccio come Ahmadinejad, manovrato
da un’accolita di religiosi fanatici, costituisce una minaccia per gli stati occidentali e un pericolo sicuro per l’esistenza di Israele.
Riguardo all’embargo dei tappeti, non ti preoccupare, papà
Thaer (è sua la pubblicità su internet), continuerà a venderli, fornendosi, se il caso, dal mercato parallelo.
Il 8 Luglio 2010 alle 20:48 anna.one ha scritto:
Tutto cio’ ci fa capire quanto sono tecnicamente avanzati!
Anche le centrali nucleari, gli ICBM e le nukes le devono costruire non solo con l’aiuto di terzi, specie russi, ma con componenti contrabbandati dalla North Korea e tempo fa dal Pakistan tramite Khan. Non riescono nemmeno a costruirsi delle nuove raffinerie senza il know how e tecnologia dell’occidente, ma si preoccupano di imporre i tagli di capelli agli uomini.
Nella regione sono i soli che hanno firmato il NPT, l’altra nazione che si presume abbia le nukes, Israele, non lo ha firmato percio’ non e’ soggetta alle ispezioni dell’IAEA come invece l’Iran che ha fatto fessa l’agenzia, e con essa il mondo intero, da piu’ di 20 anni.
Se poi si vogliono considerare l’India e il Pakistan facenti parte del Medio Oriente, allora sarebbero tre nazioni con armi nucleari e tutte e tre non hanno fimato nessun accordo per la non proliferazione.
Da tener presente che Israele non ha mai minacciato di polverizzare nessuno, e l’India e il Pakistan le usano come deterrent tra di loro, mentre il fanatico mouthpiece dei mullahs, Mahmud the Monkey, non passa giorno che minacci di polverizzare non solo il piccolo, ma anche il grande Satana (Occidente compreso).
Piccola differenza che noto viene trascurata, ma non dai loro vicini, infatti sono loro che sarebbero perfettamente d’accordo se “qualcuno” facesse saltare le loro centrali nucleari.
Il 8 Luglio 2010 alle 21:06 anna.one ha scritto:
..dimenticavo, prima che qualcuno venga fuori con la solita solfa:..perche’ l’IAEA non va a controllare gli USA, invece di rompere le scatole all’Iran..
http://www.state.gov/t/isn/520.....9.htm
Il 8 Luglio 2010 alle 21:26 indigesto ha scritto:
Gentile Professoressa, Le aggiungo qualcosa circa il Suo articolo sui Tappeti persiani, i cui commenti sono chiusi.
A tal proposito desidero subito dire che, per quanto mi riguarda, seguirò sempre con interesse gli articoli Suoi e dei Sigg Giornalisti di questa Sezione MONDO anche se in tal modo non siamo più in presenza di un Blog e la dicitura “Lascia un commento” suona un pò beffarda; ma sono scelte di cui si possono ben comprendere le ragioni. Tornando all’argomento, certo, gli USA e chi li seguirà si priveranno di delizie manifatturiere di gran pregio, anche se molto se ne è detto sull’impiego di manodopera minorile; ma è probabile che l’Iran non c’entri nella faccenda.
Per quanto riguarda la detenzione di armi atomiche è lecito, secondo Lei, armare la mano di un irresponsabile solo perchè altri molto più responsabilmente ne detengono? Non so bene quanta fiducia Ella dà all’attuale vertice iraniano, nè glielo chiedo. Ma una riflessione per conto Suo l’avrà certamente fatta, e questo mi è già di conforto! Cordialmente.
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