
Gadgets del Tea Party (Credits: LaPresse)
L’arrivo di Barack Obama alla Casa Bianca è stato interpretato dalla maggioranza della società come il compimento della storia dell’integrazione degli afro-americani negli Stati Uniti. Tuttavia esiste una profonda America che ha vissuto quell’elezione come il segnale di “scivolamento”, di un declino dei principi basilari su cui sono nati ed evoluti gli Usa.
La questione razziale rimane viva negli Stati Uniti, oscillando tra l’essere a un passo dalla sua soluzione e, allo stesso tempo, molto vicina al riesplodere, con tutto il carico di tensioni sociali che si porta dietro.
L’ultimo episodio che descrive questo pendolo, che fa comprendere quanto sia ancora sentito il problema, è un testo che la National Association for the Advancement of Colored People, una delle più antiche e grandi organizzazioni per i diritti degli afro-americani, approverà nel suo congresso annuale a Kansas City.
Il testo è molto semplice: accusa il Tea Party di essere un movimento razzista. E invita tutte le “persone di buona volontà” a “combattere” l’organizzazione, nata alcuni mesi fa per opporsi alla politica dell’amministrazione Obama.
La mozione della Naacp parla di “attitudini razziste” da parte dei membri del Tea Party, accusando il movimento di voler “riportare gli Stati Uniti indietro, nel passato, nell’era precedente all’approvazione delle leggi sui diritti civili”.
I vertici dell’associazione ci hanno pensato su parecchio prima di lanciare questa “bomba politica”. Ma poi hanno deciso di farlo. Unica cautela: hanno atteso il giorno seguente all’intervento di Michelle Obama alla Convention (che ha parlato della sua iniziativa contro l’obesità tra i giovani americani) prima di approvare la mozione. Volevano evitare ogni possibile strumentalizzazione che colpisse la Casa Bianca.
Il documento accusa il Tea Party di aver “aggredito” verbalmente (e anche fisicamente) membri afro-americani del Congresso e di avere usato delle espressioni razziste per attaccare il presidente Barack Obama.
Non solo, l’associazione - insieme a altre 150 organizzazioni, tra cui alcune sigle sindacali - darà vita alla One Nation March, una manifestazione convocata per il prossimo ottobre a Washington per protestare contro il Tea Party.

Una manifestazione del Tea Party (Credits: LaPresse)
“Fanno solo politica. E la fanno per i democratici” è stata la risposta di alcuni membri del Tea Party interpellati dai media dopo la notizia della mozione. Non c’è stata una presa di posizione ufficiale del movimento, ma le repliche fanno capire bene quale sarà la strategia di “difesa” del Tea Party: si tratta solo di un attacco politico perché facciamo paura e alle prossime elezioni di Midterm possiamo essere fondamentali per battere il Partito Democratico.
Con malizia, fanno notare che la Marcia di Ottobre si svolgerà a pochi giorni dalle elezioni. Niente di politico, è la controreplica della Naacp. Il razzismo, nel Tea Party, esiste dalla sua fondazione.
Non solo questa associazione lo ha denunciato. Spesso, nei mesi scorsi, membri del movimento sono stati coinvolti in polemiche. Come è accaduto a Rand Paul, astro nascente della politica nazionale e aspirante senatore del Kentucky, contro il quale si è alzato un fuoco di sbarramento nello scorso maggio quando aveva attaccato la legge sui diritti civili del 1964. “Io apprezzo quel provvedimento - aveva affermato - ma il governo non può imporre a dei privati, a dei proprietari, chi devono e chi non devono servire nei loro locali”.
Il riferimento è al regime discriminatorio che negava agli afro-americani il diritto di stare negli stessi luoghi dei bianchi.
In marzo, durante una manifestazione di protesta del Tea party contro la riforma sanitaria, vennero urlati slogan razzisti contro i congressmen afro-americani. Qualcuno aveva anche un cartello con il disegno di un Barack Obama con il corpo di una scimmia.
Alcuni esponenti neri conservatori del partito repubblicano hanno fatto capolino nel Tea Party e hanno preso parte alla vita del movimento. Per loro non esiste una questione razziale, ma la necessità di opporsi al governo di Barack Obama con una forza politica che sia vitale e in grado di interpretare i bisogni di una parte della società americana.
Ma sono casi isolati. La struttura del Tea Party rispecchia un’America bianca e conservatrice che si è mobilitata contro la politica economica dell’amministrazione e contro il “pericolo” rappresentato da Obama.
Questa sembra essere la motivazione principale. La questione razziale rimane molto sullo sfondo. Per capirlo, bisogna guardare ai numeri di un sondaggio fatto dentro il movimento.
In realtà, solo per il 18%degli intervistati, affermando che il presidente abbia fatto troppo a favore degli afro-americani, ha dato una risposta che potrebbe avere un sapore razzista. Anzi. Il 58%, ha detto che la questione razziale non è il problema principale negli Usa, una percentuale molto inferiore rispetto al 75% degli americani non aderenti al Tea party che pensa invece il contrario.
Forse questa risposta nasconde la volontà dei membri del Tea Party di non svelare le carte; forse, invece, le priorità sono veramente altre.
Comunque sia, alcuni messaggi con venature razziste sono stati lanciati in questi mesi. Per gli afro-americani sono una pericolosa spia delle tensioni che esistono ancora in America.
- Martedì 13 Luglio 2010

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Commenti
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Il 13 Luglio 2010 alle 17:10 e.fumagalli ha scritto:
La vera causa consiste nel fatto che non vogliono rinunciare agli sprechi. Gli USA stanno perdendo terreno consumando più di quello che producono e il resto del mondo non ci sta più. Il tenore di vita loro, non è sostenibile, devono adeguarsi, sono obbligati ad adeguarsi.
Il 13 Luglio 2010 alle 17:58 anna.one ha scritto:
..mentre i veri razzisti vengono protetti da questa amministrazione….
http://www.youtube.com/watch?v.....VcfymOvoUo
Il 13 Luglio 2010 alle 18:27 anna.one ha scritto:
.estremamente intelligente black woman ..
http://www.youtube.com/watch?v.....re=related
..hey, non accusatemi di razzismo, non mi sono inventata nulla, questi rappresentano i leders (lefty naturalmente, tutti gli intelligenti sono repubblicani) degli african-americans…
oh, avete letto che The One non scrive i suoi discorsi, ma lo aiuta un cracker?
Il 13 Luglio 2010 alle 18:58 anna.one ha scritto:
Chi si focalizza sulla razza, sesso e classe sociale di quelli che hanno opinioni diverse sono proprio i leftards.
http://www.foxnews.com/politic.....-traitors/
Quando la sinistra smettera’ d’attaccare le persone e inizia a discutere le posizioni, vedremo quello che i lefties temono di piu’ (sta gia’ succedendo): blacks e hispanics ai tea parties.
Il 13 Luglio 2010 alle 19:03 p.a.d ha scritto:
Un nero esaltato come ce ne sono tanti. Robetta facilmente riconducibile all’ordine… sempre che Tanned President sia d’accordo, pur di non rischiare i voti “black”. Quelli dei “coyotes” bianchi che ci erano cascati, molto probabilmente li ha già persi. Lo vedremo alla verifica di metà mabìndato.
Il 13 Luglio 2010 alle 19:04 p.a.d ha scritto:
Era “metà mandato”, maledetta tastiera!
Il 13 Luglio 2010 alle 21:25 e.fumagalli ha scritto:
E’ sempre la solita storia, le pantere nere hanno appreso da quelle bianche, che erano iene.
Il 14 Luglio 2010 alle 21:40 anna.one ha scritto:
Ohhh noooooo!!! Hanno osato avere un cartello con la faccia di Hopey ed il corpo di una scimmia?! Sacrilegio!!!! Immagino e’ permesso solo averli con la faccia di Bushitler!
Ma hey, free country!
Comunque, Deroy Murdock scrive:
Io condanno il NAACP. Io lo condanno, perche’ sono ancora in attesa (aggiungo:come tutti gli americani) di vedere filmati e / o ascoltare il nastro audio che provano le loro accuse, che hanno ripetuto, che gli attivisti dei Tea Party hanno lanciato “epiteti razziali” al deputato John Lewis (D-GA) e altri membri del Congresso nero poco prima delle votazioni finali della Camera dei Rappresentanti su ObamaCare.
Quelli del Congresso erano circondati da telecamere, registratori, giornalisti, oltre a macchine fotografiche del telefono cellulare, videocamere amatoriali, videocamere digitali, video attrezzate, etc.
Come ha fatto nessuno di tali dispositivi ad alta tecnologia a riuscire a catturare chiunque che lanciava insulti razziali a questi del Congresso nero?
Se tali osservazioni sono state effettivamente pronunciate, la NAACP e i suoi alleati di sinistra le avrebbero ripetute all’infinito ( aggiungo:sui MSM, maggioranza di sinistra) per imbarazzare e umiliare i repubblicani, conservatori e il presunto movimento razzista tea party. In realta’, nessuno si e’ fatto avanti per raccogliere 100 mila dollari, il premio che Andrew Breitbart avrebbe dato per qualsiasi prova documentale che queste presunte “bombe” razziali sono mai cadute sui loro obiettivi.
Gli attacchi viziosi e infondati della NAACP sui suoi oppositori non riflettono la realta’. Piuttosto, essi confermano la paranoia del NAACP e l’aumento della sua irrilevanza.
Yep. Deroy Mordock e’ un black!
Il 22 Luglio 2010 alle 12:11 Funzionaria licenziata con l’accusa di razzismo: la Casa Bianca costretta a chiedere scusa - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Breitbart carica quel video sul blog per dimostrare che anche i membri della Naacp. sono razzisti. E’ la sua risposta alla decisione della National Association for the Advancement of Colored People di votare al congresso annuale una mozione in cui si definisce razzista il Tea Party. [...]
Il 22 Luglio 2010 alle 21:39 anna.one ha scritto:
Il Daily Caller ha un bell’articolo sulla Jurnolist, smaschera i giornalisti che invece di fare il loro dovere hanno imbrogliato il popolo americano che ora si trova con un incompetente come presidente il quale, vedendo come sta perdendo l’approvazione del popolo, tira in ballo la “razza”.
http://www.youtube.com/watch?v.....r_embedded
Il 23 Luglio 2010 alle 0:06 Circolo Luce Del Sud » Funzionaria licenziata con l’accusa di razzismo: la Casa Bianca costretta a chiedere scusa ha scritto:
[...] Breitbart carica quel video sul blog per dimostrare che anche i membri della Naacp. sono razzisti. E’ la sua risposta alla decisione della National Association for the Advancement of Colored People di votare al congresso annuale una mozione in cui si definisce razzista il Tea Party. [...]
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