
Nonostante le dichiarazioni ottimistiche dei comandi alleati le forze di sicurezza sono ancora lontane dall’essere affidabili e in grado di rimpiazzare le truppe internazionali nella lotta ai talebani. L’ultimo scoraggiante quadro della situazione è stato reso noto dal giornale britannico The Independent che, citando un recente rapporto del Pentagono, riferisce di corruzione dilagante, assenteismo e pesante infiltrazione talebana tra i ranghi di esercito e polizia di Kabul.
L’infiltrazione talebana nelle Afghan Security Forces non è una novità ma il problema è esploso nuovamente nei giorni scorsi dopo l’ennesima uccisione di militari alleati da parte di soldati afghani filo-talebani. Come ha confermato il governo britannico tre soldati di Sua Maestà sono stati uccisi e quattro feriti durante un pattugliamento nella provincia di Helmand da un soldato afgano, ora ricercato.
Un quadro desolante, quello dell’affidabilità delle forze di Kabul, specie a fronte dei miliardi di dollari spesi in questi anni per l’addestramento delle truppe afghane, che spiega in parte la decisione del comandante alleato, il generale David Petraeus, di arruolare su vasta scala le cosiddette “forze di sostegno”, milizie di villaggio su base tribale per strappare il controllo del territorio ai talebani nelle aree a maggiore presenza di insorti.
Milizie non desiderate dal presidente Hamid Karzai che teme la “feudalizzazione” del Paese con numerosi gruppi armati che possono rivendicare diritti presso il governo di Kabul in cambio della sicurezza che offrono su scala locale. Per Karzai le milizie saranno “una forza che sarà solo vista come una milizia privata”.
Il Washington Post ha riferito di accese discussioni tra Karzai e Petraeus, il generale che intende replicare in Afghanistan il successo ottenuto in Iraq armando le milizie sunnite della provincia di al-Anbar. Il programma di arruolamento delle “forze di sostegno” verrà discusso alla Conferenza di Kabul del 20 luglio, alla quale parteciperanno i ministri degli Esteri di decine di paesi, fra cui Usa e Italia, e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.
Le prime milizie di autodifesa vennero costituite l’anno scorso nelle province di Wardak e Logar, a sud di Kabul, e altre sono state attivate dagli statunitensi a Kunduz, nel nord del Paese con il compito di precludere l’accesso ai villaggi ai talebani. Compiti di difesa che dovrebbero rendere disponibili più truppe della Coalizione per le manovre offensive mentre gli scontri “tra afghani” potrebbero far diminuire il numero di civili uccisi per errore dagli alleati.
Secondo il rapporto dell’organizzazione Afghanistan Rights Monitor tra gennaio e giugno sono morti 1.074 i civili e 1.500 sono rimasti feriti: 661 sono stati uccisi dai talebani, 210 dalle forze alleate mentre 108 sono stati colpiti per sbaglio dalle forze afghane e 95 sono morti per mano di uomini delle compagnie di sicurezza private.
- Mercoledì 14 Luglio 2010

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Commenti
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Il 14 Luglio 2010 alle 13:21 stanko ha scritto:
Mentre la situazione sul campo si complica in ogni modo possibile, le forze della coalizione continuano a segnare il passo.
Per ora il mini “surge” italiano non ha dato alcun frutto.
Anzi, dalla partenza della Folgore, sembra essersi ridotta la capacità di operare sul terreno. Non prendiamo più l’iniziativa. Si è ridotto il movimento e il raggio d’azione delle nostre pattuglie. Sono sì aumentate le basi di rischieramento, ma solo per restarci rinchiusi dentro! Gli elicotteri vengono movimentati il meno possibile e, meno che mai, a favore delle unità operative FS.
In compenso l’affollamento dei compounds sta cominciando a creare problemi di convivenza. Si è prontamente provveduto ad emanare direttive restrittive minacciando denunce e rimpatri per gli inadempienti…
Ma facciamola finita.
E’ tornata l’ora di uscire e riprendersi il controllo del territorio!
FOLGORE!!
Il 14 Luglio 2010 alle 16:39 anna.one ha scritto:
hmmmmm…
http://www.breitbart.tv/ambass.....ghanistan/
Il 14 Luglio 2010 alle 21:32 e.fumagalli ha scritto:
E se tornassero a casa? Le ultime da noi pare che il sopravvento lo abbia la mafia, 300 arresti a Milano. Dell’Afghanistan ce ne siamo fregati fin’ora e possiamo continuare a farlo risparmiando.
Il 15 Luglio 2010 alle 14:24 e.fumagalli ha scritto:
Non è una novità, John Bolton lo disse prima dell’insediamento di Obama e sconsigliava l’invio di nuove truppe. Che l’abbia azzeccata?
Il 15 Luglio 2010 alle 23:04 pasalaam ha scritto:
Tutti a casa, al più presto.
Il 16 Luglio 2010 alle 11:14 p.a.d ha scritto:
Sì, secondo me è ora di lasciarli a cuocere nel loro brodo!
Visto anche che fra i riconoscentissimi civili, che apprezzano molto gli aiuti sotto ogni loro aspetto, c’è una sorta di “inerzia” e di assuefazione che propende più all’assistenzialismo che alla partecipazione attiva degli stessi nel risolvere la situazione. Tipicamente molto “italo-meridionale”, come comportamento… sarà la latitudine…
Troppo comodo farsi rimboccare le coperte ogni sera dagli Alpini!
È ora che si arrangino, così capiscono la differenza tra l’avere delle forze alleate a protezione ed il non averle.
Quando veranno nuovamente “talebanizzati” a suon di imposizioni e torture, capiranno che oltre ad usufruire della protezione dell’ E.I. ed altri sarebbe stato opportuno interagire con essi.
Come cercare di “demafiosizzare” Gela proteggendo ed al contempo sperare nella partecipazione della popolazione!
Meglio lasciarli al loro destino, visto che in gran parte se lo sono “costruito”…
Il 16 Luglio 2010 alle 15:40 e.fumagalli ha scritto:
Pertanto i taliban privilegian i maschi e non le donne quindi al maschio afghano della “democrazia” glie ne frega un tubo, secondo sono a casa loro e lo straniero armato non garba a nessuno. Terzo scemi non sono, sanno che la “democrazia” (che non c’è) è solo libera rapina delle loro ricchezze e a loro non ne viene niente, (vedi Africa e sud America) chi glkie lo fa fare, arriverann incinesio e le cose camberanno, gli indizi ci sono, la Cina con i capi “federali” del luogo, accordi li ha già. Ciao, ciao USA con le tue muptinazionali. E noi cretini a tenergli il cero.
Il 16 Luglio 2010 alle 16:41 anna.one ha scritto:
L’amministrazione Bush in Afghanistan proteggeva gli interessi fondamentali degli USA dopo il 9/11. Lo scopo era di distruggere il Taliban e Al Qaeda che usavano come base la nazione per lanciare i loro attacchi terroristici.
Il secondo obbiettivo era quello di prevenire l’instabilita’ del paese che avrebbe coinvolto anche il Pakistan dove esiste il Taliban paki, il governo Karzai in Kabul, malgrado tutte le sue pecche provvedeva a cio’.
L’obbiettivo non era ricostruire l’Afghanistan, dove il problema non e’ economico ma ideologico.
L’ambasciatore Bolton prevede la sconfitta causa la: “…overall view of this amministration”.
Se gli italiani pensano che non siano affari che li riguardano, che il terrorismo islamico radicale per loro non e’ una minaccia, farebbero bene a ritirarsi e, naturalmente, ripensare la loro membership nella NATO.
Il 16 Luglio 2010 alle 16:56 anna.one ha scritto:
Esattamente, anche il troll, senza saperlo, conferma il fatto che gli USA non andarono in guerra in Afghanistan per fregargli le risorse, come non andarono in Iraq per fregare l’oil di Saddam.
Nessuna mira imperialista, solo sconfiggere il nemico, ricostruire il paese con i soldi dei taxpayers americani e lasciare l’Iraq in condizioni migliori di come lo avevano trovato.
Questo e’ una pecca secondo me, degli americani, solo loro pagano quello che “rompono”.
Infatti, in Iraq le “multinazionali” americane hanno meno del 10% dei contratti, mentre chi non ha speso un dindino o una goccia di sangue, Francia, China e Russia, alleati di Saddam, stanno facendo affari d’oro. In Afghanistan e’ la stessa storia con la China.
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