
Muro crivellato di colpi dai narcos (Credits: TheGirlsNY)
E’ il decimo giornalista prima sequestrato e torturato e poi barbaramente ucciso dall’inizio dell’anno. Il Messico continua a contare i suoi morti in una guerra spietata dove sono le disumane leggi del narcotraffico a farla da padrone.
Marco Aurelio Martinez Tijerina, 45 anni, era giornalista della radio regionale La Tremenda e corrispondente della famosa tv Azteca nella città di Montemorelos, nello Stato di Nuevo Leon. Con la sua morte ha innalzato le stime che vedono il Messico il Paese attualmente con più alto numero di giornalisti morti ammazzati.
Secondo Reproters sans frontières dal 2000 ne sono stati uccisi 67 mentre dal 2003 11 risultano scomparsi nel nulla, ovvero desaparecidos. Inevitabili le reazioni della Fundalex, la Fondazione per la libertà di espressione messicana all’ennesimo omicidio. “E’ il nostro decimo lutto e l’anno non è ancora finito. E il problema è che quasi tutti questi casi restano impuniti”.
Ormai, insomma, il Messico sembra essere diventato un mattatoio senza fine. I giornalisti vengono fatti fuori perché il mercato della droga non si può permettere parentesi di libertà e di giudizio. Un mercato sempre più florido e spietato.
Le ultime immagini dell’orrore arrivano da Matamoros, una città alla frontiera con gli Stati Uniti. Qui, in strada, sono stati trovati dodici cadaveri. Si tratta di uomini dell’età compresa fra i 20 e i 35 anni, tutti giustiziati con armi di grosso calibro. Matamoros si trova nello stato di Tamaulipas: Tamaulipas è lo stato in cui il 28 giugno scorso, a sei giorni dalle elezioni, era stato ucciso un candidato governatore: Rodolfo Torre Cantu.
- Giovedì 15 Luglio 2010

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Commenti
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Il 15 Luglio 2010 alle 23:36 e.fumagalli ha scritto:
Sembra incredibile come l’uomo dotato di intelligenza, non ci arrivi a capire che ci sono cose impossibili da realizzare per ipocrisia ma semplicissime con l’uso dell’intelligenza, come la droga e la prostituzione. Basterebbe legalizzarla e tenerla sotto controllo farmaceutico. Cadrebbe l’interesse del contrabbando e lo sfruttamento con la tratta delle bianche o nere. Lo conferma il proibizionismo degli anni 30, servì solo a trasformare la mafia da miserabili sfruttatori in potenti milionari ,come ad esempio la dinastia dei Kennedy. Può anche darsi che la liberalizzazione aumenti gli intossicati, non è provato, di certo non ci saranno vittime per dosi tagliate male e guerre di droga. Forse ne soffre l’industria delle armi che con la droga va a braccetto, ma poco male, si può fare altro di più utile. la cosa certa che i drogati non diminuiscono, anzi il proibito attira i deboli.
Il 16 Luglio 2010 alle 14:57 indigesto ha scritto:
Magari metterla sotto i Monopoli di Stato, come le sigarette! Così sapranno anche, i consumatori, che per ogni campagna antidroga seguirà l’aumento del prezzo, come sta accadendo in questi giorni giusto per le sigarette. No, creerebbe un maggior numero di drogati come per l’alcool (sul quale lo Stato prende fior di tasse) che ha visto aumentare in percentuale il numero degli alcolisti. Sono altri i provvedimenti seri che uno Stato serio dovrebbe prendere. Ci sono i gangsters che si arricchiscono? Mettiamoli in galera a vita! Non è che per far dispetto a loro ci si debba tagliare le xxx!
Il 16 Luglio 2010 alle 23:56 pasalaam ha scritto:
Per una volta sono perfettamente d’accordo con Fumagalli. Il problema della droga é identico a quello creato dal proibizionismo. Ci sono troppi soldi in gioco e gli stati sono i primi a lasciarsi corrompere.
Inoltre, la guerra alla droga, giustifica tutte le derive autoritarie.
Gli stati ci guadagnano due volte: incassano i soldi e promulgano le leggi.
Non la legalizzeranno mai. Purtroppo
Il 17 Luglio 2010 alle 1:55 e.fumagalli ha scritto:
Morto un papa se ne fa un altro, con i gangster via uno ne sorgono 10, se poi ci si mettono pure i Generali dei ROS.
Paolo, questo blog ha preso l’andazzo della velocità colombiana: Lento, mas lento, parado. Per valutare un commento impiegano due giorni, sono cosi mal messi per averne uno part time, 5 minuti al giorno, oppure sono troppi e vanno ai voti. Tutto sommato prima era più brillante ora un mortuorio. Che pena.
Il 17 Luglio 2010 alle 12:23 e.fumagalli ha scritto:
Sul blog si fanno incontri strani che incuriosiscono. Ad esempio sarei curioso di sapere quanto c’è di rosso nelle idee di un avversario che si è espresso ad uno che di idee ne ha ben poche. Solo per un amichevole scambio di opinioni. Premetto che contrariamente a quanto si crede, rispetto tutte le idee, non sopporto ostinata propaganda menzoniera dando più credito a ciò che si vede che a quello che si legge, salvo che rientri in una logica che chiarisca il perché. Se interessato (non morde)
Il 17 Luglio 2010 alle 12:29 e.fumagalli ha scritto:
Il moderatore è in grado di spiegare il perché cancella gli indirizzi elettronici? E’ per xxx o un divieto di legge che proibisce contatti diretti tra bloggisti. xxx.
pasalaam, il mio email è ( fumin at libero.it)
Il 17 Luglio 2010 alle 15:41 e.fumagalli ha scritto:
L’osservazione allo xxx, è che le ID criptate degli amici le passa le altre le cancella. xxx. Paolo questi sono complimenti, non cancellarli. Sono per il moderatore xxx.
Il 18 Luglio 2010 alle 0:15 e.fumagalli ha scritto:
Preciso, cancellalo pure il commento, non è per il pubblico.
Il 18 Luglio 2010 alle 23:28 pasalaam ha scritto:
Fermo restando che sono convinto che gli stati siano i primi beneficiari del traffico di droga, per le ragioni che ho già ventilato prima, vorrei “spezzare una lancia” in favore dei mercanti di armi.
Anche nel loro caso, é il paese che li autorizza ad esercitare la loro attività che ne trae tutti i vantaggi.
Bisogna sapere che per ottenere una licenza per il commercio di armi (non da armaiolo) occorre aver un numero gigantesco di autorizzazioni che sono rilasciate: dal ministero dell’interno, dai servizi di segreti, dal ministero degli affari esteri e dalle forzee armate.
Fatto questo, il mercante d’armi, deve anche ottenere le stesse autorizzazioni da parte del paese venditore e dal paese compratore. È quindi evidente che i tre paesi devono scambiarsi le informazioni ed essere consenzienti.
In più, il mercante deve pure ottenere un certificato “end user” che garantisce che il materiale che ha venduto sarà usato nel paese di destinazione, dunque non esportato clandesinamente verso un paese sotto embargo.
Senza entrare nei dettagli, é chiaro che SOLTANTO gli stati possono rilasciare i documenti necessari ed il mercante non è che un intermediario, da far saltare in caso di problemi, per salvare la faccia.
Quindi, che il denaro della droga possa servire a comprare armi, è possibile. Che possa servire a comprare armi è pure possibile, ma l’istigatore ed il colpevole è sempre e comunque lo stato (nda a mio avviso assolutamente no, impossibile escludere il mercato nero delle armi in cambio di droga senza alcun permesso statale, di servizi, ecc).
Se non mi moderano questa …! (nda: la mia moderazione si limita a censurare gli insulti e a rispondere con brevi nda quando voglio precisare, lo faccio direttamente nei post di ognuno non per volere sminuire i vostri ragionamenti ma per rapidità)
Il 19 Luglio 2010 alle 0:29 e.fumagalli ha scritto:
Credo che effettivamente il blog sia cambiato radicalmente, è mia impressione. nel senso che i commenti no vengono più visionati da pirlotti interni ma lasciati al giudizio dei giornalisti. Noto che chi in spiaggia o occupata in altre faccenda, del blog proprio non si interessa, Paolo Manzo in effetti è l’unico che ne prende visione e anche se un po troppo “puritano” (dire che ti sei fatto toro da manzo non era da censurare, dai Boss, siamo mica in chiesa, anche se li ne succedono di belle) (nda come vedi questa volta lo lascio passare, perché è persino divertente e l’essere considerato “puritano” mi fa pure piacere … ;) In generale e lo inserisco qui per comodità ma vale per tutti i membri di questa comunità quando censuro lo faccio vs o insulti secchi o a frasi insultanti o con senso insultante nei confronti di altri partecipanti alla discussione. Insomma, si può far fare la figura di cioccolataio al nostro “nemico” (ideologico, commerciale, politico, ecc) senza per forza di cose essere scurrili)
Il 19 Luglio 2010 alle 0:39 pasalaam ha scritto:
Forse mi sono spiegato male, ma mi pare che diciamo la stessa cosa ” il mercato delle armi non può esistere senza il consenso, magari tacito, degli stati coinvolti”
Se ho mal compreso, mi farebbe piacere avere una spiegazione. (nda eccomi qui, per quanto possa valere la mia opinione: siamo d’accordo se intendi il “consenso di parti dello stato, doganieri, poliziotti, politici corrotti, uomini dei servizi deviati, ecc”. Dire in generale il consenso latu sensu degli stati coinvolti, invece, non mi trova d’accordo)
Per la moderazione, scherzavo, i suoi commenti sono la prova che le interessa
quello che scriviamo, personalmente, mi fanno piacere.
Cordialmente
Il 19 Luglio 2010 alle 4:03 e.fumagalli ha scritto:
Bene, chiarito il concetto che chi vende armi a rivoluzionari non può avere consensi o autorizzazioni ufficiali e si arrangia, come d’altra parte si arrangiano i narco trafficanti che non usano bolle doganali. Come sia finito a Naple, nel Magdalena di Escobar, un carro armato USA proveniente da Israele e altre armi USA, non da caccia,lo dimostra che tutto è possibile. Va anche fatto sapere che wikipedia, enciclopedia spiccia o veloce, fu fondata da Wikimedia Foundation USA e pertanto le versioni in lingua diversa, da esse derivano. Ora che sia tanto americanizzata non vi sono dubbi, non fa storia ma che sia propaganda del Kremlino è da escludere. Pertanto chi si crede detentrice di verità in assoluto, probabilmente deluderà Nicola Russo che in fondo è un semplice che crede in una veneta svampita. Nicola, quella ne sa più di wikipedia e tu credevi fosse una fata, xe veneziana e pure venduta al nemico, sa quattro parole d’inglese e le sbandiera in continuazione ma la sua specialità e lavaggio pavimenti, piatti e pulitura vetri. Pensa che l’inglese, lo sanno persino i bambini, in Inghilterra e più di loro i cinesini, cosi piccoli che parlano già il cinese. Ma ci pensi che fenomeni.
Il 19 Luglio 2010 alle 4:18 e.fumagalli ha scritto:
Paolo, sai che a Trenton, nel New Jerey c’è un tacchino che per fare il bullo con una presunta conquista mediatica, dice di andarsi a fare 10 chilometri di corsa, con uno zainetto di 15 Kg., tutte le giornate, di notte lavora, guardiano di non si sa che. Fu avvertito che trattavasi di scherzo altrimenti si lasciava prendere per il naso fino a chissà dove. Ora non lo vedo più, faceva solo gargarismi e ci informava di che mangiava, fagioli per lo più. Non sapeva fare altro che versacci e dice di essere laureato, mi sa che non glie ne passi una.
Il 3 Settembre 2010 alle 10:14 La cattura di Edgar Valdez, un passo decisivo nella lotta ai narcos messicani - L’ANALISI - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] nell’inferno di Ciudad Juárez, il chiuso per narcos di Chihuahua, rapimenti e omicidi di giornalisti. Insomma, una lista degli orrori che neanche in [...]
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