
Cinesi al trucco (Credits: LaPresse)
Le donne cinesi hanno un ideale di bellezza difficile da raggiungere. Un recente sondaggio condotto dal portale sina.com ha confermato quali sono i criteri cui debbono conformarsi. Innanzitutto, l’altezza: almeno un metro e settanta. Poi, la magrezza – estrema, per i cinesi una bella donna deve essere pressoché diafana. Infine, la pelle, liscia e chiara. A questi tre criteri fondamentali si aggiungono un viso ovale, un naso leggermente pronunciato, degli occhi grandi (da cerbiatta, si direbbe dalle nostre parti) contornati da palpebre visibili.
Si tratta, però, di caratteristiche estranee al tipo somatico cinese. L’altezza media delle donne è di un metro e sessanta – e nelle regioni meridionali è anche inferiore; in molte aree il colore della pelle è più olivastro che avorio. Gli occhi delle cinesi, poi, sono spesso piccoli e a fessura, con delle palpebre che, quando l’occhio è aperto, sono quasi invisibili. I visi sono rotondi e i nasi a patata. Il risultato? Schiere di donne insoddisfatte del proprio aspetto fisico, i cui difetti vengono rinfacciati non solo da parenti e amici, ma anche da conoscenze occasionali. In Cina, infatti, non è considerato indiscreto sottolineare che la propria interlocutrice è sovrappeso o ha una brutta cera: con la conseguenza che le malcapitate si sentono ancora più brutte.
È per questo che in molte ricorrono alla chirurgia estetica, il cui volume d’affari ha raggiunto i due miliardi di euro e a cui ogni anno si rivolge un milione di persone. Gli interventi più diffusi sono quelli orientati a dare volume al naso e a ritoccare la forma degli occhi, ma non manca chi fa modificare guance e mento per avere una faccia meno tondeggiante. In omaggio ai modelli occidentali, inoltre, è cresciuto parecchio il numero delle donne che chiedono di accrescere il volume del seno (in Cina, le maggiorate sono più uniche che rare). Non solo: c’è un’attenzione spasmodica ad evitare che il sole possa colorire la pelle, col risultato che anche nelle giornate di sole le strade sono piene di ombrelli, e diete, prodotti dimagranti e sbiancanti vanno per la maggiore. L’ultima novità sono delle lenti a contatto larghe, che allargano l’apertura dell’occhio e lo fanno sembrare più grande. Insomma, anche in Cina le donne sono vittime dell’immagine che vedono riflessa nei loro specchi…
- Giovedì 15 Luglio 2010

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Commenti
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Il 16 Luglio 2010 alle 16:46 indigesto ha scritto:
La donna, si sa, è vanitosa per natura. La natura l’ha posta in cima alla scala dei desideri maschili proprio per rigenerarsi. Nulla vieta alle belle e facoltose cinesi tendere a diventare sempre più belle, non importa secondo quale canone e se col ricorso alla chirurgia plastica. Un pensiero di solidarietà va a quelle che non possono per questione economica accedere alle cure dei chirurghi e a quelle che non possono proprio perchè la chirurgia non può sempre fare miracoli. Si consolino le belle e perfette per..grazia ricevuta! Saluti.
Il 16 Luglio 2010 alle 20:11 e.fumagalli ha scritto:
Luna , tu risplendi come il sole tra tato pallore, pensa che da noi ora fanno a gara a chi diventa più nera. Chissà che il tuo articolo non apra gli occhi a qualcuno che considera la Cina un paese in sfacelo, scommetto che neppure gli USA hanno tanti interventi chirirgici per bellezza, quindi non se la passano poi tanto male, vero? Chiaro che ci sono zone buie, ma pure negli USA non è tutto oro, anzi, solo per bilanciare i piatti. Faccio un’osservazione, non è la natura che ne ha fatto della donna il simbolo del bello, è l’uomo, in natura, l’esemplare simbolo il più bello, è il maschio. Le femmine modestine e incolori, questo per il semplice motivo che è più importante la femmina che il maschio e quindi oltre a mimetizzarsi meglio, passa inosservata il maschio è più visibile, perso uno non cambia niente per la femmina è diverso, è lei che procrea e difende la prole, in generale, quindi più utile. Solo l”intelligenza” dell’uomo la considera meno importante Se bacchettone poi, sbava per libidine. Quindi il dotto toppa in tutto non sa nemmeno che ci fa al mondo. Non sono tanto lontani i tempi in cui si fasciavano i piedi alle bambine torturandole ci voleva Mao per definirle l’altra metà del cielo. Per me siete tutto il cielo o meglio il mondo. Ci salva il plurale singolo, orgoglio maschile la cui cima è simbolo della sua testa, sai quanti ce ne sono.
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