- Tags: bazar, bazarì, il mio iran, Mahmoud Ahmadinejad, Mussavi, Rafsanjani
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(Credits: Ansa)
A Teheran i bazarì stanno facendo sciopero per la seconda settimana consecutiva. A far infuriare i mercanti di tessuti, oro, gioielli e tappeti è l’aumento delle tasse deciso dal governo. Un aumento non da poco, visto che c’è crisi e visto che l’aumento è del 70%.
Dovrebbe colpire le corporazioni storiche, i bazarì appunto. Sembra essere servito visto che l’aumento è stato ridimensionato al 15%. Ma i mercanti sono ancora arrabbiati perché lo scorso giovedì la polizia e gli agenti in borghese sono intervenuti per obbligarli a riaprire i battenti.
Intanto, per dare l’impressione che nulla sia successo le autorità hanno dichiarato che domenica e lunedì tutte le attività sarebbero state chiuse. Il pretesto sarebbe il caldo: se si dichiarano quei due giorni festa nazionale la gente non va a lavorare, non si accendono i condizionatori e non si consuma tanta elettricità. Ma a Teheran c’è chi fa notare come il caldo sia del tutto normale per questo periodo dell’anno. E come il problema, quello vero, sia piuttosto la rabbia dei mercanti abbinata ai frequenti blackout .
Il problema è anche un altro: dopo la fine del conflitto contro l’Iraq (1988) i reduci della guerra hanno cercato di trovare una sistemazione nel sistema economico e politico del Paese. Sono tantissimi i pasdaran che oggi hanno un ruolo nell’economia nazionale e questo fattore ha ridimensionato il peso storico del bazar, che oggi conta meno di un tempo.
Inoltre, i bazarì non sono un gruppo coeso e si fanno sentire solo quando sono toccati nei loro interessi. Per il resto sono un gruppo eterogeneo nelle attività economiche e nelle inclinazioni politiche: l’anno scorso qualcuno faceva il tifo per il presidente in carica Mahmoud Ahmadinejad e tanti altri per lo sfidante Mussavi, mentre molti preferivano non impicciarsi di politica.
Certo è che di questi tempi molti rimpiangono l’epoca di Rafsanjani, ovvero l’era della liberalizzazione economica. Quando il mercato la faceva da padrone e a nessuno sarebbe mai venuto in mente di aumentare le tasse del 70%. Forse questo incremento drastico e lo sciopero del bazar potrebbe – per una volta dopo tanti anni – rendere più affiatato questo gruppo sociale.
- Giovedì 15 Luglio 2010

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Commenti
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Il 15 Luglio 2010 alle 14:12 e.fumagalli ha scritto:
La notizia è sensazionale ma non completa. Risulta che le entrate del governo fossero solo dovute al ricavo dal petrolio, e tasse quasi nulle, quindi se su mille si pagava uno e ora 70 è si un aumento del 70% ma in realtàè è un 7% e la cosa cambia aspetto.Il Rafsanjani, pare sia ricchissimo e non proprio gradito da Ahamanedinejad in quanto lui combatteva sul fronte irakeno mentre l’altro accumulava ricchezze. é pure priprietario di un’autostrda in Canada, il buon Rafsanjani, che facciamo, la chiudiamo per le sanzioni o ne sequestriamo gli introiti? Che fa Obama, boicotta il Canada? Sarà una repubblica islamica, ma non di certo una dittatura comunista, anche in Iran a piangere sono sempre e solo i poveri, i ricchi mai. Ahmanedinejad non è un simpaticone ma qualcosa per i poveracci ha fatto, lui poi vive modestamente, spartanamente se non erro, è la stessa cosa per i turbanti, bianchi o neri? Com’è poi finta quella storia dei capitali di quei clerici che presero la via dell’estero, anche in Iran pensano allo scudo fiscale, quello del cilindro e cappello del nostro mago Tromboni (più o meno)o Trecolline.
Il 15 Luglio 2010 alle 23:41 pasalaam ha scritto:
Dov’é finito il cargo di gheddafi che doveva sfondare il blocco di gaza?
Eoici talibani!
Il 16 Luglio 2010 alle 13:03 indigesto ha scritto:
Credo, gentile Professoressa, che l’aumento della tasse derivi, nello specifico, dai ridotti introiti statali, che al momento è difficile quantizzare, dovuti in qualche modo alle sanzioni in atto. Non ci sarebbe molto di che ridire, tranne ovviamente che per la categoria colpita con mano pesante, se non conoscessimo tutta la storia.
Nemmeno a dire che tutte le merci in commercio nei Bazar iraniani siano da considerare voluttuarie. Sicuramente tuttociò contribuirà ad elevare ulteriormente anche i prezzi dei prodotti di maggior consumo. Legittimo, dunque, il risentimento della categoria del Bazarì, che sicuramente trarrà, da questo, motivo di maggiore aggregazione. Di conseguenza il risentimento affiorerà nella popolazione tutta, e qualcosa prima o poi cambierà; in meglio, ce lo auguriamo. Saluti.
Il 18 Luglio 2010 alle 23:00 pasalaam ha scritto:
Molti rimpiangeranno forse, l’epoca di Rafsanjani, sarebbe bello sapere quanti rimpiangono l’epoca di Reza Pahlavi.
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