
(Credits: Ufficio PI RC-West)
Nei prossimi sei mesi l’Italia spenderà di più per finanziare la missione militare in Afghanistan ma ridurrà i costi degli altri impegni oltremare per non far lievitare la spesa complessiva delle cosiddette “missioni di pace” . Il decreto legge 202/2010 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 luglio stanzia per il secondo semestre 364,7 milioni destinati al contingente in Afghanistan.
Denaro che unito ai 310 milioni resi disponibili nel primo semestre vede una spesa annua di 675 milioni, 75 in più di quanto speso nel 2009 resi necessari dall’invio di 700 rinforzi a Herat che portano il contingente a 3.950 militari.
In calo invece le spese per la missione Unifil in Libano dove con la riduzione in un anno da 2.470 a 1780 militari ha reso necessari solo 118,5 milioni che portano gli stanziamenti per l’anno in corso a 259 milioni, 41 in meno di quanto speso nel 2009.
Meno soldi anche per la partecipazione alla missione Nato in Kosovo che, grazie al previsto ulteriore dimezzamento del contingente (da 1.200 a 650 militari contro i 2.200 di un anno fa), ha ricevuto stanziamenti per soli 59 milioni nel secondo semestre 2010 contro i 70,7 milioni del primo semestre e i 97,5 milioni del primo semestre 2009. La missioni in Kosovo costerà quest’anno 130 milioni contro i 165 dell’anno scorso.
Tagli anche ai costi della partecipazione alla missione europea “Althea” in Bosnia per la quale il decreto legge stanzia 10,5 milioni per il secondo semestre 2010 contro i 14,5 milioni del primo semestre 2010 ed i 17,9 milioni del primo semestre 2009. Un costo annuo di 25 milioni contro i 30 dell’anno scorso ottenuto riducendo il già scarno contingente italiano a Sarajevo che passerà da 170 a 30 unità.
Diminuiscono i finanziamenti anche per la partecipazione di militari italiani alle attività di addestramento delle forze armate irachene: nel secondo semestre 2010 sono stati stanziati 3,9 milioni contro i 5,4 del primo semestre 2010. Drastico il calo per la partecipazione di personale della Guardia di Finanza alla missione in Libia che passa dagli 8,2 milioni del primo semestre 2010 ai 2 milioni del secondo semestre.
Infine scompare il supporto italiano alla missione dell’Onu in Darfur (Unamid) per la quale la spesa scende dai 5,5 milioni del primo semestre ai 128 mila euro del secondo semestre. Le riduzioni di spesa su quasi tutte le missioni consentono di coprire i crescenti costi della missione afghana, prioritaria per il governo, senza aumentare l’impegno finanziario complessivo annuale per le operazioni all’estero che resta intorno a 1,5 miliardi di euro. Una cifra che, con l’attuale tendenza, pare destinata a subire una contrazione l’anno prossimo.
- Venerdì 16 Luglio 2010

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Commenti
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Il 16 Luglio 2010 alle 15:02 e.fumagalli ha scritto:
Ottimo investimento, andremo tutti in villeggiatura in Afghanistan, qui navighiamo nell’oro.
Il 19 Luglio 2010 alle 21:38 pasalaam ha scritto:
Certo che viene da chiedersi cosa ci stiamo a fare. Gli afgani ci odiano, il loro governo ci frega i soldi, gli italiani se ne sbattono.
La cosa migliore da fare sarebbe andarsene, chiudere la porta dietro di sé e buttare la chiave.
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