- Tags: ambiente, BP, Golfo del Messico, marea nera, petrolio
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(Credits: Epa/Bevil Knapp)
Ancora brutte notizie per la Bp: gli ingegneri del colosso petrolifero hanno individuato un’altra fuoriuscita di greggio sul letto oceanico vicino al pozzo Macondo: e adesso il timore è che la fuga sia dovuta alla cupola di contenimento collocata la scorsa settimana sul pozzo danneggiato della Bp.
L’annuncio è stato dato domenica notte dalle autorità statunitensi le quali, molto preoccupate, hanno chiesto all’azienda britannica di accertare la situazione e tenersi pronta alla riapertura del pozzo appena sigillato.
Poche ore prima l’azienda britannica si era detta ottimista sul funzionamento del dispositivo che ha contribuito a sigillare il pozzo dal quale, da settimane, fuoriesce petrolio nel Golfo del Messico. In serata tuttavia il governo ha diffuso una lettera dell’ex ammiraglio della Guardia Costiera Ted Allen, responsabile statunitense della pulizia, indirizzata a Bob Dudley, capo delle operazioni in loco della Bp, nel quale si fa riferimento a una nuova perdita e ad altre “anomalie” di natura sconosciuta. “Vi invito pertanto a fornirmi al piu’ presto una procedura scritta per riaprire la valvola (del pozzo Macondo), qualora la fuoriuscita di idrocarburi presso il pozzo fosse confermata”.
La Bp ha installato la scorsa settimana un’enorme campana sull’orifizio da cui fuoriesce greggio nel mare e che, da giovedì, funziona come una specie di tappo. Da giovedì l’azienda sta realizzando anche i test di pressione per verificare se il pozzo sia in buono stato.
Allen ha fatto notare che i livelli di pressione sono inferiori al previsto e ha esortato a capire i motivi. Le cause, ha spiegato, potrebbero essere due: o è diminuita la quantità di petrolio nel pozzo o ci sono potenziali fughe dovute a danni nella struttura. Il timore del governo Usa è che il tappo possa spingere il petrolio a defluire da altri punti se la struttura del pozzo è fragile. (AGI)
- Lunedì 19 Luglio 2010

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Commenti
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Il 19 Luglio 2010 alle 12:52 Panorama News 19 luglio 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Leggi e commenta l’articolo… [...]
Il 19 Luglio 2010 alle 17:54 indigesto ha scritto:
Si era parlato di realizzare altre perforazione in vicinanza del pozzo che perde, nel tentativo di ridurre la pressione di gas misto a petrolio contenuto nell’alveo sottomarino, ma non se ne è saputo più nulla. Come pure non si è capito se, tra le varie tecniche prese in esame, sia stato considerato di perforare in quel punto con tubazioni di maggior diamento che inglobassero in maniera concentrica la tubazione danneggiata. Certo, a dirlo è semplice; il solo tempo per approntare le tubazioni e modificare le macchine, a parte qualsiasi altro inconveniente, richiede tempo. Ma di tempo ne è passato tanto, anche troppo. Oltretutto ci si è messa di mezzo anche al sfortuna, se è vero che il peso della campana ha spinto la fuoriuscita in altra direzione. Bisogna aver pazienza e confidare nell’ingegneria della BP, a questo punto.
Il 21 Luglio 2010 alle 18:08 Bp, in arrivo numerosi libri sul disastro. Reportage o sciacallaggio? - Libri - Panorama.it ha scritto:
[...] rocambolesco susseguirsi di tentativi, annunci precipitosi, mea culpa e tappi che non tappano, la piattaforma BP non smetterà presto di sputare petrolio appiccicoso. Per una persona mediamente informata e di [...]
Il 22 Luglio 2010 alle 12:15 Notizie dai blog su Marea nera: c’è un nuovo allarme, si è aperta un’altra falla. ha scritto:
[...] Marea Nera: nuova fuoriuscita di petrolio (Credits: Epa/Bevil Knapp) Ancora brutte notizie per la Bp: gli ingegneri del colosso petrolifero hanno individuato un’altra fuoriuscita di greggio sul letto oceanico vicino al pozzo Macondo: e adesso il timore è che la fuga sia dovuta alla cupola di contenimento collocata la scorsa settimana sul pozzo danneggiato della Bp. blog: Panorana Mondo | leggi l’articolo [...]
Il 22 Luglio 2010 alle 13:40 p.a.d ha scritto:
La BP è una vergogna mondiale!
Ora tarocca anche le foto delle operazioni di riparazione della falla con photoshop, creando scenari inesistenti fatti di elicotteri e navi come in un film di Cameron…
Perché gli USA e gli stati del golfo non li cacciano via a pedate nelle gengive e non si rimboccano le maniche per risolvere loro il problema?
So bene che è un compito ed un costo spettante alla stessa BP, ma visti i trascorsi e gli inutili investimenti mi chiedo se a questo punto non sia meno “costoso” sotto ogni aspetto l’intervento dei “locali”…
Sono stato in Austria, questi ultimi quattro giorni, e gli impianti affiliati BP sono decisamente disertati dagli automobilisti malgrado l’imbonitura di prezzi allettanti…
Bene così. La BP dovrebbe fallire!
E poco importa se il rischio di un fallimento comporta la fine dei risarcimenti… per quello che son serviti finora!
A proposito di carburanti:
perché a 30 km dal Brennero, in piena Innsbruck, costano fino a 20 €cent (£ 400, circa, del vecchio conio!!!) in meno al litro?
Perfino le stazioni AGIP (nostre) praticano prezzi notevolmente inferiori rispetto all’Italia.
La storia delle “tasse”, in Italia, da sola non regge più!
Stazione di servizio AGIP, gasolio, € 1,129! Mah…
Stazione di servizio JET, gasolio, € 1,089! Doppio mah…
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