
Il numero dei soldati Usa che si sono suicidati è aumentato negli ultimi anni (Credits: LaPresse)
La triste contabilità dei morti non era così alta dai tempi della Guerra in Vietnam. Non dei soldati che vengono uccisi sul campo di battaglia, ma di coloro che decidono di farla finita, di togliersi la vita. Un fenomeno già molto preoccupante negli ultimi anni, nello scorso mese di giugno ha segnato il suo apice, il cupo record dei record: 32 soldati americani si sono suicidati.
Ventuno di loro erano in servizio attivo, mentre altri undici erano aggregati alla Guardia Nazionale o alle truppe di riserva. Sette di loro erano al fronte, in Afghanistan o in Iraq, mentre, in totale, ventidue di questi soldati erano stati in zona di guerra, alcuni dei quali più di una volta.
“C’è solo un motivo per cui si tolgono la vita. Per il fortissimo stress che hanno accumulato durante la loro esperienza al fronte” - ha detto il Colonello Christopher Philbrick, direttore della task force che si occupa della prevenzione dei casi di suicidio nell’esercito.
L’anno scorso erano stati 244. Quest’anno, per ora, a parte il nero record di giugno, i numeri sono leggermente lievitati al ribasso. Ma è una ben magra consolazione. L’emergenza rimane. Tanto che i vertici delle Forze Armate se ne occupano regolarmente (una volta al mese) nelle loro riunioni e teleconferenze.
Alcune linee di intervento sono state individuate: impedire che un soldato impegnato in un teatro di guerra sia “lasciato” da solo a compiere un lavoro routinario, per esempio; evitare che lo stesso militare sia mandato con troppa frequenza al fronte; capire quali possono essere i segnali d’allarme di forte stress e controllare chi fa uso dei micidiali cocktail di droga, alcool e caffeina.

Spesso è lo stress accumulato in zona di guerra a condurre al suicidio (Credits: Ansa)
Shoulder to shoulder: I will never quit on life (Fianco a fianco: non abbandonerò mai una vita) è un video che raccoglie le testimonianze di soldati che avrebbero voluto farla finita e che invece, alla fine, hanno deciso di non fare il Grande Passo.
Christopher Philbrick spera che il suo messaggio possa raggiungere i militari in difficoltà. Per limitare, visto che sarà difficile eliminare, i casi di suicidio tra di loro. La cui percentuale è di alcuni punti più alta rispetto ai “civili” . Se sono 18 su 100.00 i cittadini americani a togliersi la vita ogni anno, nelle Forze Armate questo tasso sale a 22 e addirittura a 24 su 100.000 nei marines, generalmente i più impegnati nelle zone di guerra.
Sono proprio i mesi estivi quelli a maggior rischio. E’ il periodo in cui finiscono i turni di permanenza al fronte o di riposo alla base, in patria. E’ il momento più delicato, quando ogni minimo cambiamento rischia di fare esplodere la tensione e lo stress che un militare ha accumulato durante le settimane precedenti al trasferimento.
In una recente riunione, il Generale Chiarelli - che si occupa della task force anti-suicidio - ha invitato i suoi sottoposti ad imparare la lezione dai casi di suicidio che hanno avuto nelle loro unità. Lo stato maggiore, oltre al filmato, ha anche provveduto a realizzare un kit di strumenti per la prevenzione al suicidio da distribuire agli ufficiali comandanti.
Ma nonostante tutti questi sforzi, i soldati continuano a togliersi la vita. Lo stress della guerra, del combattimento, della cose viste, del sentirsi in completa balia degli eventi è troppo forte per alcuni di loro.
- Lunedì 19 Luglio 2010

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