
(Credits: Epa/Matthew Bash/Navy Visual News Service)
A due anni dall’intervento della forze navali internazionali nel Golfo di Aden e lungo le coste somale gli attacchi dei pirati somali ai mercantili in transito in quelle acque registrano un calo riferito dal rapporto semestrale dell’International Maritime Bureau (Imb)di Kuala Lumpur.
Su scala mondiale nei primi sei mesi del 2010 gli arrembaggi sono stati 196 contro i 240 dello stesso periodo del 2009 e le navi sequestrate sono state 31 contro le 48 dell’anno precedente. Nelle acque somale tra gennaio e giugno gli attacchi contro le navi sono stati 33 contro gli 86 dello stesso periodo del 2009.
Una diminuzione che si spiega con l’intenso pattugliamento effettuato a largo della Somalia, dove incrociano tra le 20 e le 30 unità d’altura delle flotte internazionali, incluse Nato, Ue e Usa, ma anche con la crescente presenza di guardie private o militari armati a bordo dei cargo.
“La mobilitazione delle marine nel Golfo di Aden - ha commentato Pottengal Mukundan, direttore dell’Imb - è stata decisiva nel calo degli attacchi nell’area”. Per contrastare le forze navali i pirati hanno però allargato il loro raggio d’azione fino al cuore dell’Oceano Indiano, a grande distanza dalle coste somale, dove infatti gli attacchi sono saliti dai 44 del primo semestre del 2009 ai 51 dei primi sei mesi del 2010.
Il governo delle isole Seychelles ha deciso di costituire un Ministero per la lotta alla Pirateria e ospita sul suo territorio velivoli teleguidati statunitensi per la sorveglianza marittima.
I pirati somali hanno “continuato a dimostrare il rafforzamento dei loro mezzi”, per questo, ha avvertito ancora Mukundan, “è vitale che la presenza navale continui”. La missione internazionale rischia quindi di prolungarsi ulteriormente specie in assenza di un reale controllo delle coste somale e di azioni dirette a distruggere le basi e le imbarcazioni dei pirati.
Uno sforzo militare che assorbe risorse finanziarie crescenti considerato che l’impiego di una fregata o un cacciatorpediniere lanciamissili delle marine occidentali costa mediamente tra i 100mila e i 250 mila euro al giorno.
Ieri i pirati somali hanno liberato due cargo dietro pagamento di un riscatto imprecisato: la nave cisterna norvegese per il trasporto di prodotti chimici Ubt Ocean e il peschereccio keniota Sakoba.
Il Sakoba, con a bordo 16 membri d’equipaggio, venne sequestrato il 26 febbraio scorso al largo dell’isola di Pemba in Tanzania ed è stato utilizzato dai pirati come nave-madre per poi catturare la Ubt Ocean, con 21 uomini d’equipaggio, il 5 marzo. Sono attualmente 21 le navi, con 387 membri di equipaggio a bordo, ancora nelle mani dei pirati somali.
- Mercoledì 21 Luglio 2010

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Commenti
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Il 21 Luglio 2010 alle 15:42 pasalaam ha scritto:
Tutto questo, visto alla luce dei costi esorbitanti, sembra assurdo. Se una nave costa 200.000 euro al giorno, 30 navi ci costano 6 milioni di euro al giorno!!!!
Sembra impossibile! CENTOTTANTA MILONI DI EURO AL MESE.
Siamo in ballo da due anni, il che vuol dire che abbiamo speso 4.320 milioni de euro per farci per farci fregare un centinaio di navi! Se davamo loro i soldi subito, ci costava la metà.
O’ le vostre informazioni sono sbagliate, oppure siamo governati da dei pazzi.
Il 22 Luglio 2010 alle 0:46 fsl ha scritto:
Magari fossero sbagliate!
Purtroppo il costo di quella ridicola missione è dell’ordine di grandezza di quelle cifre, milioncino più milioncino meno.
Sembra incredibile, ma è così.
Per eliminare i pirati ci sarebbero altri metodi, ogni opzione sembra economica al confronto di un pattugliamento eseguito da tante navi, che pure è notoriamente insufficiente.
Si potrebbe pensare al pagamento di un “dazio”, ma a chi? Non esiste una specie di Tortuga o una “fratellanza” del tipo i Pirati dei Caraibi!
Bombardare i porticcioli ed eliminare fisicamente pirati e barchette diventa ogni settimana che passa, un’opzione sempre più conveniente, ma ve l’immaginate un governo europeo che ammette di aver ucciso pirati e rispettivi familiari?
Brrr…
Organizzare ed imbarcare sulle navi contractors addestrati a sparare senza farsi troppi scrupoli? Chissà perchè, sui nostri furgoni portavalori si può fare, al largo delle coste somale diventa una manifestazione di politica coloniale!
E tremano i governi al pensiero che i pirati possano utilizzare qualche RPG meno arrugginito del solito.
Tanto vale lasciare le cose come stanno; gli equipaggi delle navi militari si coprono di gloria e macinano straordinari, quanto ai mercantili ed agli equipaggi… si sa andare per mare è pericoloso, cosa volete che sia la possibilità di essere sequestrati, tra tante navi…
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